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Gabriele Polo
Bertolaso, l'emergenza fatta persona
Un uomo per tutte le emergenze, in un paese che d'emergenza vive. Quella di Viareggio è solo l'ultima chiamata per Guido Bertolaso e il suo piccolo esercito della Protezione civile: 700 funzionari, 300.000 volontari pronti a occuparsi di tutto, dalle crisi idriche ai terremoti, dai vertici internazionali allo smaltimento dei rifiuti e ai netturbini in sciopero. Uno stato nello stato cui compete qualunque evento - naturale o umano - che abbia bisogno di un intervento immediato. Con il potere di muoversi al di fuori di ogni controllo istituzionale «normale», se non quello della presidenza del consiglio.
Uno dei casi più clamorosi è datato 28 marzo 2003, durante l'invasione americana dell'Iraq, quando il governo (Berlusconi) dichiarò lo stato d'emergenza su tutto il territorio nazionale, affidando al capo della Protezione civile (Bertolaso) «la tutela della pubblica incolumità» in quanto «delegato del Presidente del Consiglio». Il decreto non conteneva nemmeno la data di scadenza della «delega», ma c'era la guerra e quasi nessuno ci fece caso - fatte salve un paio di interrogazioni parlamentari dell'opposizione. Cosicché, almeno in teoria, l'Italia è ancor oggi in «gestione straordinaria».
Del resto quella era la conseguenza di una logica che ha cambiato la stessa natura dello stato: da quando è stata istituita (febbraio 1992) la Protezione civile ha aumentato a dismisura le sue funzioni, i suoi poteri e i suoi interventi, come ente preposto al coordinamento emergenziale di polizia, carabinieri, vigili del fuoco, guardia di finanza e quant'altro. E anche se il bilancio corrente su cui può contare il dipartimento diretto da Bertolaso è contenuto - 142 milioni di euro per il 2009 - la quantità di denaro che gestisce è incalcolabile, flessibile e dilatabile a dismisura: perché a ogni dichiarazione di crisi corrisponde uno stanziamento straordinario, da gestire in estrema libertà d'appalto. Difficile che qualcuno osi interferire con le gestioni delle emergenze - che in quanto tali tendono a rispondere solo alla legge divina -, anche se ogni tanto qualche giudice si imbatte in imbarazzanti relazioni d'affari che aprono altrettante inchieste, come quella barese che indaga sul rapporto tra i vertici della Protezione civile e Giampaolo Tarantini (l'uomo delle escort per Palazzo Grazioli) a proposito di protesi.
Negli ultimi dieci anni la Protezione civile ha avuto nelle sue mani la gestione di ben 592 dichiarazioni di stato d'emergenza, in alcuni casi piccole siccità, in altri devastanti terremoti. E, sempre, ha steso sul territorio interessato una presenza che, per «garantire l'integrità della vita, i beni, gli insediamenti e l'ambiente» - come recita la legge 24 febbraio 1992 - si è trasformata in una struttura di controllo più invasiva di ogni altro settore dello stato e, soprattutto, con un grande grado di autonomia. Dando al suo capo una discrezionalità difficilmente discutibile. A carattere bipartisan.
Bertolaso è stato per la prima volta al vertice della Protezione civile tra il 1996 e il 1997, con il primo governo Prodi. Poi ha gestito il grande evento targato Rutelli come Commissario per il Giubileo del 2000. Per tornare a capo della Protezione civile nel 2001 con il governo di Giuliano Amato e rimanervi passando attraverso un Berlusconi-2 e un Prodi-2. Con l'attuale esecutivo Berlusconi, Guido Bertolaso è stato promosso sottosegretario alla Presidenza del Consiglio sull'onda dell'emergenza rifiuti in Campania. Un salto di status che l'ha portato a essere il vero governatore dell'Abruzzo terremotato, incaricato di tenere assieme l'emergenza delle tendopoli con il G8 dell'Aquila, gli appalti per la costruzione delle «abitazioni provvisorie» con il grande business della ricostruzione vera e propria, garantendo al governo il controllo paramilitare della provincia aquilana, esautorando tutte le autorità locali, nel mentre di una radicale trasformazione del tessuto urbanistico e sociale. Un'impegnativa escalation, che non gli ha impedito di continuare a occuparsi dell'emergenza vulcanica delle Eolie, di quella immigrati a Lampedusa, dei mondiali di ciclismo e persino della bonifica del relitto della Haven. Di qualunque cosa serva per la gestione del paese. Con quali risultati è tutto da vedere: l'importante è il metodo, per il merito si vedrà.
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super eroi con le mani in pasta .Dice che spiegherà tutto ai giudici...?la parte del "pennello" non ci interessa ,nomi di corrotti
e corruttori si.AL più presto. 12-02-2010 11:42 - peep
Su L'espresso del 29 dicembre 2009, il giornalista Fabrizio Gatti nel suo articolo aveva messo in evidenza il rischio di trasformare la struttura della Protezione civile del signor Bertolaso, in società per azioni, descrivendo una serie infinita di rapporti tra alcune società e l'entourage del Guido, il più amato degli italiani, dai quali fuoriuscivano appalti vinti dagli amici degli amici, con spese sempre più gonfiate, per opere che con la Protezione civile non avevano alcun collegamento.
