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Nicola Bruno*
Facebook cancella i siti pro e contro Tartaglia
Scomparsi nel nulla. Decine di gruppi su Facebook a sostegno di Massimo Tartaglia non sono più raggiungibili. E così pure un gruppo pro-Berlusconi che ieri ostentava oltre 400mila fan, ma che in realtà era solo un falso: gli amministratori avevano improvvisamente cambiato il nome originario Sosteniamo il Made in Italy in Sosteniamo Silvio Berlusconi contro i fan di Massimo Tartaglia. Scatenando non poche polemiche tra gli iscritti ignari dell'accaduto.
In seguito agli allarmi per la «violenza online» arrivati all'unisono dal centrodestra, Facebook ha così deciso di correre ai ripari: «Esamineremo molto attentamente tutte le richieste di intervento con contenuti relativi al premier Berlusconi e reagiremo tempestivamente per rispondere, eventualmente cancellando ogni tipo di contenuto che minacci direttamente una persona», ha dichiarato un portavoce del social-network, aggiungendo però: «Il fatto che alcuni tipi di commenti e contenuti possano infastidire non è una ragione sufficiente per rimuovere una discussione».
In realtà la rimozione non è servita a granché. Nel frattempo sono nati decine di altri gruppi pro e contro il premier, che non è affatto semplice tenere sotto controllo. Tanto più che l'odio scorre a fiotti anche tra gli utenti filo-governativi. Sul gruppo ufficiale del governo Berlusconi, si possono leggere perle del tipo: «Difendiamo il nostro presidente con la forza contro questi meschini/infami/ipocriti comunisti»; «Rimettiti in forza per farli morire impiccati con le loro mani». Per non parlare di altri gruppi ancora online, come Vergogna per Massimo Tartaglia, dove si discute con toni minacciosi, del tipo: «Tartaglia la tua vita è finita».
Forse il ministro Maroni farebbe anche bene a fare un salto sui tanti forum della Lega, dove gli intercalari più usati sono «negro», «terrone», «sporco» e l'incitazione alla violenza contro gli immigrati è la regola.
In tutto ciò a preoccupare gli utenti della rete è anche lo strano caso dei gruppi che hanno cambiato nome per appoggiare il presidente Berlusconi nella guerra online che si è scatenata dopo l'aggressione a Milano. Non solo gli iscritti a Sosteniamo il Made in Italy, ma anche migliaia di fan di gruppi come Solidarietà alle vittime del terremoto in Abruzzo o A favore del Superenalotto, si sono trovati improvvisamente a essere fan di Berlusconi.
«Si tratta di un grave attentato ai diritti della personalità di milioni di cittadini italiani», ha denunciato l'avvocato Guido Scorza, che ha subito invitato gli utenti a segnalare i casi di manomissione al Garante per la Privacy: «I dati relativi alle opinioni politiche sono considerati sensibili dalla vigente disciplina. Dal loro illegittimo trattamento possono derivare le ipotesi di maggior pregiudizio agli interessati». Giustamente Scorza mette in luce come nessuno, tra le fila del centrodestra, si sia scandalizzato più di tanto per l'accaduto: «Perché nessuno ha tuonato contro questo attentato di proporzioni e violenza certamente superiore - almeno perché suscettibile di ledere i diritti della personalità di milioni di cittadini e non di uno soltanto - rispetto a quelli che hanno calamitato l'attenzione del nostro governo?».
Grazie anche al tam-tam scattato in rete, ieri al Garante sono arrivate decine di segnalazioni. E oggi in Consiglio dovrebbe essere affrontato l'argomento con l'apertura di un'istruttoria ad hoc. Non sono ancora previste sanzioni, ma è probabile che in futuro l'Autorità decida di intervenire sugli amministratori dei gruppi «tarocchi». Anche perché alcuni sono facilmente identificabili. Nel caso del gruppo Sosteniamo il Made in Italy, ad amministrarlo è una società di marketing online che forse intendeva fare un favore a Berlusconi. Dalla manipolazione televisiva a quella su Facebook il passo è breve, avranno pensato. Ma in realtà non è andata così: gli utenti online hanno subito notato il cambiamento, denunciando l'accaduto sulle colonne di Facebook. Ad ogni modo, sottolinea Giovanni Boccia Artieri (docente di Sociologia dei Nuovi Media all'Università di Urbino), in futuro faremmo tutti meglio a prestare maggiore attenzione: «Anche l'iscrizione superficiale e deresponsabilizzata, giocosa e fatta per intrattenimento, diventa un gesto politico. Come tutto l'abitare la Rete».
