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FUORIPAGINA
26/12/2009
  •   |   Giusi Marcante
    Se gli immigrati boicottano i negozi

    Invece di scendere in piazza stanno preparando lo sciopero della spesa perché «la gente non fa nulla fino a quando non vai a toccare nelle loro tasche». Ousmane Condè è il presidente dell’Unione degli immigrati di Vicenza, una realtà che raccoglie diciotto associazioni di stranieri. Sta organizzando uno sciopero in massa degli acquisti per la fine di gennaio «se noi stranieri non andremo a fare la spesa i supermercati della zona ne risentiranno sicuramente». E’ la forma di protesta che probabilmente si adatta di più all’ex ricco nord-est dove i sindaci leghisti hanno moltiplicato delibere e ordinanze che (quasi) sempre prendono di mira la componente immigrata della popolazione. A Montecchio Maggiore, paesone vicentino dove centri commerciali, grandi magazzini e supermercati si alternano senza soluzione di continuità, il sindaco del Carroccio Milena Cecchetto, ha sconfitto lo scorso giugno l’ex primo cittadino di centrosinistra, ha firmato una delibera che ha elevato i parametri abitativi minimi delle case. Un provvedimento che «sta rendendo la vita impossibile agli immigrati - spiega Condè - che non riescono più a rinnovare il permesso di soggiorno». I nuovi requisiti del sindaco Cecchetto con tutta probabilità sono in grado di creare problemi anche agli italiani ma per gli stranieri rappresentano un ostacolo che si sta traducendo nell’impossibilità a rinnovare i documenti per il 70% degli stranieri che vivono a Montecchio Maggiore. Un paio di esempi: un appartamento tra i 20 e i 60 metri quadri può ospitare solo due persone e deve avere ben due bagni mentre in un’abitazione tra 60 e 75 metri quadri possono vivere tre persone ( e le coppie che hanno due figli?). Gli stranieri di Montecchio lavorano nelle concerie o nelle fabbriche del marmo e sono la benzina indispensabile per l’economia del territorio come sanno bene le associazioni di categoria. Se non rinnovano il permesso di soggiorno non spariranno con un colpo di bacchetta magica ma «diventeranno dei clandestini perché questo provvedimento produce clandestinità» aggiunge il presidente dell’Unione immigrati. Per far ritirare la delibera non solo Condè ma i sindacati e la Caritas le hanno provate tutte. Senza risultati. «Abbiamo cercato ostinatamente un confronto - continua Condè - ma non c’è stato verso di far cambiare idea all’amministrazione». E allora via allo sciopero della spesa con l’invito agli stranieri che abitano a Montecchio Maggiore di disertare gli scaffali di supermercati e negozi e di non andare nemmeno al bar. «Una manifestazione non sarebbe servita a molto, la Lega l’avrebbe utilizzata per fare propaganda contro di noi che al contrario chiediamo solo che vengano rispettati i diritti umani». Condè sta preparando la lettera da spedire ai commercianti «vogliamo spiegare che il nostro non è un gesto contro di loro ma in questo modo speriamo che aumentino le voci che chiedono il ritiro della delibera». Alcune associazioni dell’Unione avrebbero preferito iniziare già nel periodo natalizio con la loro protesta ma Ousmane, africano della Guinea [/ACM][TXT]Francese che nel 1998 chiese asilo politico mentre nel suo paese era in corso il golpe militare, si è appellato alla diplomazia: «è stato un altro modo per tendere la mano visto anche il periodo di crisi economica». In mancanza di novità l’iniziativa scatterà nella seconda metà di gennaio e Condè sta lavorando per allargare la platea delle associazioni che appoggeranno questo particolare sciopero che, come quello proposto via facebook per il primo marzo, punta a far capire cosa sarebbe il nostro paese senza gli immigrati


I COMMENTI:
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  • Sig.ra Silvia,lei pensa che dire che vestire con un turbante per un indiano,detto da un italiano è razzista.
    Pasolini,nelle Ceneri di Gramsci,scrisse una volta che andò in Iran,che per lui era osceno vedere delle persone medioorientali,vestite come occidentali e con i capelli allisciati dalla lisciva.
    Pasolini,era un razzista come me.
    Mi fa piacere sapere di essere uno sporco fascista e razzista come Pasolini.
    ciao, 29-12-2009 19:27 - maurizio mariani
  • mariani, ma lei dove vive? Meno male che non è razzista! Però li vorrebbe con l'anello al naso, le piume in testa, il gonnellino di pelli di animali, e magari il burqa. Non crede che le persone abbiano il diritto di vestirsi come vogliono? Conosco un medico indiano molto stimato, si veste con abiti firmati per sua scelta, e lei vorrebbe fargli indossare la tunica e il turbante? Per le ragazze italiane del sud d'Italia cosa consiglia? Il nero, i vestiti lunghi e il foulard in testa? Lei è più razzista di tanti altri perchè vorrebbe togliere la libertà alle persone e relegarle per sempre nei "SUOI" stereotipi! I Pellerossa come li vorrebbe, con le piume in testa? Gli scozzesi cosa dovrebbero indossare per adeguarsi al suo modo di pensare, il gonnellino? Se le riesce, ogni tanto provi a ragionare prima di scrivere idiozie. Se lei si sente "inferiore", affari suoi, io li considero al mio pari, e per questo credo, come ha detto Obama, che gli africani devono smetterla di piangersi addosso e di incolpare sempre gli altri delle loro miserie, ma devono darsi una "scrollata" ed essere loro gli artefici del proprio destino. E' stato applaudito per questo, se l'avesse detto un bianco, per lei e chi la pensa come lei sarebbe stato un razzista! 28-12-2009 16:59 - Silvia
  • Che provi profondo disgusto e indignazione verso questo governo è palese.
    Ma ciò che penso della lega è a dir poco stomachevole.
    Poche settimane fa vidi Annozero (l'unico programma al momento decente): venne trasmesso un servizio riguardo le prese di posizione delle amministrazioni (leghiste) di certi paesini del nord nei confronti degli immigrati.
    Il servizio si spostò poi alla festa dei giovani leghisti; l'orrore,la paura ed il disgusto che provai per loro e le loro parole è grande.
    Viviamo in un paese fascista e xenofobo.. l'unica arma che gli immigrati hanno in mano è quella della non violenza: ben vengano dunque manifestazioni come quella riportata nell'articolo (l'India conquistò l'indipendenza con queste manifestazioni e con la non violenza). 28-12-2009 15:53 - Vincenzo Gargiulo
  • Mi ricordo qundo negli anni &0 si accusavano i datori di lavoro tedeschi di fornire ai nostri immigrati delle baracche definendole 'da lager'. Almeno loro un tetto sulla testa, un letto, acqua corrente e riscaldamento li avevano! Cosa forniscono i nostri'padroncini' ai loro lavoratori immigrati? Nulla se non straordinari'in nero'. Ed i i sindaci cosa propongono? Cavilli e cavilletti per renderli clandestini! Dimostrino con statistiche quanti Italiani hanno 2 bagni in case da 60 MQ. Si vede che fanno più comodo i clandestini in nero che lavoratori regolari che pagano tasse e contributi.Bene lo sciopero e lo faccia anche la gente onesta: quando si tocca la tasca allora anche le orecchie sentono! 28-12-2009 10:57 - Gabriele F.
  • Che tristezza sarebbe affidare il futuro dell'Italia ai soli italiani.
    Ben vengano tutti coloro che hanno voglia di affermarsi e credono che il nostro paese possa dare loro ciò che le terre d'origine gli negano. Siamo fortunati pur non se non ce lo meritiamo. 27-12-2009 22:19 - agatino battaglia
  • PERFETTAMENTE D'ACCORDO.SE GLI IMMIGRATI FACESSERO SCIOPERO MOLTI CAMBIEREBBERO OPINIONE NEI LORO CONFRONTI E COMINCEREBBERO AD APPREZZARLI DI PIù. 27-12-2009 20:02 - nelly
  • NO COMMENT, lasciamo perdere sempre più il voto alla lega, combattere il Komunismo il male del mondo 27-12-2009 18:05 - Ambrogio
  • Avrei letto volentieri il testo completo della delibara 27-12-2009 14:48 - vittorio
  • Per operai e impiegati i nuovi posti di lavoro hanno sostanzialmente eguagliato i posti di lavoro perduti (il saldo è negativo per sole 5 mila unità). Per i lavoratori indipendenti, invece, le chiusure di attività hanno largamente superato le aperture, con un saldo negativo di 402 mila unità.

    ..i ricchi possessori di attività finanziarie, il Nord, le partite Iva, gli italiani(che) se la sono cavata peggio dei piccoli risparmiatori, del Sud, dei lavoratori dipendenti, degli stranieri. A due anni della crisi siamo mediamente più poveri, ma c’è meno disuguaglianza..

    La differenza è che «loro»(gli immigrati) vivono in un altro tempo, che noi abbiamo dimenticato. Un tempo in cui l’importante era avere un lavoro, non importa quanto adeguato alla nostra immagine di noi stessi, un tempo in cui fare sacrifici era normale, un tempo in cui il benessere non era considerato un diritto.
    (L:Ricolfi la stampa di oggi)
    non è, il Ricolfi, un apprezzato economista di area pd? 27-12-2009 12:15 - claudio
  • forse non basta il solo sciopero delle associazioni degli immigrati, la protesta si dovrebbe allargare anche con le associazioni dei consumatori locali e nazionali 27-12-2009 11:59 - gerardo pedicini
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