sabato 31 luglio 2010
FUORIPAGINA
07/12/2009
-
|
Antonello Mangano
L'altra Italia. Sicurezza "modello None"
«Piazzare» i propri figli per sostenere la famiglia era una pratica dettata dalla necessità e diffusa lungo l'arco alpino, con tanto di contratto d'affitto che si stipulava in particolare nelle valli occitane. Fino a non molti decenni fa si teneva una vera fiera di piazza. I padroni sceglievano, ed i bambini finivano tra monti e pascoli, le ragazze da sole nelle case a fare i lavori domestici. Sembrano passati secoli, ma il ricordo della povertà dovrebbe essere ancora vivo nel profondo nord.
Ed invece pochi anni di propaganda leghista hanno cancellato tutto, compresa la capacità di comprendere il sacrificio di una famiglia che immola un figlio per il bene di tutti gli altri. Lo facevamo noi, lo fanno adesso le famiglie nigeriane, i cui drammi arrivano sotto i balconi e di fronte alle finestre dei bravi cittadini della provincia piemontese.
La rotonda di Candiolo si trova a breve distanza dalla reggia di Stupinigi e dal paese di None: di qua le ragazze dell'est, di là il mattatoio delle nigeriane. Mediamente 300 clienti per notte: una zona di svezzamento. Le madam buttano lì le ragazze, tutte giovanissime. E' una zona senza joint, ovvero uno spazio riservato, spesso una piazzola di sosta sulla strada. Serve a capire se fisicamente ce la fanno, se sono brave, quanto rendono, poi troveranno un joint tutto per loro. La brava gente del paese non ne può più, ma qualcuno comincia a capire che il delirio securitario a base di ronde, sceriffi e telecamere non serve a risolvere i problemi bensì a sprecare denaro pubblico.
A None, profonda provincia settentrionale influenzata dal verbo della Lega (nonostante la giunta di centro sinistra), la polizia municipale ha deciso di avviare per la prima volta un progetto - che coinvolge altri comuni del circondario - insieme al privato sociale ed alla locale giunta, senza trascurare il confronto con la popolazione.
Da Lampedusa a Candiolo
«Così si evita che la gente metta su un comitato, che i vigili facciano una retata, ed i carabinieri un'altra il giorno dopo, che le associazioni non abbiano finanziamenti. Ragioniamo del fenomeno in maniera corale», dice durante la presentazione del progetto il comandante Silvano Bosso, una immeritata fama da uomo di frontiera maturata negli anni passati nel quartiere torinese multietnico di San Salvario.
L'aula della scuola elementare è piena di gente. All'inizio quasi nessuno comprende. «L'immigrazione clandestina doveva essere regolata dieci anni fa. In strada non è un bel vedere. E se le mandiamo al loro paese? Perché non spediscono indietro le barche? Cosa credono, che da Lampedusa non arrivi la prostituzione?». Queste brave signore di paese, questi contadini produttivi e seriosi, questi elettori fedeli del Carroccio non sanno che sotto i loro balconi si consuma uno dei più grandi drammi del mondo: ragazze vendute, mafie lungo due continenti, dolore e sofferenza. Per loro è una questione di arredo urbano, atti osceni in luogo pubblico, decoro. Se il dolore fosse chiuso tra le mura di un appartamento, il problema sarebbe risolto.
«La rotonda di Candiolo è come la prima classe, parliamo di gente che sta in Italia da 15 giorni, spesso minorenni», racconta Alberto Mossino, dell'associazione PIAM onlus, coinvolto come esperto. «Lì fanno capire cosa è il lavoro, capiscono chi è docile e chi è meno affidabile. Lavorano per 50 euro al giorno, questa è tratta, è sfruttamento. I vigili urbani di None ci hanno chiamato per un lavoro di mediazione, hanno compreso che non è il caso di continuare con le retate. Facciamo da molti anni unità di strada. Distribuiamo dei preservativi, perché la salute va tutelata. Se si ammalano è per sempre, anche se poi decidono di cambiare vita. Poi gestiamo case d'accoglienza e comunità di inserimento sociale. E' vero, non sempre c'è il lieto fine. Vale comunque la pena di tentare. Dai nostri percorsi di accoglienza sono uscite più di 120 ragazze nigeriane».
