mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
11/01/2010
  •   |   Antonello Mangano
    L’uomo nero di Rosarno

    «Quando i bambini vedono l'uomo nero, si spaventano. Non vorrei dirlo, ma aveva ragione Benito Mussolini. Se ne stiano a casa loro». Dietro l'Hotel Vittoria di Rosarno, pochi metri dalla stazione ferroviaria, sono concentrati i mezzi blindati dei carabinieri e i giornalisti delle testate nazionali. Arriva il comitato promotore della manifestazione dei cittadini «abbandonati dallo Stato e criminalizzati dai mass media». Una piccola lezione di giornalismo, con qualche ardita incursione storica. «Bisogna dire la verità. Non siamo razzisti», ripetono ossessivamente. E pretendono che lo facciano pure gli altri. Si piazzano dietro la giornalista di RaiNews 24, mostrano un cartello sui cui c'è scritto «non siamo burattini della mafia». A proposito, cosa pensate della 'ndrangheta? «C'è anche qui, come in tutte le città». Dallo schermo Lcd arriva la voce del Papa: «Rispetto per gli immigrati». Momenti di silenzio e imbarazzo. Si può contraddire un inviato, ma come la mettiamo col vicario di Cristo? Meglio quindi ripiegare su Anno Zero. Ecco che circondano Ruotolo. Santoro è il "demonio" fin dai tempi di Samarcanda. Uno di quelli che non parla dei lati positivi di questa terra.
    «Non sono razzisti? Allora perché colpiscono solo noi neri e non gli altri immigrati?», chiede Moussa, uno dei feriti nei giorni della caccia all'uomo. Viene dalla Guinea Conakry e mostra la sua gamba fasciata e insanguinata, ferita da decine di pallini da caccia che dovranno essere estratti uno ad uno. Un'altra piccola sfera di piombo è invece la causa di tutto. È stata sparata con un fucile ad aria compressa contro Aiya Boussa, un togolese che si esprime in un ottimo francese, è arrabbiato ma non ha perso la lucidità. Sa che tutto è iniziato con il suo ferimento, parla senza mezzi termini di razzismo, spiega che adesso ha difficoltà a bere e mangiare, e non accetta quanto accaduto. Ci mostra il permesso di soggiorno come richiedente asilo. Scadrà a febbraio: era venuto in Europa per ottenere protezione umanitaria, si ritrova nel letto di un ospedale con un pezzo di piombo nella pancia. «Togliendolo faremmo più danno», spiega il medico. Dovrà tenerselo tutta la vita, ricordo indelebile di «una ragazzata». Così la definiscono in tanti, gli stessi che parlavano di corsie di ospedale piene delle «nostre donne e dei nostri bambini». Siamo nel reparto chirurgia di Gioia Tauro, ed in effetti le stanze sono piene, ma di africani. Di italiani ricoverati non c'è traccia, meno che mai della fantomatica donna che avrebbe perso il bambino, un aborto dovuto alla paura. Crimine infame, secondo la cultura mafiosa che si respirava nell'aria («le donne non si toccano»). Notizia falsissima invece, buona però ad esasperare anche animi solitamente miti ed a isolare gli africani. Pogrom, deportazioni e pulizia etnica, anno 2010.
    «Bande di immigrati hanno messo a ferro e fuoco la cittadina nella provincia di Reggio Calabria. Siamo solidali con i cittadini di Rosarno, colpiti nella tranquillità quotidiana. Siamo pronti a scendere in piazza», dice il coordinatore regionale di Forza Nuova. Il segretario Fiore ha annunciato l'intenzione di andare a Rosarno e tenere un comizio. «Non sono mafiosi», spiega. «È gente che si sente abbandonata dalle istituzioni e che rivendica il diritto a vivere in tranquillità». Esattamente quello che dicono i comitati dei rosarnesi. «Abbandonati dallo Stato, criminalizzati dai mass media, venti anni di convivenza non sono razzismo», dice lo striscione del corteo di ieri. Il giorno precedente, dopo le voci su un possibile arrivo dei «no global», un comitato di "accoglienza" si era organizzato per lo scontro. «Se arrivano, li spappoliamo», si legge nei violentissimi dibattiti su Facebook. E ancora: «Clandestini fuori dalle palle». «Padroni a casa nostra». «Adesso bisogna ristabilire l'ordine», ribadiscono i giovani del Pdl.
    Alcuni esponenti di Casa Pound sono arrivati in Calabria. «Ciò che ci ha colpito maggiormente - dichiarano - è il messaggio che i media stanno facendo passare, ovvero quello che i cittadini rosarnesi sono razzisti e xenofobi. Nulla di più sbagliato. Da oltre venti anni la città di Rosarno aiuta quotidianamente e come può gli innumerevoli immigrati clandestini presenti nella piana di Gioia Tauro con pasti caldi». Oltre ai "pasti caldi", effettivamente forniti da chiese e volontariato, ai lavoratori erano riservati ricatti e condizioni durissime. Sono tante le storie di gente non pagata, come emerge anche da una inchiesta della magistratura che ipotizzava estorsioni ed uno stato di riduzione in schiavitù. Anche nei giorni della "pulizia etnica", molti ragazzi - prima di andare via - volevano ricevere quanto dovuto. «Oggi non posso. Lunedì andrò in banca», aveva risposto un proprietario. La reazione all'inchiesta, che risale allo scorso maggio e che parte dalla denuncia di una cittadina bulgara, è furiosa. La Destra di Storace cavalca la protesta. Nasce un gruppo internet dal nome inequivocabile («Gli africani hanno rotto il cazzo a Rosarno») che insulta pesantemente tutti, dagli stranieri ai volontari. La stampa locale scopre all'improvviso l'invasione: «Arrivano 3000 extracomunitari in un territorio alle prese con la crisi economica». Il responsabile de La Destra avvia una campagna di contrapposizione: «Ci sono tanti italiani in condizioni disagiate, come i dipendenti Asl in ritardo con gli stipendi». Le accuse rivolte ai proprietari sarebbero ingiuste e infamanti, le responsabilità unicamente dei caporali bulgari.
    In occasione della rivolta del dicembre 2008, quella che avrebbe suscitato solidarietà dei locali perché pacifica, La Destra lamentava «una città invasa da extracomunitari, quasi tutti clandestini, cassonetti rovesciati, vetri rotti, strade occupate, genitori costretti ad andare a prendere di corsa i figli a scuola...».
    Nell'ospedale di Gioia Tauro i ragazzi feriti sbarrano gli occhi ogni volta che pronunciano la parola Rosarno. Non ci metteranno mai più piede. Nei prossimi anni e finché non arriverà almeno una parola di scuse, Rosarno sarà un nome maledetto che riecheggerà negli internet café di Lagos, nelle comunicazioni Skype da Accra, nelle chiamate intercontinentali con Ouagadougou. Dall'altra parte nascono nuovi eroi. «Fortugno libero», diceva uno degli striscioni esposti nella piazza del Municipio. Si tratta dell'uomo che trovò il coraggio di rapinare braccianti poverissimi. Un ivoriano ebbe la milza spappolata. Fu la causa scatenante della prima rivolta: una notte di protesta dell'intera comunità africana. Purtroppo, non sufficiente a far comprendere agli autoctoni che questa è gente che non si rassegna.



I COMMENTI:
  pagina:  6/6  | prima  | precedente
  • C'è tanta ipocrisia in tutta questa faccenda. Tutti gli abitanti, le istituzioni del luogo, gli uomini politici e della Chiesa erano al corrente di ciò che accadeva in quanto era sotto gli occhi di tutti perchè solo adesso hanno sentito il bisogno di manifestare? Chi farà giustizia per quei poveri disperati che sono dovuti andare via e quindi resteranno privi anche di quel pò di reddito che potevano racimolare? Altro che se sono razzisti, è troppo comodo invocare l'influsso della indrangheta. 11-01-2010 21:44 - vivagino
  • Ma certo che sono razzisti! Il problema é che tutto il razzismo italiano, dal fascismo in poi, non é mai stato riconosciuto come razzismo da parte degli italiani...non erano gli italiani che facevano le leggi razziali contro gli ebrei e scrivevano "Questo negozio é ariano"...era la perfida Germania che lo faceva...non erano gli italiani che perseguitavano gli sloveni a Trieste...no...sono i cattivi slavi che hanno massacrato gli italiani...e così via,,,che cosa possono dire gli abitanti di Rosarno quando al governo c'é un Ministro Calderoli...per la massa degli italiani per essere considerati razzisti bisogna essere il capo di un campo di concentramento nazista...e ancora...
    Verda Soriano

    P.s. La BBC ha definito "Racist attacks" il caso di Rosarno ed hanno anche detto che non c'é nessun discorso ufficiale anti-razzista in Italia... 11-01-2010 21:26 - Verda Soriano
  • I politici di sinistra, dell'IdV e del PD dovrebbero porre la questione del razzismo. Si cominci a parlarne anche nelle istituzioni e nei media in termini adeguati al problema. 11-01-2010 21:21 - Morlock
  • NON SOLO IN CALABRIA. Riporto qui di seguito una parte della introduzione al libro di Alessandro Leogrande "Uomini e caporali (Viaggio tra i nuovi schiavi nelle campagne del Sud)" - Vincitore della Giuria Premio Napoli 2009: "Ogni estate migliaia di stranieri, provenienti dall'Africa e dall'Europa dell'Est, si riversano nel Tavoliere delle Puglie con la speranza di guadagnare un pò di soldi con la raccolta dei pomodori e di altri frutti della terra. Sono i nuovi braccianti ("nuovi schiavi"), vivono in casolari diroccati o in baraccopoli messe su alla meglio, in condizioni igieniche, lavorative e salariali atroci, che credevamo definitivamente scomparse nel nostro paese.....
    Controllati con il sopruso e la violenza, quei casolari si sono trasformati in veri e propri "campi di lavoro" (con relativi kapò)da cui è difficile fuggire. Tra i "nuovi schiavi" che hanno provato a ribellarsi, molti sono scomparsi nel nulla. Altri ancora non hanno retto al ritmo di lavoro.....
    L' autore di questo libro-reportage ha incontrato le vittime e i loro famigliari, ha studiato le tecniche dei nuovi kapò, ha interrogato magistrati, avvocati, medici, sindacalisti che hanno provato a opporsi a questo sfruttamento di esseri umani.

    Concludo questo mio commento con un aforisma di Beniamino Placido, che da pochi giorni ci ha lasciati: "Conoscere non significa ricordare ma sapere in che libro andare a cercare". 11-01-2010 21:02 - enrico monzatti
I COMMENTI:
  pagina:  6/6  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI