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FUORIPAGINA
27/01/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    Lombardia, tutti divisi Il Prc punta su Agnoletto

    Il patto d'acciaio Formigoni-Lega in Lombardia spappola le opposizioni. Dopo il divorzio consensuale con i radicali di Cappato e Bonino, il candidato per il «pirellone» di Pd, Idv e Sel Filippo Penati (che è anche il coordinatore della segreteria Bersani) insiste con il veto verso Rifondazione e la falce e martello. Che dal canto suo da un lato rafforza gli appelli a Sinistra e libertà per l'unità (vedi lettera di Ferrero a Vendola sul manifesto di ieri) dall'altro già si predispone a una corsa in solitaria sotto il nome dell'ex europarlamentare Vittorio Agnoletto. La questione è sul tappeto e ieri è stata affrontata dalla segreteria a via del Policlinico. Ferrero ha da tempo proposto al Pd una «desistenza» anche in Lombardia come ha già fatto in Piemonte con Mercedes Bresso. Un accordo tecnico e non politico anti-Formigoni che il braccio destro di Bersani - dopo le rotture del passato alla provincia di Milano - per ora non ha intenzione di concedere. Il Prc teme il quorum al 3 per cento previsto dalla legge regionale per le forze non coalizzate (soglia inesistente invece per le coalizioni, in cui si possono eleggere consiglieri anche con l'1,5%). E ha chiesto a Sinistra e libertà di resistere alle offerte del Pd come Rifondazione ha fatto in Puglia su Vendola fin dal primo momento.
    «Un centrosinistra forte non esclude nessuno ma non si possono scaricare su Sinistra e libertà i problemi di Rifondazione con Penati», mette le mani avanti Tino Magni, coordinatore regionale di Sel (Sd ed ex Fiom). «Non ho nessuna preclusione verso nessuno - insiste Magni - ma non accetto chi dice che se il Prc non ci sta allora non deve esserci anche Sel. Noi stiamo lavorando da tempo a un programma alternativo a Formigoni, se altri vogliono fare la desistenza va bene ma noi non abbiamo nessuna responsabilità».
    Certo è difficile immaginare la corsa in Lombardia come una lotta per vincere. Tuttavia è la prima regione italiana e l'anno prossimo si vota a Milano. E' in piena crisi industriale. Ed è qui che è nata la Compagnia delle opere, un gigante che in Italia e nel mondo nel nome della sussidiarietà fattura quasi 70 miliardi di euro (la Fiat ha chiuso il 2009 della crisi a quota 50). Di questi, ben 5 dipendono dalle scelte amministrative della giunta guidata da quindici anni da Roberto Formigoni. Anche l'Udc sbattuta fuori dal Carroccio, dopo tutto questo tempo deve decidere il da farsi. Il partito di Casini si riunirà a Roma giovedì ma è quasi inevitabile una corsa solitaria. I nomi più accreditati sono cattolici ultradoc come Savino Pezzotta e Buttiglione.
    A sinistra la questione non è ancora chiusa ma lo sarà a giorni. Sull'argomento però già abbondano interpretazioni diverse. Tante che si può perfino ipotizzare il classico gioco del cerino che precede una «rottura». Una parte consistente di Rifondazione insiste non da oggi per la scelta solitaria fuori dal centrosinistra. Mentre le varie anime di Sinistra e libertà sul territorio non sempre concordano sul rapporto da tenere verso il Pd.
    Tuttavia l'«effetto Nichi» galvanizza una lista-movimento azzoppata dalle europee e dalle uscite di Verdi e socialisti. A Bari è quasi scontato un simbolo «Sinistra per Vendola» che raccoglierà il meglio della primavera pugliese. Ed è impossibile, anche con lo sbarramento del 4 per cento in vigore da queste elezioni , che qui il Prc possa correre sotto il nome del leader uscito dopo il congresso. Il «polo rosso» vagheggiato nelle settimane scorse si è scongelato prima di nascere. Si ridurrà a qualche bicicletta rosso-verde dove la necessità impone: forse in Toscana, forse in Calabria.
    Tuttavia proprio l'originalità delle primarie pugliesi dovrebbe far riflettere un po' tutti. Perché se è forte la tentazione di dipingere Vendola come «il Berlusconi rosso» (Repubblica) o lo stellone della sinistra italiana (Mussi sul manifesto di ieri), forse proiettare subito il leader di Sel sulla scena nazionale è un errore. Il presidente uscente ha (stra)vinto non tanto o non solo per la sua indubbia popolarità o per la sua campagna innovativa. Ha convinto soprattutto per alcune scelte chiare alla guida della regione e perché ha reso esplicite le contraddizioni del Pd. Locale e nazionale. E' dal travaglio democratico che rinasce la candidatura di Vendola. Uno scontro molto concreto e non solo su poltrone, assessori e strapuntini. Se si vuole replicare quel modello e quella vittoria, dunque, è bene che tutto ciò che si muove a sinistra del Pd mediti a fondo. Altrimenti anche i piccoli o grandi timonieri rischiano il piccolo cabotaggio.


I COMMENTI:
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  • Ho letto commenti veramente assurdi su questo giornale, ricordatevi che se Vendola ha vinto le primarie ed è amato dal popolo della sinistra, in puglia come nel resto dell'Italia, lo deve solo al suo carisma particolarissimo, la coerenza è la sua bandiera per quessto apprezzato!!! Vorrei ricordare a tutti quelli che gli stanno dando addosso che Vendola è un vero leader, un vero uomo e per questo merita tutto il rispetto del mondo!!!! Forza Nichi vinceresti anche da solo.... 28-01-2010 10:54 - Mara
  • la sinistra gia allo sbando deve assolutamente trovare l'accordo con i compagni di rifondazione.comunque il mio voto andra a vittorio agnoletto 28-01-2010 10:28 - emilio leone
  • ...il politicismo di casta di Vendola lo vede solo chi non vuol vederlo...ci si prepara alla nuova delusione-disillusione...complimenti Manifesto! 28-01-2010 09:56 - spartaco
  • Ora in Puglia e non solo, astensionismo e ritorsione saranno i grandi nemici di VENDOLA, che dopo aver fatto man bassa di voti provenienti da veri ed autentici comunisti, ora si chiude a riccio nel suo bunker dorato, lasciando al loro destino, i vari Ferrero e
    tutta la federazione della sinistra. E specialmente in realtà come la Lombardia , dove anche poche migliaia di voti,potrebbero bastare per mandare a casa il borioso Formigoni! 28-01-2010 09:00 - ermanno
  • Agnoletto pochi giorni fa frignava perche' non aveva piu' soldi e ci ha propinato una storia penosa quasi da precario disoccupato. Ora sara' felice perche' ha annusato l'odore di poltrona. Continuiamo cosi' e facciamoci del male, il berluska ci ringrazia. 28-01-2010 08:40 - ambrogio brambilla
  • ma PRC o FEDERAZIONE DELLA SINISTRA? perchè almeno dal manifesto la precisione è d'obbligo.
    Laura 28-01-2010 02:30 - Laura
  • Dal '75 Ho sempre votato nuova sinistra, DP, Prc,E l'ultima volta (voto utile contro veltroni) a SeL. PRC non lo voterò più dopo la pagliacciata sul leader e i voti falsi ecc. Vendola lo voterei,ma se fanno le coalizioni con l'UDC non mi va di farlo.Per cui chi devo votare? Berlusconi?Fatemelo sapere perché ne ho pieni i maroni!!! 27-01-2010 23:20 - CLAUDIO
  • il comportamento di sel in Lombardia è davvero penoso. dà l'idea che l'autonomia dal pd si limita alla difesa delle proprie postazioni. per il resto alleanza organica ovunque anche con penati che faceva a gara con la Lega nello sparare proclami antimmigrati. Se vendola non interviene su sel della Lombardia mette in discussione la sua intera biografia. ex-fondatori e dirigenti di rifondazione che accettano veti sulla falce e martello mettono solo tristezza. Rifondazione mandi a cagare Penati che vittorio Ahgnoletto è un ottimo candidato. e sel vada nel pd come consiglia sansonetti! 27-01-2010 22:02 - nick carter
  • Constato amaramente che in Lombardia la Sx non esiste. Persiste un ceto politico di SX che è capace solo di autoriprodursi nella corsa alle poltrone.La stessa Federazione della Sinistra è incapace di attivare momenti di democrazia partecipata per scegliere il Candidato Presidente. LA SOLITA NOMENKLATURA sceglie sempre nella cerchia del proprio clan. 27-01-2010 21:29 - Maurello
  • Piuttosto che ambire ad un seggio(lino) in Consiglio regionale, SeL dovrebbe avere il coraggio di ambire a qualcosa di più grande. Magari anche l'unità con PRC e PdCI. 27-01-2010 21:11 - Nicola
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