E' difficile per i signori presenti immedesimarsi. Nel nostro immaginario segnato dal cattolicesimo, la prostituta è una femmina perduta oppure una vittima da salvare. Non esiste una terza possibilità.
«Immaginate la situazione», prova a spiegare Mossino. «Una figlia a migliaia di chilometri di distanza, con un debito di 80 mila euro, da pagare 10 euro alla volta, seminude a gennaio all'una di notte, alla fine sono devastate. Sono gli sfruttatori quelli da colpire, non le ragazze. Ogni cliente deve sapere che quei venti euro li dà in mano ai trafficanti. Se uno vuole andare a prostitute, ok, vada nei club dove c'è prostituzione 'normale', nella rotonda non va bene, li si trovano ragazzine». «Per noi si tratta di un percorso sperimentale», aggiunge Valentina Sanmartino, della polizia municipale. «Ma già da ora abbiamo iniziato a vederle in un altro modo. Per noi non è stato semplice avviare un discorso, finora c'è sempre stato uno scontro. Prima dobbiamo imparare dagli operatori sociali». «Costa molto meno fare inclusione sociale che non esclusione», sostiene Mossino. «Costa più un charter per le espulsioni che un progetto di accoglienza».
Non rovinare le famiglie
Cinquecento euro elevate ad ogni cliente sorpreso con le prostitute. Le multe non vengono inviate a casa, «per non rovinare le famiglie», si precisa. Ad agosto, primo mese di sperimentazione, ne sono state elevate 50. Uno di quei provvedimenti all'apparenza sacrosanti, giustissimi, persino umanitari perché non colpiscono le ragazze. Ma basta approfondire le questione per cogliere le prime incongruenze ed apprezzare gustosi quadretti di provincia.
Intanto, cosa significa intrattenersi con le prostitute? Anche chiacchierare o chiedere informazioni? «Se è a notte fonda non c'è alcun dubbio», ribatte una signora. «Invece non è così», si infervora un contadino: «C'è anche chi alle due di notte va ad irrigare i campi. A me capita di andare col trattore e di passare vicino alle ragazze, spero di non prendere una multa anche io».
Un rappresentante leghista, con tanto di fazzoletto verde, racconta di un suo amico multato, a suo dire innocente, che gli ha chiesto di adoperarsi per far togliere la contravvenzione. Un piccolo spaccato dell'Italia rigorosa e draconiana sempre pronta al sotterfugio. Ma non è finita. Bossa racconta di un ulteriore episodio che aumenta la confusione ed affonda definitivamente le distinzioni giuridiche, ovvero il caso di «rappresentanti che fanno una regolare attività di vendita di preservativi alle prostitute, anche alle due di notte. E' una vendita regolare, formalmente una sorta di vendita porta a porta o itinerante. L'abbiamo giuridicamente affrontato, non è vietato».
Prostituzione e tratta
«Si continua a confondere prostituzione e tratta. Nel primo caso, possiamo parlare di una scelta consapevole», conclude Mossino. Tratta vuol dire che la donna, dopo una promessa di un lavoro, viene catturata da una rete di trafficanti, che vanno nei villaggi, promettono l'Europa. Come per noi l'America negli anni passati. La famiglia viene impegnata a sottoscrivere un debito, da 40 mila ad 80 mila euro. A volte c'è anche un rito voodoo, che negli anni sta diventando sempre meno efficace. Oggi molte famiglie vanno dal notaio, impegnano i beni. I parenti un po' non sanno, un po' non vogliono sapere. Anche perché con quei soldi si mantengono altre 8-9 persone. Molte ragazze arrivano grazie ai visti falsi del nostro consolato a Lagos, c'è un grosso problema di corruzione. Chi ha i soldi riesce a trovare il visto. Altrimenti il solito viaggio deserto - Libia - Lampedusa. Secondo uno studio dell'Unicri, le ragazze lavorano in Libia, appena racimolano 3 mila euro possono partire per Lampedusa. In Italia vengono riprese dalla rete criminale, se non hai i documenti non puoi fare niente. Vengono imposte prestazioni protette o non protette a 15-20 euro, con la minaccia di mandare gente a disturbare la famiglia. Queste ragazze sono partite da un piccolo villaggio dell'Africa o dalle favelas di una metropoli. Sentono il peso di dover mantenere gli altri fratelli. Da una parte la famiglia, dall'altra i trafficanti dall'altra. «E' verosimile che queste ragazze si ribellino con uno schiocco di dita? Sono le vittime!»
