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FUORIPAGINA
09/02/2010
  •   |   Carlo Lania
    Viola contro viola Si è rotto il popolo

    Da un parte volano accuse di verticismo e scarsa trasparenza nel prendere le decisioni. Dall'altra si contrabbatte accusando invece chi critica di voler fare in realtà una scissione e di cercare soprattutto visibilità. E poi la pagina ufficiale del movimento su Facebook che viene chiusa ai commenti provocando così una mezza rivolta in Rete, inviti a San Precario a venire allo scoperto sostituendo l'ormai celebre nickname con un vero nome e cognome e alcuni esponenti del movimento che, controcorrente rispetto a quanto affermato finora, scelgono di candidarsi con l'IdV di Antonio Di Pietro e per questo vengono invitati a farsi da parte.
    Sembra proprio essere finita la pace che solo fino a una settimana fa regnava dentro il Popolo Viola. Al punto che, a pochi mesi dalla sua nascita, ecco che il movimento che è stato capace di organizzare l'imponente NoBday del 5 dicembre scorso (restituendo a molte persone la voglia di fare politica) fa una cosa che è davvero tipica della sinistra, anzi del centrosinistra: dà vita a una corrente, Resistenza Viola, in contrapposizione al coordinamento nazionale del Popolo Viola eletto ai primi di gennaio a Napoli. «Resistenza Viola nasce dall'esigenza di trovare un luogo di aggregazione dove approfindire i temi che costituiscono il perno dei nostri obiettivi: la democrazia, la legalità, il rispetto e l'applicazione della democrazia», spiega il primo comunicato della corrente che ha anche aperto una propria pagina su Facebook che in pochi giorni ha raccolto più di duemila adesioni.
    Pomo della discordia è una delle scadenze più importanti del movimento Viola, l'appuntamento indetto per il 27 febbraio a Roma per la manifestazione nazionale contro il legittimio impedimento. «Come e chi ha preso questa decisione?», si chiede Simonetta Zandiri, di Resistenza Viola. Nessuno, tra chi ha dato vita alla corrente mette in dubbio i contenuti e gli obiettivi del movimento: l'antiberlusconismo e la difesa della Costituzione sono e restano punti indiscutibili. Il problema semmai, accusano i «resistenti», è la velocità con cui, a livello di coordinamento nazionale, vengono prese certe decisioni. «Noi capiamo che la velocità è necessaria perché il caos della nostra politica la impone, ma non per questo bisogna saltare le regole, perché altrimenti non si discute mai nel merito delle cose».
    Come, appunto, sarebbe successo con la manifestazione del 27 febbraio. «Venire a sapere dai giornali che è stato convocato un altro Nobday, a molti di noi non è piaciuto» continua Zandiri, che nega ogni volontà scissionista. «Però abbiamo sempre detto che il movimento viola deve essere molecolare, non ci deve essere un molecolone su tutto. Lo so che non è facile, perché la gestione della democrazia è un work in progress, ma le persone devono essere consultate».
    Stando ai resistenti, invece, questo non sarebbe accaduto. Al punto che venerdì scorso, dopo che dubbi e critiche hanno cominciato a farsi sentire in Rete, la pagina del movimento è stata chiusa ai commenti, brutto gesto che sa tanto di censura deciso da San Precario, misterioso nickname a cui si deve la nascita del NoBday e responsabile della pagina viola. «Nessuna censura, San Precario ha chiuso la pagina dei commenti per evitare insulti e offese», spiega Franz Mannino, uno dei sei componenti il coordinamento nazionale dei Viola eletti a Napoli. Mannino si dice convinto che Resistenza Viola voglia in realtà arrivare a una scissione. «Alcune delle persone che hanno dato vista alla corente facevano parte del coordinamento interno dei gruppi viola, quindi erano a conoscenza delle decisioni». Per Mannino tanto malumore sarebbe dovuto soprattutto a due fattori: «L'appuntamento del 27 è stato deciso da San Precario con il Popolo Viola di Roma senza neanche consultare il coordinamento nazionale, al punto ch anche tra di noi c'è chi non ha gradito questo modo di fare». Il secondo punto riguarda invece proprio il cordinamento. «Alcuni non lo accettano, ma è una struttura transitoria che serve ad arrivare al meeting del 21 marzo, quando tutti assieme diremo chi siamo e come e chi deve guidarci».
    Duro con i «resistenti» anche Massimo Malerba, anche lui del coordinamento nazionale. «Hanno organizzato una corrente su contenuti che non capisco», dice. «Il coordinamento è l'unico organismo eletto e legittimato a rappresentare il Popolo Viola. Non riconoscno la decisione presa per il 27? E come avremmo dovuto prenderla? Usano questo argomento solo come pretesto per creare agitazione. Contestano al coordinamento di prendere decisioni unilateriali, ma loro hanno aperto una pagina su Facebook senza consultare i gruppi locali. Cercano solo visibilità».
    Non la pensa così Simona Lanes, che proprio su Facebook spiega perché è nata Resistenza Viola. «Molti di voi si staranno chiedendo il perché di questa scelta. La risposta è semplice: l'orizzontalità sbandierata in questi mesi dal coordinamento nazionale non esiste». Mentre Donato Gregoriose la prende con San Precario: «Fatti riconoscere, così sappiamo con chi abbiamo a che fare. Quanto mi resta prima di essere bannato? Poco».


