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FUORIPAGINA
26/11/2009
  •   |   Marlowe
    La banda degli onesti

    L'accusa lanciata da Brunetta a Tremonti è di quelle che bruciano: tu di economia non capisci nulla. Brucia e preoccupa perché da una decina di anni (non continuativi) Giulio Tremonti ha nelle mani le redini della politica economica italiana: tante promesse, ma risultati concreti quasi zero. Anzi meno di zero, perché con i condoni fiscali a raffica ha provocato una ulteriore degenerazione, prima di tutto morale, tra gli evasori. Questo non significa che il manifesto faccia il tifo per Brunetta che non è mai stato una stella di prima grandezza in grado di dare luce alla «trista scienza»: al massimo ha letto qualcosa di più di Tremonti, ma non ha lasciato il segno su nulla.
    Tuttavia Brunetta (oltre che presuntuoso, come Tremonti) è più furbo: fiuta l'aria (brutta) che tira e, un po' in ritardo, si è accodato a Mario Baldassarri (l'unico economista del giro) chiedendo una politica di sviluppo oltre che di rigore. Perché non basta dire - come fa Tremonti - che nel 2010 il Pil aumenterà dell'1% dopo che nel biennio precedente è sceso del 6%. Di più: Brunetta si rende conto che con questo andazzo e senza una svolta (soprattutto sul fronte del lavoro) il governo rischia di frantumarsi alle prossime elezioni. E non è un caso che Berlusconi da un po' di tempo non diffonde più sondaggi.
    Per far sapere ai lettori chi ne sa più di economia tra Tremonti e Brunetta, il manifesto suggerisce un giochino messo a punto con un economista vero che ci ha lasciati alcuni mesi fa : Fernando Vianello. La soluzione, ovviamente, è aperta a tutti: economisti e non. Anche se era stato inventato per spiegare l'economia ai giovani. In onore di Totò, il gioco si chiama «banda degli onesti». Prendiamo una situazione come l'attuale nella quale come direbbero gli economisti borghesi siamo in una situazione di non piena occupazione dei fattori produttivi. Il che significa alta disoccupazione, produzione calante, investimenti a rotoli e disoccupazione prossima allo zero.
    La «Banda degli onesti» è fortunata: riesce a fabbricare 30 miliardi di euro falsi (meno di 2% del Pil) ma così perfetti che nessuno è in grado di scoprire che sono contraffatti. La «banda» non cerca ricchezze personali e deposita gli euro in tutte le banche italiane che ovviamente, visti i problemi di liquidità, non guardano tanto per il sottile di fronte a queste nuove risorse che permettono di espandere gli impieghi. I nostri, però, non stanno fermi: cominciano a investire, a prestare soldi agli imprenditori in crisi a tassi di assoluto favore. E lo stesso fanno con le famiglie in crisi, vessate dagli alti tassi di interesse praticati dal sistema bancario.
    Cosa succede a questo punto? Semplice: il sistema economico prende fiato, la produzione aumenta, i cassintegrati vengono riassorbiti e si crea nuova occupazione. Di più: si riattivano i consumi e grazie alle maggiori vendite e alla ripresa del ciclo economico, ricominciano a crescere anche le entrate fiscali con benefici sul bilancio pubblico che gode anche per i risparmi realizzati dalla non erogazione degli ammortizzatori sociali. Inoltre è quasi nullo l'impatto sul sistema dei prezzi. Insomma, per l'inflazione non ci sono problemi. A questo punto la «Banda degli onesti» decide che è ora di varare una «exit strategy»: un po' per volta toglie dalla circolazione i 30 miliardi di euro e li distrugge. Una favola? Chi ha imparato qualcosa provi a rispondere.


I COMMENTI:
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  • Ma vedrete se questo status quo non verrà cambiato e questa favola non diventa realtà, il FATTORE X , dopo la terra e il mare comincerà a divorare i suoi figli ed eredi : i capitalisti...( vedi ultimo caso DUBAI ) e diventeremo tutti schiavi non piu'di un imperatore ma di un DIO : il CAPITALE. 27-11-2009 11:05 - maxi marx
  • da questa storia io ho imparato che i soldi, anche quell veri-veri, li possiamo stampare, meglio il governo puo' stamparli, senza dover andare in banca. il pericolo inflazione rimane ma perche' aggiungere anche quello degli interessi alle banche?insomma qualcuno mi spieghi cosa c'e di intelligente nell'andare in banca quando i soldi (da utilizzare nel caso in questione, si spera, per manovre economiche risolutive) uno se li puo' stampare da se! in breve abbasso le banche! e tutto cio' che viene concepito per gli interessi e il profitto di pochi, a scapito di tutti gli altri. 27-11-2009 09:56 - concetta
  • ...E se invece la banda degli onesti ..andasse a lavorare? voglio dire (siamo moderni) prendi il trattore e vai ad arare la terra, poi ci coltivi sopra,raccoglili il prodotto porti al mercato e lo vendi? oppure, vai nel bosco con la motosega a tagliare la legna la seghiamo la spacchiamo e poi la vendiamo, oppure io virtuosa tua moglie dopo che ho raccolto i pomodori ci faccio i pelati e li cuocio con la legna che tu hai lavorato?
