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Roberto Tesi
Catastrofe lavoro
Oltre 15 milioni di disoccupati negli Stati uniti, quasi 27 milioni nella Ue, dei quali 15,7 milioni nella zona Euro e 2,08 milioni in Italia: gli ultimi mesi del 2009 non portano creazione di posti di lavoro, ma ulteriori distruzioni. Il tasso di disoccupazione negli Usa è stabile al 10% e la stessa percentuale è stata toccata in novembre nell'Eurozona. Leggermente inferiore (8,3%), ma con percentuali in crescita in Italia, anche se nel tasso ufficiale dei senza lavoro non sono compresi i cassintegrati, che formalmente sono lavoratori attivi per tutto il periodo di Cig.
La giornata economica di ieri è stata caratterizzata dai dati forniti dagli istituti statistici di molti paesi industrializzati sull'occupazione. Non sono stati buoni dati. Anzi, in parecchi casi si è trattato di un nuovo bagno di sangue. In Italia, in novembre, il dato provvisorio evidenzia una distruzione di 44 mila posti di lavoro, pari allo 0,2% in un solo mese. Rispetto al novembre 2008, invece, gli occupati in meno sfiorano i 400 mila (+1,7%). Il tasso di disoccupazione sale all'8,3% (26,5% quella giovanile), con un incremento dell'1,3% sul novembre dello scorso anno. L'incremento dei senza lavoro (313 mila in un anno, a quota 2,079 milioni) è inferiore a quello dei posti di lavoro persi. E questo significa che cresce il popolo degli «inattivi», cioè di chi smette di cercare un lavoro convinto (a ragione) che sia impossibile trovarlo. Un fenomeno comune ai paesi industrializzati.
A proposito della disoccupazione giovanile, la Cgil in una nota sottolinea come sia la più alta d'Europa e al tempo stesso, si conferma l'emergenza Mezzogiorno. «I paragoni con il 2008 sono impressionanti, tenendo conto che i dati di novembre scorso già risentivano negativamente degli effetti della crisi. D'altronde, quasi un miliardo di ore di cassa integrazione e il raddoppio delle domande di disoccupazione sono la conferma dell'ampiezza degli effetti della crisi sull'occupazione». Secondo Fulvio Fammoni, segretario confederale della Cgil, «serve conoscenza e trasparenza sulle reali condizioni del lavoro per le scelte necessarie: quante persone stanno esaurendo ed esauriranno nei prossimi mesi l'indennità di disoccupazione; quante imprese hanno superato o supereranno le 52 settimane di Cig ordinaria; da quanto tempo le persone percepiscono meno di 700 euro al mese per tetti troppo bassi di Cig; quante persone e per quali motivi sono escluse da ogni forma di tutela. Tutte informazioni che esistono e che devono essere pubbliche».
Con l'Italia, piange tutta l'Europa: a fine novembre nella Ue a 27 c'erano 22,899 milioni disoccupati (tasso di disoccupazione 9,5%) dei quali 15,7 nell'area dell'euro, il cui tasso di disoccupazione è salito al 10% tondo, come negli Usa. I paesi peggio messi sono la l'Estonia (22,3% della popolazione non ha lavoro, con una crescita di 12 punti in dodici mesi) e la Spagna, dove il tasso di disoccupazione a fine novembre ha toccato il 19,4%. Nell'insieme dei 27 paesi della Ue, in soli dodici mesi sono stati distrutti quasi 5 milioni di posti di lavoro, dei quali oltre 3 milioni nell'area euro. I segnali di arresto della caduta del Pil e di un leggera ripresa della domanda e della produzione finora non si stanno riflettendo in un arresto nella caduta di lavoro. Al contrario. Anche se la dinamica appare un po' meno drammatica, la distruzione di posti di lavoro non si arresta. E secondo le previsioni di tutti gli istituti interniamoli (dall'Ocse al Fondo monetario) è destinata a proseguire anche nel 2010 e in molti paesi anche nel 2011.
Il dato proveniente dagli Usa, sul mercato di lavoro in dicembre, ne è la conferma. In un solo mese sono stati persi 85 mila posti nei settori non agricoli e i disoccupati ufficiali sono 15,267 milioni, con un incremento di 4,2 milioni in dodici mesi. Il tasso di disoccupazione è rimasto fermo al 10% solo perché alla caduta dell'occupazione civile (589 mila posti in meno) non ha corrisposto una crescita simile della disoccupazione, scesa addirittura di 73 mila unità. Il tutto in presenza di un incremento in un solo mese di 843 mila persone che si sono dichiarate non appartenenti alle forze di lavoro. Lo stesso trend dell'Italia. Di più: negli Usa ci sono 9,2 milioni di lavoratori part-time «per motivi economici»: vorrebbero lavorare a tempo pieno, ma non lo trova.
