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FUORIPAGINA
12/01/2010
  •   |   Cinzia Gubbini
    Una "dannata normalità" che uccide

    "Da sorella, madre e cittadina, vi chiedo di intervenire affinché questa  normalità" non venga più tollerata, affinché non venga dimenticato ciò che è successo a mio fratello e affinché non si aspetti nell’inerzia la prossima morte indegna che una famiglia distrutta sarà costretta ad urlare a tutto il Paese". E' cosi, con "fiducia e rispetto" che Ilaria Cucchi la sorella di Stefano, morto a 32 anni nel reparto carcerario del Sandro Pertini dopo un arresto per droga e con le ossa rotte, scrive ai ministri della Giustizia e dell'Interno Alfano e Maroni, della Difesa la russa, e all'onorevole del Pd Ignazio Marino, che come presidente della Commissione parlamentare sul Servizi sanitario ha aperto un'inchiesta sulla morte di Stefano. Ilaria ha deciso di prendere carta e penna alla fine della lettura dell'inchiesta del Dipartimento dell'Amministrazione penitenziaria, che di fatto assolve i tre agenti penitenziari indaagti per omicidio preterintenzionale: secondo l'ipotesi della Procura furono loro a pestare Stefano nei sotterranei del Tribunale. Indagati ci sono anche sei medici dell'ospedale Pertini, con l'accusa di omicidio colposo. Ma se la relazione del Dap nei fatti non riscontra irregolarità nelle procedure adottate dai suoi dipendenti, contemporaneamente in 348 pagine mette in evidenza una lunga serie di falle e errori che alzano il velo sulla "normalità" della gestione dei carcerati. Ed è proprio di questa "dannata" normalità che nella sua lettera Ilaria vuole parlare, elencando le notizie emerse dalla relazione che l'hanno più sconvolta e turbata, per chiedere infine che il calvario affrontato da suo fratello non debba più toccare in sorte a nessuno.


I COMMENTI:
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  • io non capisco il perche' certe persone non accettano la reclusione. il caso Cucchi e' una vergogna e questo e' assodato, ma la nostra società non può vivere in un anarchia assoluta in quanto non capace di gestirsi. siamo degli individualisti ma non nel senso empirico della parola bensì egoisti alla ricerca delle nostre e solo nostre "voglie". a mio avviso ci sono reati come as es. l'omicidio e la pedofilia sui quali non si puo' transigere. cerchiamo di spostare per un attimo la visione sulla vittima piuttosto che sul suo carnefice cercando giustificazioni al gesto.
    in divisa o no chiunque uccide e reca violenza va comunque punito e recluso. la tolleranza di solito nasconde fanga! 08-03-2010 18:34 - BLACKHORSE
  • per s.m. Si!!! Il carcere per come e' non dovrebbe esistere!!! davvero ti fa' paura una societa senza mostri ? 07-03-2010 19:51 - numerio.negidium
  • Risposta a s.m.
    “Il comunismo per noi non è uno stato di cose che debba essere instaurato, un ideale al quale la realtà dovrà conformarsi.
    Chiamiamo comunismo il movimento reale che abolisce lo stato di cose presente.”
    (Karl Marx) 07-03-2010 19:36 - numerio.negidium
  • Ma chi è sto maurizio mariani che commenta dappertutto tra l'invasato e l'apocalittico:
    - "e verrà la fine del mondo in 80 giorni..."
    - a patria', 40 giorni, 40, quello è il giro del mondo... 15-01-2010 18:49 - s|a
  • X numerio.negidium: ma sì, mandiamo tutti fuori a raccogliere le viole; anche stupratori, pedofili, truffatori, bancarottieri, mafiosi, massoni deviati, riciclatori, ma che ci frega.

    Certo, il carcere non dovrebbe esistere. Ma nemmeno il crimine. E quindi, nemmeno l'ingiustizia. Se vogliamo impiccare Tanzi, io ci sto, così non lo mandiamo in prigione e sei contento anche tu.

    Tanto gli assassini più seriali sono sempre fuori: chi ammazza la gente stando al volante o mandandola a lavorare in posti malsani e insicuri, quelli non li trovi in prigione.