* www.totem.to
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Premetto anche che, per una questione di principio politico, mi sono sempre rifiutato di iscrivermi a Facebook, (o a qual si voglia altro sito del genere)!
Questo perché ritengo che le relazioni tra le persone debba essere supportata soprattutto dal contatto concreto fatto di socialitá, delle espressioni visive, della parola parlata, e di tutto ció che ci rende persone umane. Ed é questo il motivo per cui sono convinto che la discussione politica debba svolgersi in altre sedi. Per la precisione credo che questa debba vivere sui posti di lavoro, nelle scuole, nelle assemblee di quartiere o in tutti quei luoghi pubblici, dove ci si puó affrontare e confrontare a viso aperto. Luoghi dove lo scambio di idee, oppinioni e qant'altro debba essere proiettato verso un modo costruttivo e democratico per il bene collettivo.
Forse ora qualcuno vorrá ”etichettarmi” di essere un vecchio nostalgico, ma quando uno come me ha vissuto in prima persona la politica in Italia negli annni settanta, in una Roma blindata e militarizzata dove lo scontro politico (troppo spesso anche fisico) era quotidiano, ed é stato testimone della perdita di centinaia di vite, a destra come a sinistra, qualcosa in capitolo la puó dire! Preché nonostante quelli siano stati anni terribili, con tanto sangue che scorreva nelle strade, é pur vero che in quegli anni c'era la consapevolezza di volersi confrontare sugli argomenti, sulla vita quotidiana, sul modo di concepire la vita, la cultura, principi e valori umani, e lo si faceva a viso aperto.
Oggi invece, (da quanto mi sembra di capire) in Italia (ma non solo) la politica é ridotta ad un barccone da circo, fatta in trasmissioni squallide e indecenti piene di insulti, di prevaricazione, senza argomenti, ma soprattutto senza nessuna possibilitá di reale partecipazione collettiva delle persone, che sono ridimensionate a ruolo di ”clak” dei vari comedianti o mediatori di turno.
Da italiano che vive l'Italia vista da fuori, provo un senso di avvilimento vedendo tutto quanto é avvenuto e sta avvenendo. Ma la cosa che piú mi affligge é l'impossibilitá di poterlo spiegare ai danesi che mi interrogano sulle vicende del nostro paese, che quí viene visto sempre piú in maniera irrisoria, quasi che ci si debba vergognare di esserne rappresentanti.
Fare qui un'analisi seria sul come e perché si é arrivati a questo punto sarebbe lungo e complesso, (ed é appunto questo il limite della rete) a partire dalle responsabilitá della sinistra e via discorrendo.
Credo peró che la convinzione di dover fare una battaglia seria nella difesa della nostra Costituzione e per i diritti civili del nostro paese debba rimanere un dato inequivocabile e inprescindibile da ogni altra cosa! Ma che questa debba essere fatta in maniera seria e approfondita, e non con qualche semplice slogan di circostanza.
Scusatemi ma provo un profondo senso di avvilimento nel leggere (ormai troppo spesso) i vari commenti sgrammaticati e scialbi sui siti online anche del Manifesto. Faccio appello a tutti coloro che come me hanno partecipato e in qualæche modo contribuito alla discussione politica del passato di recuperare la memoria storica di ció che é stato il nostro paese, perché le vite immolate dalla Resistenza, dalle stragi del dopoguerra e dagli ”anni di piombo” non siano vanificate dal neofacsismo-leghista, dal berlusconismo o quant'altro, ma che invece possano tornare ad essere il frutto e la speranza di una societá migliore. 17-12-2009 11:38 - Giancarlo
Vorrei veramente saperlo anche io !!! Ma si sa: quando si tratta di censura, si ha molto da imparare dai comunisti. 17-12-2009 09:27 - Roberto
Fate torturare la gente come Cucchi.Mandate i nostri ragazzi al fronte.Fate tutte le ruberie che potete.Tutto questo serve per cancellarvi dalla storia.Continuate con l'arbitrio e le ingiustizie.
Fate morire di fame gli operai e non dategli gli ammortizzatori sociali,come a tutti i lavoratori del mondo capitalista.
Isolatevi dalle democrazie occidentali.Fate il facismo,così potremo spazzarvi via.Non ci siamo riusciti in 60 anni di democrazia,perche avevate il perdono prima della galera.
In questi 60 anni, chi vi contestava,lo aiutavate a rientrare nel mondo civile e spesso lo premiavate con lavori di alta qualità.Vedi Liguori,famoso contestatore e lanciatore di sassi simili a quello del Zagaglia.
Come Ferrara,che con le suo molotof a Valle Giulia,ha imparato a tutti noi giovani, come si facevano e si lanciavano.
Come tanti lottatori continui che stanno alla RAI e alle altre emittenti a fare opinionisti ben pagati.
Questi di oggi,condannateli e sbatteteli in galera.Fate quello che non siete stati capaci di fare negli anni passati.
Prendetevi tutte le vendette.Siete la magioranza e lo potete fare.Fate tornare Cesare Batisti e sbattetelo in galera per sempre.
Non date i soldi ai giornali della sinistra.
Anzi vi consiglio di fare anche qualche rastrellamento e di aprire qualche campo di concentramento.I fascisti che stanno nel governo lo sanno fare.
Metteteci più catene possibili e cacciate via tutti gli stranieri.
Fate di questa Italia un ragime visibile e giuticabile.Via le vecchie ipocrisie di democristiani e socialdemocratici.Un bel fascismo con a capo il sig Berlusconi e con tutta la sua famiglia.
State bene al potere! Per gente come me è ideale un potere come il vostro!
Siete gli uomini giusti al posto giusto.Chiudete le reti che poi scriveremo di nuovo sui muri!
Non vi curate di nascondere le vostre idee.Razzisti,fascisti,sessisti e quante altre idee vi saltano per la testa.Senza inibizioni e senza orrore di se stessi.
Affogate tutti gli immigrati.Fate della croce una bandiera e uccidete gli infedeli! 17-12-2009 09:16 - maurizio mariani
Posso solo augurarmi che il male che si sta facendo in questi giorni alla democrazia italiana e al paese ricada su chi ne è l'arteficie e ne vanifichi i disegni. 17-12-2009 08:30 - ishmael
e non si potrebbe mirare in altro socialnetowork? 17-12-2009 01:52 - paolo hutter
2.L'oggetto non cambia traiettoria al momento del presunto impatto.
3.Il volto di Berlusconi non presenta alcuna lesione subito dopo l'impatto.
4.Berlusconi si copre immediatamente il viso con un sacchetto di plastica nero che teneva gia` in mano.
5.Viene caricato immediatamente in auto con il viso ancora coperto dal sacchetto.
6.Nell'auto, un individuo stringe in mano un cilindretto argentato vicino al volto di Berlusconi.
7.Dopo qualche minuto Berlusconi esce dall'auto per mostrare il volto insanguinato al pubblico.
8.Nonostante meta` volto ora sia insanguinato ed il referto medico, piu` tardi, quantifichi la perdita di sangue in "circa mezzo litro", la camicia rimane immacolata.
9.Berlusconi viene immediatamente portato nella clinica del suo medico di fiducia, che era presente al suo fianco in Piazza Duomo.
10.Riceve i visitatori in penombra e con il viso bendato. 17-12-2009 01:34 - Emilio
E' veramente uno schifo, se dipendesse dal cervello fascioleghista adesso si chiuderebbe internet tout court. Speriamo solo che l'Europa ci aiuti, non vogliamo farci ingabbiare, ci provano gli iraniani che sono 1.000 volte peggio (spero) messi di noi, ma che hanno molto più a cuore la libertà; non possiamo farci zittire proprio da un governo 'delle libertà'. Sic. 17-12-2009 00:54 - Graziano