Attrezzature di tipo militare
La repressione non paga, ma i problemi sono comunque tanti. Spiega Bossa: «Nasce per prima cosa un problema di 'coordinamento' con i carabinieri, per le ragazze una divisa è sempre una divisa. Quando vedono i vigili, dopo aver avviato il programma di mediazione, non rischiano più di rompersi le caviglie scappando. Ma non ha senso che il giorno dopo un'altra forza di polizia faccia una retata, che in ogni caso non serve a niente. Una ragazza, se inottemperante al decreto di espulsione, per 48 ore va custodita dalle forze dell'ordine. Dovremmo tenere per 3 giorni le ragazze oppure spedirle in un centro accoglienza temporanea». Anche Luca Nuè, assessore alla sicurezza a None è dello stesso avviso: «Le retate sono una perdita di tempo, almeno 120 ore di lavoro degli operatori a carico della collettività, dopo gli arresti le ragazze sono in strada alle otto di sera, i vigili rientrano in caserma a mezzanotte». Il comando della polizia municipale è piccolo, ma una intera stanza è occupata da un sofisticato sistema di videosorveglianza. «Sono attrezzature di tipo militare», ci spiegano. «Devono essere in grado di vedere di notte, registrare, cogliere i particolari. Ogni postazione costa 40 mila euro».
www.terrelibere.org
INVIA UN COMMENTO
INDICE
- 30/12/2009 [6 commenti]
- 30/12/2009 [9 commenti]
- 30/12/2009 [9 commenti]
- 30/12/2009 [15 commenti]
- 30/12/2009 [4 commenti]
- 30/12/2009 [5 commenti]
- 29/12/2009 [9 commenti]
- 29/12/2009 [6 commenti]
- 28/12/2009 [1 commenti]
- 28/12/2009 [5 commenti]
- 28/12/2009 [1 commenti]
- 26/12/2009 [14 commenti]
- 26/12/2009 [7 commenti]
- 25/12/2009 [4 commenti]
- 25/12/2009 [12 commenti]
- 25/12/2009 [14 commenti]
- 23/12/2009 [14 commenti]
- 23/12/2009 [4 commenti]
- 23/12/2009 [26 commenti]
- 23/12/2009 [0 commenti]
- 22/12/2009 [28 commenti]
- 22/12/2009 [9 commenti]
- 22/12/2009 [1 commenti]
- 21/12/2009 [1 commenti]
- 21/12/2009 [27 commenti]
- 20/12/2009 [5 commenti]
- 20/12/2009 [13 commenti]
- 20/12/2009 [15 commenti]
- 19/12/2009 [3 commenti]
- 18/12/2009 [13 commenti]
- 18/12/2009 [9 commenti]
- 17/12/2009 [6 commenti]
- 17/12/2009 [12 commenti]
- 16/12/2009 [40 commenti]
- 16/12/2009 [11 commenti]
- 15/12/2009 [1 commenti]
- 15/12/2009 [13 commenti]
- 14/12/2009 [0 commenti]
- 13/12/2009 [12 commenti]
- 12/12/2009 [18 commenti]
- 12/12/2009 [18 commenti]
- 11/12/2009 [12 commenti]
- 11/12/2009 [5 commenti]
- 10/12/2009 [1 commenti]
- 10/12/2009 [2 commenti]
- 09/12/2009 [6 commenti]
- 09/12/2009 [2 commenti]
- 09/12/2009 [2 commenti]
- 08/12/2009 [2 commenti]