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Le aziende hanno bisogno di un lavoro a tempo indeterminato e di nuove risorse , ma sono intrappolate nel sistema pensionistico che ci ritroviamo
Per creare più occupazione a tempo indeterminato , si potrebbe adottare un nuovo sistema. Incentivare su base volontaria a quelli lavoratori che hanno compiuto 30 anni di servizio di lasciare il lavoro , per poi assumere a tempo indeterminato un giovane.
Questi lavoratori in base a quanto hanno versato a fini previdenziali dovrebbero percepire una mini pensione , “ il che non permetterebbe a loro di sopravvivere “ lo stato anziché far risparmiare alle aziende che assumono con contratti a termine e poi licenziare tanti giovani , riversa la sua quota risparmiata al prepensionato ,una ulteriore quota verrebbe prelevata dal dipendente assunto , fino all’età pensionabile effettiva del dipendente uscente.
Certo che questa idea potrebbe essere perfezionata.
In molti settori le aziende potrebbero avvalersi ancora dei dipendenti uscenti già formati con forme di contratto a tempo , quanto ne hanno bisogno .
Questo potrebbe portare un sistema stabile di lavoro e pensioni nei prossimi anni creando il futuro di tanti giovani , che devono mettere su famiglia. 31-01-2010 21:51 - enzo
LE NOTIZIE CHE IL POTERE POLITICO E MAFIOSO, NASCONDE IN TUTTI I MODI E MEZZI, ALLA PUBBLICA OPINIONE >>>>>>
La lotta per la difesa del posto di lavoro alla Fiege Borruso di Brembio (LO)
si è conclusa con la piena e totale vittoria dei lavoratori
(9 Gennaio 2010)L’azienda, dopo diversi giorni di blocco dei cancelli attuato dai lavoratori, ha ceduto ed è andata alle trattative che si sono concluse con il ritiro di tutti i licenziamenti.
Il PCL esprime grande soddiffazione per il risultato ottenuto!
Notizia dalla sezione del PCL di LODI.
>>segue su>>www.pclavoratori.it 10-01-2010 18:04 - Caneliberonline
Il contesto ed il sistema economico produttivo e finanziario sono però ormai estremamente globalizzati ed il destino delle singole parti (persone, aziende, nazioni) sono vieppiù interdipendenti.
E' necessario dunque pensare, proporre e poi mettere in pratica nuovi criteri, modelli e regole di distribuzione delle risorse e del lavoro.
Da dove cominciare, per non lasciare ancora tutto nelle mani del Bilderberg, mettendo al centro la persona, l'umanità e i loro diritti al posto della finanza?
Per cominciare, sommessamente suggerisco un PATTO TRA I CITTADINI DEL MONDO su www.deicittadinidelmondo.it
Basta guerre, per cominciare!
Gianni Zampieri 10-01-2010 10:51 - Gianni Zampieri
08/01/2010
Chanos, cattivi presagi sulla Cina
Scritto da: Marco Del Corona
"La Cina è come mille Dubai, o peggio". Al coro delle lodi per come la Cina abbia retto alla crisi e stia reggendo alle sue crisi, per come abbia saputo mantenere la crescita sopra l'8%, James S. Chanos non crede. Il finanziere aveva previsto il crollo della Enron, punto di svolta epocale per Wall Street, e ora guarda con allarme alla Repubblica Popolare. In una intervista a New York Times, il finanziere ha confidato le sue preoccupazioni: "Non c'è Paese al mondo dove ci sia un eccesso di credito come in Cina". Lui vede solo cattivi presagi, il prossimo crash - sostiene - sarà a Pechino. 09-01-2010 20:56 - alex
Non dorme la notte per trovare le soluzioni a una crisi spaventosa che non da segni di tregua.
Marchionne ha detto che per salvare la FIAT e i posti di lavoro delle maestranze e il suo,bisogna investire in altri paesi.Se facciamo fare le nostre auto in Brasile,le auto diventano concorrenziali perche risparmia la FIAT di mille euro a vettura.
Così si possono vendere agli italiani a un prezzo inferiore.
Marchionne è come uno dei tre Maggi,porta anche lui la Mirra.
Dicono che questo è l'unica strada percorribbile per l'azienda Italia FIAT.
Un piccolo sacrificio per gli operai che sono abituati a farli e tutto il paese ne gioverà.
Tanto stanno preparando il nuovo San Remo.Pare che lo presenti anche questo anno Bonolis,allo stesso costo dell'anno scorso.Non ha voluto aumenti per via della crisi.Che brava persona che è Bonolis... 09-01-2010 20:25 - mariani maurizio
Eh... temo che la faccenda sia MOOLTO più complicata e meno deterministica di così, caro Ciabattoni ;) 09-01-2010 20:13 - Alan Ross