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FUORIPAGINA
23/12/2009
  •   |   Matteo Bartocci
    Elezioni regionali, l'incubo pugliese

    Da «laboratorio Puglia» a incubo Puglia. Lo scenario della regione in vista del voto di marzo svela il volto peggiore della politica. Le primarie chieste dal presidente uscente Nichi Vendola (leader di Sinistra ecologia e libertà) come unica condizione naturale per farsi da parte, se sconfitto dal voto popolare, le ha ufficialmente sepolte una riunione a porte chiuse del Pd locale con Massimo D'Alema lunedì pomeriggio. Una riunione dopo la quale il segretario regionale democratico Sergio Blasi ha letto una nota senza accettare nessuna domanda da parte dei giornalisti. Stesso comportamento ieri, quando invece che leggerla di persona, Blasi ha inviato alle agenzie un semplice comunicato con cui il Pd candida ufficialmente alla poltrona della regione Michele Emiliano, eletto da meno di un anno sindaco di Bari.
    Una decisione non condivisa che provoca la reazione durissima della minoranza «franceschiniana». L'assessore regionale alle Opere pubbliche Fabiano Amati (Pd) è furibondo: «Se quella di Blasi non è una bufala dovrei pensare all'impeachment o a una tattica che istiga alla scissione da parte di chi ha perso e ricorre a trucchi per vincere». Il segretario provinciale del Pd di Bari, Dario Ginefra, parla di «una posizione autorevole ma personale» dello stesso Blasi, che secondo lui non può esprimersi prima del parlamentino regionale del Pd convocato il 28 dicembre. Nel frattempo già stamane Blasi dovrebbe convocare i possibili alleati - Udc e Io Sud della ex An Poli Bortone - per ufficializzare la scelta di Emiliano. Ma entrambe le formazioni centriste, corteggiate anche dal Pdl di Raffaele Fitto, hanno già detto che diserteranno l'appuntamento in attesa che il Pd decida che rotta prendere. Se ne parlerà a gennaio.
    E Michele Emiliano, che lunedì in consiglio comunale aveva giurato di non volersi candidare alla regione, fa sapere ieri che lui sì potrebbe anche farlo, purché si approvi una leggina ad personam in consiglio regionale che gli consenta di rimanere sindaco anche se è candidato alla regione. La legge elettorale pugliese, infatti, contiene una clausola (originariamente pensata contro Poli Bortone, ex sindaco di Lecce) che vieta ai primi cittadini di candidarsi alla presidenza. In altre parole, se Emiliano correrà a marzo dovrà prima lasciare Bari senza avere garanzie sul suo futuro.
    Il Pd è corso ai ripari per tempo e il 19 gennaio ha fatto calendarizzare in consiglio la modifica sui sindaci. Emiliano ci penserà solo allora. E assicura di avere «il 60% dei consensi» in Puglia anche se ammette che «quel 4-6% che Vendola potrebbe portarmi via» potrebbe essere decisivo alla conta finale. Il governatore uscente, dal canto suo, non commenta il caos democratico e insiste sulle primarie: «Rispetto la vita di quel partito ma io non mollo».
    Le primarie di coalizione, su cui c'è il veto nazionale dell'Udc, sono scomparse anche nel Lazio, dove Luigi Nieri (assessore uscente sempre di Sel) continua a chiederle per la scelta del successore di Marrazzo.


I COMMENTI:
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  • Non pubblicate le notizie su Vendola, ma tanto a leggere la cacate di Sansonetti ci pensa il radio Vendola pensiero, sempre a prendere soldi, come presidente della regione Puglia ha percepito quattrocentopmila euro per quattro giorni di parata con i suoi boys, lo scrivono nel libro la casta due vostri colleghi.Leader come lo è Rutelli, all'americana senza base ma con consensi da grande fratello, quella e la sua statura culturale.Il compagno(?)Nikita scrive poesie su preti morti che gliele dettano dall'oltretomba(matto o raggiratore)peggio del poeta Bondi.L'individualismo di Vendola Nikita ha rotto un partito a Chianciano.Ricordate?Il sindacalista milionario Bertinotti almeno qualche parola la sapeva ripetere, passava per comunista, Vendola è un anticomunista, però ignorante. 23-12-2009 16:52 - Annalisa
  • Pur non essendo 'comunista' sono stato dalla parte di Nichi fin dalle primarie del 2005 e l'ho sempre difeso e non molti giorni fa (quando i giochi sembravano ancora aperti) ho firmato l'appello per la sua candidatura. Ora però mi rendo conto che la sua insistenza rischia di consegnare la Puglia alla destra. Non è un disonore farsi da parte quando ci si accorge che la propria presenza rischia di provocare la sconfitta. De Gasperi, Prodi, D'Alema e altri hanno avuto il coraggio di farlo. Sono convinto che ai danni di Nichi ci sia stata una specie di congiura per metterlo fuori gioco. Ma, al punto in cui siamo, egli dovrebbe rendersi conto che se continua ad andare avanti come se niente fosse potrà solo provocare il ritorno della destra al governo della Puglia. La sua testardaggine esalta i peggiori istinti della sinistra cosiddetta radicale che non vuol misurarsi con governo e preferisce rimanere pura e perdere. Mi dà fastidio la parola d'ordine della "Puglia migliore", che lascia credere che chi non è con Vendola appartenga alla Puglia peggiore. Ho avuto l'impressione, in questi cinque anni, che migliori e peggiori fossero equamente distribuiti nei due campi. Sarebbe dunque opportuno smetterla con i toni da ultima spiaggia e ricominciare a fare politica. Ho votato Sinistra e Libertà alle elezioni europee e confesso che preferisco Vendola leader della costruzione di una sinistra non settaria al Vendola che si impicca per fare il predidente della regione e comunque perde le elezioni. Se egli fosse sconfitto nelle elezioni regionali, condurrebbe alla rovina anche il suo progetto politico. Pensaci, Nichi, non ti fidare di tutti coloro che vivono separati dalla realtà e non sanno cosa pensano le persone comuni e ti spingono allo scontro frontale. Sei stato, tutto sommato, un buon Presidente: capitalizza questo dato, mira più in alto, non far tornare Fitto e i suoi alla guida della Puglia. Se tu avessi provveduto per tempo a costruire la tua successione, ora non ci troveremmo con l'altro incubo, quello di vedere Emiliano candidato alla regione un anno dopo aver vinto le elezioni comunali. 23-12-2009 16:42 - Bartolo Anglani
  • Dalla regione Puglia al Columbus day percependo quatrocentomila euro per quattro giorni.Lo scriveva nel libro la casta un vostro collega.Il compagno Nikita Vendola ci ha mangiato, ci sono stati poi celebri inquisiti..Ma lui non molla, è l'americanizzazione della politica, la fabbrica dei leader, il potere dell'immagine senza base senza un blocco di vero consenso.Ha spaccato un partito per individualismo, ricordate Chianciano?Adesso non fà un passo indietro non ostante sia stato scaricato da quel PD che di fatto scaricò la stessa sinistra "L'arcobaleno".C'è un deficit d'intelligenza.La nostra cultura politica annovera Rossana Rossanda espulsa dal PCI i gruppi della cosidetta area della rivolzione e tanti pensatori liberi.Vendola che secondo me è anche ignorante usa paroloni d'accatto si fa bello di tanto anti-cominismo e critiche che non ha fatto lui per essere un altro Bertinotti.Non rimpiangiamo il sindacalista Bertinotti, Vendola non è neanche sindacalista, è un papa boy è un esempio del potere delle multinazionali e della cultura gay(che va rispettata senza se e senza ma)tuttavia messa a far frutti sul mercato nelle televisioni come ritorno d'immagine e come tentativo di allontanare dal comunismo i giovani.C'é già il partito radicale.In Puglia è sbagliato appoggiare Vendola, persona opportunista che cerca spazi mediatici e dalla scatola televisiva dice cose farneticaneti, scrive poesie più brutte di quelle di Bondi..Continuiamo a distruggere la sinistra con questi avventurieri, abbiamo un Rutelli di centro sinistra con NIkita Vendola.Si crede nei pifferai mediatici coloro che hanno visibilità e poi vedete i sostenitori del PRC di Bertinotti, tra questi craxiani della prima ora, tiratori di coca gente consentimelo(non siete d'accordo lo sò) spregevole 23-12-2009 16:36 - Annalisa
  • Se non si eliminano queste oligarchie burocratiche che governano la sinistra politica, in Italia non avremo mai una vera alternativa. 23-12-2009 16:27 - kowalski
  • perderanno Bari e Puglia. 23-12-2009 16:15 - exPD
  • Come perdere il Comune di Bari, la Regione Puglia, la Provincia di Roma e la Regione Lazio in un colpo solo. Si, proprio un grande "statista", come dicevano, intemerati, "i suoi" ai tempi dei DS.Pensavo piovesse... 23-12-2009 16:09 - Roberto Pontecorvi
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