-
|
Francesco Paternò
Marchionne, la Sicilia e la Serbia
I numeri aiutano, ma non spiegano tutto. Sulla chiusura di Termini Imerese, l'amministratore delegato della Fiat Sergio Marchionne va a muso duro appena gli è possibile, perfino al salone di Detroit dove pure parla da capo della Chrysler. Nel governo e soprattutto nella regione Sicilia c'è chi sospetta, anche con dichiarazioni pubbliche, che Marchionne tenga alto il livello dello scontro per ottenere quel che aveva ottenuto dal governo Prodi e da qualche governo regionale fa, intesa mai giunta alla firma: soldi in cambio della prosecuzione dell'attività produttiva in Sicilia. Un successivo accordo - ma precedente alla grande crisi economica mondiale e alla scelta del gruppo di dirottare i propri investimenti in Serbia - aveva convinto l'Unione europea a stanziare 47 milioni di euro. Soldi rimasti inutilizzati, così come è rimasto assente sui temi di politica industriale il governo Berlusconi, limitatosi a concedere incentivi alla rottamazione per tutti e nulla più.
Eppure, Marchionne ha dimostrato di saper trattare al meglio proprio con la politica. A Washington ha convinto l'amministrazione Obama della bontà della sua offerta per il salvataggio della Chrysler, facendosi prestare un mucchio di dollari e dando il via a un esodo incentivato di 23.000 lavoratori Chrysler in Nordamerica. A Belgrado ha convinto il governo serbo che la sua offerta per la Zastava di Kragujevac era migliore rispetto a quelle di altri costruttori europei. Tutto questo accadeva nei primi giorni bui di Termini, quel 2008 in cui l'Unione europa stanziava inutilmente i 47 milioni di euro.
E' il settembre 2008 quando Marchionne firma con il vicepremier serbo Mladjan Dinkic un'intesa per rilevare il 67 per cento della Zastava e lasciare al governo di Belgrado il 33 per cento. Torino e Belgrado sono in affari dal 1953, a Kragujevac già si assemblano Fiat Punto da vendere sul mercato locale e limitrofi, nel 2009 dovrebbero essere circa 10.000. L'accordo con la Serbia ha numeri che assomigliano curiosamente a quelli di Termini Imerese. Se in Sicilia l'eventuale rilancio della fabbrica riguarderebbe quasi 2.000 lavoratori per una capacità produttiva di 200.000 vetture all'anno, alla Zastava l'arrivo in forze degli italiani dovrebbe assicurare lavoro ai 2.350 dipendenti (con stipendi medi di circa 300 euro al mese, però) per una produzione annua a regime - forse per fine 2010 - di 200.000 vetture. Altre 100.000 potrebbero aggiungersi, sempre che il mercato russo (verso il quale dalla Serbia non si pagano dazi) e gli altri mercati europei si riprendessero. Cosa, a breve, non prevista da nessun analista.
Il rilancio della Zastava, stando almeno ai conti ufficiali, sarebbe più oneroso di quello di Termini Imerese. Nel memorandum d'intesa si parlava di 700 milioni di euro di investimenti, 200 milioni dei quali a carico del governo serbo (100 in contanti, altre due parti da 50 milioni in prestiti e incentivi), mentre la Fiat metterebbe i restanti. Il primo assegno da 100 milioni di euro è stato staccato da Marchionne poco più di due settimane fa. I successivi pagamenti dovrebbero avere una cadenza trimestrale, se verranno rispettati dalle parti tutti gli accordi.
- 31/01/2010 [8 commenti]
- 31/01/2010 [21 commenti]
- 30/01/2010 [6 commenti]
- 30/01/2010 [10 commenti]
- 29/01/2010 [7 commenti]
- 29/01/2010 [17 commenti]
- 28/01/2010 [27 commenti]
- 28/01/2010 [13 commenti]
- 27/01/2010 [3 commenti]
- 27/01/2010 [33 commenti]
- 27/01/2010 [11 commenti]
- 26/01/2010 [7 commenti]
- 26/01/2010 [105 commenti]
- 26/01/2010 [22 commenti]
- 26/01/2010 [0 commenti]
- 25/01/2010 [30 commenti]
- 24/01/2010 [107 commenti]
- 24/01/2010 [20 commenti]
- 24/01/2010 [8 commenti]
- 24/01/2010 [1 commenti]
- 24/01/2010 [0 commenti]
- 24/01/2010 [1 commenti]
- 24/01/2010 [0 commenti]
- 24/01/2010 [1 commenti]
- 24/01/2010 [8 commenti]
- 23/01/2010 [36 commenti]
- 23/01/2010 [0 commenti]
- 23/01/2010 [30 commenti]
- 23/01/2010 [2 commenti]
- 22/01/2010 [4 commenti]
- 22/01/2010 [54 commenti]
- 21/01/2010 [5 commenti]
- 21/01/2010 [14 commenti]
- 20/01/2010 [22 commenti]
- 20/01/2010 [259 commenti]
- 19/01/2010 [31 commenti]
- 18/01/2010 [11 commenti]
- 18/01/2010 [9 commenti]
- 18/01/2010 [6 commenti]
- 17/01/2010 [25 commenti]
- 17/01/2010 [6 commenti]
- 17/01/2010 [1 commenti]
- 16/01/2010 [32 commenti]
- 16/01/2010 [13 commenti]
- 15/01/2010 [7 commenti]
- 15/01/2010 [4 commenti]
- 14/01/2010 [1 commenti]
- 14/01/2010 [5 commenti]
- 14/01/2010 [4 commenti]
- 13/01/2010 [15 commenti]
- 13/01/2010 [13 commenti]
- 13/01/2010 [17 commenti]
- 12/01/2010 [17 commenti]
- 12/01/2010 [11 commenti]
- 12/01/2010 [5 commenti]
- 11/01/2010 [54 commenti]
- 11/01/2010 [11 commenti]
- 10/01/2010 [2 commenti]
- 09/01/2010 [33 commenti]
- 09/01/2010 [13 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08












Diversamente no.
Ho avuto circa 20 auto in 40 anni e fatto più di 2 mio di km. Senza una Fiat. Salvo una 127 (ottima) di mia moglie.
E sto' bene lo stesso ! 26-01-2010 17:41 - antonio piccoli
Questa volta per non chiudere Termini Imerese cosa vuole ancora dal contribuente la FIAT? 14-01-2010 18:50 - Claudio Raineri
gente come lui è indispensabile in una società divisa in classi.
Un generale civile che sposta i soldati e i carri armati,come in una guerra.
Solo che questa non è la guerra di conquista e nemmeno una guerra tra nazioni.
la guerra del generale Marchionne è di classe.
Tutti i suoi ufficiali e personale di guerra,lo difendono e lo portano come un grande.Certo è il generale.
Gli ufficiali,sottotenenti lo invidiano e aspirano a diventare come lui.
Non porta galloni e divise,ma un maglione di quelli simili al suo nemico.
Come una mimetica calza questi abiti e si intrufola in campi intellettuali e discute come un semplice cittadino con chiunque.
Tattiche di guerra.
Ma gli operai,che fino a ieri lo applaudivano e lo vedevano come un salvatore della patria e del loro posto di lavoro,con la lettera di licenziamento tra le mani,si sono di colpo disillusi.
Anche chi ancora lavora,non si sente tanto tranquillo e comincia a pensare che il futuro non è come gli avevano fatto credere.
Marchionne è un generale a capo di una organizzazione di capitalisti internazionale.
La parola FIAT dovrebbe essere sostituita nei prossimi giorni con la sigla FIAM.Non più Torino ma ora Mondo.
Marchionne è il generale, che la borghesia ha nominato,per distruggere le ultime resistenze di una classe operaia,data per moribonda.
Dicono che è una guerra già vinta.
I comunisti allo sbando.
I sindacati senza più idee.
Gli operai che non credono più al socialismo.
Questo è quello che pensano.
Lasciamoglielo pensare.
Tanto prepariamo la nostra Stalingrado! 14-01-2010 18:33 - maurizio mariani