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Loris Campetti, Thomas Martinelli
Il comunismo in edicola A 50 euro
Alcuni addetti stampa all'estero ci sorridono: «E' un onore avere con noi un giornalista del quotidiano più caro del mondo». Chi è sensibile conosce il valore della libertà d'espressione, più di un souvenir kitsch volante. Fra le forme espressive predilette dal manifesto ci sono sempre state, oltre alle parole, le immagini. Dalle prime pagine a doppio senso - ammirate e copiate - alle vignette di Vauro, dal vecchio Domenicale al grafico Alias!, fotografia e illustrazione hanno da sempre dignità sulle nostre pagine. Sarà anche per questo che, quando il manifesto chiede soccorso, il mondo del fumetto e della grafica è sempre generoso. Così l'inserto speciale del quotidiano in edicola domani («Comunista a chi?»), con le belle firme della parola scritta (Valerio Evangelisti, Stefano Benni, Eduardo Galeano, Domenico Starnone, José Saramago, Ascanio Celestini, Andrea Bajani, Alessandro Robecchi, Dario Fo, Massimo Carlotto) presenta una serie di tavole illustrate altrettanto significative. Realizzate «su commissione» per sostenere il giornale, sono «esposti» in anteprima nel numero speciale disegni, vignette e illustrazioni di David Lloyd (V for Vendetta) e l'Eisner award Nick Abadzis, un collage degli eredi Crepax di Valentina mentre legge il manifesto, i «disneyani» Tito Faraci e Giorgio Cavazzano, i «bonelliani» Luca Enoch (Lilith), Walter Venturi e Roberto Recchioni, Diego Cajelli, Giuseppe Ferrario, Carmine Di Giandomenico, Stefano Casini (Hasta la victoria!), Marcello Toninelli (Dante) e Paolo Bacilieri, gli «indipendenti» Otto Gabos (Banana Football Club), Flaviano Armentaro, Donald Soffritti, Solinas e Scalera, Sergio Ponchione e l'irriverente re/censore di film a strisce Stefano Disegni. Abbiamo fatto il pieno di amici di matita e amici di penna. Domani vorremmo fare il pieno di amici lettori. Ci contiamo.
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«Comunista sarai tu», grida un Lenin in versione Vauro, rinviando al mittente la provocazione. 50 euro sono tanti, troppi per un quotidiano sia pure speciale come il manifesto. Il fatto è che insieme al giornale, giovedì prossimo vendiamo in edicola la nostra pelle. Da quarant'anni sono stati i lettori tenerci in vita, grazie a loro il calabrone ha continuato a volare contro le leggi della fisica e dell'economia, in un mercato in mano a pochi (pre)potenti che controllano tutto, anche la pubblicità. Il calabrone è nel mirino dei cacciatori di Palazzo Chigi pronti a cancellare il diritto soggettivo ai contributi pubblici per i giornali in cooperativa. Non ci stiamo, e chiediamo un pezzo di tredicesima ai lettori, alla sinistra, ai democratici che non hanno gettato la spugna. Con 50 euro, insieme al quotidiano, il 17 troverete in edicola un inserto specialissimo che chiede a scrittori, disegnatori, artisti di rispondere alla domanda: «Comunista a chi?». C'è chi teorizza il passaggio dalla dittatura del proletariato all'estinzione dello stato (Valerio Evangelisti) e chi sogna la rivoluzione sulla canna della bici (Stefano Benni). Per Eduardo Galeano il nome (comunismo) è il meno: «Ulisse si salvò dicendo di chiamarsi Nessuno». Domenico Starnone non ha dubbi: «O si fa la rivoluzione oppure saluti e baci». Per il Nobel José Saramago il comunismo è «uno stato dello spirito», mentre Ascanio Celestini suggerisce «l'immaginazione al potere». Andrea Bajani scrive «in memoria di Boscevik», Alessandro Robecchi ci narra la «storia del decoder per il comunismo terrestre» e un altro Nobel, Dario Fo, recita «la Comune di sant'Ambrogio». Massimo Carlotto rilegge il bolscevismo nelle vesti di Viktor Serge. L'altro valore aggiunto del numero a 50 euro sta nelle tavole e nei disegni di straordinarie matite che ritengono il manifesto un bene comune. Ma di questo parleremo domani.
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La termoelettrica di Huexca
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Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
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Spero un giorno di poter scegliere di tornare nel mio paese! 15-12-2009 21:14 - ilaria capacchione
Intanto, faccio quel che posso e pubblicizzo la vostra campagna abbonamenti sul mio blog: http://ilblogdimarshall.blogspot.com/.
Un saluto col pugno chiuso! 15-12-2009 20:39 - Antonello Plati
Se invece serviranno a qualche rifardito,che vuole mangiare su chi crede nel cambiamento,quei soldi gli andranno per traverso e morirà ingozzato.
Questa è una benedizione per il Manifesto e per i compagni che lottano con la penna e il computer.
Ma diventa una maledizione se questi fini venissero meno.
Mia nonna era zingara e io porto con me un pò di quella cultura!
50 euro di questi tempi per chi ha un monoreddito basso è tantissimo.
Ma lo caccio volentieri, anche questa volta.Non mi tradite!
La rivoluzione non russa! 15-12-2009 19:57 - maurizio mariani