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Anna Maria Merlo
Sondaggi in Francia, la "gauche" riemerge
Mentre il comunismo continua ad essere disertato dalle masse, ma riprende importanza nel dibattito intellettuale (con numerose pubblicazioni e convegni in questo periodo dedicati all'«idea comunista»), la sinistra sembra riprendere fiato nella vita politica francese, a sei settimane dall'appuntamento delle regionali del 14 e 21 marzo. Ieri, un sondaggio ha dato l'eventuale candidatura del socialista Dominique Strauss-Kahn, ora alla testa dell'Fmi, vincente alla presidenziale del 2012 contro Sarkozy, che sta toccando il fondo nel gradimento dell'opinione pubblica (al 31%). Ma è il primo sondaggio dopo la formazione ufficiale delle liste alla regionali che sta ridando speranza alla sinistra, che parte favorita per questo scrutinio. Martine Aubry, la segretaria del Ps che poco per volta sta imponendo il proprio segno nel partito, si è persino lasciata andare a previsioni mirabolanti di un «grande chelem» il 21 marzo - cioè 22 regioni su 22 in mano alla sinistra. Oggi 20 regioni su 22 hanno un presidente socialista - fanno eccezione l'Alsazia e la Corsica, le due regioni più particolariste di Francia.
Il sondaggio Sofres dice che l'Ump, il partito di Sarkozy, arriverebbe in testa al primo turno con il 30% dei voti. Ma sarebbe tallonato dal partito socialista, con il 28%. Al secondo turno, però, la sinistra ha maggiori carte in mano. Europa Ecologia, anche se in calo dalle europee del 2009 (aveva superato il 16% e quasi eguagliato il Ps al crollo), otterrebbe il 13%. Poi ci sarebbe il 6% del Front de gauche (Pcf + Parti de gauche, una dissidenza uscita dal Ps), il 3,5% del Nuovo Partito anticapitalista (ex Lcr) e il 3% di Lutte ouvrière. Cioè, in totale, il 53,5% dei voti. E senza addizionare i voti potenziali del MoDem di François Bayrou, chiaramente anti-sarkozista (ma il MoDem è in crisi, lontano dal 18,5% preso da Bayrou al primo turno della presidenziale del 2007, e anche dall'8,4% delle europee del 2009, con solo il 4% di intenzioni di voto per le prossime regionali). Invece, a destra, l'Ump rimarrebbe al palo, per mancanza di alleati potenziali. Il Fronte nazionale non è in forma e il sondaggio gli dà l'8,5% dei voti, a cui si aggiunge un 1% di «indipendenti di destra».
La debolezza del Fronte nazionale, svuotato poco per volta dalla politica di Sarkozy fatta per attirare questo elettorato con leggi securitarie e dibattiti sull'identità nazionale, potrebbe però essere un ostacolo al «grande chelem» della sinistra. Nel 2004, furono difatti ben 17 triangolari (cioè tre liste, destra, sinistra più Fronte nazionale, al secondo turno) che permisero ai socialisti di stravincere. Inoltre, il Ps potrebbe perdere una regione dove è egemone da tempo, il Languedoc-Roussillon, nel sud-ovest, per polemiche interne. Qui, il presidente uscente, Georges Frêche, è stato espulso dal Ps a inizio settimana. Il Ps vuole opporgli una lista concorrente, con a capo la sindaca di Montpellier, Hélène Mandroux, mentre un'alleanza già al primo turno con i Verdi (che chiedevano la testa di lista) è andata in fumo. Qui, un'eventuale triangolare (lista Frêche, Ps e Ump) potrebbe andare a vantaggio della destra. Frêche è stato espulso a causa di uno scarto verbale, ultimo di una lunga serie: ha insultato l'ex premier socialista Laurent Fabius, in termini razzisti (si era già distinto in insulti agli harki e ai neri). Il sondaggio Sofres mette in luce un ritorno, dentro la sinistra, ad equilibri più tradizionali, dopo l'ascesa dei Verdi alle europee del 2009. Il Ps dovrebbe riprendere l'egemonia. Qualche tremore a sinistra proviene anche dalla regione Ile de France, a cui la destra mira come a un trofeo.
