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FUORIPAGINA
08/02/2010
  •   |   redazione
    Per liberare il pensiero economico

    Crollano i mercati, dove sono i loro apologeti? In tutto il mondo ricco travolto dalla crisi, la «scienza triste» è sotto critica e autocritica. In Italia, l'Associazione Paolo Sylos Labini ha scritto e sottoposto alla pubblica discussione un «manifesto per la libertà del pensiero economico». Sbilanciamoci.info aderisce a tale manifesto, che chiede all'economia di tornare alla realtà e al pensiero economico di uscire dagli steccati in cui si è confinato negli ultimi decenni. Ecco la prima parte del testo.

    1. La teoria dominante è in crisi
    Oggi dopo anni di atrofizzazione si affaccia un nuovo sentire al quale la scienza economica deve saper dare una risposta. La crisi globale in atto segna un punto di svolta epocale. Come in tanti hanno rilevato, oggi entrano in crisi le teorie economiche dominanti e il fondamentalismo liberista che da esse traeva legittimazione e vigore. Queste teorie non avevano colto la fragilità del regime di accumulazione neoliberista. Esse hanno anzi partecipato alla edificazione di quel regime, favorendo la finanziarizzazione dell'economia, la liberalizzazione dei mercati finanziari, il deterioramento delle tutele e delle condizioni di lavoro, un drastico peggioramento nella distribuzione dei redditi e l'aggravarsi dei problemi di domanda. In tal modo esse hanno contribuito a determinare le condizioni della crisi. È necessario ricondurre l'economia ai fondamenti etici che avevano ispirato il pensiero dei classici.
    2. È urgente riaprire il dibattito
    È urgente riaprire il dibattito sulle fondamenta delle diverse impostazioni teoriche presenti nel campo economico. Occorre respingere l'idea - una giustificazione di comodo per tanti economisti e commentatori economici mainstream - che esista una sola verità nella scienza economica. Occorre dare spazio alle teorie alternative - keynesiana, classica, istituzionalista, evolutiva, storico-critica nella ricchezza delle loro varianti - nell'insegnamento e nella ricerca. Occorre adeguare ai tempi i nostri strumenti, assumendo l'analisi di genere nei nostri studi. È necessario dare «diritto di tribuna» ad ogni nuova idea economica nel segno della libertà e del libero confronto. Le concentrazioni di potere (nelle università, nei centri di ricerca nazionali e internazionali, nelle istituzioni economiche nazionali e internazionali, nei media), come quelle che hanno favorito nella fase più recente l'accettazione acritica del fondamentalismo liberista, debbono essere combattute.
    3. Economia al servizio delle persone
    La scienza economica dev'essere intesa in modo ampio, senza definizioni unilaterali e con piena apertura all'interscambio con le altre scienze sociali. L'obiettivo della ricerca dovrebbe consistere nella comprensione della realtà sociale che ci circonda, come premessa per scelte politiche dirette a migliorare la condizione di vita delle persone e il bene comune.
    4. Metodo non più fine a se stesso
    A questo fine va indirizzato l'utilizzo delle tecniche disponibili, dall'analisi storiografica a quella econometrica, dall'analisi delle istituzioni alla costruzione di modelli matematici, senza preclusione verso alcuna tecnica ma allo stesso tempo senza che la raffinatezza tecnica dell'analisi divenga un obiettivo autoreferenziale, fonte di conformismo e di appiattimento nella formazione delle giovani leve di economisti. Per questo, va favorito un confronto critico tra impostazioni diverse.
    (testo completo: www.sbilanciamoci.info e www.syloslabini.info/online/


I COMMENTI:
  • guido, se c'è una cosa che ho di sinistra, attributo che tra l'altro nè mi offende nè mi lusinga, è che io prima di applicare giudizi a una persona cerco di capire cosa dice. 09-02-2010 16:13 - alex
  • credo che siamo entrati in una fase molto complicata,l'economia non risolverebbe un gran che e credo anche parlare filosoficamente dell'economia non risolverebbe un granche',e penso che questa crisi inventata è il frutto di accumulo di denaro da parte di grandi capitalisti ,in cima :l'america e poi tantissimi piu piccoli capitalisti europei,se no ,i soldi che c'erano una volta mica sono evaporati !il denaro mica evapora ,e non evaporando sicuramente saranno accumulati dietro una diga grande come tantissime isole sperdute e aspettano che calmino le acque ,come quelli dei nostri compatrioti (onesti naturalmente )con favore ricevuto fanno tornare pianpiano ,tuuto alla barba dei poveri onesti cittadini 09-02-2010 11:01 - vaibarma
  • Mentre le parole di Sylos Labini sono chiare anche per chi economista non è, non posso dire lo stesso del commento di Alex. Penso che il confronto tra impostazioni diverse sia fondamentale, ma è molto difficile trovare articoli comprensibili su questo argomento. 09-02-2010 10:15 - Ambretta
  • I due commenti finora pubblicati,uno scritto in sinistrese arcaico (alex) l'altro da un analfabeta (Massimiliano), sono il riflesso dell'attuale Sinistra italiana: zero virgola zero. 08-02-2010 22:33 - Guido
  • Il troppo accumulo in mano a pochi e la dimensione globale dei poteri economici, non garantiscono più alle comunità politiche, possibilità di controllo e di redistribuzione equa della ricchezza.

    Ridotta ai minimi termini la funzione sociale dell'impresa, rimane il volto assolutista ed avido dell'accumulo.

    Se il desiderio a sinistra è quello di costruire società eque, civili e solidali, che garantiscano una vita dignitosa a tutti ed a tutte, ogni potere ed organizzazione va rivisitato.

    oltre il novecento.

    M.B. 08-02-2010 21:21 - Miria
  • i modelli matematici ed econometrici in effetti, non possedendo gli adeguati concetti teorico-critici, non possono andare al di là di una "critica al neoliberismo", proprio perchè le relazioni del capitale sono intangibili nella loro complessità. per questo prevale il ricorso all'etica, in linea con il principio liberale della ricerca di capri espiatori, di teste da far cadere, di dare la colpa senza mettere in discussione il principio stesso dell'economia politica (intanto rivelatasi una vera e propria vergognosa antiscienza). esiste un altro punto di vista, che afferma che i soggetti del mercato non determinano, ma sono determinati dal mercato. lo stesso punto di vista che giustamente afferma che la finanziarizzazione dell'economia non ha comportato il degrado dell'economia reale ma, al contrario, ne ha ritardato la sua crisi. il punto di vista da "sbilanciamoci" presentato va avanti dai tempi del primo social forum. lo si potrebbe definire accanimento terapeutico cognitivo. 08-02-2010 18:42 - alex
  • E' urgente capire che bisogna tornare ai temi del comunismo.
    E' urgente capire che non siamo quelli della croce rossa, ma quelli della bandiera rossa.
    E' urgente ricordarsi che non siamo preti, ma mangiapreti.
    E' urgente capire che non siamo una associazione filantropica, ma comunisti, che possono mettere in discussione se stessi, ma pur rimanendo comunisti. 08-02-2010 17:08 - Massimilino
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