- 08/12/2009 [6 commenti]
- 07/12/2009 [11 commenti]
- 06/12/2009 [7 commenti]
- 06/12/2009 [27 commenti]
- 05/12/2009 [67 commenti]
- 04/12/2009 [9 commenti]
- 04/12/2009 [8 commenti]
- 03/12/2009 [22 commenti]
- 03/12/2009 [16 commenti]
- 02/12/2009 [16 commenti]
- 02/12/2009 [3 commenti]
luglio 2010 [ 60 ]
giugno 2010 [ 64 ]
maggio 2010 [ 67 ]
aprile 2010 [ 60 ]
marzo 2010 [ 62 ]
febbraio 2010 [ 59 ]
gennaio 2010 [ 74 ]
dicembre 2009 [ 62 ]
novembre 2009 [ 59 ]
ottobre 2009 [ 55 ]
settembre 2009 [ 65 ]
agosto 2009 [ 40 ]
luglio 2009 [ 54 ]
giugno 2009 [ 39 ]
maggio 2009 [ 30 ]
aprile 2009 [ 30 ]
marzo 2009 [ 27 ]
febbraio 2009 [ 26 ]
gennaio 2009 [ 28 ]
dicembre 2008 [ 13 ]
TERRA TERRA
-
Cina, caccia al bidone
| di Alessandra Potenza del 30.07.2010 -
I polli al cromo di Dhaka
| di Marinella Correggia del 29.07.2010
-
Privatizzazioni in Russia, parte IIPrenderà il via all'inizio del 2011 la più importante ondata di privatizzazioni messa in atto dalla Russia dopo la pazzesca svendita del 1996, quando i migliori gioielli del patrimonio statale vennero praticamente regalati a un gruppo di banchieri e finanzieri d'assalto in cambio di un po' di cash che aiutò Boris Eltsin a vincere le elezioni presidenziali del giugno di quell'anno...30 luglio 2010
-
Agenzia da fine luglio: la dentiera di Winston Churchill va all’asta, per una base di 5000 sterline ma ci si aspetta un bottino più generoso. Mentre l’intero archivio personale del politico britannico sarà presto online affinché tutti, pagando, possano consultarlo.29 luglio 2010
MANIFESTO BLOG
AUTOCRITICA
a cura di Francesco Paternò
-
Smart è donna
di fpaterno - 30.07.2010 23:07
ESTESTEST
notizie dall'ex impero del male
-
Privatizzazioni in Russia, parte II
di a. d. - 30.07.2010 17:07
ROVESCI D'ARTE
a cura di Arianna Di Genova
-
Chi colleziona la dentiera di Churchill?
di arianna - 29.07.2010 17:07
BABELBLOG
a cura di Cinzia Gubbini
-
Al Tg1 la badante è solo straniera
di cinzia - 29.07.2010 13:07
CHIPS&SALSA
tecnologie e culture digitali
-
L’agricoltura biologica alla conquista di Facebook
di Raffaele Mastrolonardo - 29.07.2010 09:07
SOTTOSOPRA
blog overground
-
Papà è un mafioso, lo rinneghiamo
di angelo mastrandrea - 28.07.2010 15:07
LOSANGELISTA
dall'Occidente Estremo
-
Pixar: the sequel
di luca celada - 16.07.2010 00:07
DAL GIAPPONE CON FURORE
di Pio D'Emilia
-
Italia mon amour
di pio - 13.07.2010 20:07
PERFIDALBIONE
a cura di Paolo Gerbaudo
-
Gli svenditori della controcultura
di paolo - 01.07.2010 19:07
POPOCATÉPETL
a cura di Gianni Proiettis
-
Presos políticos ¡Libertad!
