giovedì 19 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale giovedì 19 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
22/01/2010
  •   |   Francesco Paolillo
    Il ministro e il velo di Fatima

    Fatima è bellissima. Coi suoi 12 anni e l'ambra dell'oriente a colorarle gli occhi, il viso, le labbra. Ieri ha messo gli abiti buoni, i pantaloni e la maglia delle occasioni importanti. Fatima avrebbe dovuto parlare davanti al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, nella «Giornata della legalità» organizzata al liceo artistico di Reggio Calabria, in Italia, nel paese in cui vive da diversi anni dopo la fuga della sua famiglia dal Libano. 
    Ma aveva il velo Fatima. Rosa, dipinto con disegnini bianchi a dare un tocco gioviale e sbarazzino al suo copricapo, un hijab per bambina. L'aveva stretto in testa, così da non far scivolare nemmeno un capello lungo la fronte, come vuole la tradizione islamica. Eppure, per poter parlare, l'avrebbe dovuto togliere. È il sindaco Domenico Lucano a raccogliere l'indignazione della vice preside della scuola media di «Monasterace-Riace» che, da due giorni, faceva la spola col capoluogo per accompagnare la bimba alle prove del suo discorso. Era tutto pronto. Ma, lungo il tragitto, il cellulare dell'insegnante è squillato almeno 5 volte. Dall'altro capo del telefono, un non meglio precisato «direttore» le raccomandava che Fatima, per poter intervenire, avrebbe dovuto togliere il velo. Racconta la professoressa: «Mi hanno detto che si trattava di un semplice accorgimento per una questione di suscettibilità». Incredibile, ma vero. E dalla vicenda prende subito le distanze una funzionaria del ministero della Pubblica istruzione presente alla cerimonia di ieri. Spiega il punto di vista ufficiale: «Come Fatima sono stati molti i bambini esclusi per una questione di tempo e organizzazione. Anche loro avevano regolarmente svolto le prove». In ossequio a una scaletta rigida e inflessibile si è dovuta prendere una scelta: «Sul palco, a ogni modo, è salita un'altra piccola straniera, polacca e studentessa di Rosarno. Si è quindi preferito far intervenire una compagna di Fatima, italiana e anche lei impegnata fra i banchi di Riace, semplicemente per non tracciare differenze fra stranieri e italiani». Equità, dunque. E nessun caso di razzismo. Anche se, presente a una riunione nella presidenza del liceo artistico, convocata d'urgenza da tutti gli interessati sospinti dai giornalisti, un amministrativo della scuola di Riace, presente al momento delle telefonate fra la vice preside e l'incognito «direttore», ha parlato di «pressioni arrivate dal ministero dell'Interno». Dal Viminale, secondo la sua testimonianza, sarebbe partita l'offensiva al velo islamico di una bimba che avrebbe voluto dire che «a Riace si sta bene». All'amministrativo, però, la funzionaria del ministero ha risposto con un sorriso: «Ma figuriamoci». Pure la piccola, confusa da tanto clamore, ammette che le è stato chiesto di levare il copricapo islamico: «Ovviamente ho detto di no». Adesso, la mamma di Fatima vuole andare fino in fondo a una storia che ha visto sua figlia protagonista inconsapevole: «Voglio denunciare tutti. Voglio che i giornali ne parlino». Il suo sdegno ha raggiunto persino il Capo dello Stato che, con madre e figlia, strette nel velo delle loro radici, si è concesso una fotografia. La mamma di Fatima l'ha detto a Napolitano, gli ha raccontato che la sua bimba avrebbe dovuto parlare dal palco. Non le è stato concesso. Il Presidente, travolto da abbracci, saluti e affetto, potrebbe non aver compreso. E solo nel tardo pomeriggio la presidenza ha diffuso un comunicato ufficiale per precisare che: «Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha incontrato e salutato direttamente la piccola Fatima... come è del resto documentato dalle riprese televisive e dalle immagini fotografiche dell'iniziativa». Alla mamma di Fatima resta solo la rabbia. Cose del genere non le erano «mai accadute». Lì, a Riace, paese della tolleranza e dell'integrazione, dove il sindaco Lucano è diventato un simbolo della lotta alla discriminazione razziale, «mai si sarebbe verificato un così spregevole episodio». 
    E il primo cittadino non le manda a dire, attaccando il governo che, «con la sua scellerata politica sull'immigrazione, oggi si è macchiato di un'infamia nei confronti di una bimba di 12 anni».
    E pensare che, poco prima, il presidente Napolitano aveva incontrato tre degli immigrati rimasti feriti nei giorni della rivolta di Rosarno. E pensare che, ancora prima, ai piccoli delle scuole di Scampia, di Reggio, dello Zen di Palermo, il ministro Mariastella Gelmini aveva detto che «bisogna vincere la paura e occorre privilegiare la cultura della reciprocità e del confronto». Fatima, invece, se n'è tornata a casa. A Riace, la sua nuova dimora. Col suo discorso rimasto chiuso in un libretto, i capelli chiusi sotto al velo e l'innocenza di chi sa di non sapere.


I COMMENTI:
  pagina:  4/6  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
  • "Ti assicuro che io sono immensamente grato al movimento femminista e idealmente non smetto di baciare la terra dove le femministe hanno camminato."

    ...si Paolo,non stò difendendo la religione.Nei paesi mussulmani l'integralismo é maggiormente palese...quì molto più subdolo....ed il movimento femmista non é sicuramente nato dal morbo della fede... 22-01-2010 19:44 - Valentino
  • ma di che state a parlare? Pare come si vi foste segregati in una torre di avorio e aveste completamente perso i contatti con il mondo esterno. Ma avete idea di ciò che sta succedendo la fuori, e nel senato in particolare?
    Ma vi pare questo il momento di fare queste discussioni surreali dai toni radical chic, basate sul nulla e aventi come tema un vuoto totale.
    Lo volete pronunciare il nome Berlusconi almeno una volta, o l'argomento vi sembra troppo terra terra per le vostre menti di sedicenti intellettuali chic?
    Naturalmente mi trovo d'accordo con voi sul fatto che è disdicevole non lasciare parlare una ragazzina per via del suo costume, che è una normalissima conseguenza della sua cultura e non è foriero di alcunché di negativo.
    Ma veramente, di fronte ad un paese che sta cadendo a pezzi di fronte ai nostri occhi, dobbiamo perderci dietro a queste amene idiozie?
    Non so perché, ma io ho come l'impressione che sarebbe il caso di affrontare le cause di questi eccessi che si stanno verificando oggi nel nostro paese.
    Che ne dite di tornare a tuonare contro il leghismo,che è la causa principale di questi accadimenti?
    In fondo di tratterebbe di tornare ai bei vecchi tempi ed accantonare queste minchiate di discussioni per tempi più consoni, eh? 22-01-2010 19:44 - Massimiliano Adamo
  • @Murmillus:ma scusa,ci fai o ci sei?Ma di quale libertà religiosa parli?Esiste solo in occidente;prova a girare per le vie di qualche paese islamico col crocefisso al collo e vedi poi cosa ti capita! 22-01-2010 19:26 - enrico
  • Dopo essermi fatto 8-9 ore di lavoro ed essermi sorbito ogni tipo di cazzata o discorso xenofobo me ne torno a casa, mi leggo il sito del manifesto per tenermi informato e per leggermi un qualcosa di umano e civile. Purtroppo anche su questa ultima isoletta in balia delle correnti leggo e vedo commenti raccapriccianti, nemmeno qui riesco più a trovare un minimo di serenità che mi distolga dal pensiero di vivere in un paese putrido.
    I soliti Catto-Fascisti o Nazi-Padani entrano e inquinano questo spazio di civiltà.
    Mi sto rompendo i coglioni siceramente, sono stufo... Amen, ma perchè non vai a rompere i "Maroni" sul sito di Storace o nel forum della Lega KKK. Li ti troveresti perfettamente a tuo agio, saresti a casa tua.

    Hai perfettamente ragione, non siamo in Arabia, siamo in Europa, in Italia, dove appunto """esiste""" che tu ci creda o no, il diritto di pensiero e di religione (in teoria e forse ancora per poco), il rispetto delle culture e delle loro tradizioni.
    Ma poi guarda, cosa cazzo sto qui a spiegarti certe cose, tu che ti firmi con quell'amen che dovrebbe essere di misericordia mentre invece emana solo puzza e ignoranza. Fatima non si sente diversa quando porta il suo velo con le sue amiche (non solo Italiane ignorante), si sente diversa quando lo stato e questa società la discrimina.
    Quello che è stato fatto a Fatima è molto più grave di certi integralismi, integralismi che certo nessuno accetta, come non si dovrebbero certo giustificare questi vergognosi episodi . 22-01-2010 19:22 - Simone
  • "i commenti da parte di questi difensori dei diritti delle donne rasentano la vomitevole ipocrisia, dovrebbero semplicemente baciare dove il movimento femminista ha camminato"
    Valentino
    Ti assicuro che io sono immensamente grato al movimento femminista e idealmente non smetto di baciare la terra dove le femministe hanno camminato.
    Il problema è che per le femministe cammniare nelle terre musulmane è molto rischioso. Chiedilo a Nawal Saadawi. 22-01-2010 19:22 - paolo1984
  • Il Quirinale tenta di minimizzare e compie una bella opera di "disinformazja". Accortosi dell'orribile pasticcio compiuto in base ad ordini "da Roma" (Ministero? Consiglio dei Ministri? Consigliori di Napolitano?), fa circolare una foto in cui la bella Fatima parla con il presidente. Ovviamente non è qui, la questione. Vorrei vedere che Napolitano saluti tutti i bambini e salti proprio Fatima! La questione è che non l'hanno fatta parlare "pubblicamente", ai microfoni, davanti alle telecamere. Hanno preferito, dovendo scegliere una "straniera", la bambina polacca, cristiana e magari con il crocefisso al collo. Qualche lettore citava la Francia. Magari!! Fatima non entrerebbe a scuola con il foulard, Maria si toglierebbe la croce d'argento dal collo, David non metterebbe la kippah, io non dovrei insegnare ogni giorno con il crocefisso che mi incombe sulla testa. 22-01-2010 19:20 - Giuliano
  • "criticare un pezzo di stoffa islameggiante in testa a una ragazzina (e non si tratta di un burka) in nome della libertà dall'oppressione religiosa, rischia di essere ipocrita."alex
    Che non si tratta di un bourka l'ho scritto anch'io ciò non toglie che sia un simbolo sessuofobico che denota il controllo sociale sul corpo della donna. Anche l'infibulazione è un segno (molto più cruento) di questo controllo sociale che si trova in molte società islamiche (anche se l'infibulazione non è prevista dal Corano resta il fatto che l'Islam l'ha tollerata e l'ha tollerata perchè è una pratica patriarcale e anche l'Islam è patriarcale come le altre religioni monoteiste) e che c'era anche da noi prima della rivoluzione femminista (e meno male che l'abbiamo avuta!).
    Poi alex, non so a chi ti rivolgi quando parli di ipocrisia, io sono fieramente illuminista e laicista e critico ogni forma di oppressione religiosa, di qualunque religione si tratti. 22-01-2010 19:12 - paolo1984
  • Caro Amen che intervento idiota!
    Al di là del merito dell'importanza del velo, la bambina non pteva essere discriminata per questo. E' così difficile capirlo? Non dimenticare le nostre suore che il velo velo non lo toglierebbero neanche a spararle. 22-01-2010 19:02 - Andrea
  • ...in fatto di sessismo e misoginia la religione cattolica non sono seconda a nessuno...quindi i commenti da parte di questi difensori dei diritti delle donne rasentano la vomitevole ipocrisia, dovrebbero semplicemente baciare dove il movimento femminista ha camminato.
    Per quanto riguarda "carpette" ti dico quì pubblicamente che hai scritto delle grandi balle...in Belgio non ci vivi solamente tu...e ti garantisco e ti posso contestare punto per punto le menzogne che hai scritto...quindi se vuoi sarò pronto a dartene ragione....
    Il problema vero stà in queste parole di Oswald Spengler "Un tempo a nessuno era consentito di pensare liberamente. Ora è permesso, ma quasi nessuno ne è più capace. Ora la gente vuole pensare solo ciò che pensa si debba pensare. Considera ciò libertà." 22-01-2010 18:47 - Valentino
  • Mi spiace, ma avete toppato: la laicità delle istituzioni va semor rispettata. In Francia sarebbe accaduto lo stesso. 22-01-2010 18:32 - andrea
I COMMENTI:
  pagina:  4/6  | prima  | precedente  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI