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Carlo Lania
Arriva il condono edilizio
In piena campagna elettorale per le regionali il governo gioca la carta del condono edilizio. La nuova sanatoria per chi ha compiuto abusi edilizi è contenuta in tre emendamenti al decreto Milleproroghe in discussione in commissione Affari costituzionali al Senato. Una sanatoria che se da una parte riapre i termini per regolarizzare gli abusi compiuti entro il 31 marzo del 2003 (data di scadenza dell’ultimo condono varato sempre da un governo Berlusconi), estendendolo anche alle aree protette, dall’altra si prepara a condonare preventivamente gli abusi futuri, concedendo alle Regioni di autorizzare attraverso il piano casa ulteriori ampliamenti volumetrici in deroga
ai piani regolatori.
Un vero e proprio via libera alla speculazione e allo scempio ambientale, utile al governo anche per far cassa contando sui ricavi derivanti dalla nuova sanatoria. «Il combinato disposto degli emendamenti al Milleproroghe prevede la devastazione dell’intero territorio nazionale, dalle città, ai centri storici fino addirittura alle aree vincolate», denuncia il senatore dell’IdV Felice Belisario. Di decisione «irresponsabile» parla invece la responsabile Ambiente del Pd, Stella
Bianchi.
I tre emendamenti sotto accusa sono a firma del relatore del decreto e dei senatori del Pdl Carlo Sarro e Vincenzo Nespoli, e arrivano all’indomani della tragedia di Favara e quando sono passati solo pochi mesi dalla tragedia di Messina. Il primo degli emendamenti in questione fa slittare al 31 dicembre 2010 il termine fissato in precedenza per gli abusi compiuti entro la fine del mese di marzo del 2003. Gli altri si occupano invece di cancellare i limiti previsti per la regolarizzazione di abusi edilizi compiuti ai danni «di beni ambientali e
paesistici» preoccupandosi di rendere retroattiva la norma, in modo da far rientrare nella sanatoria «anche agli abusi edilizi realizzati entro il 31 marzo del 2003» e concedendo agli interessati come nuovo termine per la presentazione della domanda di sanatoria il 31 dicembre del 2010. Prevista inoltre la sospensione di tutti i procedimenti sanzionatori già avviati, sia di natura penale che amministrativa «anche in esecuzione di sentenze passate in giudicato». Alle regioni, infine, è consentito di concedere ampliamenti volumetrici «anche in deroga alle norme e agli strumenti di pianificazione vigenti in materia territoriale e urbanistica».
Difficile, per ora, quantificare quanti potranno essere gli abusi edilizi interessati dal nuovo condono. Stime ancora approssimative parlano di almeno 15 mila abitazioni nella sola Campania. Di certo attraverso il condono il governo può contare su un duplice risultato: accattivarsi il consenso degli elettori quando mancano 60 giorni alla chiamata alle urne, e fare cassa contando sugli introiti
derivanti dalla regolarizzazione.
«Il condono non è però l’unica nefandezza contenuta nel Milleproroghe», prosegue Belisario. «Cito solo la proroga dei tagli alle poltrone nei consigli comunali e provinciali che non si applicheranno prima del 2011 e un mini-condono sulle affissioni elettorali abusive che vale per il passato e addirittura per il prossimo futuro». Per Stella Bianchi, invece, «a stupire è l’assoluta indifferenza di fronte a tragedie come terremoti e alluvioni e al loro dolorosissimo tributo di vittime». Duro anche il commento di Angelo Bonelli: «Gli emendamenti pro-cemento trasformano di fatto il piano casa nell’ennesimo
condono edilizio», spiega il presidente dei Verdi. «Negli ultimi quindici anni in Italia sono spariti più di tre milioni di ettari verdi sostituiti in gran parte da cemento e asfalto. Così si massacra il territorio favorendo la cementificazione selvaggia e mettendo a rischio la sicurezza dei cittadini».
