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FUORIPAGINA
10/02/2010
  •   |   Micaela Bongi
    Tribune tv, impar condicio

    C'era una volta la legge sulla par condicio, odiata da Silvio Berlusconi e a una certo punto diventata eccessiva anche per il Pd versione «vocazione maggioritaria». Una legge variamente «corretta» attraverso i regolamenti attuativi approvati dalla commissione di vigilanza Rai in occasione delle consultazioni elettorali e che ora viene stravolta. E se per avvantaggiare i partiti maggiori nelle elezioni del 2008 il Pdl si era appoggiato al Partito democratico, adesso la maggioranza fa da sola. E così, nel pomeriggio di ieri, in attesa del voto finale della commissione previsto per tarda serata di ieri, approva un emendamento al testo predisposto dal relatore, il radicale Marco Beltrandi, che esclude i partiti più piccoli dalle tribune elettorali nella prima fase della campagna elettorale, quella che va dall'indizione dei comizi alla presentazione delle liste.
    Per il primo periodo (che scatta l'11 febbraio), il testo Beltrandi prevedeva anche che il tempo fosse ripartito in modo paritario tra i diversi soggetti politici, come in origine (successivamente si era passati a un 50 per cento ripartito in modo paritario, e un 50 per cento in modo proporzionale, secondo il criterio caro al Cavaliere condiviso anche dal Pdl). Niente da fare. Ma soprattutto, spiega lo stesso relatore, «sono stati tagliati fuori dalle tribune nazionali, sempre durante la prima fase, partiti come la lista Bonino, il Prc, il Pdci, la Destra di Storace, Socialismo 2000 di Salvi: soggetti per ospitare i quali la Rai poteva cavarsela con cinque tribune». L'emendamento approvato a maggioranza esclude infatti dalle tribune le forze politiche che alle ultime europee non abbiano raggiunto il quorum del 4 per cento. Il Pd proponeva di tagliare fuori solo le liste sotto il 2 (del resto anche per il quorum delle europee era quella la soglia dal quale partivano i democratici). Mentre il testo Beltrandi prevedeva l'1 per cento.
    Una proposta di regolamento, quella dell'esponente radicale, che dunque anche per il Pd prevedeva uno spazio eccessivo per partiti minori. Dunque - si argomentava ieri tra i democratici - sarebbe stato un errore tirare troppo la corda. Nel pomeriggio, il capogruppo dell'Italia dei valori in vigilanza, Pancho Pardi, sperava comunque di potere aggiustare le cose, di «trovare alleanze affinché questa manovra sia sventata», perché «la votazione del regolamento per le elezioni regionali si preannuncia come una riforma della par-condicio ante litteram», avendo come obiettivo la riduzione ai minimi termini delle forze politiche più piccole e dunque « violando il valore costituzionale della tutela delle minoranze».
    Ovviamente, nel corso della giornata, si fanno sentire anche i partiti tagliati fuori: «Una decisione vergognosa, non era mai successo che le le forze politiche più piccole venissero esclude dalle varie tribune elettorali. E' una palese violazione della Costituzione», tuona il segretario di Rifondazione Paolo Ferrero. D'accordo il il leader del Pdci Oliviero Diliberto e d'accordo Gennaro Migliore, di Sinistra ecologia e libertà, che si rivolge ai presidenti di camera e senato e al presidente della commissione di vigilanza, Sergio Zavoli, perché la decisione sia modificata. E annuncia che sarà chiamata in causa anche l'Authority per le comunicazioni. Mentre il presidente dei Verdi Angelo Bonelli, da due settimane in sciopero della fame per denunciare la violazione del pluralismo e il black out informativo sulle questioni ambientali, si appella direttamente al presidente della repubblica Giorgio Napolitano.
    Proteste, queste, che il deputato Beppe Giulietti si augura siano ascoltate, ricordando che «in ogni caso non c'è nessuna legge o norma che possa impedire ai direttori o alle redazioni di garantire la presenza anche alle forze politiche cosiddette minori, qualunque sia loro collocazione».


I COMMENTI:
  • e meno male che l'Italia era una democrazia! però anche la sinistra... solo adesso si accorge che è fuori dalla tv?! Io sono mesi che accuso questa cosa e boicotto tutti quei programmi dove non ci sono nostri rappresentanti! Comunque Vendola non può lamentarsi visto che ha avuto molto spazio ultimamente! 10-02-2010 20:38 - andrea
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