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Paolo Ferrero
«Caro Nichi, batti un colpo»
Nella tua regione, di fronte all'arroganza del gruppo dirigente del Pd abbiamo fatto fronte comune. Prima rifiutando la proposta che tu non venissi candidato e poi con il comune sostegno alla tua candidatura nelle primarie. Questo fronte comune ha vinto e il tuo splendido risultato ne è la testimonianza. In Puglia ha cioè funzionato nei fatti una coalizione di sinistra di alternativa, in grado di tenere un profilo politico autonomo dal Pd, che è riuscito, come riuscimmo nel 2005, a vincere le primarie. Una coalizione di sinistra di alternativa che ha aperto contraddizioni nel Pd proprio in quanto ha saputo agire con una soggettività propria, non subalterna o manovriera. Si è fatta una battaglia limpida, senza sotterfugi, sia sul piano politico che su quello dei contenuti e la chiarezza ha pagato.
Del resto quando ci siamo visti e sentiti nelle settimane scorse proprio questo punto avevamo messo al centro. Di fronte ad un Pd che è caratterizzato da una deriva centrista, con tratti di vera e propria subalternità all'Udc, abbiamo convenuto sulla necessità di coordinare le forze della sinistra al fine di incidere positivamente nella discussione in tutte le regioni. Nella reciproca autonomia avevamo individuato la necessità di unire gli sforzi, di fare una battaglia comune, di evitare che il Pd potesse metterci gli uni contro gli altri nella ridefinizione moderata del suo asse politico.
In tutta franchezza , proprio questa battaglia comune a me pare sia venuta meno. Mentre in Puglia abbiamo agito concordemente, questo non avviene nelle altre regioni d'Italia.
Non ho lo spazio per fare una disanima complessiva per cui mi soffermerò solo sul caso della Lombardia, che a me pare emblematico. In questa regione Sinistra e Libertà ha deciso di sostenere Penati a candidato a Presidente proprio mentre questo ha posto un veto sulla presenza della Federazione della Sinistra nella sua coalizione. Qui ci troviamo in una situazione incredibile: il candidato del Pd decide di porre una discriminante anticomunista per far parte della sua coalizione e si caratterizza su contenuti che sono grosso modo l'opposto dei contenuti che tu hai sostenuto nelle primarie pugliesi. Sinistra e Libertà, invece di fare battaglia politica e di rompere con Penati, decide di partecipare alla sua coalizione. Mentre in Puglia la sinistra, insieme, ha ottenuto un risultato straordinario, in Lombardia Sinistra e Libertà si fa strumento del tentativo di distruzione della sinistra da parte di Penati.
Caro Nichi ti chiedo quindi di battere un colpo. Se i ricatti non si possono accettare in Puglia, non debbono essere accettati nemmeno in Lombardia. Se è possibile lavorare per l'alternativa in Puglia, deve essere possibile farlo anche altrove. La primavera non la si costruisce in una regione sola.
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Certo non possiamo abolire la proprietà privata o creare un'economia pianificata (sarebbe assurdo anche solo pensarlo), ma definirsi comunisti, oggi, ha ancora un senso. Ha un senso per tutti coloro che non credono all'autoregolazione del mercato, per coloro che ritengono che in certi ambiti il privato non possa e non debba entrare (vedi sanità ed istruzione), per coloro che non accettano il precariato come forma imperante di rapporto di produzione, per coloro che credono che prima del profitto vengano la dignità e la salute di ogni individuo; per tutti questi motivi il definirsi comunisti ha ancora un senso.
L'esperienza del governo Prodi dovrebbe averci insegnato che ormai il PD (per lo meno a livello nazionale) è altro da tutto ciò. Loro hanno ormai abbracciato in toto il neoliberismo e ciò che esso comporta. La scelta che ci spetta non è se seguirli o se rilanciare i piani quinquennali. Ma se seguirli o proporre una vera alternativa credibile che si possa definire di sinistra. Questo è il punto del discorso di Ferrero e tutti noi dovremmo rifletterci.
Certo se nelle amministrazioni locali ci può essere margine di discussione su programmi condivisi ritengo giusto portarli avanti. Ma a livello locale le differenze politiche ed ideologiche tendono ad appianarsi: in un comune o in una provincia conta creare una sorta di benessere per i cittadini e raramente ci si deve confrontare su temi più "alti" (penso ai diritti civili o alle diverse concezioni sulla politica estera). Quindi ritengo che vada ben distinto il discorso amministrativo da quello politico. E non per una questione di poltrone ma per una questione pratica di "buon senso" se volete. 26-01-2010 15:44 - Marco Piola
Quanto a Vendola ( di cui sono contento per la sua strepitosa vittoria ) vorrei chiederli che senso ha avuto la scissione ?
P.S. sembra che Batilocchio ( socialista) a queste elezioni nel Lazio si presenta con la destra.
Forse e' ora di immaginare che società vogliamo e pensare alle soluzioni , se vogliamo uscire da questa crisi.
Un saluto al compagno Ferrero che stimo e apprezzo. 26-01-2010 15:20 - jacomo
Grillo ha un conto miliardario in banca e ha profondi sentimenti xenofobi. Andatevi a riguardare su youtube i suoi deliranti discorsi sui rumeni
ma per favore compagni, smettiamola
w la sinistra 26-01-2010 15:13 - ludovica
E, scusatemi, perche' Ferrero, che ha aiutato Vendola nella sua rielezione alle primarie (il che non significa che verra' rieletto a Governatore) non dovrebbe chiedere a Vendola se vuole fare la stessa alleanza in altre regioni? Non capisco chi sia piu' attaccato alla cadrega, Vendola che va a vento a seconda delle regioni o Ferrero che chiede a Vendola diessere coerente. 26-01-2010 14:50 - murmillus