sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
28/11/2009
  •   |   Silvia Bencivelli
    La pillola che unisce donne e scienza

    Étienne Émile Baulieu - l’inventore della pillola abortiva Ru486 - in Italia è un dispensatore di morte. Nel resto del mondo, un onesto ricercatore a cui sono grate milioni di donne. In Italia è uno dei fantasmi del dibattito politico. In Francia un illustre scienziato, già direttore dell’Accademia delle scienze, membro di comitati di bioetica e vincitore di premi internazionali per la ricerca. Ha 82 anni ed è un vecchio partigiano che parla di libertà delle donne e della scienza.
    E sulla faccenda della pillola abortiva nel nostro paese, dove è diventata disponibile 26 anni dopo il suo sviluppo in laboratorio, per poi essere bloccata in mille modi e, in ultimo, essere tacciata di contraddire la legge in vigore,
    ha le idee ben chiare: «Una storia assurda».
    Professor Baulieu, avrà seguito le vicende della pillola abortiva nel nostro paese. In Italia l’aborto è legale dal 1978, ma la Ru486 è diventata disponibile dopo un lungo iter burocratico e un infinito braccio di ferro tra i ginecologi e il Ministero della salute. Adesso le cose sono di nuovo ferme, in attesa dell’ennesimo parere. Perché la sua pillola, qui, fa tanta paura?
    In Italia la pressione dei rappresentanti del Vaticano è evidente anche nelle scelte sui farmaci, tanto che l’Italia è stato il penultimo paese europeo ad accettarla: adesso manca solo l’Irlanda (dove però l’aborto è reato, ndr). Secondo me, il problema di questo farmaco è che concretizza l’alleanza tra donne e scienza: il diritto delle donne a scegliere della propria libertà e il diritto degli scienziati a fare ricerca. È un’alleanza invincibile ed è una delle cose
    più rivoluzionarie della nostra epoca.
    Però i cattolici italiani esprimono chiaramente una paura più terrena: abortire con una pillola potrebbe banalizzare la cosa, renderla troppo semplice.
    Ma non è vero! È assurdo che i cattolici sostengano una cosa di questo genere, perché significa dire che le donne non aspettano altro che un mezzo tecnico per decidere del proprio corpo. Se le donne abortiscono non è perché hanno la possibilità tecnica di farlo e il numero degli aborti non è aumentato da quando esiste la mia pillola, lo si è visto chiaramente. Si abortisce per ragioni molto serie. E se anche il dolore fisico si riduce grazie a una pillola, quello psicologico rimane.
    Si è anche detto che la pillola abortiva non è molto sicura: in America ci sono state alcune morti. Come risponde?
    In America hanno utilizzato male la pillola per far fare più soldi alle aziende farmaceutiche. Per farla breve, hanno cominciato a somministrare uno dei farmaci del protocollo per via vaginale invece che per via orale, così da poterne dare dosi minori. Solo che è molto rischioso mettere in vagina cose che non sono concepite per stare lì. Infatti in Francia la pillola esiste da vent’anni, viene
    prescritta correttamente, anche dai medici generici, e utilizzata a domicilio, ma morti non ce ne sono mai state. La realtà è che è un farmaco molto sicuro.
    La sua pillola oggi è utilizzata da quattro o cinque milioni di donne in tutto il mondo ogni anno. Solo in America latina non è ancora arrivata. Avrà fatto un
    sacco di soldi…

    Macché, non ho fatto una lira. Ho sempre lavorato all’università e poi gli scienziati della mia generazione erano più interessati al successo delle proprie scoperte che alla possibilità di farci dei soldi. Avevo un contratto da piccolo
    funzionario con un’azienda, che mi pagava a forfait per le mie idee. Mi sono assicurato così una certa sicurezza economica, quella che bastava per continuare a lavorare tranquillamente.
    Lei si è sempre occupato di ormoni e ha lavorato con Gregory Pincus, uno degli inventori della pillola anticoncezionale. Perché ha scelto di dedicarsi agli ormoni femminili?
    La vita è più semplice di quello che sembra. Ho fatto medicina, ma volevo anche fare chimica, e il professore di biochimica che mi ha preso sotto la sua protezione studiava gli ormoni. Non è stata una vocazione.
    All’inizio mi sono occupato di un ormone che all’epoca era misterioso, il Dhea, e sono riuscito a isolarlo dal surrene. In questo modo mi sono fatto un nome, tanto che Pincus mi ha chiamato a raccontare le mie ricerche. Poi mi ha parlato e mi ha convinto che la contraccezione è un settore di studi interessante. Mi ha detto: tu la conosci, la contraccezione? Avevo già tre bambini, avrei dovuto
    conoscerla. Ho detto di sì. Comunque ho fatto diverse altre cose nella vita.
    Adesso sono tornato a occuparmi di invecchiamento e del Dhea, un ormone che fisiologicamente diminuisce con l’età, ma che preso per bocca può garantire un rallentamento del declino fisico e mentale.
    E lei lo prende?
    Certo. Da almeno 15 anni.
    È stato detto che le sue ricerche sulla pillola abortiva e sull’ormone che rallenta l’invecchiamento sono ricerche di «chimica della dignità». È così?
    Bah, io non parlo mai in modo così astratto. Sono stati piuttosto i giornalisti a dirlo. Anche se, in un certo senso, hanno ragione. Per caso, ma un po’ anche per scelta, ho trovato il gusto di fare quella che chiamo medicina di secondo
    grado, e di aiutare le donne e gli anziani nei loro problemi.
    È vero che Étienne Émile Baulieu non è il suo vero nome?
    No, ormai lo è. L’ho scelto nel '43, a sedici anni, quando sono partito per fare il partigiano. Bisognava scegliersi un nome di battaglia e ho scelto Étienne Baulieu. Poi, dopo la liberazione, sono andato a iscrivermi alla facoltà di
    medicina. In tasca avevo ancora i documenti falsi e solo quelli. L’ho detto in segreteria, ma mi hanno risposto che c’era gente, bisognava fare in fretta: mi avrebbero iscritto con quel nome e poi avrei potuto cambiare. Alla fine, non
    l’ho cambiato mai.


I COMMENTI:
  • Mentre noi ci azzuffiamo su questi temi, le industrie farmaceutiche se la ridono!
    Poi proprio non capisco: si fa tutto in day hospital e senza dolore, quali VERI vantaggi avrebbe questa pillola? 30-11-2009 21:08 - rita spaggiari
  • Affermare che la RU486 è la pillola che unisce le donne e la scienza mi sembra un po' avventuroso: primo perchè mi risulta che ci siano molte donne che non apprezzano questo "ritrovato" della scienza, secondo perchè è difficile dire qualcosa del genere su una pillola che, comunque la si voglia rigirare, UCCIDE! 30-11-2009 17:33 - Curzio
  • Bisogna avere il coraggio di dire che il vaticano e la chiesa devono smetterla di inserirsi negli affari dello stato italiano.
    I predi devono essere pagati dal vaticano o finanziarsi con finaziamenti privati e non pubblici.
    Questa gente ha tolto la dignita agli italiani. 30-11-2009 16:02 - murmillus
  • Carissima Bencivelli,
    perchè prendere per"oro colato" le sperimentazioni e le convinzioni del sig. Baulieu? Ha sentito la "campana" di un certo prof. Antinori? Del quale si può affermare ogni cosa; tranne che sia un clericale! Ebbene il prof. Antinori afferma l'esatto contrario di Baulieu, e cioè che questa famosa pillola è pericolosa per la salute della donna e che è meno invasivo l'aborto! A chi credere? Ripeto non sto parlando del "cardinal Antinori" ma di uno scienziato che è sempre stato avverso alle indicazioni della Chiesa! Ricordate l'affaire<cellule staminali>? 29-11-2009 18:48 - Cigaliga Bum
  • Bellissima intervista. Andrebbe fatta circolare su tutti i blog femministi...grazie al Manifesto....grazie davvero.
    Giovanna Cagliari 29-11-2009 17:54 - Giovanna Cagliari
  • OK, questa pillola unisce le donne e la scienza... ma in che "nobile" progetto lo vogliamo dire? 29-11-2009 16:40 - Claudio
  • E meno male che esistono giornaliste come Silvia Bencivelli; con questi chiari di luna la libertà femminile rallenta sì, ma non si arresta, brava! 29-11-2009 12:27 - Lupita Avilés
I COMMENTI:
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI