mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
27/01/2010
  •   |   Francesca Pilla
    Lo schiaffo della Fiat

    La Fiat si ferma per due settimane, l'ultima di febbraio e la prima di marzo. Tutti gli stabilimenti, Mirafiori, Melfi, Cassino, Pomigliano, Termini Imerese e Sevel, saranno chiusi, 30 mila persone resteranno a casa e non si produrrà nemmeno un bullone. Una decisione quasi senza precedenti che apre scenari apocalittici sulla crisi e sul futuro dell'auto italiana. E anche una mossa strategica dell'ad Sergio Marchionne, pronto a bussare alla porta dello stato per raccogliere nuovi incentivi, mentre chiude stabilimenti e riduce il personale al Nord, ma soprattutto al Sud.
    Per la casa Torinese, infatti, lo stop agli incentivi ha causato un brusco calo di vendite che «a gennaio si stanno drasticamente ridimensionando ad un livello ancora più basso di quello registrato a gennaio dell'anno scorso». Due giorni fa Fiat ha annunciato la distribuzione degli utili agli azionisti (237 milioni di euro di dividendo) e venerdì, a Roma, è previsto l'incontro al ministero dello sviluppo con i sindacati. Duro è il commento di Gianni Rinaldini, segretario generale Fiom: «Fiat da un lato licenzia dall'altro distribuisce utili, e alla vigilia dell'incontro di venerdì utilizza un'operazione di blocco della produzione come strumento di pressione verso il governo e di risparmio per quanto riguarda la liquidità finanziaria del gruppo. È uno schiaffo in faccia alle condizioni di chi lavora».
    E ieri nel sud è stata un'altra giornata di tensioni con gli operai di Pomigliano che hanno minacciato di darsi fuoco e quelli di Termini Imerese a bloccare i cancelli e la produzione. Non si danno tregua le tute blu della Fiat che da settimane protestano per non perdere il posto di lavoro. Storie diverse, ma un unico filo che li lega alle strategie del Lingotto e che li spinge a non mollare.
    Nella cittadina vesuviana è stata un'altra giornata di barricate. Da oltre un mese infatti 38 lavoratori presidiano la sala consiliare per protestare contro il mancato rinnovo del contratto scaduto il 31 dicembre. Esausti e con poche speranza in mattinata un gruppo è salito sul tetto del comune, minacciando di darsi fuoco se la Fiat non accoglierà le richieste di reintegro. Hanno acceso un piccolo falò e portato con sè taniche di benzina, ma anche coperte e gazebo, ventilando la possibilità di spostare il presidio sul terrazzo del municipio nonostante le temperature invernali. «Siamo pronti a tutto pur di assicurarci un futuro occupazionale che ci consenta di mandare avanti le nostre famiglie», - ha spiegato un ex-dipendente Alfa mentre la sua voce veniva coperta dal rumore delle campane della chiesa di Pomigliano, suonate con dei bastoni da altri operai. Rabbia, ma anche sconforto perché la situazione è da tempo allo stallo e loro ormai sono disposti a qualsiasi soluzione: «A trasferirci in un altro stabilimento o ad aspettare il riavvio della produzione qui - hanno detto - ma quello che ci serve è la disponibilità da parte del Lingotto a tenerci in organico». Alla mobilitazione si sono uniti anche altri 55 operai precari che vedranno scadere il contratto il prossimo 31 marzo, tutti insieme hanno occupato l'ufficio del sindaco Mario Della Ratta, da sempre solidale con la battaglia dei suoi concittadini, e poi sfilato in corteo per le vie della cittadina. Eloquente lo striscione improvvisato, «Padri senza lavoro, figli senza futuro», e gli slogan urlati a gran voce, «La gente come noi non molla mai».
    Nel frattempo in Sicilia anche i compagni di Termini Imerese si sono fatti sentire contro l'ipotesi di chiudere lo stabilimento per il 2012. I lavoratori hanno sbarrato l'ingresso ai tir che trasportano i componenti di assemblaggio per la lancia Ypsilon. Al sit in si sono aggiunti anche le famiglie degli operai e i cittadini accorsi in solidarietà con la vertenza. L'idea è di bloccare le linee almeno fino all'incontro con al ministero. «Penso - dice Roberto Mastrosimone della Fiom Cgil - che dovremmo fermare la Fiat, almeno sino a quella data. Ma so che non tutti la pensano come me».


I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
  • La FIAT è una società privata per azioni il cui obbiettivo principale è remunerare, possibilmente bene, gli azionisti. Non è una onlus, non è tenuta a mantenere in vita nessuna fabbrica, se questa non è profittevole. Non è neppure obblicata ad assumere a tempo inderminato lavoratori che sono stati assunti temporaneamente, che salgano o meno sui tetti. Ciò si chiama capitalismo e a molti non piace, ma funziona così. La crisi economica riduce gravemente le vendite di auto, a meno d' incentivi statali corposi. Negare poi che Termini Imerese sia una fabbrica mal posizionata, in un' area priva del necessario indotto, cosa che ha pesanti ripercussioni sui costi delle auto lì prodotte, è voler negare la realtà. Marchionne fa semplicemente il suo mestiere e lo fa abbastanza bene (magari in maniera dura, è possibile!) come lo ha sempre fatto in passato, anche quando ha salvato un' azienda sull' orlo del fallimento (allora i sindacati si sperticarono in complimenti, se ricordate bene!). Detto ciò, diverso è il discorso degli aiuti statali. La FIAT ha scambiato per lungo tempo una certa difesa dei livelli occupazionali con ingenti aiuti pubblici dal Governo centrale e regionali, oltre che incentivi all' acquisto delle auto, ecc ecc. E' chiaro che se la FIAT dovesse decidere di delocalizzare ulteriormente la produzione fuori dall' Italia, come sembra si avvi a fare, allora lo Stato dovrebbe rivedere molte cose. Un buon criterio sarebbe: tot macchine vendute in Italia = tot auto prodotte qui. Credo che negli altri paesi funzioni più o meno così e visti gli attuali tempi di grave crisi è bene non regalare nulla a nessuno, specie con i soldi pubblici. All' estero lo fanno già da un pezzo (si veda la Francia, ad esempio), pertanto vediamo di non rimanere "cornuti e mazziati". Per evitare ciò, credo, è necessario che i vari poteri politici coinvolti si dimostrino meno incapaci del solito e possibilmente non succubi dei cosiddetti poteri forti... 28-01-2010 20:35 - Fabio Vivian
  • Questo è il risultato che si ottiene a lasciare liberi gli 'istinti animali' del libero mercato.

    Visto che siamo in tema, permettetemi di citare Caparezza:
    http://www.youtube.com/watch?v=94jgXsZE9RA&feature=channel


    Ps per tutti quelli che ne hanno le scatole piene di questi soggetti che prima pigliano i soldi dallo Stato e poi licenziano facendo delocalizzazioni e affari, e magari poi distribuendo generosi compensi azionari: tutto questo l'ha detto -tra gli altri- Grillo, e non da adesso, l'auto è solo un veicolo per mettere i soldi in tasca ai suoi produttori e metterlo in quel posto a tutto il resto del pianeta, magari avvelenenando città come Milano con lo smog oltre ogni livello di guardia. Solo che Grillo è ricco e quindi non bisogna dargli retta. Io ancora aspetto che Bertinotti dica qualcosa di analogo. 28-01-2010 15:45 - Graziano
  • Mi dispiace sapere che il Manifesto teme la FIAT.
    Ma io no e se mi censurate anche questa credo che non mi rimanga altro che scriverlo sui muri.
    Marchionne è un ladro!
    Ha preso gli incentivi e i finanziamenti dallo Stato e se n'è fregato dei lavoratori fiat e dell'indotto.
    Ora tanta gente è alla fame e il sud diventa di nuovo terra depressa.
    Non compererò mai più una auto Fiat,fino a quando questa gente starà alla dirigenza.
