domenica 17 febbraio 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale domenica 17 febbraio 2013
ACQUISTA IL PDF
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
14/02/2010
  •   |   Ernest Everhard
    Valerio Verbano, 30 anni senza giustizia

    Sui muri di un pezzo di periferia nordorientale della capitale, tra Val Melaina, Tufello e Montesacro, alle scritte sbiadite che ricordano Valerio Verbano se ne affiancano di nuove e accese. Gli slogan e i linguaggi cambiano,come anche le generazioni e le esperienze di movimento. Sono nati centri sociali, palestre popolari dedicate al giovane massacrato da un commando fascista nella sua abitazione giusto trent'anni fa, occupazioni di case e nuovi collettivi studenteschi.

    C'è un filo ininterrotto, lungo tre decenni, che ha mantenuto viva non solo la memoria, ma anche le pratiche di conflitto, definendo una nuova grammatica antifascista, legata strettamente alle lotte sociali, ai progetti culturali, alla vita dei territori. Provando in questo modo a scavalcare il rischio della retorica e dell'agiografia consolante ma immobile. È questa la scommessa di chi non rinuncia alla sfida della trasformazione sociale: non farsi infilare nel tunnel degli "opposti estremismi" e degli "anni di piombo", non cadere nel giochino bipartisan dell'equidistanza e della toponomastica pacificatrice.

    Per queste ragioni, quest'anno, l'anniversario si svilupperà in diversi eventi: assemblee, presentazioni di libri, proiezioni di documentari, concerti. Che culmineranno in un corteo, sabato prossimo 20 febbraio, che attraverserà il quartiere di Valerio, Montesacro, e terminerà a piazza Sempione con una grande serata musicale che mescolerà rap, hip hop e punk rock. 

    Il laboratorio neofascista

    Fin dal primo dopoguerra, Roma rappresenta la città dove il neofascismo si esprime con più forza sia in termini di radicamento sociale, attivismo politico e consenso elettorale. Una dimensione materiale che, nei decenni successivi, porta i movimenti a misurarsi con le pratiche dell'antifascismo militante. Non è forse un caso che sia il 1968 che il 1977 sono aperti dagli scontri con i neofascisti: Almirante all'università, con la battaglia fuori la facoltà di giurisprudenza e il ferimento dello studente Guido Bellachioma, con il conseguente assalto alla sede del Fuan di via Sommacampagna. Tra tutte le vicende di sangue che questa lunga storia ci consegna, l'assassinio di Valerio Verbano, a trent'anni di distanza, è tra le più sentite, per diverse ragioni: per la ferocia e le predeterminazione con cui è stata spezzata la vita di un ragazzo; per l'instancabile battaglia e la generosità di Carla Verbano; per gli interrogativi ancora aperti sui mandanti e gli esecutori; per l'inscindibile intersecarsi della memoria di Valerio con le lotte e i movimenti lungo questi 30 anni.

    L'omicidio impunito

    Valerio Verbano nel 1977 ha sedici anni, quando muore ne ha appena 19. Una parabola umana e politica contrassegnata dalla caparbietà del suo impegno politico nell'area dell'autonomia nella sua scuola, il liceo Archimede, e nel Comitato autonomo di Val Melaina, nel quadrante nord-est di Roma. Una scelta difficile non solo per le aggressioni dei fascisti ma anche per l'accanimento degli apparati repressivi contro chi sceglie di fare inchiesta militante sui legami tra eversione nera, poteri forti e pezzi dello stato. Il 22 febbraio del 1980 tre uomini bussano alla porta di casa di Valerio dicendo di essere suoi amici. Entrano con i passamontagna, legano e imbavagliano i genitori di Valerio, aspettano il suo rientro a casa e lo uccidono dopo una non breve colluttazione. Nel bailamme delle rivendicazioni che emergono nelle ventiquattro ore successive, la più attendibile sembra essere quella dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari), la cui responsabilità penale verrà ascritta anche in sede giudiziaria. Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, da sempre, negano la paternità dell'omicidio.

    Il 23 giugno 1980 viene assassinato dai Nar il giudice Amato, a poche centinaia di metri dalla casa di Verbano. Amato si occupa delle inchieste sull'eversione nera e ha in carico anche quella sull'omicidio di Valerio. Nelle mani del giudice si trova anche il dossier che Valerio aveva preparato sui rapporti tra neofascismo, forze dell'ordine e politica, e che gli era stato sequestrato nell'aprile del 1979 quando è tratto in arresto per sette mesi con l'accusa di aver fatto esplodere un ordigno rudimentale in un casolare abbandonato. Centinaia di pagine con nomi, date, indirizzi, foto, che "scompariranno" tra le stanze e i corridoi della procura e che in moltissimi, a cominciare dalla madre Carla, sono convinti essere la causa della sua morte.