    sai il lavoro lavoro, quello che c'è ma propio prropio non si trova nessun virtuoso che voglia farlo. 27-11-2009 09:52 - Cristina
  • Comunque è ciò che fanno le mafie da sempre, non fallendo mai. In giro mettono merce che hanno comprato a costi prossimi allo zero, merce che si comporta come i soldi falsi della favola e che ripuliti ed investiti in un giro infinito si moltiplicano in fior di miliardi e potere. Dire che le mafie sono uno stato nello stato è assolutamente giusto nella sostanza. E l'altro stato può farlo? Forse si ma non lo fa perchè appianare le ingiustizie ( con mezzi non idonei ma "democratici") non è funzionale all'obiettivo borghese di circondarsi di schiavi a costo di perderci economicamente. Comunque Brunetta non pensa a questo ma solo a fregare i compagni di governo e scappare dalla barca che affonda, come i topolini. 27-11-2009 09:44 - maria francesca
  • E' una favola ? Si. Perchè le banche dovrebbero prestare soldi con basso interesse? Dove sarebbe il loro tornaconto . E neanche ci possiamo aspettare politiche governative e legislative che andrebbero per una volta contro gli interessi elevatissimi delle banche , soprattutto nella situazione sopra descritta, dal momento che i nostri "cari governatori " sono direttamente collegati ad interesse in banche private ( presidente del consiglio). Questa è la sfida del futuro. 27-11-2009 09:30 - peppe
  • a Genova si dice" gia gia chi u piggia in tu cù u l'è de lungu u Dria" tradotto "gira gira chi rimane fregato è sempre lo stesso in questo caso il Sig.Andrea,certamente un proletario". Ciao GianniNoli 27-11-2009 09:30 - gianni
  • le aziende sane(che guadagnano) non hanno mai avuto e non hanno problemi ad ottenere credito.
    La crisi è dovuta ad un eccesso di capacità produttiva che non trova sfogo nel mercato a causa della concentrazione della ricchezza e dei redditi che è enormemente aumentata negli ultimi 30 anni (alle matricole di economia si insegna che la 'propensione al consumo'diminuisce con l'aumentare del reddito).
    La cosa potrebbe funzionare se i 30 miliardi invece di depositarli in banca si distribuissero ai cittadini meno abbienti in modo da provocare un aumento dei consumi. 27-11-2009 08:13 - pasquale vaira
  • Credo che il gioco stia nel fatto che si produce ricchezza ma anche debito, insomma ritirando i soldi dal circuito vengono a mancare le basi per poter restituire alle banche questi denari generando fallimenti di aziende e il ripristino della crisi. Un po come già succede quando la banca ti presta i denari gravati da interesse, facendo crediti per un ipotetico 100 e aggiungendo un 20 di interesse se in circolazione vi sono contanti per il numero di 100 come sarà possibile restituire alla banca i 120? 27-11-2009 06:46 - francesco
  • E se invece di fabbricare 30 milirdi di euro falsi - ed immetterli nel circuito privato - gli onesti assai piu' onestamente recuperassero 30 degli oltre 100 miliardi di evasione ed elusione fiscale e finanziassero un piano di opere pubbliche di salvaguardia ambientale e misure di sostegno per disoccupati e precari, magari legate alle stesse opere pubbliche? 27-11-2009 01:07 - Paolo
  • Ci riprovo:
    questo e' uno schema classico di una societa' capitalista che cerca in ogni modo, con l'astuzia e la frode, di mantenere il potere e lo status quo.
    Nulla di nuovo nei soldi cosi perfettii da sembrare veri: mi pare che li stampi la zecca da sempre. E poi una domanda, se sono cosi' perfetti devono anche essere veri. Anche nella repubblica di Weimar ne hanno sampati di indistinguibili da quelli veri (assai perfetti si potrebbe dire): si portavano in giro con le carrette. Solo che poi e' venuto il nazismo. 26-11-2009 20:18 - murmillus
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