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Anna Donati
L'Italia che sfreccia e quella che pendola
«13 dicembre 2009: termina il conto alla rovescia e si completa la rivoluzione della mobilità italiana. Con l'attivazione delle nuove tratte veloci Bologna-Firenze e Milano-Novara entra a pieno regime la metropolitana veloce d'Italia». Con queste parole enfatiche le Ferrovie dello Stato sul loro sito annunciano il viaggio inaugurale dell'AV Torino-Salerno e un forte potenziamento dei treni veloci a partire dal prossimo orario ferroviario. Proprio nella stessa settimana Legambiente ha lanciato la sua campagna Pendolaria 2009, con cui ha monitorato lo stato dei disservizi e dei ritardi del trasporto regionale, coinvolgendo le associazioni dei pendolari.
Secondo Trenitalia in questi undici mesi del 2009 l'Alta Velocità ha trasportato circa 11 milioni di passeggeri che significa circa 33.000 utenti al giorno, e con la nuova offerta per il 2010 si aspettano di raggiungere circa 41.000 passeggeri ogni giorno, per un totale di 15 milioni di passeggeri all'anno. (...) Un balzo significativo - non c'è che dire - di utenti veloci, per un servizio a prezzi di mercato e dalle percorrenze medie per viaggio assai elevate. Ma se confrontiamo questi numeri con i 2 milioni di pendolari che ogni giorno usano i treni regionali e metropolitani di Trenitalia (e che portano ogni anno a un totale di 730 milioni di passeggeri all'anno) appare chiara la sproporzione di mezzi, risorse e anche strategie delle ferrovie italiane.
Naturalmente bisogna pesare questi numeri assoluti di utenti con i chilometri medi percorsi in modo da avere un quadro realistico di come vengono utilizzati la rete di RFI e i servizi di Trenitalia. (...) Ogni 10 utenti di Trenitalia, 5 sono del trasporto regionale, 2 della media e lunga percorrenza lenta, 2 usano l'alta velocità e 1 utilizza il trasporto intercity. Dalla portata di tali numeri e anche dal loro valore in termini ambientali e sociali, sarebbe lecito aspettarsi una strategia efficace di rilancio di quantità e qualità del servizio regionale, nonché della sua integrazione con il treno veloce. Se non miglioreranno i servizi urbani, metropolitani e regionali, la stessa Alta Velocità resterà un servizio inaccessibile e non avrà lo sviluppo che oggi FS si attende, perché accedere alle stazioni dei Comuni capoluogo di regione in tempi rapidi e confortevoli con reti tramviarie, metropolitane e treni regionali sarà un fattore si successo anche del treno Alta Velocità. (...)
L'obiettivo del treno è fare concorrenza anche all'automobile e non solo al trasporto aereo come viene continuamente evocato dalla Freccia Rossa, dato che in Italia sono ormai - secondo l'Istat - 14 milioni i pendolari che ogni giorno si spostano per brevi distanze a stragrande maggioranza in automobile, congestionando e inquinando le aree urbane.
Ma anche nel trasporto pendolare ferroviario qualcosa si sta muovendo. Nel 2009 sono stati sottoscritti i nuovi Contratti di servizio con le regioni scaduti nel 2007, sulla base del prezzo di catalogo e di una norma che ha autorizzato le regioni ad affidare direttamente a Trenitalia i Contratti, dunque, a settembre, è stata bandita da FS una gara per due miliardi di investimenti sui treni regionali. (...) È certamente un passo in avanti ma siamo ben lontani dai famosi 1.000 nuovi treni che servirebbero per i pendolari e che costano 6,4 miliardi di euro: siamo circa al finanziamento di un terzo di quanto sarebbe necessario per migliorare qualità e quantità dei treni per i pendolari.
(la versione completa dell'articolo su www.sbilanciamoci.info)
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Nel gennaio 2005, dopo il tragico incidente di Crevalcore tutti si erano meravigliati che la tratta Bologna -Verona fosse ancora a semplice binario. Come mai ? Mancavano i soldi ? Non è questo il punto. I soldi c’erano. Il fatto è che essi sono stati utilizzati per costruire centinaia di altre opere che poi si sono rivelate inutili. Prendiamo ad esempio la regione Friuli Venezia Giulia. Negli anni ’60 sono state costruite due enormi stazioni doganali a Pontebba e Villa Opicina, spendendo fior di miliardi di denaro pubblico. Oggi questi due giganteschi impianti risultano essere completamente deserti ed abbandonati. A Pontebba sono stati smantellati tutti i binari dell’enorme piazzale e spediti in fonderia, e tra poco tocca a Villa Opicina. Ma la linea ferroviaria Bologna – Verona intanto è rimasta a binario semplice. Ci sono voluti quasi trent’anni con dei costi levitati spaventosamente per tradurre in realtà una galleria di circonvallazione a Trieste, ma la linea Bologna – Verona è rimasta e binario semplice. Negli anni ’70 è stata costruita e poi abbandonata a metà una linea ferroviaria tra Redipuglia e Cormons. A Cervignano hanno fatto un altro scalo mega – galattico cementificando centinaia di ettari di terreno fertile. Detto scalo viene oggi utilizzato solo in piccola parte, ma intanto la linea Bologna – Verona è rimasta a binario semplice. E ‘ stato realizzato perfino il raddoppio della ferrovia Pontebbana in condizioni difficilissime, in mezzo alle montagne, tra frane, smottamenti ed infiltrazioni d’acqua. Adesso sulla nuova linea Pontebbana transitano si e no due treni al giorno. Quasi tutto il traffico per l’Austria viaggia in autostrada. Ma il raddoppio della linea Bologna – Verona, che corre in mezzo alla pianura Padana e che non avrebbe presentato nessuna difficoltà di realizzazione, non è stato mai effettuato. Come mai ? Questa è la “domanda dalle cento pistole “ come diceva una volta qualcuno. Il problema è che quello che è successo nella regione Friuli Venezia Giulia si riproduce moltiplicato per mille nel resto del Paese. I fondi disponibili vengono continuamente dirottati verso delle opere inutili dove ci sono facili guadagni per le lobbies dei costruttori edili e delle ditte degli appalti. Le opere utili come il raddoppio della Bologna – Verona non interessano a nessuno. Meglio spararle grosse con immani progetti per l’ Alta Velocità oppure con quel famigerato obbrobrio conosciuto come il Mostro di Messina. E poi c'è il problema della sicurezza . Il metodo più sicuro per prevenire gli incidenti in una tratta spesso invasa dalla nebbia, sarebbe quello della ripetizione automatica dei segnali in cabina di guida. Ma sembra che tale marchingegno costi troppo, e perciò si è optato per il cosiddetto sistema dell “ uomo morto “, il quale consiste in un pedale che il macchinista deve tenere premuto ogni 55 secondi, altrimenti si ferma il treno. Il sistema funziona perfettamente. Infatti a Crevalcore sono morti tutti, macchinisti e capitreno, assieme a tanti altri passeggeri innocenti.
Le Ferrovie italiane non hanno mai avuto una vita facile : da parte di tutti i Governi, fin dal secondo dopoguerra, vi è stata la precisa volontà di affossarle e privilegiare il trasporto su gomma, per favorire gli interessi dei grossi capitalisti come Agnelli, Pirelli e Pesenti. Nonostante in ogni occasione tutti avessero convenuto che le ferrovie erano il mezzo più sicuro, meno inquinante e più conveniente dal punto di vista economico, il grosso dei finanziamenti pubblici è sempre stato assegnato alle autostrade, mentre il trasporto su rotaia si è dovuto accontentare di pochi spiccioli. Dopo la privatizzazione e la drastica riduzione del numero dei ferrovieri tramite prepensionamenti, gli sprechi ed i disservizi sono aumentati, ed i treni camminano molto peggio di prima. 15-12-2009 05:43 - gianni
abbiamo preso un IC perché il frecciarossa ci sarebbe costato il doppio. Abbiamo parlato con gente che è salita a Piacenza, Parma, Reggio Emilia, Modena, ecc. Non sembravano molto entusiasti della frecciarossa che ben poco li riguardava perché erano costreti a cambiare treno e via via. Insomma abbiamo per la prima volta considerato che si sono spesi una vera sacconata di soldi per fdare un servizio che a malapena collegherà 5 o 6 città in Italia e il resto? Ci siamo chiesti: questa, come tutte le grandi opere in Italia è fatta per gli italiani e per chi? Sembra strano che si spendano così tanti soldi per fare delle opere che se va bene interessano il 10% della popolazione. CHE FARE? FORSE DOVREMO RIPENSARE A COM'é fatto il nostro territorio e ripensare a degli interventi per la maggioranza dei cittadini. Franca e Valerio 15-12-2009 00:03 - Franca
faccio una tratta di 50km con 40min medi di percorrenza. fino ieri per tornare a casa la sera avevo 3 scelte (sera: h18). oggi ne ho 1 altrimenti si va alle 19 e rotti, questo perchè? perché 1 treno è stato soppresso, uno spostato ed uno non arriva in tempo per permettermi di prendere la coincidenza (ah sì! perché, tra l'altro, devo fare 1cambio per gli ultimi 5km di viaggio!).
il punto è che Trenitalia non appartiene allo stato, ma è una privata che prende fondi dalla regione. La regione veneto ha stanziato fondi per l'acquisto di nuovi treni, che sono stati acquisti ma verranno utilizzati per le tratte commerciali (PD-TV-VI-VE) senza prendere in considerazione la breve-media percorrenza che è quella generalmente dei pendolari i quali preferirebbero volentieri prendere l'auto, attualmente. la mia tratta, peraltro, ha treni che sembrerebbero merci più che per trasporto persone. tanto piccoli che è difficile salirci, a certi orari. 14-12-2009 13:12 - Yishmael
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/napoli/notizie/cronaca/2009/15-settembre-2009/treni-vecchi-sporchi-fatiscenti-l-odissea-pendolari-taranto-bari--1601769903372.shtml
http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/bari/notizie/cronaca/2009/15-settembre-2009/racconto-studenti-ricercatorida-anni-non-cambia-niente--1601770090878.shtml 14-12-2009 11:34 - Emilio Cattolico