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Loris Campetti
Giornale a 50 euro, ecco com'è andata. Grazie a voi
Qualcuno ci ha scritto, altri telefonato: avete la faccia tosta di strapparci 50 euro per una copia del giornale e neanche ci dite come è andata? Non eravate una casa di vetro? Eccoci qua. Siamo una casetta di vetro sì, ma non un palazzo: i nostri mezzi sono quelli che sono, di conseguenza soltanto ora siamo in grado di darvi dei dati attendibili, anche se non ancora definitivi, sulle vendite del numero specialissimo di giovedì scorso.
Secondo le proiezioni, prudenti, effettuate a partire dal venduto nelle principali città, possiamo affermare che almeno 10 mila copie sono state acquistate in edicola. Secondo proiezioni più ottimistiche il venduto avrebbe superato le 11 mila copie. Un risultato ottimo, tenuto conto della situazione di pesante crisi economica che colpisce tutti, giornalisti, tecnici e lettori del manifesto.
Oltre 10 mila persone in Italia, in gran parte di sinistra - e la sinistra non vive il suo momento magico - hanno investito sul futuro del manifesto, comprandosene un pezzetto e sfidando un mercato monopolizzato da chi ha in mano tutte le leve del comando economico, politico, editoriale, pubblicitario. Un acquisto consapevole, da parte di chi vuole premunirsi rispetto ai ripetuti e continuativi attacchi del duo Berlusconi-Tremonti. Per scongiurare il rischio, tutt'altro che remoto, di ritrovarvi, in un domani non troppo lontano, privi di una delle poche voci d'opposizione. Il collettivo del manifesto ringrazia lettori e lettrici, compagne e compagni per l'aiuto e l'incoraggiamento.
Con altrettanta sincerità ringraziamo chi ci ha detto o scritto: sono con voi ma 50 euro proprio non ce li ho. Ce l'ha detto la metà dei nostri abituali acquirenti in edicola, dovremo trovare il modo e le forme per farli sentire, comunque, parte di un progetto collettivo che ha bisogno di idee prima ancora che di danaro. E ringraziamo chi si sta abbonando e si abbonerà al giornale, e chi approfitterà degli ultimi giorni utili per acquistare il calendario con i nostri «santi». Vi renderemo conto di tutto, anche del nostro progetto di dare corpo in tutt'Italia ai «circoli del manifesto». Intanto sappiate che, se siamo ancora vivi, lo dobbiamo a voi. A risentirci.
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Poi, all'improvviso davanti alla pila di Corriere/Repubblica/Stampa eccetera messi in prima fila, mi è venuto un compromesso democristiano: ho detto "non lo compro, ma se ne rimane una copia non mandatela indietro, domani la compro io".
La mattina dopo mi sono riavvicinato all'edicola con animo sospeso; da un lato speravo non ne fossero rimaste (per voi e per me), dall'altro ero curioso di potermene comprare uno.
Risultato? Una copia c'era, l'edicolante mi ha guardato come a dire "manterrà la promessa?" ed io me ne sono andato senza 50 euro, ma più in pace con la coscienza e soprattutto con un bellissimo numero del manifesto che è già da parte nella collezione da conservare.
Grazie a voi! e buon 2010. 22-12-2009 20:56 - Marco
Ma lo spirito che ci contraddstingue richiederebbe una visione più partecipata e meno, passatemi la parola, d'èlite.
Nella mia edicola sulla Cassia a Roma delle solite 8 copie ne sono state vendute solo la mia e un'altra per un totale di 100 euro. Gli altri sei affezionati lettori non si sono potuti permettere la spesa e hanno lasciato ben 6 copie all'edicolante. Tutti gli esclusi hanno espresso la stessa osservazione: perchè non chiedere 5 euro il 27 doi ogni mese da tanti e raccogliere così partecipazione solidale da tutti (o quasi) i lettori arrivando tra l'altro a 60 euro a testa l'anno?
Più partecipazione e meno discriminazione economica è un modo per costruire percorsi condivisi insieme: anche al Manifesto
Buon anno 2010
Antonio Valassina 22-12-2009 20:54 - Antonio