    Il 25 febbraio si tengono i funerali, il giorno del suo compleanno, ma è il 1980 e ogni espressione pubblica del movimento viene duramente repressa: dalle finestre del commissariato di San Lorenzo vengono esplosi diversi colpi di pistola sul corteo che accompagna Valerio al Verano, mentre le cariche, violentissime, arrivano fin dentro il cimitero. Per diversi anni il 22 febbraio diventa un anniversario segnato dalle cariche della polizia contro il corteo indetto dai compagni e dagli amici di Valerio. Le inchieste sull'omicidio non hanno portato a una verità giudiziaria, nel 1989 arriva anche l'assoluzione di quattro appartenenti ai Nar. Rimangono aperte troppe domande, alla luce degli innumerevoli episodi di depistaggio, insabbiamento e omissioni delle prove, come la scomparsa dell'arma del delitto dagli uffici della procura di Roma e di un faldone relativo al dossier scritto da Valerio.

     

    Tutte le iniziative
    Sabato il corteo

    «Oggi la storia di Valerio vive nei percorsi e nei progetti avviati in  questi anni nei nostri quartieri, nelle scuole e in tutta la città»: con queste parole i centri sociali e "i compagni e e le compagne di Valerio" promuovono un calendario di iniziative e appuntamenti. Mercoledì 17, alle 18, lo Spazio sociale Onda Rossa 32 organizza un'assemblea antifascista a San Lorenzo. Giovedì 18, alle 17, all'Astra di via Capraia 19 presentazione del libro "Sia folgorante la fine", scritto da Carla Verbano. Venerdì 19, alle 19, al centro sociale Macchia Rossa si presenta la tesi su Verbano di Marco Capoccetti Boccia. Sabato 20, alle 16, corteo da via Monte Bianco a piazza Sempione (per ricordare la vertenza ancora aperta del centro sociale Horus), dove si terrà un concerto gratuito con 99 Posse, Assalti Frontali, Colle der Fomento, Empatia Venefica e Rancore. 


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • Valerio Verbano è stato ucciso da persone che furono fotografate nella zona in pose molto scomode.
    I NAR di Valerio Fioravanti,in quel tempo bazzicavano i fascisti del Ponte delle Valli.
    Fascisti che si avvicinavano alla lotta armata,attaccando i centri sociali e i compagni del Tufello Valmelaina.
    Una vera e propria guerra, era in atto e il Ponte era il confine invalicabile.
    Noi stavamo dalla parte degli operai e delle persone povere delle case popolari,mentre loro stavano con i ricchi commercianti e i borghesi che abitavano le case milionarie che arrivavano fino a Porta Pia.
    Due realtà che non potevano convivere senza qualche scaramuccia.
    Fioravanti,tra quei ragazzi di destra, cercava nuovi aderenti e tra i loro genitori,finanziamenti.
    Valerio Verbano, con la sua macchina fotografica,fece delle foto pesanti e loro se ne accorsero.Ammazzarono il ragazzo e anche il giudice che aveva preso i contatti.
    Morti ammazzati da una mano fascista.
    Tutto chiaro come il sole.
    Lo hanno ammazzato d'avanti ai genitori e senza alcuna pietà.
    Tutto chiaro e preciso.
    Ma in un'Italia,dove tutto deve essere misterioso e tutte le parole,devono essere soffocate da altre parole che confondono e rendono incomprensibile,anche l'evidenza, ecco che Valerio e la sua morte,viene avvolta nel mistero.
    Ma quale mistero!
    Lo hanno ammazzato i fascisti,perche erano stati fotografati con persone che non dovevano apparire.
    Ammazzato come il suo dirimpettaio.
    Il giudice che indacava.
    In Italia,la giustizia è una parola senza senso.
    Penso proprio che solo la classe operaia,potrà ristabilire l'ordine e la giustizia. 14-02-2010 15:03 - maurizio +mariani
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2009 [ 27 ]
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
ROVESCI D'ARTE Arianna Di Genova
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
ESTESTEST Astrit Dakli
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
SERVIZI