    Se la Juventus non da abbastanza calci,non si preoccupi che arriviamo noi! 28-01-2010 15:33 - maurizio mariani
  • Maechionne nella relazione che tenne al governo ed ai sindacati in dicembre sffermò che il 2910 sarà un anno difficile, forse peggiore del 2009. Ke vendite dekk'anno scorso sono state sostenute e quindi drogate dai contributi per la rottamazione, buona parte di esse sono state considerate come anticipsxioni fi scwuisti futuri, insomma la crisi non è assolutamente finita. Di questa realtà governo e sindacati erano e sono edotti e consapevoli, per cui le successive mosse come dire spettavano ad essi.
    Il sindacato dove vigilare, intervenire, coinvolgere le lavoratrici ed i lavoratori chiamarli alla lotta ed invece silenzio ed attesa. Il governo....bej il governo prnsa a come consolidare il suo potere 28-01-2010 14:07 - è tutta colpa della Fiat ?
  • Tra l'altro qui c'è il problema colossale che ormai uno si trova davanti ad una multinazionale americana, non ad una ricca famiglia torinese. E che in prospettiva questa multinazionale considera l'italia solo un mercato. Il cervello suggerirebbe di cominciare ad usare quei soldi per creare realtà di lavoro alternative, altrimenti si finisce col diventare il centroamerica schiavo della united fruit. 28-01-2010 09:00 - andrea61
  • Anche perchè lo stato è obbligato a dare gli stessi incentivi a tutte le case europee. 28-01-2010 08:48 - andrea61
  • per tutto il tempo di guerra che va dal 194o /45. mio padre partigiano sappista alla grandi motori Fiat ha rischiato la vita per difendere le fabbriche dalle rappresalie Tedesche , nel 1952 e stato buttato fuori dalla fiat colpevole di essere iscritto alla FION ,assieme a 550 compagni licenziati per non piegarsi al padronato AGNELLI .la tanto osannata casta industriale che ha solo sempre saputo sfruttare la classe operaia derubandola con la convivenza prezzolata di parti vendute del governo .Adesso che la crisi mondiale provocata non certo dalla classe operaia ma dagli stessi super padroni sempre più ingordi di guadagni dando sempre meno , non si fanno nessun scrupolo a chiudere aziende che costruite con soldi provenienti da sovvenzioni gratuite statali improvvisamente non sono più competitive , non servono più ,di tutti gli operai che vi lavorano non interessa nessuno , ma vi saranno responsabili di tutto questo ? ma saranno cosi ingenui di pensare che tutto possa avvenire senza nessuna grave conseguenza ? i tagliatori di teste domiranno sempre tranquilli ? quanto mancherà ad alzare i pennoni dai quali penzoleranno i colpevoli? lo dirà la storia , basta aspettare . ulisse . 27-01-2010 23:48 - ulisse rossi
  • La Fiat fa bene a ricattare visto che sa di avere il potere di farlo..: )) Non credo che favoritismi di altro genere siano stati risparmiati in passato, anche attraverso provvedimenti "agevolatori" ad essa stessa ead altre...Se uno stato è ricattabile si presta bene a mantenere il ruolo che si merita!! 27-01-2010 23:08 - tayr
  • basta con questi incentivi, facciamo come in altri paesi: tu come azienda hai problemi, io stato ti compro una parte dell'azienda sovvenzionandoti quindi indirettamente, così poi se ricominci a funzionare io ci guadagno. Sono anni che la Fiat produce macchine con costi superiori a tutta la concorrenza, si vanta di essere sempre prima nelle classifiche di vendita e poi E' SEMPRE IN CRISI. MA BASTAAAA!!! 27-01-2010 22:24 - c1p8
  • non stai affatto delirando caro jack lo stato dovrebbe garantire gli incentivi solo per le auto effettivamente prodotte in italia!!ma purtroppo su questo punto il made in italy non interessa a nessuno leghisti compresi! 27-01-2010 19:53 - mekka
I COMMENTI:
  pagina:  1/2  | successiva  | ultima
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI