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Marlowe
La banda degli onesti
L'accusa lanciata da Brunetta a Tremonti è di quelle che bruciano: tu di economia non capisci nulla. Brucia e preoccupa perché da una decina di anni (non continuativi) Giulio Tremonti ha nelle mani le redini della politica economica italiana: tante promesse, ma risultati concreti quasi zero. Anzi meno di zero, perché con i condoni fiscali a raffica ha provocato una ulteriore degenerazione, prima di tutto morale, tra gli evasori. Questo non significa che il manifesto faccia il tifo per Brunetta che non è mai stato una stella di prima grandezza in grado di dare luce alla «trista scienza»: al massimo ha letto qualcosa di più di Tremonti, ma non ha lasciato il segno su nulla.
Tuttavia Brunetta (oltre che presuntuoso, come Tremonti) è più furbo: fiuta l'aria (brutta) che tira e, un po' in ritardo, si è accodato a Mario Baldassarri (l'unico economista del giro) chiedendo una politica di sviluppo oltre che di rigore. Perché non basta dire - come fa Tremonti - che nel 2010 il Pil aumenterà dell'1% dopo che nel biennio precedente è sceso del 6%. Di più: Brunetta si rende conto che con questo andazzo e senza una svolta (soprattutto sul fronte del lavoro) il governo rischia di frantumarsi alle prossime elezioni. E non è un caso che Berlusconi da un po' di tempo non diffonde più sondaggi.
Per far sapere ai lettori chi ne sa più di economia tra Tremonti e Brunetta, il manifesto suggerisce un giochino messo a punto con un economista vero che ci ha lasciati alcuni mesi fa : Fernando Vianello. La soluzione, ovviamente, è aperta a tutti: economisti e non. Anche se era stato inventato per spiegare l'economia ai giovani. In onore di Totò, il gioco si chiama «banda degli onesti». Prendiamo una situazione come l'attuale nella quale come direbbero gli economisti borghesi siamo in una situazione di non piena occupazione dei fattori produttivi. Il che significa alta disoccupazione, produzione calante, investimenti a rotoli e disoccupazione prossima allo zero.
La «Banda degli onesti» è fortunata: riesce a fabbricare 30 miliardi di euro falsi (meno di 2% del Pil) ma così perfetti che nessuno è in grado di scoprire che sono contraffatti. La «banda» non cerca ricchezze personali e deposita gli euro in tutte le banche italiane che ovviamente, visti i problemi di liquidità, non guardano tanto per il sottile di fronte a queste nuove risorse che permettono di espandere gli impieghi. I nostri, però, non stanno fermi: cominciano a investire, a prestare soldi agli imprenditori in crisi a tassi di assoluto favore. E lo stesso fanno con le famiglie in crisi, vessate dagli alti tassi di interesse praticati dal sistema bancario.
Cosa succede a questo punto? Semplice: il sistema economico prende fiato, la produzione aumenta, i cassintegrati vengono riassorbiti e si crea nuova occupazione. Di più: si riattivano i consumi e grazie alle maggiori vendite e alla ripresa del ciclo economico, ricominciano a crescere anche le entrate fiscali con benefici sul bilancio pubblico che gode anche per i risparmi realizzati dalla non erogazione degli ammortizzatori sociali. Inoltre è quasi nullo l'impatto sul sistema dei prezzi. Insomma, per l'inflazione non ci sono problemi. A questo punto la «Banda degli onesti» decide che è ora di varare una «exit strategy»: un po' per volta toglie dalla circolazione i 30 miliardi di euro e li distrugge. Una favola? Chi ha imparato qualcosa provi a rispondere.
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Ora, tutto quel che la "banda degli onesti" può fare è spacciare le banconote - "false" o "vere", come notava qualcuno qui sotto, fa poca differenza - che le vengono "girate", secondo regole fisse, molto rigide e stabilite altrove, da una "Banda degli Onestissimi" continentale: la quale, in verità, tende a fare parecchio di testa sua, e si fa comunque molto "indirizzare" da governi che non sono quello italiano.
Ammesso e non concesso, dunque, che immettendo ca. il 2% del PIL italiano in nuovo denaro sul nostro "mercato" interno succeda quel che Marlowe & Vianello auspicano (cosa comunque da provare: perché, allo stato attuale, chi garantirebbe che poi i 30 miliardi restino "confinati" in Italia? Potrebbe anche accadere che, una volta iniettatili nel circuito del credito, finiscano rapidamente per sparire dalla circolazione indirizzandosi verso altri paesi, con scarse o nulle conseguenze per il raggiungimento dello scopo macroeconomico originario), il punto mi pare sia: in quale altro modo si possono ottenere gli stessi risultati, visto che la "banda degli onesti" è ormai sostanzialmente impotente?
O, fuor di metafora: visto che, NELL'ATTUALE FASE STORICA, lo strumento del debito pubblico è inutilizzabile, una VERA SINISTRA, che ambisse a tornare al governo, cos'altro si potrebbe inventare per "portare la nave fuori dalle secche"? 29-11-2009 21:38 - Carlo Marsino
Solo recuperando la metà di evasione, ovvero 100 MLD di € è possibile occupare per attività a finalità culturali, sociali, ambientali ed economiche almeno 5.000.000 di giovani senza lavoro e senza futuro.
Siamo governati da una banda di criminali, collusi con la mafia, che proteggono i loro compari evasori. 27-11-2009 13:07 - Fabio Donati
P:S. Caro Vauro ci fai una vignetta in cui un Bossi da Gazebo Padano caccia un Gesù storicamente assomigliante a Bin Laden urlandogli "Clandestini neri via!! Per scippare il voto alle vecchiette ci basta la tua foto sbiancata in classe!" Vorremmo volantinare in occasione dei GazebiBanani domenicali, quelli pro crocifisso. 27-11-2009 12:22 - umbe
giancarlo sartoretto 27-11-2009 12:10 - giancarlo sartoretto
Vianello proponeva un massaggio cardiaco a un morto per collasso. Ancora un battito, due , tre....ma oramai il paziente (capitalismo) e' al collasso. E non lo dico io.....
* i falsari non si pongono il problema 27-11-2009 11:56 - Antonio