Il voto delle regionali non sarà però dettato solo dalla volontà di opporsi a Sarkozy (il 48% dichiara di non voler esprimere un «voto sanzione» contro il presidente). Il 69% delle persone interrogate, anche quelle che dichiarano di votare a destra, giudica che le regioni siano state ben governate. Il governo cerca in questo periodo di minare la terra sotto i piedi dei poteri locali. Nel dibattito sulla finanziaria, giovedì all'Assemblea, il ministro del bilancio, Eric Woerth, ha accusato gli enti locali di essere «spendaccioni», di aver aumentato le spese del 6%, mentre lo stato accumula un deficit di 149 milioni (in crescita del 27%) e un debito che quest'anno dovrebbe toccare l'85% del pil. Le regioni si difendono, affermando che tutte le loro spese, a differenza di quelle dello stato che sono correnti, sono investimenti per il futuro. La sinistra ha ritrovato un po' di voce, per criticare il peccato originale della presidenza Sarkozy: lo scudo fiscale, cioè la protezione concessa agli alti redditi di non pagare in tasse più del 50% del reddito.
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* E vero che il dibattito intellettuale è perenne. Gli studenti principalemente Vogliono comprendere, ritornare ai testi fondatori perché è così che si fa un spirito critico. Ma per definizione, il marxismo non è separabile della sua realizzazione pratica, di una configuration della lotta che, cerco, non è in Francia
* L'efficacia della "sinistra" ( Parti socialiste) è compromessa da tre ragioni:
-L'assenza di dibattimenti di fondo e di pensiero. Il questo partito non è una forza di opposizione intellettuale e politica.
- L'assenza di omogeneità del partito socialista dove le ambizioni personali sonon più importante che tutto.
* L'assenza di comprensione del popolo per i politici genera la vittoria del populismo dell'UMP (Partito di Nicolas Sarkozy). Occorre che il partito socialista riannodi con la società francese. 08-02-2010 20:20 - Elodie
In Francia la sinistra non è messa benissimo - fra DSK e Aubry ci sono differenze profondissime. La Aubry viene considerata in quei sondaggi pià adatta a risolvere i problemi sociali, DSKa fare il presidente il che la dice lunga sull'immagine monarchica che il presidente continua ad avere nella V repubblica. Ma sia il NPS sia il Front de gauche (la Linke locale, anche se per ora senza fusione dei partiti) totalizza insieme il 12-13% quindi è evidente che restano culture sociali attive. D'altra parte la sinistra ha pressoché sempre avuto molto successo nelle elezioni locali per le quali tifiamo anche qui in Italia sperando anche nel Languedoc-Roussillon. Resta vero che qui in Italia siamo messi peggio che in tutta Europa.
Per non tediare i lettori non traduco in francese ma invito Marcel a studiare un pò d'italiano... 07-02-2010 11:06 - irisblu
Troppo facile come risposta, vero?
Di chi vuoi che sia la colpa se la sinistra non si può più occupare dei temi dei quali si è occupata da sempre, e ha finito con il trasformarsi in un movimento filantropico, che un giorno sbatte il muso contro la TAV, un altro giorno lo sbatte contro la terza corsia dell'autostrada, e il prossimo giorno lo sbatterà su tutti gli immigrati musulmani, che non appena avranno il diritto di voto, voteranno in massa per Berlusconi.
I miei compagni sono ancora convinti che le idee della sinistra europea possano suscitare un men che minimo interesse da parte dei musulmani :-)
Temi quali la fecondazione assistita, l'eutanasia, ma tu sai come stanno a cuore ai musulmani? :-)))
Marcel, a questo si è ridotta la sinistra. E io sono in mano a dei mentecatti. Lo so, ma continuo a starci lo stesso.
Loro non mi credono se io gli dico queste cose. Diglielo tu che io ho ragione. 07-02-2010 00:23 - Massimilino
tous les politiciens italiens de gauche sont coupables!!!
Qui i politici come D'Alema pensano di allearsi con l'UDC!!! Sarebbe meglio comprare qualche politico dall'estero così come si fa con il calcio. La sinistra italiana potrebbe ingaggiare Domenique De Villepin; in Italia sarebbe un politico progressista e più illuminato di tanti politici di guache italienne....Ici, c'est une catastrophe 06-02-2010 20:27 - FrancescoM
in france governa la destra e vincera la gauche, in uk il labour e vincono i torys, in espagne zapatero ma vince la destra.
e in italie???
solo perche mr berlusconi c'est fort o perchè la gauche povera?
je credo che c'est perchè la gauche c'est in crisi.colpa di chi? 06-02-2010 17:56 - Marcel