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FUORIPAGINA
13/01/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    Puglia? «Non ci capisco nulla»

    «Non ci sto capendo nulla nemmeno io...». Massimo D'Alema sbarca in Transatlantico dopo un giro a vela nelle Bahamas e alza le mani sul caso Puglia. «Vado venerdì, non ho partecipato alle riunioni», dice l'ex presidente del consiglio. Mentre lui faceva lo skipper ai Caraibi la sua «alleanza per il Sud» ha rischiato di naufragare ancora prima di vedere la luce. L'ultima bordata alle strategie della «Volpe del tavoliere» è arrivata ieri da Repubblica. Dopo la minoranza «franceschiniana» e il sì alle primarie di pezzi da novanta del Pd nazionale (tra cui Bindi, Chitie Marino), la candidatura di Francesco Boccia è appesa alla conta dei delegati dell'assemblea che si terrà sabato a Bari.
    I «dalemiani» stanno facendo un giro capillare tra tutti gli eletti per cercare di arrivare, uno a uno, alla fatidica quota di 64 firme sotto a un documento che incorona Boccia e sceglie l'Udc a discapito della sinistra. Boccia ci spera ma pare mettere le mani avanti: «Io esisto se c'è l'Udc. Con l'Udc si vince, con gli altri non lo so. Io sono il candidato della nuova coalizione, per quella del passato va benissimo Vendola». Poi lo sfogo verso il presidente uscente: «Il Pd vuole Vendola? Bene. Si tengano lui e la sua sinistra da bere, di quelli che parlano del dolore visto negli occhi dei disoccupati e prendono 20mila euro al mese. Vendola - attacca ancora da Montecitorio - non venga a fare il tribuno della plebe con me. Mentre loro fanno le chiacchiere sul dolore dei disoccupati, io passo il mio tempo a fare gli emendenti al milleproroghe per aiutare sul serio quei disoccupati...». L'idea insomma è di provare il tutto per tutto: «Andremo fino al chiarimento finale». A costo di perdere la Puglia? «A costo di andare a testa alta, il problema non è perdere la Puglia ma costruire un progetto alternativo, dirci qual è il centrosinistra del futuro». Nientemeno. Per ora la raccolta firme su di lui stenta a decollare. Ago della bilancia saranno la trentina di delegati di Michele Emiliano. Il sindaco di Bari ha il dente avvelenato con Vendola ma anche con D'Alema, che l'ha usato come un ariete contro il governatore uscente per poi scaricarlo - complice il no di Bersani al lodo sulla legge elettorale pugliese - puntando sul suo vero uomo (Boccia). Anche Emiliano sta sondando i suoi delegati. Le ambiguità non mancano. C'è chi dice che potrebbe dirottarne su Boccia solo una parte e chi assicura che invece romperà gli indugi a favore di Vendola.
    Una cosa però è sicura. Per non fare le primarie servono i tre quinti dell'assemblea e al momento non ci sono. «Anche se raccolgono le firme su Boccia noi chiederemo comunque di fare le primarie», insiste l'assessore Guglielmo Minervini, leader dei franceschiniani in regione. Non a caso a Bari i rumor parlano di divisioni profonde anche tra i «bersaniani». E non si esclude che se la conta preventiva dovesse sfumare l'assemblea di sabato reinsedi Vendola come se nulla fosse. Un colpo di scena non impossibile nel teatrino pugliese. I dalemiani in ogni caso stanno insistendo con l'Udc perché partecipi alle primarie, più o meno ufficialmente, a sostegno di Boccia. Ma la posizione di Casini non cambia: «Per le primarie ho l'allergia». E il segretario Cesa ribadisce la questione: «Non riguarda solo la Puglia ma un progetto di carattere nazionale. Il Pd ci deve dire se vuole riequilibrare una coalizione che per noi è sbilanciata a sinistra».
    A complicare il quadro c'è anche il centrodestra. Giovedì il Pdl potrebbe decidere di candidare il magistrato Stefano Dambruoso, rompendo con la sigla meridionalista di Adriana Poli Bortone. In questo caso, l'opposizione schiererebbe due candidati e per Vendola la partita ripartirebbe esattamente come si presentava all'inizio, prima che l'Udc si impuntasse contro di lui (la stessa Udc che da agosto, di fatto, è in giunta). Di Pietro ieri non ha posto veti sul leader di Sinistra e libertà purché il candidato del centrosinistra sia uno solo. Altrimenti, liberi tutti.


I COMMENTI:
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  • D'Alema potrebbe rappresentare gl'italiani di sinistra se co-dividerebbe la sua navetta a vela con tutti i l'auerati senza lavoro ne casa. 13-01-2010 16:30 - Silvia Stein
  • Bravo Ambrogio. Quell'odioso traffichino non l'hanno voluto neppure in Europa, dove si sono guardati bene dal prendersi un ceffo simile noto per gli intrighi e le beghe sottobanco ai danni (solo) dei propri alleati! 13-01-2010 16:26 - claudia
  • D'Alema non ci capisce più nulla.il sole delle Bahamas gli hanno riscaldato le cellule del cervello e ora galleggiano come pesci morti in quel brodo che gli ondeggia dentro.
    Non capisce che il giochetto si è rotto e non si può più giocare come al Risiko con la pelle della gente.
    La barca è uno sport che ti isola.Quando navichi,perdi il contatto con il mondo reale e ti senti un corsaro nel mare senza tempo.
    Poi suona la campanella e tocca tornare nel mondo reale a rifare rifornimento di soldi e di viveri.Non è facile riprendere in mano la situazione,quando tutti ormai conoscono il gioco.
    Le tre carte non sono più una novità politica.Bisogna rinnovarsi.
    Pare che con i suoi compari voglia fare il gioco del pacco.
    Offrire una cosa ricca e costosa,ma poi scambiarla con un pacco di sale.
    Ma anche questa politica la conosciamo.
    Non resta che infilarsi il cappucio e andare con le pistole a fare banche e gioiellerie.
    Vi conosciamo bene...
    D'Alema,rimani in mare e mettiti a fare il pirata.
    Anche quello è un ottimo lavoro,per gente di mare come te.
    Non ci sono più i milioni di sallcicciari ad aspettarti.Ci siamo tutti svegliati.
    La fame ti sveglia. 13-01-2010 16:11 - maurizio mariani
  • Ok, D'Alema è un disastro per la sinistra:ma anche chi gli va appresso.Fino a …Nieri sembrava offirci un’uscita di sicurezza dall’obbligo di scegliere fra le due candidate del Triumvirato.Prendiamo atto della consueta, opportunistica inaffidabilità di quella che un tempo era la “sinistra alternativa” (davvero quos vult perdere Deus dementat prius)e dell’irresistibile fascino del richiamo su di essa esercitato dalla vecchia guardia della FGCI.
    Ai tanti cattolici sociali, ai volontari non omologati, ai critici del neoliberismo, ai centri sociali e al neoproletariato dei quartieri, figlio della crisi, non rimane altra scelta che l’astensione?
    http://www.lascolta.ilcannocchiale.it/ 13-01-2010 15:37 - Michele
  • Ha fatto più danni allas sinistra D'Alema che Berlusconi. Si crede intelligente invece non è neanche furbo. 13-01-2010 15:32 - Dario
  • Ragazzi, ancora date fiducia ad un borghese come il noto capitano di panfili da 30.000 euro al mese ?? Stroncatelo sempre e toglietegli il saluto. E' piu' infido del berlusca perche' tiene i piedi in piu' scarpe e si finge di SINISTRA. 13-01-2010 15:12 - ambrogio brambilla (metalmeccanico)
  • «Non ci sto capendo nulla nemmeno io...»

    QED. 13-01-2010 14:57 - Alan Ross
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