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Giusi Marcante
Se gli immigrati boicottano i negozi
Invece di scendere in piazza stanno preparando lo sciopero della spesa perché «la gente non fa nulla fino a quando non vai a toccare nelle loro tasche». Ousmane Condè è il presidente dell’Unione degli immigrati di Vicenza, una realtà che raccoglie diciotto associazioni di stranieri. Sta organizzando uno sciopero in massa degli acquisti per la fine di gennaio «se noi stranieri non andremo a fare la spesa i supermercati della zona ne risentiranno sicuramente». E’ la forma di protesta che probabilmente si adatta di più all’ex ricco nord-est dove i sindaci leghisti hanno moltiplicato delibere e ordinanze che (quasi) sempre prendono di mira la componente immigrata della popolazione. A Montecchio Maggiore, paesone vicentino dove centri commerciali, grandi magazzini e supermercati si alternano senza soluzione di continuità, il sindaco del Carroccio Milena Cecchetto, ha sconfitto lo scorso giugno l’ex primo cittadino di centrosinistra, ha firmato una delibera che ha elevato i parametri abitativi minimi delle case. Un provvedimento che «sta rendendo la vita impossibile agli immigrati - spiega Condè - che non riescono più a rinnovare il permesso di soggiorno». I nuovi requisiti del sindaco Cecchetto con tutta probabilità sono in grado di creare problemi anche agli italiani ma per gli stranieri rappresentano un ostacolo che si sta traducendo nell’impossibilità a rinnovare i documenti per il 70% degli stranieri che vivono a Montecchio Maggiore. Un paio di esempi: un appartamento tra i 20 e i 60 metri quadri può ospitare solo due persone e deve avere ben due bagni mentre in un’abitazione tra 60 e 75 metri quadri possono vivere tre persone ( e le coppie che hanno due figli?). Gli stranieri di Montecchio lavorano nelle concerie o nelle fabbriche del marmo e sono la benzina indispensabile per l’economia del territorio come sanno bene le associazioni di categoria. Se non rinnovano il permesso di soggiorno non spariranno con un colpo di bacchetta magica ma «diventeranno dei clandestini perché questo provvedimento produce clandestinità» aggiunge il presidente dell’Unione immigrati. Per far ritirare la delibera non solo Condè ma i sindacati e la Caritas le hanno provate tutte. Senza risultati. «Abbiamo cercato ostinatamente un confronto - continua Condè - ma non c’è stato verso di far cambiare idea all’amministrazione». E allora via allo sciopero della spesa con l’invito agli stranieri che abitano a Montecchio Maggiore di disertare gli scaffali di supermercati e negozi e di non andare nemmeno al bar. «Una manifestazione non sarebbe servita a molto, la Lega l’avrebbe utilizzata per fare propaganda contro di noi che al contrario chiediamo solo che vengano rispettati i diritti umani». Condè sta preparando la lettera da spedire ai commercianti «vogliamo spiegare che il nostro non è un gesto contro di loro ma in questo modo speriamo che aumentino le voci che chiedono il ritiro della delibera». Alcune associazioni dell’Unione avrebbero preferito iniziare già nel periodo natalizio con la loro protesta ma Ousmane, africano della Guinea [/ACM][TXT]Francese che nel 1998 chiese asilo politico mentre nel suo paese era in corso il golpe militare, si è appellato alla diplomazia: «è stato un altro modo per tendere la mano visto anche il periodo di crisi economica». In mancanza di novità l’iniziativa scatterà nella seconda metà di gennaio e Condè sta lavorando per allargare la platea delle associazioni che appoggeranno questo particolare sciopero che, come quello proposto via facebook per il primo marzo, punta a far capire cosa sarebbe il nostro paese senza gli immigrati
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Non serve fare lo sciopero del cibo.
Nessuno può vivere senza cibo,tantomeno i stranieri che vivono in Italia.
Ma potete fare uno sciopero alla integrazione.
Cosa vogliono i bianchi fascisti italiani?
Che vi uniformate alla società fascista italiana.
Non lo fate!
Vedrete che questo sciopero sarà molto più potente che rinunciare a mangiare.
Dovete mangiare,ma come mangiavate nei vostri paesi.Dovete vestire,ma come vestivate nei vostri paesi.Dovete pregare,ma il vostro Dio,non quello dell'uomo bianco.
Io sono un bianco,ma mi sento molto inferiore a voi,per colpa della società a cui appartengo in questi tempi.Una società fascista e razzista.
Se siete africani,mussulmani,buddisti e di tutto ciò che avete come radice,non lo svendete.Rimanete quello che siete e non prendete da una società, che oggi non ha più nulla da dare.
Una crisi morale ha colpito la mia società e per rimanere in alto,anche in questa crisi,ci attacchiamo a tutto,anche a un crocifisso.
Mangiate,ma non pregate il Dio dei padroni.Mangiate,ma non imitate la moda dei vostri schiavisti.
Indossate i vostri bellissimi vestiti.
Se fossi un indiano sarei orgoglioso di indossare le tuniche e i turbanti.
Se fossi un cinese,sarei orgoglioso di indossare le sete e i vestiti colorati dei miei padri.
Se fossi una donna araba,non mi violerei il corpo,per piacere all'uomo bianco.
Questo è il giusto sciopero.
Dignità!
Noi Italiani eravamo un popolo fiero e orgoglioso,guardate come ci hanno ridotto.
L'onore,la Patria,la fratellanza è finita,ora abbiamo anche noi la faccia dei padroni inglesi. 27-12-2009 08:32 - maurizio mariani
Pensate se gli immigrati di quelle fantastiche, ricche e xenofobe regioni decidessero tutti insieme di mandarci a cagare per davvero e tornassero alle loro terre. Chissà che fine farebbero tutti i padroncini leghisti, con le loro fabbrichette e i loro piccoli o grandi commerci, senza manodopera a buon mercato con cui arricchirsi. Chissà, magari comincerebbero a porsi sul serio il problema dell'immigrazione... 27-12-2009 01:14 - Alessandro Riatsch