mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale martedì 17 settembre 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
28/02/2010
  •   |   Eleonora Martini, inviata a l'Aquila
    L'Aquila invasa dai suoi cittadini
    E' richiesta almeno la versione 9.0.0 del flash player. http://www.adobe.com/shockwave/download/

     

    “Oggi mi riprendo la mia dignità”. Qualcuno se l'è scritto sulla tuta bianca da lavoro calzata prima di buttarsi a capofitto sul mucchio di detriti che fino a questa mattina ancora soffocava Piazza Palazzo, simbolo civico dell'Aquila. Non la dignità che qualcuno ha appiccicato addosso  agli abruzzesi come una condanna, “solo perché finora siamo stati silenti, mansueti e rassegnati”. No. Stavolta in migliaia e migliaia  si sono dati appuntamento di buon'ora ai Quattro Cantoni, davanti alle transenne che  da undici mesi tengono sotto sequestro l'amato centro storico, per lasciare impotenti esercito e polizia,  semplicemente travolti dalla folla che così per la terza domenica consecutiva si è ripresa la città. La maggior parte di loro indossava solo un cappello di carta, come fanno i muratori,  con sopra la scritta “L'Aquila rinasce dalle sue macerie”. Autorizzati ad entrare nella zona off-limits avrebbero dovuto essere - secondo gli ordini del sindaco Massimo Cialente e del  questore – solo 45 persone autorizzate. Ma alle 11 del mattino è diventato evidente che il diktat stabilito con la scusa del “pericolo” e dettato dal timore di una protesta sempre più crescente in città, sarebbe  stato destinato a rimanere una battuta di spirito. Nella zona rossa sono entrati a centinaia, a migliaia forse, e dopo quasi un anno di “infantilizzazione” come gli aquilani amano chiamare quel misto di assistenzialismo e repressione che è stato il modello di comando e  controllo utilizzato dalla Protezione civile, “abbiamo dismostrato cosa sappiamo fare”. Perfettamente autorganizzatisi in gruppi di lavoro, c'era chi scavava a mano il cumulo di macerie indifferenziate di piazza Palazzo, chi le separava cercando soprattutto di salvare le pietre, le tegole, i materiali originali con cui vogliono ricostruire L'Aquila, e chi le portava via con le carriole tra due ali di folla festanti e due catene umane che si passavano le catinelle piene di detriti leggeri. Fino a riempire, a piazza Duomo, decine e decine di cassonetti di rifiuti finalmente differenziati. “Guarda Bertolaso che cosa si è perso!”, dice commosso Alessandro, uno degli attivisti dell'associazione cittadina “3e32” che insieme a tante altre, nate all'indomani del sisma, è stata la forza motrice di questa appassionata manifestazione. Ma la festa, quella vera, inizia solo dopo aver deciso che sì, era il caso di portare una piccola parte di quei rifiuti davanti al palazzo del Consiglio regionale, simbolo della giunta del Pdl Gianni Chiodi succeduto come commissario straordinario a Guido Bertolaso (con vice Cialente). Il dubbio c'era: “Meglio non sporcare di nuovo, nemmeno questo angolo “buio” di città, dopo una tale dimostrazione di civiltà”, sostenevano alcuni, orgogliosi di aver ridato dignità e decoro all'Aquila. Ma alla fine “quando ci vuole ci vuole”. E, accompagnati da vigili e Digos, le pietre e i calcinacci sono stati depositati lì, come pro memoria per chi non è ancora stato capace, in mezzo a tanti “miracoli”, di risolvere il problema numero uno, quello che più di tutti impedisce la ricostruzione. Perfino il sindaco Cialente si è dovuto arrendere. E malgrado avesse vietato la manifestazione, sconsigliato di forzare il blocco, promesso e minacciato, alla fine è arrivato anche lui in Piazza Duomo, per un po' di interviste davanti alle telecamere. Ma dentro la zona rossa liberata, no, non si è fatto vedere. Ora, la parola passa ai parlamentari che stanno preparando una legge ad hoc per risolvere il problema, primo tra tutti il deputato Pd Giovanni Lolli. “Siamo arrivati davanti a due strade possibili – spiega Lolli – entrambe con controindicazioni e conseguenze molto pesanti. Voglio condividere questa scelta con i cittadini perciò venerdì prossimo convocheremo un'assemblea e porremo a tutti il quesito: cercare di cambiare una legge regionale per poter aprire nuovi siti di stoccaggioo provvisorio in loco, ma con un impatto sul territorio altissimo (per la movimentazione saranno occupati circa 1.500 camion al giorno), o cambiare una legge nazionale per poter portare le macerie fuori dall'Abruzzo per differenziarle, ma in questo caso perderemmo le pietre e i materiali originali da riutilizzare per la ricostruzione”. Intanto l'appuntamento per domenica prossima è stato fissato indicativamente per ripulire Piazza Castello, anche se si deciderà mercoledì prossimo in assemblea. Poi, l'idea è di andare a dare una mano anche ai residenti delle decine di frazioni dell'Aquila. I tanti borghi antichi che rischiano di morire, soffocati dalle macerie, dai puntellamenti spesso inutili e da una crisi socio-economica che oggi fa più paura del terremoto.       Guarda la galleria fotografica
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI