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FUORIPAGINA
28/11/2009
  •   |   Astrit Dakli
    Bomba sul treno, è strage in Russia

    D'un colpo, la Russia è precipitata di nuovo nell'incubo del terrorismo, questa volta probabilmente non più di matrice islamica ma ispirato dall'estrema destra nazisteggiante. Una bomba - sembrano ormai escluse altre ipotesi - ha fatto deragliare ieri notte il Nevskij Express, uno dei treni veloci che collegano Mosca e San Pietroburgo, causando una strage. Mentre scriviamo i morti accertati sono almeno trenta e un centinaio i feriti, ma altre 19 persone mancano all'appello - presumibilmente intrappolate tra le lamiere contorte dei 14 vagoni - e si teme che alla fine il bilancio delle vittime sarà assai più pesante. 

    Dopo le incertezze delle prime ore, quando il deragliamento - avvenuto a circa metà strada fra le due metropoli, nella regione di Novgorod - era ancora attribuito a cause sconosciute, ormai l'ipotesi dell'attentato dinamitardo è diventata ufficiale: il capo delle ferrovie, Yakunin, la considera scontata - anche perché lungo la linea ferroviaria, nel punto in cui è avvenuto il deragliamento, è stato trovato un cratere profondo oltre un metro, con le rotaie divelte. Due dei vagoni usciti dai binari, peraltro, appaiono completamente sventrati, come solo una potente bomba potrebbe fare. Inoltre c'è stata anche una rivendicazione su un sito internet legato all'estrema destra razzista: un gruppo, chiamato "Combat 18", ha messo un post in cui si assume la responsabilità dell'attentato e proclama che "la guerra ora proseguirà senza quartiere, non ci saranno vittime innocenti, chi non è con noi è un nostro nemico e sarà colpito". Lo stesso gruppo, qualche settimana fa, aveva rivendicato un pacco esplosivo (avvolto in un sacchetto con una svastica) trovato su un vagone della metropolitana di San Pietroburgo e disinnescato senza danni.

    La Russia ha già vissuto drammatiche stagioni di terrorismo, ma finora tutte le azioni più sanguinose erano sempre state legate al conflitto caucasico: molti attentati si erano svolti proprio nelle regioni del Caucaso - il più tremendo nella scuola di Beslan, nell'Ossezia del nord - oppure nella Russia vera e propria, ma con attribuzione vera o presunta (anche i servizi segreti hanno avuto probabilmente una parte attiva) ai separatisti ceceni o a estremisti islamici, come negli attentati di Mosca del 1999. Più recentemente, nel 2007, un attentato proprio a un treno sulla linea Mosca-San Pietroburgo (con una sessantina di feriti) era stato compiuto da un gruppo legato alla guerriglia cecena.

    L'irruzione sulla scena terroristica dell'estrema destra nazionalista è un fatto relativamente nuovo: anche se non può costituire una sorpresa, viste le tendenze violente e sanguinarie messe largamente in mostra dai numerosissimi gruppi neonazisti che il regime russo ha lasciato tranquillamente proliferare nel paese. Il numero di persone ucciso in aggressioni razziste nelle maggiori città russe è nell'ordine delle centinaia all'anno, con la maggior parte degli episodi che resta assolutamente impunito. In molti casi addirittura c'è stata un'evidente determinazione della polizia e delle autorità a "coprire" gli autori delle aggressioni senza processarli o condannandoli a pene irrisorie. Solo quest'anno c'è stata una lieve inversione di tendenza, con alcuni processi "seri" e con dichiarazioni pubbliche di condanna da parte dei massimi dirigenti del paese. Ma evidentemente ormai è tardi, e la moltiplicazione di cellule impazzite ha raggiunto uno stadio di incontrollabilità pericolosissimo.

    Il presidente Dmitrij Medvedev ha ordinato che siano mobilitate tutte le risorse nazionali per prestare aiuto alle vittime, spedendo inoltre sul luogo dell'attentato personalmente il capo dei servizi segreti Aleksandr Bortnikov e il procuratore generale Yurij Chaika perché coordinino le indagini; sul posto si trovano anche il capo delle ferrovie e il ministro per le situazioni d'emergenza Sergei Shoigu. L'esplosione, oltre a tutto, ha interrotto la principale linea ferroviaria del paese: 60 treni con 27.000 passeggeri a bordo si sono trovati bloccati o dirottati su altri percorsi.


I COMMENTI:
  • Chi di capitalismo ferisce di fascismo perisce. 28-11-2009 18:54 - murmillus
  • a quanto pare Russia e Italia hanno molte cose in comune, per esempio il dilagare del nazi-fascismo: speriamo che il 5 dicembre non salti in aria qualche treno.. 28-11-2009 18:22 - SM
I COMMENTI:
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