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FUORIPAGINA
15/02/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    Se a Tremonti "novanta" testate non bastano

    Tutti insieme: giornalisti di Unità e Cartamanifesto e AvvenireRiformista ed Europa. Assenti giustificati ma presenti in spirito Secolo d’ItaliaPadania. Più l’associazione Articolo21, la Cgil con le diverse categorie (poligrafici ed edicolanti) e il segretario confederale Fulvio Fammoni. Tutte queste 92 testate (di cui 27 quotidiani e le altre periodici o radiotv) continuano a «lottare insieme» non perché pensino e dicano la stessa cosa. Proprio il contrario. Perché vogliono continuare a poter scrivere e raccontare cose diverse. Secondo un’idea profonda di pluralismo e di difesa dell’occupazione che è messa a rischio definitivamente da una riforma dell’editoria firmata Tremonti-Bonaiuti retroattiva, punitiva dei più deboli e assolutistica nella concezione. Una riforma che è stata approvata esclusivamente con il voto di fiducia, contro il parere dei due rami del parlamento e senza essere discussa né con gli editori (Fieg, Mediacoop e altri), né con i sindacati (Fnsi e altri), né con i veri soggetti interessati. Una riforma che è solo l’ultimo tassello in ordine di tempo di una devastazione editoriale senza precedenti. Il cortocircuito mortale tra politica e televisione, il probabile giro di vite su Internet, la concentrazione crescente nella distribuzione e gli attacchi al sistema delle edicole sono tutti fatti in nome di un mercato (che ci vede benissimo) e porteranno tutti a una riduzione complessiva della «biodiversità» editoriale comunque la si guardi. Già oggi CorseraRepubblicaStampa diffondono due terzi delle copie quotidiane (dati Fieg). Molto presto ci saranno solo tre grandi distributori nazionali della carta stampata legati a Rcs, Espresso e Mondadori. Senza contare che per la Gasparri a breve sarà possibile per chi possiede una tv acquisire direttamente anche un (grande) quotidiano.
    Di fronte a tutto questo, l’unità dei giornali in nome della loro diversità non è una piccola cosa. Fnsi, sindacati, associazioni e testate di partito, in cooperativa e no profit non rinunceranno a spiegarlo in lungo e in largo. Ieri è stato deciso di formare un coordinamento nazionale tra giornali e sindacato.
    Il tempo però stringe. Dalla prossima settimana il «milleproroghe» sbarcherà alla camera e la richiesta di una «tregua» per varare la riforma necessaria a fare pulizia e trasparenza sarà rinnovata anche a Montecitorio. Articolo21 chiederà a tutti i parlamentari che hanno votato gli ordini del giorno contro i tagli all'editoria «di concordare una posizione comune al di là di qualsiasi logica di parte o di partito», annuncia il portavoce Giuseppe Giulietti. Mentre l’associazione aderirà «a tutte le iniziative che saranno promosse per difendere il pluralismo editoriale minacciato dai continui tagli finanziari e normativi».
    Bisogna agire su tutti i fronti. Dal piano istituzionale a quello direttamente politico, sindacale e perfino «mediatico». Qualcuno salirà sui tetti insieme al manifesto, qualcun’altro sceglierà altre forme pubbliche di protesta: spazi pubblicitari, manifesti nelle edicole, spot sulle radio e su Youtube, sit-in di fronte alle camere, assemblee aperte. Si chiederà alla Rai di informare su una vicenda che riguarda 4mila lavoratori e un giornalista su cinque. E anche la stampa estera non potrà non essere aggiornata sull’ultima puntata del «tormentone» berlusconiano contro la libertà di informazione. Nulla resterà intentato.