I COMMENTI:
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  • CONFUSIONE? 20-02-2010 18:24 - l'upereri
  • ma i commenti sono moderati? il mio interminabile commento non compare 12-02-2010 12:58 - paola
  • abbastanza buffo vedere come la maggior parte delle persone, giornalisti compresi (tra l'altro è pure il mio mestiere), manifesto pure, parla o scrive di cose che tu conosci dall'interno. nulla sembra mai giusto: l'articolo che la merlo ha dedicato al No B Day parigino ha fatto indignare molto quassù: sembrava avesse organizzato tutto il pd. beh, invece no, sono state una ventina di persone, tra cui la sottoscritta che col pd non hanno niente a che fare. il nome "popolo viola" non ci piace (ci chiamiamo Collettivo 5.12), tra noi ci sono un paio di anarchici, un paio di comunisti, un paio (o anche più) filo SeL, molti cani sciolti decisamente a sinistra, qualche cane sciolto filoIdv o fillogrillaro, boh, mi sembra tutto. Finito il No B Day ci è sembrato necessario continuare a provarci. Almeno continuare a provare a manifestare il dissenso. Perciò abbiamo organizzato una serie di Flash Mob per il 30 gennaio in difesa della Costituzione (a proposito, Rifondazione c'era e sapete che m'ha detto un compagno? "ohi, signora, visto che te ci hai tanto dei buoni rapporti col pd di pariji, com'è che non ci sono? io son comunista, ma son qua a difendere una costituzione borghese, perché penso comunque che oggi sia necessario".
    ecco. io sto con lui: son comunista ma fo quel che mi par necessario qui e ora. tengo a precisare che il compagno in questione non fa parte del Collettivo 5.12 né tanto meno del popolo viola; ma, a quanto pare, ritiene, come me, che si possa anche stare accanto; in alcune situazioni, almeno. Il 1° marzo, diversamente dal popolo viola italiano, noi abbiamo aderito allo sciopero degli immigrati e saremo in piazza con striscione e cartelli. una tv francese specializzata in documentari ci ha consacrato un reportage, che andrà in onda il 21 febbraio, dal titolo "Les Italiens en colère": strano a dirsi, per loro esistiamo. Sono solo parole, per ora, ma è qualcosa. E, se gli altri gruppi viola funzionano come il nostro (tutti non li conosco, ma per quelli con cui sono in contatto valgono almeno le stesse cose scritte per il Collettivo 5.12), vi assicuro che non c'è proprio niente di rotto 12-02-2010 12:53 - paola
  • sarà meglio affidarsi al santo, quello vero, o meglio riprenderlo in mano per parlare di precarietà e non per seguire le tristi vicende di cui sopra...
    www.sanprecario.info 10-02-2010 18:42 - devoto
  • a sinistra come al solito ci si trova in tre si hanno quattro idee diverse si fondano cinque movimenti separati e poi alla fine finisce tutto in ...nulla... parolai di professione... 10-02-2010 16:46 - roberto
  • Il Popolo Viola non è diviso, si è solo ribellato a San Precario (fondatore e come tale "padrone" della pagina "Il Popolo Viola") perchè ha imposto al movimento, senza consultarlo, la data del 27 febbraio per la seconda manifestazione nazionale. Il movimento del Popolo Viola esiste realmente, non solo su facebook. A questo proposito ricordo a tutti che il 30 gennaio il Popolo Viola era presente in tutta Italia con i sit-in in difesa della Costituzione. 10-02-2010 16:22 - nadia
  • I nuovi mezzi di comunicazione, la complessità della società, i continui cambiamenti, sollecitano a ripensare nuove forme di partecipazione, meno verticistiche, meno legate a vecchi schemi, meno burocratiche e sempre più partecipative, dove ciascuno possa esprimere le proprie idee, meno riunioni nelle segrete stanze...Forse vale la pena fermarsi un attimo e tirar fuori idee per dare nuova struttura non solo ai movimenti, ma anche ai partiti politici. 10-02-2010 15:30 - ivana genova
  • personalmente non mi importa un fico del popolo viola, ma è interessante notare il ripetersi di certe dinamiche: l'accusa di correntismo (che l'autore imputa al centrosinistra anzichè alla "sinistra" forse solo perchè nella "sinistra" comunista erano vietate, ma c'erano c'erano), di frazionsimo... quelli che fanno la corrente accusano mancanza di democrazia interna ma non fanno mai analisi sul perchè della crisi, quelli che dirigono li accusano di usare pretesti per fini di visibilità, biechi interessi personali o, immancabilmente, di essere infiltrati del nemico.
    mi convinco sempre di più che lo stalinismo è una malattia dell'anima 10-02-2010 14:20 - pietro spina
  • Rispondo in primis a jack, probabilmente ancora non sa o non capisce il vero utilizzo che questa gente fadi facebook, che non è utilizzato come metodo per conoscere persone nuove o per organizzare festini vari ma come metodo di comunicazione veloce istantaneo ed affidabile. Altra cosa da aggiungere, che probabilmente non sa ( parlare senza "vedere" quello si che è ha poco di razionale ) è che i membri non si limitano a discussioni via web io personalmente partecipo a vere riunioni fatte faccia a faccia e ad azioni fatte sul campo. Facebook è stato solo il modo per iniziare ma non di certo il luogo unico in cui si svolge tale attività. Altra nota va fatta sull'ipotesi di uno contro l'altro, si discute non ci si scanna è un movimento appena nato senza ancora una organizzazione in quale universo un movimento riesce ad organizzarsi in poco tempo? E tutto questo trambusto può benissimo essere tutta una manovra perchè quando il popolo ( non viola il popolo ) si muove si agita e reagisce fa paura 10-02-2010 14:12 - Giovanni C.
  • Scusate se sono ancora qui a tediarvi, ma desidero scusarmi per i miei numerosi errori.
    Non vorrei che si creda che il Popolo Viola sia composto da analfabeti..ahi. quel "hano" con una enne sola, per non parlare degli altri errori fastidiosissimi.

    Ci vediamo a Roma il 27? 10-02-2010 14:09 - Elena
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