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FUORIPAGINA
23/11/2009
  •   |   Francesca Pilla
    Mozzarella Libera sulle terre della camorra

    Un emendamento alla finanziaria passato al Senato prevede che le terre confiscate alla mafia possano essere rivendute ai privati, la regione Campania invece domenica ha inaugurato, a Castelvolturno, la mozzarella Libera, proprio su un podere sequestrato alla camorra. Un progetto per il quale la regione ha investito ben 5 milioni di euro. Ma non è una coincidenza se l’iniziativa viaggi in direzione opposta alle ultimissime indicazioni del governo. Per il presidente Antonio Bassolino la via da seguire è proprio quella intrapresa dall’ente che dirige e che per il riutilizzo e la restituzione alla cittadinanza dei possedimenti di camorra investirà per le cinque province circa 150 milioni di euro per 140 ettari di terreni. Secondo Bassolino è fondamentale anche in termini di sviluppo socioeconomico “riciclare” questi beni che, se messi all’asta, «rischierebbero di tornare nella disponibilità delle organizzazioni criminali». Chi ci vede uno scontro tra stato e regioni in ogni caso è fuori strada, il problema è politico e si basa su un modo antitetico di intendere il valore di proprietà accumulate con traffici illeciti. Da un lato il governo e il centrodestra puntano sul privato senza prevedere i rischi, dal’altro il centrosinistra ritiene importante rivalutare l’idea di compartecipazione pubblica. E proprio per questo Bassolino ha anche annunciato di voler a breve presentare un proposta di legge per scongiurare l’emendamento Tremonti. L’idea, ha spiegato il governatore, si basa sulla nascita di un’agenzia nazionale che possa coordinare, attraverso le regioni, le imprese che intendono investire nel sociale. «Il riuso sociale dei beni confiscati alle mafie – dicono dalla regione - esige un elevato fabbisogno di sostegno e di risorse finanziarie adeguate per ripristinare, almeno in partenza, le attività agricole, imprenditoriali e sociali che nella grande maggioranza dei casi risultano non in esercizio per via del vandalismo post-confisca che distrugge i beni e ne blocca l’attività». Dunque si tratta di dare una mano nella fase di start-up per poi creare attività economiche autosufficienti e quindi un indotto produttivo.
    La cooperativa che è nata in una masseria del casertano è il primo passo verso questa direzione. Qui infatti si produrrà la mozzarella di Don Peppino, in nome di Giuseppe Diana, ucciso dai casalesi nel 1994. I fondi regionali sono già serviti in parte per la bonifica dei suoli, il resto saranno utilizzati per l’acquisto dei macchinari e delle bufale. «Mafia e camorra puntano soprattutto all’accumulo di beni: è soprattutto questi che bisogna colpire, combattendo la camorra con intelligenza», ha detto Bassolino augurandosi che con la nascita di questa cooperativa possano trovare lavoro anche quei migranti che a Castelvolturno vivono da anni. Alla presentazione del progetto erano presenti anche il sindaco Francesco Nuzzo e l’assessore all’agricoltura Gianfranco Nappi.


I COMMENTI:
  • L'idea che lo stato sia colluso... mi fà ribrezzo!"quasi...quasi... non voto più!Anzi!mi bevo una birra al bar e mi concentro sulla gazzetta dello sport!Gia ma...se poi scopro che esitono interessi mafiosi anche li!?Merda!Chi mi insegna a rimuovere!?Eppure di italiani che rimuovono c'è ne sono tanti!Già...ma...non sarà per quello che commettimo gli stessi errori da cinquantanni!? 29-11-2009 01:26 - riccardo
  • SOSTEGNO TOTALE a don Ciotti e all'associazione LIBERA 24-11-2009 17:39 - Vito
  • Se un primo commento é di rallegramento per questa iniziativa, un secondo è di profonda sconfitta ; una attività agricola dovrebbe essere dall'inizio della sua stesura una attività libera. Perchè si deve aspettare l' intervento della magistratura per creare situazioni equo e solidali. Molte aziende sono pulite , cioè non soggette alla camorra, e perchè vengono abbandonate dalle grazie della Regione. Esiste ancora in Campania la mentalità che senza la Mano Nera ( cosi' venivano chiamati i commerci non "legali " durante il fascismo e durante la guerra )non si puo' avere sale olio e farina ? Perchè non si sono eseguite politiche sociali e di ripresa del territorio negli spazi gestiti dalla camorra per lo stoccaggio di rifiuti? Forse perchè si aspetta ancora trenta anni prima che lo faccia la magistratura in modo tale da non toccare delicate questione di ordinaria politica? 24-11-2009 14:38 - giuseppe
  • Capirai, non importa a questo punto chi la fa, tanto le terre e il latte sono tutti impestati. 24-11-2009 09:34 - Giuseppe
  • Non vorrei che il senso dell'emendamendo sia quello di far riacquistare alla mafia, magari con soldi "scudati", quello che con tanta fatica e tenacia la magistratura era riuscita a confiscare. 24-11-2009 09:29 - Granelli Luciano
  • Una mia amica, anni fa, usava un'espressione ancora più efficace del vecchio adagio "Siamo alla frutta".
    Lei diceva: "Siamo al rutto!".
    Quale espressione migliore per connotare uno Stato (si perdoni la Maiuscola) che si propone di fare affari col malaffare? Addirittura si offre per "pulire" soldi sporchi, ricevendoli come corrispettivo della cessione di terre "confiscate". 24-11-2009 08:08 - Roberto Bertoli
  • L'attuale governo (g minuscola come alcuni suoi rappresentanti) difende i diritti dei diversamente onesti.
    Questa è l'ennesima prova! 24-11-2009 07:32 - giovanni strong
  • Impegnamoci affinche non sia tutto una mozzarella . Davanti a questo evento non possiamo che rallegrarci per il risultato e augurare una strada di successo all'iniziativa sociale e imprenditriale. Ma agiungerei che una identica iniziativa è stata perseguita in Sicilia gia' circa dieci anni fa!!!Come siamo lenti a vedere che altre strade esistono. I governatori illuminati della Regione Campania , avevano forse bisogno di farsi proiettare da un grande schermo , la cruda realtà camorristica, per intraprendere anche loro una posizione alternativa al governo; Concordo con Saviano quando afferma che è terreno fertile, per tutte le attività criminali, il fatto che i cittadini tendono al rassegnarsi e ad accettare incongruenze come normalità . Proprio su questo punto noi campani in particolare, dovremo soffermarci a riflettere in piu' . Quale nostro comportamento produrrä politiche diverse da quella camorrista. "Avvenimenti" un settimanale o mensile di qualche tempo fa , parlando di un politico campano , si domando' se acquistassimo mai una macchina usata da quest' uomo . Io oggi mi domando , quanti politici o parlamentari del centro destra campano e non solo ,acquistassero mai la mozzarella LIbera di Castelvolturno . In specifico, se Cosentino scegliesse la Mozzarella del suo compare o la mozzarella Libera. 23-11-2009 23:55 - pepperepe
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