Scrive Gatti:"Bertolaso ha trasformato la Protezione civile in una macchina per creare consenso. Anche tra gli imprenditori. Basta leggere i bilanci della società privata che dal 2001 in poi ha vinto tutti i principali appalti per l'organizzazione dei grandi eventi. E' una srl con appena 35 mila euro di capitale. Si chiama Gruppo Triumph e ha sede a Monte Mario a Roma. A capo del gruppo c'è una ex interprete dell'ambasciatore Usa in Vaticano, Maria Criscuolo, 47 anni, ben addentro al potere. Dal centrodestra al centrosinistra. Da Gianni Letta a Walter Veltroni. E anche alla Santa Sede. M. Criscuolo guadagnava già nel 1994 un fatturato di 632 mila euro. Spiccioli rispetto a quanto fattura ora: 28 milioni 32 mila euro, secondo i bilanci delle sue società srl. Bertolaso non bada a spese quando c'è da fare bella figura. Per il vertice Nato-Russia 2002 solo per le attività connesse all'organizzazione, gli allestimenti, la ristorazione, le fotocopiatrici, gli interpreti, la Crepuscolo riceve 7 milioni 45 mila euro. Il 7 dicembre 2007 un alto ufficiale delle forze armate, che lavora a Palazzo Ghigi, scrive su due fogli in due buste sigillate i nomi di chi vincerà l'appalto del G8 2009. La dottoressa Criscuolo, nome scritto nelle buste, con la sua Triumph vince il contratto ultramilionario per il vertice della Maddalena, poi trasferito all'Aquila..."
Questa è una delle tante storie di corruttele infinite, dove i soliti poveri contribuenti onesti, con lavoro e sacrificio, pagano tasse esose per far arricchire e divertire i vari monarchi, difesi da altri monarchi e sorretti da un popolo che crede ancora nella fatina e nei reami. 12-02-2010 11:41 - Raffaele Innato
italiani continua a fidarsi di
berlusca, mi arrabbiare moltissimo
Gli perdonano tutto.....anche questa storia di bertolaso presto passerà facendolo passare per vittima dei magistrati.
Che bello sarebbe vivere in un paese normale senza la mafia. 12-02-2010 11:07 - No words
È necessaria la Protezione Civile quando serve a ciò che la sua denominazione indica: protezione dei cittadini.
È inutile, dannoso e pericoloso strumento di potere incontrollato se finalizzata ad altro (come in modo bipartisan, tra l'altro, è stato permesso).
Il PD se ne è accorto solo a seguito della iniziativa dei magistrati: la sinistra radicale sono anni che lo dice ma sui media non arriva....
Bisogna chiedere le dimissioni di Bertolaso e l'immediato ritiro della conversione in SpA (ma dove si è mai vusto...). L'asse di questo governo con costruttori ed imprenditori in chiave di potere discrezionale e senza controllo deve essere combattuto con forza. Danilo Marini. 12-02-2010 10:59 - Danilo Marini
in caso di emergenza è opportuno, al fine di ammortizzare i danni per le popolazioni colpite, adottare provvedimenti di urgenza o è preferibile percorrere quelle vie che, per effetto dei mille passaggi burocratici necessari, hanno dimostrato di non rispondere alle necessità? se all'Aquila non si fosse dato potere a Bertolaso avremmo le case ai terremotati nella quantità attuale? e perchè Bassolino e Pecoraro Scanio -ambientalista, come noto - non sono riusciti a risolvere in anni un problema che Bertolaso ha risolto in giorni? anche negli altri paesi le organizzazioni di protezione civile hanno poteri molto più ampi in caso di calamità ed anche negli altri paesi si verificano fenomeni di malaffare (vedere negli USA con l'uragano Katrina) ma questo non vuol dire che il metodo è sbagliato, se raggiunge lo scopo di soccorrere efficacemente le popolazioni. Vanno perseguiti gli abusi, e non il metodo della gestione dell'emergenza che richiede ed implica, evidentemente, un iter procedurale più rapido. Non buttiamo via il bambino con l'acqua sporca. Anche perchè, sebbene questo possa scandalizzare le anime candide, che un costruttore si freghi le mani in caso di terremoto non è, a priori, un atteggiamento penalmente rilevante (un reato) ma solo un atteggiamento moralmente discutibile; che, tuttavia, porta lavoro e soldi anche nelle tasche delle imprese e delle famiglie degli operai che vi lavorano (e a l'Aquila erano e sono ancora tanti). Allora perseguiamo i comportamenti penalmente sbagliati e non scandalizziamoci in maniera ipocrita del fatto che, in caso di emergenza, ci sono colorto che soffrono e coloro che ci guadagnano. A patto che non commettano reati per aggiudicarsi gli appalti. E' questo ciò che va fermamente combattuto, non l'idea di avere una struttura con poteri ampliati che sia in grado di gestire l'emergenza.
saluti 12-02-2010 10:01 - antonio
La sua forte presenza. significa chiaramente che lo Stato è debole. E' tipico infatti di stati deboli la presenza di milizie private che la fanno da padrone. Un po' come succedeva nella Repubblica di Weimar, nell'Italia pre fascista e in altri stati in cui lo stato era poco presente. 12-02-2010 09:52 - Alfredo
manifesto ma vai a cagà, insieme a tutti i pm rossi. 12-02-2010 09:42 - gabriella