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Roberto Tesi
Dubai, il governo non garantisce i bond
Il governo di Dubai non intende garantire i 50 miliardi di bond della Dubai World. A comunicarlo al mondo finanziario internazionale è stato Abddulrahman al-Saleh, il direttore generale del ministero delle Finanze di Dubai. «I creditori pensano - ha spiegato - che la Dubai World faccia parte del governo, ma non è così: il governo è il proprietario della società, ma fin dalla sua fondazione è stato stabilito che la compagnia non è garantita dal governo». Insomma, l’emiro del Dubai, vero proprietario della città-stato, non metterà mano al portafoglio. D’altra parte sui prospetti informativi era chiaramente scritto: "il governo di Dubai non ha obblighi legali rispetto all'indebitamento delle società controllate".
Intanto ieri, è stato il primo giorno di riapertura delle borse del Golfo dopo la festività di Aid-al-adha (festa del sacrificio) e dopo la moratoria sul debito chiesta mercoledì scorso dalla holding statale Dubai World e a Dubai le contrattazioni si sono chiuse con una caduta del 7,3%. Ancora peggio è andata la borsa di Abu Dhabi che ha ceduto l'8,3%. In negativo anche tutte le borse europee.Le vendite nel Golfo hanno colpito i titoli del settore immobiliare, ma anche le tlc e l'energia, nonostante l'intervento della Banca centrale degli Emirati Arabi Uniti che domenica ha immesso liquidità aggiuntiva per rassicurare gli investitori. Inoltre la Nakheel, braccio immobiliare di Dubai World, ha chiesto la sospensione dalle contrattazioni dal Nasdaq di Dubai delle propri obbligazioni islamiche. La prima scadenza importante sarà proprio un bond della Nakheel che dovrebbe essere rimborsato il prossimo 14 dicembre.
Ora si lavora per cercare di ristrutturare il debito di 59 miliardi di dollari. Per farlo è necessaria l’adesione del 75% dei bondholders, i detentori delle obbligazioni. Il governo del Dubai guidato dallo Sceicco Mohammed al-Maktoum è sufficientemente fiducioso di poter raggiungere questa percentuale in quanto una parte di questi bond sono posseduti dalle banche locali. La comunità finanziaria internazionale, invece, preferirebbe una dichiarazione di default del bond che spianerebbe la strada a un'azione legale che potrebbe andare ad aggredire anche le altre attività della holding Dubai World. Quello che è certo è che occorrerà trovare una soluzione non facile visto che in dicembre sono in scadenza bond per 3,8 miliardi; 12,3 miliardi nel 2010, e poi altri 19 miliardi nel 2011. Infine 19 miliardi di dollari nel 2012.
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Tanto qualche altro "straccio"volera via.
Tutta questa ricchezza diventa sempre più obsoleta e inutile.
Bolle di aria,al posto dei soldi.
I cancelli sul mare arabi,si sono affondati in un mare di debiti.
ma perche in Italia,i nostri economisti dicono,cambiali,bond.
Forse,se direbbero che quelle che vengono offerte come bond,in realtà sono delle cambiali di banche,governi,e industrie,che vanno verso i fallimenti,i risparmiatori,prima di investire i loro risparmi,ci penserebbero meglio.
Ma vedrete che anche questa volta a pagare sarete voi.
Con le vostre piccole "fortune",mal tenute.Voi, che di economia,non sapete nulla e vi fidate di mascalzoni in giacca e cravatta.
Vi diranno che noi siamo dei portatori di sfiga e che loro sono in buona fede e con un radioso futuro.
E' la fine del capitalismo ormai in agonia.Non ci resta che prendere noi il potere. 30-11-2009 20:46 - maurizio mariani