sabato 16 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale sabato 16 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
30/12/2009
  •   |   Marco d'Eramo
    L'effetto domino della guerra al terrore

    Qui è il topolino che partorisce la montagna, e non il contrario. Il fallito attentato, il giorno di Natale, sul volo 253 della Northwestern Airlines Amsterdam-Detroit, sta infatti provocando effetti politici, diplomatici, burocratici, che avranno pesanti implicazioni per tutti noi. Intanto rischia la poltrona la ministra degli Interni Usa, Jane Napolitano e altre teste salteranno nei servizi di controspionaggio. Per i cittadini comuni, i viaggi aerei diventeranno ancora più vessatori di quanto lo sono già oggi. E da un punto di vista geopolitico, si sta aprendo un terzo teatro della cosiddetta «guerra al terrore»: dopo l’Irak a l’Af-Pak (Afghanistan-Pakistan), ora nel mirino è lo Yemen.
    Quel che all’inizio appariva come un tentativo dilettantesco da parte di un rampollo 23enne di un importante banchiere nigeriano, si rivela sempre più come un caso da manuale di tutto quel non funziona negli apparati di sicurezza e di intelligence. A dirlo è lo stesso presidente degli Stati uniti, Barack Obama, che è dovuto intervenire sull’argomento, per la seconda volta in due giorni, di fronte all’ondata sempre più forte di critiche che investono il governo Usa. Con tutta evidenza, non hanno funzionato i pur molesti controlli aeroportuali, se Umar Farouk Abdulmutallab è riuscito a portare in cabina 80 grammi di un potente esplosivo, il Petn. Ancora più a monte, i servizi segreti hanno trascurato tutti gli avvertimenti giunti da più fonti. Intanto la Gran Bretagna aveva rifiutato a maggio il rinnovo del visto al giovane, che pure aveva studiato ingegneria meccanica dal 2005 al 2008 in una delle università inglesi d’élite, l’University College London. Peggio: il ragazzo aveva soggiornato nello Yemen fino a inizio dicembre, e i servizi yemeniti avevano intercettato conversazioni della cellula locale di al Qaeda in cui si parlava «del nigeriano pronto a essere attivato». Infine, dopo una preoccupante telefonata del figlio, il banchiere Alhaju Umar Abdulmutallab si era recato di persona all’ambasciata Usa ad Abuja per avvertire la Cia che il proprio figlio si stava radicalizzando fuori controllo.
    È comprensibile quindi il furore che ha suscitato la ministra Janet Napolitano quando, parlando del fallito attentato, ha detto che «il sistema aveva funzionato». È stata costretta a ritrattare, non solo, ma ha costretto Obama a intervenire due volte dalle Hawaii dove trascorre le vacanze di Natale (e i media repubblicani hanno accostato le idilliche foto del presidente che picnicca sulla spiaggia con le molestie che i viaggiatori subiscono da giorni negli aeroporti Usa).
    Fatto sta che il volo 253 ha riaperto il dibattito sugli scanner corporali negli aeroporti, scanner che erano stati presi in considerazione ma fino a ora esclusi per ragioni di privacy. In pratica sono radiografie superficiali che ogni viaggiatore dovrà farsi fare a ogni viaggio, con tutti i rischi che le radiografie ripetute comportano.
    Ma ancora più inquietante è l‘effetto carambola sulla «guerra al terrore». Da anni infatti lo Yemen era quasi un santuario di al Qaeda. Il governo yemenita vi aveva accolto molti reduci anti-sovietici dall’Afghanistan. Nell’ottobre 2000 al Qaeda affondò nel porto di Aden il cacciatorpediniere Cole, uccidendo 17 marinai statunitensi. L’anno scorso Said Ali al-Shihri, che era stato rilasciato da Guantánamo, era volato dall’Arabia saudita nello Yemen per aggregarsi ad al Qaeda. Parecchi altri ex detenuti di Guantánamo hanno integrato la cellula yemenita di al Qaeda (e questo fatto sta facendo rinviare la chiusura del carcere nell’isola di Cuba).
    Ma è nel 2009 che lo Yemen salta fuori sempre più spesso: era appena tornato dallo Yemen il soldato che il primo giugno uccise una recluta a Little Rock (Arkansas). Il maggiore Nidal Malik Hasan che a novembre uccise 13 commilitoni a Fort Hood (Texas) era stato in contatto con un mullah oltranzista yemenita, Anwar al Awlaki. E ora risulta che lo studente nigeriano è stato indottrinato (e fornito di esplosivo) nello Yemen. Da qui a considerare lo Yemen il terzo teatro di guerra al terrorismo, il passo è brevissimo. Ma questo stesso terzo fronte dimostra con la sua sola esistenza la vanità della guerra in Afghanistan. Se anche al Qaeda fosse stanata da lì, ricomparirebbe nello Yemen. E se cacciata da lì riemergerebbe in Somalia, e poi ancora nel Sudan e così via. Se gli Stati uniti non riconsiderano il problema da cima a fondo, se non rimettono in discussione l’idea stessa di «guerra al terrore», l’idea cioè che gruppi disseminati di terroristi possano essere sconfitti da una guerra convenzionale, ebbene, allora la funesta predizione dell’ex presidente Dick Cheney si avvererà e questa sarà una guerra che durerà almeno un secolo e di cui nessuno dei nostri figli vedrà la fine.


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • Mi vengono due idee in merito:

    1- beh, se rimuovessero Janet Napolitano gli USA ci darebbero un bell'esempio davvero. Anzitutto perché da noi più sei incompetente e più strada fai, basta che sei lecchino..

    e poi.. perché almeno loro potrebbero dire: 'ci siamo tolti dalle scatole Napolitano (hi-hi)'.

    2-quando ammazzarono Kennedy qualcuno vietò il possesso dei fucili? NO. Macché. E allora come è che adesso, ad ogni attentato, ci dicono che bisogna 'rinunciare a qualche libertà'??? Chiudere internet o i commenti a Napolitano su Youtube, controllati da Pio Pompa e amici suoi? I fucili vanno bene e i diritti umani NO, che bell'esempio l'America!

    E' come diceva Michael Moore su Farheneit: il latte in polvere te lo vietano, mentre gli accendini e i fiammiferi negli aerei li potete portare a piacimento, ma vafff... 02-01-2010 23:01 - Ricardo
  • "Naturalmente la gente comune non vuole la guerra: né in Russia, né in Inghilterra, né in Germania. Questo è comprensibile. Ma, dopotutto, sono i governanti del paese che determinano la politica, ed è sempre facile trascinare con sè il popolo, sia che si tratti di una democrazia, o di una dittatura fascista, o di un parlamento, o di una dittatura comunista. Che abbia voce o no, il popolo può essere sempre portato al volere dei capi. È facile. Tutto quello che dovete fare è dir loro che sono attaccati, e denunciare i pacifisti per mancanza di patriottismo, in quanto espongono il paese al pericolo. Funziona allo stesso modo in tutti i paesi." Herman Goering (Capo della Luftwaffe, 18 aprile 1946)

    Buon anno!
    Gianni Zampieri
    www.deicittadinidelmondo.it 01-01-2010 09:48 - Gianni Zampieri
  • Anche per la chiesa cattolica i belli in prima fila.Qualche vostro amico scrive che non credeva nel 68 e nella liberazione sessuale lo capisco.Era Parlato sempre scettico(per fortuna)Obamite un pò più giovane ma potrebbe essere un rappresentante di quella che un mio amico Joe California chiama generazione dell'amore.Non ci credo l'America ed il mercato(Soros?)spacciano droga vedete tutte le ideologie nate dal filone del trascendentalismo americano, il liberalismo di Mill le abbracciava anche se ha aspettato per anni che la donna che amava diventasse vedova.Meglio qualche tipo di socialismo.Internet è la contraddizione del mercato, ma viene ad essere mezzo per destabilizzare paesi come l'Iran per questo la Cia arruola capi politici piccoli leader fa la contro-informazione come con la guerra ai nazisti, volantini, caramelle e bombe.Come la chiesa che sul rogo ti perdona.."regimi semifeudali il capitalismo dovrebbe spazzarli via"K.Marx.L'a,b,c del marxismo:i rapporti borghesi di produzione..Non siamo soggetti co-storici come può dire solo lui(Galimberti omnipresente)il lavoro crea la ricchezza e trasforma la natura,trasforma l'uomo..l'arretratezza dell'Iran è dovuta alla differenza abbisale tra città e campagna..Serve un analisi, non ne ho che una parte.Un analisi a metà.Concludo non scambiamo un golpe americano sedato nel sangue o finito con raid aerei USA ed anche peggio(massacrate migliaia di persone come piombo fuso ma moltiplicato per 10 o 100)con il "nuovo rinascimento"americano di cui cantava questo mio amico joe, Hippy.Obama ti controlliamo non usiamo parole definitiva, ci piaceva ma attenti 01-01-2010 06:49 - annina
  • IL presidente Barak Obama serve alla politica che gli states volevano darsi, credibile traghettatore per una politica di continuazione della guerra, a momenti(non scherzo)gli perdonano anche l'uso della bomba atomica.L'attentato dell'11 Settembre c'è stato non se lo sono fatti in casa da soli gli USA.Diversamente da quello che diceva Fulvio Grimaldi..che non è stupido però.La tensione che creano con fini divesi episodi incontrollabili, finti attentati attentati falliti,dimostra che c'è un prezzo per quella politica di occupazione e massacro della popolazione civile.I droni permettono stragi come la strage di Dresda degli inglesi cioè stragi di civili non condannate.Nessuno prende l'America per il bavero.La nostra storia come la storia tedesca del secondo dopoguerra dimostra che La Nato (sede a Moms su ovest di Bruxels)decide e da direttive ai governi.I suoi ambasciatori che non conosciamo danno il nulla osta ai governi accettano we respingono governi e politi e soprattutto partiti.No ai comunisti.La Nato serve per impedire che vinca la lotta di classe in un paese...I paesi capitalisti fratelli invadono.Abbiamo una sovranità limitata perchè l'esercito Nato attacca quando in sostanza l'America lo vuole.Ci vogliono dodici ore per rimuovere un ambasciatore presso la Nato.Intanto c'è la guerra lampo(la valigetta per mandare un missile).Obama che piace a D'Eramo come a Walter Weltroni farà come Kennedy con la baia dei porci si farà guidare dagli anziani.Obama ha l'ascendente che gli è stato dato, addirittura un nobel.Ci siamo compromessi a parlare bene di lui."Quando è morto Kennedy Theodor Sorensen lesse un discorso che sembrava di Kennedy, sembrava scritto dal presidente.In realtà era Sorensen che scriveva i discorsi di Kennedy e quindi scrisse anche quel discorso"-Guy Debord ci dice appunto che già allora l'America era una"tecnocrazia".Chi è comandato dagli Ayatollah chi dalle società monopolistiche giganti, colossi industriali militari sopratutto, l'industria del missile è il volano dell'economia americana, un keynessismo militare.L?Iran verrà bombardato con il benplacido di Ferrero e Grassi e magari pure di D'Eramo..In molti paesi(penso al Venezuela come scriveva tempestivamente la Castellina-allora)ci sono golpe creati dagli USA.La politica estera dell'Iran la condivido la politica interna no come tutti.Terrorista da quando sono nato ho visto soprattutto gli americani ed israele.Era il 1986 bombardarono Tripoli.La Nato voleva addirittura fare delle mine atomiche da mettere nel mediterraneo.Il dottor Stranamore?Si! 01-01-2010 06:01 - luca propositi
  • La guerra di Obama sta continuando in perfetto orario.
    Abbiamo iniziato con trentamila soldati in più in Afganistan,dopo ecco di nuovo la minaccia di Bin e nuovi santuari nello Yemen.
    Stanno circondando l'Iran e siamo guasi pronti per una invasione che avverrà subito dopo che scatti la repressione interna contro una opposizione di marca inglese.