I COMMENTI:
  • Quello che vuol fare il governo è vergognoso. Tuttavia mi sa che andiamo verso il totale annientamento della stampa libera e d'alternativa, anche se mi auguro di no. Chi si batterà per voi in parlamento? Nessuno o almeno nessuno si dannerà più di tanto. Questa è la ricompensa per aver strizzato l'occhio al PD. Ma credevate sul serio che il PD (vedi anche alla voce Espresso) farà qualcosa che leda gli interessi di uno dei suoi padroni? E Di Pietro? Lui la pensa come Grillo. Purtroppo, e lo dico con rimpianto, avete venduto l'anima di sinistra che era nel vostro dna per un piatto di lenticchie o qualche centinaio di giornali venduti in più. Nella sconfitta della Sinistra e dei suoi ideali ci siete completamente dentro anche voi. Speriamo che abbiate uno scatto d'orgoglio e vi ricordiate del vostro glorioso passato. Nonostante tutto sarò al vostro fianco nella lotta per mantenere vivo il giornale, non tanto per quello ciò siete ma per quello che significate. Ma per favore almeno stavolta fate qualcosa di veramente rivoluzionario e lasciate perdere il fare parolaio 16-02-2010 14:07 - Alessandro
  • Il sig.Silvio Berlusconi,vi detesta perche gli avete fatto diventare la vita,una merda!
    Senza più moglie,perche lo avete sputtanato con le sue ragazzine e i suoi amici di villa.
    Gli fate,dalla mattina alla sera il verso e pubblicate tutte le indiscrezioni che vengono dai tribunali di tutta Italia,che indagano su di lui e sulla sua bend.
    Ogni volta che esce in pubblico eccovi con i vostri taccuini a scrivere e a chiedere cose indiscrete.
    Quando racconta le sue "divertenti" barzellette,tutti seri,senza mai dargli un minimo di soddisfazione.
    Sapeste quanto ci tiene un uomo di spettacolo come lui,non avere applausi o sorrisi.
    Vi vedo,non dite di no!
    Seri e attenti,solo a cercare un pretesto per incastrarlo.
    Dai,non si fa così il giornalista.
    Poi vi lamentate che vi tagli i finanziamenti.
    Ma che è il vostro Pulcinella?
    La vostra macchietta,da ridicolizzare ogni qual volta.
    Lo dico anche per chi ci vede dall'estero.
    Berlusconi e piccolo di statura,è uno che si vernicia la pelata e ci tiene al suo aspetto fisico,tanto da spendere milioni di euro per rifarsi i connotati.
    Be?!
    Questo è sufficiente per farlo diventare il Professore dell'Angelo Azzurro?
    Smettetela di ridicolizzarlo,tanto più che come menomato,potrebbe anche farvi causa.
    I giornalisti italiani devono tornare all'assalto con la baionetta!
    Non è bello che Bertolaso e famiglia siano stati scoperti dai carabinieri.
    Che Marazzo sia stato ripreso anche lui dai carabinieri,mentre si appaltava con droga e viados a via Gradoli.
    Non è affatto bello che comici televisivi,(Striscia la Notizia)stiano con telecamere nascoste nelle giacche e nei cappelli,alla ricerca di malfattori e truffatori e i nostri giornalisti, a sedere nelle questure a aspettare che la polizia venga chiamata.
    Perche i nostri giornalisti non si fanno il culo anche loro?
    Solo quello dell'Espresso si è imbarcato con i clandestini.
    E' andato a raccogliere i pomodori per la mafia calabrese.
    Voi giornalisti dovete imparare da lui.
    Invece di stare a sentire le barzellette di Berlusconi,andate a lavorare,che ci sono le strade piene di infami con le mazzette.
    Siamo di nuovo in TANGENTOPOLI.
    Cantieri che lavorano nell'illegalità.
    ASL al collasso, dove si stanno rubando tutto.
    Andate a vedere quello che stanno facendo alla Bufalotta di Roma i palazzinari.
    IKEA,ha fatto deviare le strade e ha cambiato la città,bucando persino il grande raccordo anulare,che doveva collegare le grandi strade della città.
    Andate a fare i conti agli amministratori e vedere che fine fanno i nostri soldi.
    Chiedete,è vostro diritto,i piani regolatori delle città.
    Guardate i flussi di denaro dove vanno.
    La mafia è lì.
    Berlusconi,con le sue donnine,non ci interessa più.
    Anzi,si prova anche un po di schifo,ora!
    A lavoro ragazzi! 16-02-2010 09:26 - mariani maurizio
  • resistete compagni

    senza il manifesto l'informazione sarebbe ko
    i vostri bellissimi reportage dalla campania, dalla calabria, dalla sicilia valgono da soli l'abbonamento

    ludovica - Napoli 15-02-2010 22:27 - ludovica
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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