di gianni - 01.07.2010 04:07
FRANCIAEUROPA
notizie da Parigi
-
Sarkozy: “austerità per i ministri” (sperando di salvare il soldato Woerth e la riforma delle pensioni)
di Anna Maria - 28.06.2010 14:06
ISLAMISMO
a cura di Giuliana Sgrena
-
Iraq, si uccide per l’acqua
di giuliana - 23.06.2010 11:06
PACI POSSIBILI
a cura di Orsola Casagrande
-
Il PKK pone fine alla tregua unilaterale dopo 13 mesi
di orsola - 01.06.2010 17:06
SERVIZI
















Le donne obbligate con la forza nell' industria del sesso (che non è prostituzione) sono una piccola minoranza rispetto a chi sceglie quel lavro. Chi detiene il potere ha interesse che le donne, e gli uomini, rimangano impantanti in discussioni inutili con l'unico scopo di distogliere dal punto centrale: la prostituzione è un lavoro, che sia data voce alle prostitute e che le siano concessi diritti come tutti i lavoratori.
Madame Anais
Le Prostitute parlano estratto 4'
http://www.micropunta.it/sisters/ 08-12-2009 13:11 - LUCI ROSSE+PER+DIO+E+L'IMPERO
La prostituzione è ed è sempre stato un fenomeno sociale, di chi non ha soldi per mangiare, di chi deve mantenere una famiglia, di genitori che fanno prostituire i propri figli e tante altre tristi storie.
I bordelli, che tanti ricordano con piacere, erano qualcosa di aberrante, donne bambine che si prostituivano, erano praticati aborti con i ferri da calza, erano vendute, violentate, Dio solo sa quanta crudeltà ci fosse dentro quei bordelli.
Se per voi i bordelli sono una soluzione, per me è un tornare indietro, corpi da amare non da comprare, dice uno slogan dei centri sociali.
Allora offriamo a queste donne dignità, lavoro, casa, istruzione e vedrete che nessuno più si prostituirà, perché per nessuna donna, dico nessuna prostituirsi è una scelta. 08-12-2009 10:44 - Barbara
Ma perchè tutti questa gente, tutti questi maschi che vanno a puttane? Ma perchè per avere un pò di sesso, un pò di calore, un pò di insana passione ci si deve risolvere a pagare, nello squallore, nelle macchine, nel freddo, nell'indifferenza, nell'ignoranza, nella solitudine, nella bruttezza?
Che lo sappiano i clienti chi stanno finanziando, cosa stanno finanziando, che abominio di sistema, che vite al macello, che storie insensate.
E perchè tutti questi uomini che hanno bisogno di pagare per una scopata? perchè c'è un mondo senza amore, un mondo senza carne, un mondo senza sesso, perchè non prendiamo esempio dalla scandinavia, uomini, donne, trans e bambini, PERCHÈ CONSIDERARE IL SESSO COME PRATICA IGIENICA È ANCORA NELLE MENTI E NEI CORPI OTTUSI DEGLI ITALIANI QUALCOSA DI INCONCEPIBILE E IMMORALE? PER QUANTO TEMPO ANCORA SAREMO SUCCUBI DELLA RETORICA VATICANA SULL'AMORE?
NON È SOLO UN PROBLEMA DI SICUREZZA O DI ORDINE PUBBLICO O DI INTEGRAZIONE È PRIMA DI TUTTO UN PROBLEMA CULTURALE.
Credo che gli italiani siano uno dei popoli sessualmente più frustrati del pianeta, basta guardare con quanta naturalezza ed apertura ci si rapporta al sesso in europa, in scandinavia o in spagna, per non parlare dell'africa o dell'america latina. CHE TRISTEZZA L'ITALIA, ANCHE, E FORSE SOPRATTUTTO, QUI. 08-12-2009 00:48 - Salvatore
quest'idea delle femministe che vanno a spaccare la faccia ad A.M., sembra proprio quel vecchio stereotipo di destra della femminista brutta violenta e mascolina.
E francamente, le escort di berlusconi a me sono sembrate gente decisamente più maggiorenne e vaccinata di quel che si vede in giro. Cento italiani con la spina dorsale della D'Addario, e l'Italia diventa un altro paese. 07-12-2009 21:16 - andrea61