    Per La Cucchi, temo che abbia ragione Mariani, a quelli, che stanno pensando a 20.000 celle per i morti di fame e a tre leggi per salvare Berlusconi, non gli frega niente. Sarebbe bello che quelle 20 mila celle fossero riempite dei truffatori e dei criminali in giacca e cravatta, capaci (Parmalat, Cirio, Tango bond, Eutelia, Telecom, ricordate?) di gettare migliaia di famiglie sul lastrico e ridersela alle Bahamas, e magari dichiararsi nullatenenti con uno yacht da 60 metri. Purtroppo l'ingiustizia sociale è fomentata ad arte, la guerra tra poveri anche. Il carcere non doveva esserci per Stefano, è PAZZESCO che lo abbiano fatto morire così, pestato da parte degli sbirri, non curato al Pertini(sic), e poi, sopratutto, quello che mi fa incazzare è che il giudice non l'ha mandato ai domiciliari perché 'senza fissa dimora': con il padre in aula! Ma chi è 'sto giudice? Vorremmo saperlo! Se per caso si fosse trattato di Stefano Previti, lo avrebbe mandato in galera. Anche se la risposta è troppo facile da capire. 13-01-2010 19:00 - s.m.
  • e una storia triste, e purtroppo neanche l ultima....se si leggono i giornali attentamente se ne scoprono altre di storie cosi.... 13-01-2010 10:54 - roberto bartoli
  • volevo esprimere solidarietà ad Ilaria Cucchi che, nonostante le abbiano ammazzato un fratello, chiede con rispetto e dignità giustizia per Stefano.La giustizia che lei chiede, a mio avviso, non è quella istituzionale, visto che la "verità processuale" non potrà corrispondere a quella reale,perchè le istituzioni attuali non riusciranno mai a processare se stesse con imparzialie obiettività.la giustizia chiesta da Ilaria Cucchi ha un'essenza diversa:è la richiesta alle istituzioni di agire rispettando un DOVERE MORALE;un dovere che costituisce ogni magistero e che dovrebbe essere l'unico motore propulsore del loro operato.Il sistema carcerario è osceno...non riesco ad aggiungere altro...ogni voce si deve levare affinchè ogni uomo abbia la possibilità di vivere con dignità la propria esistenza, che dovrebbe tendere alla realizzazione della felicità di ciascuno in quanto singolo e/o all'interno della comunità sociale.Svegliamoci tutti!non si può continuare così! 13-01-2010 10:46 - floriana scinicariello
  • La cosiddetta democrazia serve alla mercificazione del lavoro al rapporto di sfruttamento, molti da queste catene d'oro sono alienati ed estranei alla stessa razza umana.Il geometra Cucchi è un proletario declassato nel suo lavoro che sia il terziario è la condizione di un proletariato che viene anche annientato dalla droga se non conosce il carcere a volte il delinquente nell'esperienza carceraria supera l'individualismo.Si delinque perchè esclusi:"schiuma birbe e lazzaroni"non si contentano di "birra e cigaro".Il dolore della sorella adesso speriamo non finisca in uno scranno parlamentare con Rutelli o Casini.Non si può normalizzare la violenza dello stato contro il proletariato essa è nel diritto e nella legge è il dispotismo della borghesia.Volete introdurre elementi di diritto ma questo diritto è il diritto allo sfruttamento e nel caso di Stefano diritto alla tortura(ricordate Bolzaneto)ed alla morte, Cucchi e Sandri ma dimentico molti altri casi.Cara ragazza ricorda quello che hanno fatto a tuo fratello mandagli un pezzo di mer...per posta, non versiamo lacrime se tanti vivono con le morti bianche un esecuzione capitale, ricordiamo i detenuti nei CIE, colpevoli con Prodi e con Berlusconi solo di avere la pelle di un altro colore.Il Manifesto difenderà sempre Cucchhi e chi come lui è vittima di Giovanardi e Fini arrestato per un grammo di erba che è come bere vino rosso.Ci mettono la morale e ci tolgono dignità e perfino la vita.Sorella di Cucchi non andare dal PD hanno fatto dell'Italia una galera per chi lavora un"egastolo militare"ed hanno con la disoccupazione e la sotto-occupazione, la precarietà ridotto una gioventù ad un insieme di larve.Ribbellarsi è giusto morire da giovani per una causa è giusto non per nulla.Quanti signori hanno il guinzaglio corto e si rende inlegale la vita dei tossici.La droga la cocaina rende schizofrenici, impotenti, provoca ictus, ma dilaga perchè alla fine piega i nostri mandarini, e li tiene sotto ricatto.Stefano e non loro è finito nelle mani di quei poliziotti che a Genova erano strafatti di droga e picchiavano non era un optional lo fanno sempre nelle questure e per strada, sono belve assetate di sangue.Questa classe politica lo sa vuole che sia così non riconciliarti con loro sono i primi colpevoli. 13-01-2010 05:32 - laura
  • Mi dispiace che una cosi cara ragazza vada ancora a cercare giustizia con chi ha permesso a degli assassini di indossare divise e di fare i tutori della legge.
    Ti hanno ammazzato il fratello e ancora non si sono vergognati.
    Ma non lo faranno,cara ragazza.
    Loro non sono in grado di sapere quello che fanno.
    Se sapessero di essere la chiave di volta a una ribellione che verrà.
    O si che verrà.
    Non si illudano i bravi cittadini,che la pentola è sotto pressione e già si sente il fischio.
    La sopportazione di un popolo di gente tranquilla è stato messo sotto sforzo e comincia a cedere.
    Alfano,Maroni e Berlusconi ci stanno sopra e tranquillamente ci si sdraiano sopra.
    credono che le cose rimarranno sempre così.
    --Dopo la rivoltellata al laziale e la massacrata a Cucchi,cosa altro ci possiamo inventare per provocare questa gente addormentata?--
    Stanno costruendo altre 20000 celle e si parla di mettere gli stranieri non in regola in dei campi di concentramento a seconda delle razze.
    I zingari vanno in campi di casette di legno,messe oltre i raccordi,dove il contatto fisico con le popolazioni italiche non avviene mai.
    per i negri invece i campi di concentrmento devono essere messi in campagna tra aranceti e orti.In questi campi i detenuti devono lavorare e produrre ricchezza per il popolo italiano.
    Cara ragazza,tu cerchi la giustizia e lo chiedi a gente che della giustizia se ne è sempre fregata.
    la loro giustizia si chiama immunità per loro e botte,galera e morte per tuo fratello e tutti i fratelli di tuo fratello.
    Noi che siamo fratelli di tuo fratello,non vogliamo che la sorella di nostro fratello si faccia ridicola.
    Non chiedergli più nulla,sono solo assassini!
    Ciao! 12-01-2010 22:09 - maurizio mariani
  • Il carcere non dovrebbe esistere! al massimo, proprio se vogliamo fare i reazzionari, potremmo pensare al carcere solo in funzione di reati di grave pericolosita' sociale, (ma solo per l'omicidio), per il resto dei reati tutti fuori a lavorare per i servizi sociali. 12-01-2010 18:21 - numerio.negidium
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