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non fare il moralista e ricorda che certe situazioni vanno vissute per essere capite,facile parlare e giudicare quelli che come me hnno fatto un abuso edilizio,ma bisonga sempre valutare i motivi e soprattutto la zona prima di sentenziare,avere una casa è un diritto costituzionale e se la legge fino ad ora non ha dato gli strumenti per averla legalmente molti hanno fatto di testa loro,sicuramente nei 15.00 casi in Campania di abusivismo ci sono quelli che ci stanno speculando, ma non è giusto fare di tutta l'erba un fascio,al decreto proposto sullla riapertura del condono io sono daccordo ma allo stesso tempo sto male pensando che alcuni non lo meriterebbero affatto,perchè speculano la situazione e la disperazione di persone che veramente sono state guidate dalla disperazione x arrivare a fare tale azione,io più che fare un solo fascio in questo condono andrei a valutare caso x caso e ad abbattere quegli edifici che realmente non hanno ragione d'essere perchè costruiti solo per avere un guadagn molte volte anche in nero,solo così si può veramente testare chi ha abusato per necessità e chi no;prima di sentenziare provate a mettervi nei panni della povera gente che non ha niente se non quella casa che hanno costruita si illegalmente ma con criterio e coscienza, al
contrario di chi l'ha fatta per arricchirsi alla faccia della legge e del prossimo! 01-02-2010 11:24 - antonio
Il rimedio della demolizioni di una casa abitata e un atto di violenza inaudito , da parte di uno Stato che si ritiene Democratico, tale evento porterà ad un futuro imbarbarimento delle persone che hanno subito questo trauma
I disastri che avvengono in Italia, da Nord a Sud si equivalgono , però si vuol far credere che a sud sono disastri ecologici , a causa solo di costruzioni abusive , mentre in molti territori del nord ci sono case costruite legittimamente nei letti dei fiumi , vengono chiamati eventi eccezionali.
Mi aspetterei da tutti noi che ci fosse una giusta autocritica , e dare idee nuove e soluzioni diverse da quelle adottate fino adesso. 31-01-2010 19:32 - enzo
Mi sa che qui vi sono parecchi stolti oppure dei puntuali trolletti. In realtà al governo, come giustamente nota MAurizio, dei 'poveracci' non frega un accidente.
Se al governo importasse NON dovrebbe fare i condoni, ma dovrebbe fare le case popolari (case, non C.A.S.E.) come quelle dello sciacallo della Protezione Civile, quell'infame).
Invece, leggo addirittura di Ischia, che è un'isola sommersa dalle costruzioni abusive. E per piacere non ditemi che sono case di necessità. Poi se i canaloni pieni causano i danni, è anche vero che costruire dove non si dovrebbe aumenta il danno. Quando l'Arno straripò spazzò via anche le case abusive nel suo alveo. Quando a Messina è caduta la collina, tutte quelle case come si giustificavano la?
E' semplicemente uno schifo. Ma per piacere, almeno le persone qui non siano stupide al punto di credere che l'autorizzazione a distruggere il territorio (e a 'liberalizzare la caccia') è una panacea. Non lo è affatto, come non lo è stato ai tempi di S.Giuliano (la scuola 'alzata'), o per l'Aquila e i suoi edifici costruiti con la mmrda. 31-01-2010 12:18 - s.m.
e anche dallo sversamento di materiali di risulta da persone incivili che non hanno permesso il naturale scorrimento delle acque piovane.
E finitele di dire stupidaggini, venite ad Ischia prima e vedere la realta e poi parlate che siamo stanchi di sentire inesattezze. 29-01-2010 20:18 - giuseppe esposito
dei contribuenti-cittadini-elettori.Come pure preoccuparsi di tutelare il nostro suolo e sottosuolo con politiche mirate di prevenzione e preservazione del nostro territorio. Chi è contro queste politiche criminali, a danno dell'ambiente,deve rispondere con un secco no a tutte le competizioni elettorali dove questi banditi chiedono consensi e adesioni. 29-01-2010 17:33 - Salvatore Spavone