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L'ecatombe di Haiti
Potrebbero essere oltre centomila i morti ad Haiti, nel più devastante terremoto che abbia colpito il Paese caraibico negli ultimi due secoli. La terrificante stima è stata fatta in serata dal premier haitiano Jean-Max Bellerive, mentre un membro del parlamento ha parlato addirittura di mezzo milione di vittime. Il paese è «distrutto», ha detto il presidente Renè Preval, che ha parlato di «scene inimmaginabili».
Nella capitale Port-au-Prince, il sisma di magnitudo 7,3 ha distrutto l'edificio di cinque piani che ospita il quartier generale della missione dell'Onu (Minustah), ha demolito il palazzo presidenziale e la cattedrale. Molte le vittime tra i caschi blu: si teme che sia morto il comandante della missione, il generale tunisino Hedi Annabi e con lui otto cinesi, tre giordani e undici brasiliani, senza contare le decine di dispersi e feriti.
Da Washington, Barack Obama ha promesso aiuti «rapidi, coordinati e energici», per salvare le vite dei sopravissuti: «Le prime squadre di ricerca e soccorso da Florida, California e Virginia arriveranno ad Haiti tra stasera e domani», ha assicurato il presidente americano che ha garantito ogni risorsa a disposizione dell'America «per salvare quanti sono rimasti intrappolati sotto le macerie e per portare gli aiuti umanitari, cibo, acqua e medicine agli haitiani che ne hanno bisogno».
Tre dei quattro ospedali di Port-au-Prince sono crollati e l'unico ancora attivo non accetta più feriti perchè è ormai al collasso. A Port-au-Prince è crollata anche la prigione: i detenuti sopravvissuti sono ovviamente tornati in libertà. Nella città si segnalano i primi atti dei sciacallaggio: un supermercato è stato saccheggiato nella periferia della capitale.
L'Unità di crisi della Farnesina ha riferito che gli italiani presenti a Haiti sono almeno 191: in sessanta sono stati già contattati e sono in salvo. Il ministero degli Esteri sta verificando le voci secondo le quali tra le vittime vi è anche un connazionale.
Il terremoto è iniziato alle 22.53 ora italiana (le 16.53 a Haiti) ed è stato seguito da decine di scosse di assestamento che secondo i geologi potrebbero protrarsi per giorni. L'epicentro è stato localizzato a una ventina di chilometri da Port-Au-Prince, sulla terraferma dell'isola, a una profondità di appena 10 chilometri.
L'aeroporto è agibile e sono in arrivo i primi aiuti. Dall'Italia parte un C130 militare con un ospedale da campo, personale medico e una squadra della Protezione civile. Il Papa ha lanciato un appello alla «generosità di tutti» per aiutare il Paese più povero dell'emisfero occidentale e l'Ue ha stanziato 3 milioni di euro per le prime necessità. (AGI)Per contribuire all’azione di soccorso di MSF a Haiti:
• carta di credito telefonando al numero verde 800.99.66.55 oppure allo 06.44.86.92.25
• bonifico bancario IBAN IT58D0501803200000000115000
• conto corrente postale 87486007 intestato a Medici Senza Frontiere onlus causale Terremoto Haiti
• on line sul sito di MSF
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Se c'è una domanda che ho sempre trovato stupida, ma proprio stupida, è quella che ti fanno gli anticastristi: ma perché non te ne vai a Cuba?
Più idioti di così... 16-01-2010 02:19 - Antonella
E che vuoi raccomandare letture? Questi la sanno sempre più lunga. Il referente Gerry Scotti da le informazioni necessarie.
Sta di fatto che dal paese dell'America Latina in cui vivo, dove per i ricchi c'è tutto, ma proprio tutto, compresa una sanità mediamente avanzata, i poveri partono GRATIS per Cuba. Vengono curati GRATIS a Cuba.
Quando ci fu il disastro Tsunami l'ONU raccomandò ai paesi colpiti di mettere a punto, per eventuali future furie naturali, delle strategie di salvataggio prendendo ad esempio le quelle che vengono messe in atto a Cuba quando si presentano emergenze. 15-01-2010 17:42 - Antonella
Gli Usa hanno trattato l'america centrale e del sud come se fosse il suo giardino di casa.
Questo da sempre e dove non hanno il controllo diretto come nell' Argentina delle AAA, nel Cile di Pinochet o nel Nicaragua e Salvator di dittatori da operetta,gli Usa hanno da sempre delle grosse responsabilità nel loro sviluppo economico.
Haiti Ha deforestato la sua isola per soddisfare i bisogni di una America che non guarda in faccia nessuno e che ha come unico Dio il denaro.
Cuba,anche lei con Batista al governo, subbì questa sorte.La pelarono come una mela.
Solo la politica del comandante Fidel, ha permesso una ripopolazione di natura per tutta l'isola.
Haiti invece non ha avuto questo e il paese è diventato instabile.
Il terremoto ha fatto tante vittime,ma se ci fossero stati gli alberi,forse si sarebbero risparmiate delle vittime.
Sono sbragate delle colline sulla gente,lo sai?
Tanta gente è morta perchè i paesi che stavano in alto sono scivolati con tutte le case.
Queste cose non te le spiega nessuno.
Mi dispiace che tu non sappia che per un dollaro le compagnie americane compravano alberi di caoba.
Quello che hanno potuto fare alcune compagnie di legname,non è solo da criminali,ma penso anche che non avessero la testa a posto.
Ciao! 14-01-2010 16:06 - mariani maurizio