    Ci siamo,fra alcuni giorni inizia la tempesta nuova.
    Sarebbe una aggressione all'Iran e al suo alleato Chiavez in Venezuela.
    Tutti sanno di questa operazione,compresi i pulitori di scarpe americane in Afganistan,che fanno finta di non conoscere l'inglese per ascoltare e spiare dall'interno le forze della Nato.
    Lo sanno i nostri governanti,avvertiti dai talebani in cambio di soldi sottobanco.(Non vi siete mai domandati,perche gli italiani sono quelli che hanno avuto meno morti di tutti?)Lo sanno in Iran,che per almeno un anno sono riusciti a tenere lontano i soldati americani dalle loro terre,facendo le altalene diplomatiche sulla questione dell'atomica.
    ora gli iraniani,pare che siano pronti a ricevere i nemici.
    La guerra è alle porte.Preparate i vostri elmetti.
    Nascondete i vostri "ossi",da masticare nei giorni difficili.
    Sta per iniziare una nuova tempesta.
    Questa,Obama è convinto di vincerla e di riportare,grazie al petrolio iranovenezuelano,una nuova rinascita economica dell'impero.
    Ma Obama non è un bravo economista e nemmeno ha delle persone intelliggenti intorno a se.
    Le solite facce decrepite di un imperialismo ormai alla sua fine.
    Stare con Obama vuole dire stare con il capitalismo. 31-12-2009 22:29 - maurizio mariani
  • Gli scanner corporali non sono una invenzione odierna e se fanno male bisognerebbe gia' controllarne altri. Parlo di quelli esistenti al valico di Erez che qualunque operatore umanitario che esca da Gaza , anche ogni due giorni, e' obbligato ad accettare. E ovviamente le autorita' israeliane non danno informazioni sulla loro nocivita' o meno. Il controllo delle bottigliette di acqua minerale sembrava la soluzione a tutti i problemi, ora si passa agli scanner e poi .....?? E' possibile che non si capisca che non sono strumenti sempre nuovi la soluzione ma sono le decisioni politiche e gli atteggiamenti dei governi cosidetti occidentali a dover cambiare? La sicurezza del mondo si ottiene allargando i diritti e non sopprimendoli. 31-12-2009 20:53 - Lino
  • Ormai tutti sono caduti nella logica americana e ne seguono sviluppi ed atteggiamenti come se fossero gli unici possibili.Se si cominciasse invece a domandarsi cosa c'è dietro a certi movimenti si vedrebbero affiorare dubbi che son quasi certezze.In particolare certe coincidenze e compoprtamenti comne quelli della CIA non appaiono poi così casuali. Piuttosto inseriti in una strategia di amplimento del fronte così detto anbtiterroristico che unito a ciò che sta avvenendo in Iran, non mi soprprenderebbe se il prossimo obiettivo, dopo lo Yemen, divenuisse proprio questo paese. Chi vivrà vedrà. 31-12-2009 19:46 - giulio raffi
  • X Antonio, scusa vorrei riprendere
    il tuo commento con una serena
    riflessione, ma non si puo' perche' sei di una contraddizione unica. Qui siamo di fronte ad un sistema che se non ci fossero i
    musulmani...gli inventerebbe per
    fargli la guerra.
    E' mai possibile che sia così'
    difficile da capire.
    L'unica cosa sensata che hai scritto e' "che i nostri governi dovrebbero inviare più aiuti economici a questi paesi,"
    Qui sta il senso di tutto l'articolo di d'Eramo.
    Per il resto ti consiglierei
    di andare a scrivere i tuoi commenti in un altro giornale.
    Magari troveresti piu'persone che la pensa come te.(perchè così come esposto, non si tratta di un confronto di ide
    Mi costa molto,cio' che ho scritto, perche'non è di mio gradimento
    entrare in merito ai commenti. 31-12-2009 19:04 - Caneliberonline
  • Marco D'Eramo ragiona, come molti, secondo criteri politici, mentre un terrorista segue schemi religiosi.
    La vittoria o la sconfitta di Marco D'eramo e la nostra sta nel vincere e imporre il terreno dello scontro.
    E' politico o religioso ?
    La chiusura di Guantanamo con la quale Obama intendeva portare il confronto sul piano politico, pare sia stata un fallimento.
    Il confronto sul piano religioso sembra inevitabile. E almeno su questo Al Quaeda ha per ora vinto. 31-12-2009 18:40 - alvise
  • Al Qaeda e' come le Brigate Rosse. Esiste ma e' usata, a sua parziae insputa, dai servizi USA etc, per il tornaconto politico imperialista delle potenze occidentali capitanate dagli USA.
    Naturalmente il diavolo fa le pentole ma non i coperti e gli USA stanno scherzando con un fuoco che rischia di impantanarli/ci in un mare di merda.
    Pretendere che chi ha il potere comprenda e' assolutamente impossibile come la Storia dovrebbe insegnare.
    Adesso poi che l'URSS non esiste piu' come forza di bilanciamento mondiale, il capitalismo mondiale sta mandando a picco duecento anni di conquiste e di emancipazione. 31-12-2009 18:01 - murmillus
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI