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Marc W. Herold
Le stragi Usa in Afghanistan
Qualche settimana fa il professor Marc Herold, del Dipartimento di economia dell'Università del New Hampshire ha pubblicato un lungo rapporto dal titolo perfettamente esplicito: “Uccidere innocenti per salvare ‘le nostre truppe’: otto anni di orrori perpetrati nei confronti dei civili afghani dall’esercito statunitense
e dal suo megafono, il sistema dei media”. Qui di seguito ne riportiamo un estratto con i dieci punti principali, mentre il testo intero, in formato PDF, lo si può trovare cliccando qui.
I dieci punti principali
1. Le guerre statunitensi nel Terzo Mondo dopo la guerra in Corea hanno a che fare col diverso valore attribuito alla vita di esseri umani di diverso colore, gli “altri”; in altre parole, è una questione di razza e di etnia. Questo si riscontra nel linguaggio e nella concezione dei discorsi ufficiali, nel linguaggio dei soldati e negli esiti, che mettono in evidenza il diverso valore che gli statunitensi attribuiscono alla vita quale risarcimento per i cosiddetti assassini per negligenza.
2. La guerra statunitense in Afghanistan non è stata altro che una guerra “di precisione” eseguita con armi nuove ad alta tecnologia. Tuttavia, l’errore non risiede tanto nelle armi quanto nel come queste sono state utilizzate dal personale militare statunitense, esecutore delle politiche volute dalle amministrazioni Bush e Obama. Lo scarto fra il numero delle perdite tra i civili afghani e i soldati delle forze occupanti fornisce una stima della mortalità relativa nella guerra afghana condotta dagli USA.
3. I costi di questa guerra per l’Afghanistan e per la popolazione afghana sono enormi e multidimensionali.
4. Il “nuovo” approccio militare portato avanti dal generale McCrhystal. che, per mantenere l’impegno della NATO, è rivolto a provocare un minor numero di vittime tra i civili afghani, esponendo di conseguenza a maggiori rischi di morte i soldati statunitensi (per la maggior parte di basso ceto rurale), conferma ciò che sostengo da tempo: i bombardamenti aerei USA sono stati voluti solo per ridurre al minimo le perdite statunitensi a discapito della popolazione civile afghana.
5. Obama, quintessenza del “signor Immagine”, ha intensificato significativamente la guerra USA in Afghanistan e in Pakistan, mentre anche i più fedeli alleati NATO sono sempre più riluttanti a continuare quella che sembra tramutarsi in una guerra senza fine; questi ultimi stanno accortamente cercando di evitare i costi della sconfitta, mentre Obama si sta lasciando travolgere. Ma gli USA non possono continuare questa guerra da soli (con la
presenza pressoché simbolica di soldati mal addestrati dell’Estonia, della Mongolia, della Colombia o della Macedonia).
6. I principali media statunitensi, in particolare la televisione (per esempio Lara Logan, la corrispondente estera più gettonata della CBS, da sempre sostenitrice dell’esercito USA in Afghanistan e ora sfrontata sostenitrice della guerra3) e la radio, ma l’Associated Press, hanno rivestito un ruolo chiave nel confondere il pubblico statunitense sulle ragioni per cui gli USA continuano la guerra in Afghanistan. Dove sono le fotografie di coloro che sono stati uccisi o mutilati dalle truppe statunitensi?7. Altri commentatori statunitensi – gli interventisti umanitari in Afghanistan, inclusi Human Rights Watch, Sarah Chayes, Harvard’s Carr Center ecc. – prospettano un’idilliaca conclusione del conflitto, in cui allegri agricoltori afghani lavorano in cooperative producendo melagrane o zafferano destinati all’esportazione e nelle stesse campagne si moltiplicano a vista d’occhio le scuole femminili. Questo non ha niente a che vedere con la realtà, ma solo con la propaganda della guerra presso il pubblico statunitense.
8. La guerra in Afghanistan non può essere vinta né militarmente né conquistando i cuori e le menti della resistenza afghana. Inoltre, i bombardamenti statunitensi e l’occupazione dell’Afghanistan hanno rafforzato – e non indebolito – Al Qaeda, favorendo la sua propagazione in almeno due continenti (Asia e Africa). Grazie agli USA, ora Al Qaeda è un’organizzazione globale.
9. L’unica soluzione per gli USA sarebbe un immediato ritiro, proprio come fecero i sovietici nel 1989, lasciando che gli afghani trovino una soluzione come fecero i vietnamiti nel 1975. Il metodo Obama/McChrystal lascia intravedere una guerra senza fine e il metodo Biden è un invito per un nuovo 11 settembre.
10. La storia ci insegna che l’unico importante fattore in grado di determinare un immediato ritiro USA da un conflitto è l’aumento delle perdite militari. Sono sotto gli occhi di tutti i casi dell’Indocina (1965-75), dell’attacco al Libano nel quale rimasero uccisi 241 soldati statunitensi (1983), dei Blackhawks abbattuti in Somalia (1993).
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Ma Herold ha avuto sulle guerre di Bush la stessa coerente posizione. Magari banale, ma coerente. 03-12-2009 03:13 - Fabio
Loro stragi per non essere uccisi, invece in casa nostra, perche si compiono stragi nelle careceri? avete letto il verbale di udienza del testimone del pestaggio di Cucchi? perche non si parla piu della "barbarie" carcere? come dice F.Bevilacqa, (il carcere come universo concentrazionario ha ed ha avuto un suol ruolo; quello di esclusione da ogni forma di vita sociale o di dissenso di chiunque tenta di sfuggire al controllo della societa' costruita sul perbenismo.
E normalmente, in ogni epoca, in ogni etica -da quella religiosa alla marxista, passando per la borghese - e' stata dedicata ed applicata ad una sola classe.
Chiamati di volta in volta eretici, mobs, pegre fino alla famosa avversione del carluccio di Prestwich per il lumpenproletariat. Criminali da noi.
I vari comunicati di una sinistra farisea sui suicidi indicano che questo sistema concetrazionario a volta non funziona, produce sbavature, scorie, anomalie.
E tendono piu' a correggere questo mal funzionamento che a mettere in questione il ruolo stesso della societa' carcere.
Con la lacrimuccia all'angolo dell'occhio destro e guardando a sinistra i buon recuperatori intervengono per rendere efficace, produttivo il sistema di produzione carceraia.
E soprattutto basandosi sul concetto di gulty/not guilty, dimenticando che siamo tutti colpevoli di non accettare lo stato di cose esistente.
Cosa che fa quotidianamente una classe, il lumpen, i criminali.
chi ha sperimentato il pensiero liberale di sinistra assicura, che parlare di "Alfredo" e' parlare di un crimine contro la propieta': rapina.
Allora se parli di un capannone con 50 e passa persone dentro, in condizioni disastrate, tutti versano unalacrima e forse un soldino.
Ma se parli del ruolo del capannone ti ricoveranno da qualche parte.
Bello come una prigione che brucia.)
Una societa aliena dalla giustizia come puo avere coscienza della giustizia? 02-12-2009 21:12 - scomparso
Genocidi per la democrazia.
Distruzione di case per vedere meglio i nemici.
Avete visto il video di quel palestinese ammazzato sotto le ruote del colono con il bene placido, della polizia e dell'esercito democratico isreliano?
Una foto,vale più di mille discorsi.
A quelle cose,e giusto o sbagliato, se pòi,questi arabi ci ammazzano come cani?
Io sono convinto, che quando la cosa è così schifosa,sarebbe meglio che i nostri soldati stiano a casa.
Oppure,quei soldati con la bandiera tricolore,non sono più italiani?!.
Noi siamo un popolo che perdona,cattolico e con un cuore grande come una delle torri gemelle.
Cazzo ci entriamo noi, con questi assassini.
Obama è un guerrafondaio come il suo predecessore e non abbiamo nulla da spartirci.
Meglio quel birbaccione di Berlusconi,almeno lui è solo uno che si fa gli affari propri.Questi sono assassini e imperialisti.
Non dobbiamo stare a fianco di queste canaglie,ma dalla parte degli oppressi.
Meglio essere il primo popolo del terzo mondo che l'ultimi del mondo imperialista.
I soldati italiani, ora sono in serio pericolo e ogni minuto,può arrivare una tragica notizia.
Perche morire in una guerra non nostra.
Perche stare dalla parte di chi non ci può vedere.
I cattolici,sono discriminati in America e gli italiani,come gli irlandesi sono da sempre odiati.
Non ci stò a morire per questi animali.
Come trenta anni fa gridiamo: Americani andate via! 02-12-2009 18:50 - maurizio mariani