-
|
Vincenzo Ostuni
Oltre l'età dell'innocenza
Quando lo scorso novembre Saviano rivolse un appello a Berlusconi perché ritirasse la legge sul processo breve, a Luisa Capelli, editrice di Meltemi, e al sottoscritto saltò il ticchio di rilanciare, mettendo in campo il più perverso tabù della nostra società letteraria (o dei suoi frantumi). Fondammo un gruppo Facebook chiedendo allo scrittore di lasciare il suo editore qualora, com'era scontato, B. non avesse desistito. Per chi non lo sapesse, ricordiamo che la maggioranza del gruppo Mondadori (oltre al marchio eponimo, Einaudi, Piemme, Sperling & Kupfer, Frassinelli, Electa: circa il 30% del mercato librario) è di proprietà della Fininvest, ovvero Silvio e famiglia. In poche settimane abbiamo ricevuto 2200 adesioni e alcune critiche. Saviano in un'intervista ha dichiarato, in maniera forse indipendente dall'appello: «Sto riflettendo se continuare a pubblicare i miei libri con Mondadori».
Da altri autori del gruppo quasi nessuna voce, ed è quest'ultimo aspetto a stupirmi. Ma è davvero moralmente indifferente, per uno scrittore dell'ampio e disunito fronte nonberlusconiano, pubblicare i propri libri per B.? O almeno è un errore politico? Si tratta di una scivolatina, incoraggiata da migliori condizioni economiche (mica sempre), dalle maggiori prospettive di successo (ma non è affatto detto), dallo charme del bianco Einaudi (dove c'è ancora), o dall'indubbia (ma ineguagliabile?) professionalità dei suoi editor? O all'opposto, come sostiene ad esempio Wu Ming, pubblicare per B. ha un valore politico aggiunto, l'occasione di attizzare un focolaio di resistenza nel cuore delle cittadelle occupate, all'interno delle quali noialtri si «resisterà un minuto di più»?
Comunque la si veda, la questione desta imbarazzo. Chi, autore, si dissocia dal gruppo - e casi ve ne sono - lo fa senza clamore, come temendo di danneggiare qualcuno ingiustamente; chi vi rimane o vi entra, lo fa alla chetichella, accennando appena alla propria distanza dalla proprietà.
Un fatto è certo: vi capiterà di rado, se non mai, di sentir dire nella stessa frase da un autore Einaudi quel che pensa di Berlusconi e rammentare il rapporto contrattuale che lo lega al Cavaliere; non ascolterete nessuno dire «Berlusconi è Xyz ed è l'editore dei miei libri». Col tempo anche quegli Xyz si attenueranno, per una banale razionalizzazione da coda di paglia. Teste altrimenti pensanti insisteranno oltremodo che il problema non è B., che attaccarlo sottrae consensi alla sinistra distogliendola dall'unico scopo: costruire una maggioranza ad ogni costo, come se la missione dell'intellettuale fosse interpretare in trentaduesimo il moderatismo accattavoti di un qualsiasi quadro del Pd. E i toni si ridurranno a quelli di una imbelle, semmai dotta, strigliatina.
Siamo d'accordo, il problema non è Berlusconi, ma la mutazione teratomorfa del capitalismo avanzato che, nella sua versione cisalpina, battezzeremmo Berluscoleviatano: un dispositivo informativo-economico-politico-criminale che perverte l'elettorato con la spettacolarizzazione della mediocrità e lo sdoganamento della rapacità individuale e d'impresa.
Ma siamo certi che lasciarsene contrattualizzare non sia, pur nel nostro piccolo, avallarlo o anche pascerlo? Siamo certi che da un lato la timidezza critica di cui sopra, dall'altro l'autocertificazione costituita per B. dal pubblicare (occasionalmente!) autori dallo specchiato protagonismo morale come Roberto Saviano - siamo certi che questi fattori non estenuino la già erosa capacità critica della nostra classe intellettuale? Siamo certi che stipulare un contratto con Mondadori - scelta nel 95% dei casi fungibile - sia oggi accettabile, visto che la stessa acquisizione del gruppo è avvenuta corrompendo un giudice? visti i casi di chiara censura a Saramago, a Raboni e ad altri, e le ineleganti veroniche a giustifica? e visto lo scotoma cosmico, nel catalogo recente del maggior gruppo italiano, di pubblicazioni avverse toto corde all'attuale governo? Saviano ha replicato a un'accusa di Feltri dicendosi non già stipendiato di Berlusconi, ma semmai viceversa. Ecco: se pubblicaste un bestseller con lui, saresti lieti di ingrossarne le tasche? E ancora, qualcuno dei suoi autori di sinistra può dirsi titolare di una visione strategica di tale respiro da scusare nella tattica una non alta asticella morale, come quando si lottava tutti per l'ideologia?
Purtroppo non l'abbiamo. Lavoriamoci sodo, e intanto proviamo a tenere alta la testa.
- 31/01/2010 [8 commenti]
- 31/01/2010 [21 commenti]
- 30/01/2010 [6 commenti]
- 30/01/2010 [10 commenti]
- 29/01/2010 [7 commenti]
- 29/01/2010 [17 commenti]
- 28/01/2010 [27 commenti]
- 28/01/2010 [13 commenti]
- 27/01/2010 [3 commenti]
- 27/01/2010 [33 commenti]
- 27/01/2010 [11 commenti]
- 26/01/2010 [7 commenti]
- 26/01/2010 [105 commenti]
- 26/01/2010 [22 commenti]
- 26/01/2010 [0 commenti]
- 25/01/2010 [30 commenti]
- 24/01/2010 [107 commenti]
- 24/01/2010 [20 commenti]
- 24/01/2010 [8 commenti]
- 24/01/2010 [1 commenti]
- 24/01/2010 [0 commenti]
- 24/01/2010 [1 commenti]
- 24/01/2010 [0 commenti]
- 24/01/2010 [1 commenti]
- 24/01/2010 [8 commenti]
- 23/01/2010 [36 commenti]
- 23/01/2010 [0 commenti]
- 23/01/2010 [30 commenti]
- 23/01/2010 [2 commenti]
- 22/01/2010 [4 commenti]
- 22/01/2010 [54 commenti]
- 21/01/2010 [5 commenti]
- 21/01/2010 [14 commenti]
- 20/01/2010 [22 commenti]
- 20/01/2010 [259 commenti]
- 19/01/2010 [31 commenti]
- 18/01/2010 [11 commenti]
- 18/01/2010 [9 commenti]
- 18/01/2010 [6 commenti]
- 17/01/2010 [25 commenti]
- 17/01/2010 [6 commenti]
- 17/01/2010 [1 commenti]
- 16/01/2010 [32 commenti]
- 16/01/2010 [13 commenti]
- 15/01/2010 [7 commenti]
- 15/01/2010 [4 commenti]
- 14/01/2010 [1 commenti]
- 14/01/2010 [5 commenti]
- 14/01/2010 [4 commenti]
- 13/01/2010 [15 commenti]
- 13/01/2010 [13 commenti]
- 13/01/2010 [17 commenti]
- 12/01/2010 [17 commenti]
- 12/01/2010 [11 commenti]
- 12/01/2010 [5 commenti]
- 11/01/2010 [54 commenti]
- 11/01/2010 [11 commenti]
- 10/01/2010 [2 commenti]
- 09/01/2010 [33 commenti]
- 09/01/2010 [13 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Mahony: Ombra sul Conclave
di luca celada - 16.02.2013 20:02
-
Gentile cavaliere, scenda dalla sella
di Luisa Betti - 15.02.2013 18:02
-
Sulla gerontocrazia e i “grandi vecchi”
di massimozucchetti - 14.02.2013 22:02
-
Scuola: “Concorso-truffa”, seconda parte
di Roberto Ciccarelli - 13.02.2013 09:02
-
Matrimonio per tutti: l’Assemblée approva, 329 a favore, 299 contro
di Anna Maria - 12.02.2013 18:02
-
Dead Writers, annusa il profumo della letteratura
di arianna - 08.02.2013 09:02
-
Revolution: J.J. Abrams e i suoi errori
di nefeli - 04.02.2013 08:02
-
Full Metal Jacket, il diario in una App per Ipad
di Filippo Brunamonti - 02.02.2013 20:02
-
Metti Jac all’Ara Pacis: quadretti di un’esposizione
di Andrea - 20.01.2013 19:01
-
Un mezzo trasloco
di a. d. - 16.01.2013 15:01
-
Gomorra2, e che fiction sia
di francesca - 13.01.2013 16:01
-
I comunicati zapatisti / 2 e fine
di gianni - 10.01.2013 03:01
-
Ford Fiesta, MyKey è la tua
di fpaterno - 26.11.2012 19:11









