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Matteo Bartocci
Se a Tremonti "novanta" testate non bastano
Tutti insieme: giornalisti di Unità e Carta, manifesto e Avvenire, Riformista ed Europa. Assenti giustificati ma presenti in spirito Secolo d’Italia e Padania. Più l’associazione Articolo21, la Cgil con le diverse categorie (poligrafici ed edicolanti) e il segretario confederale Fulvio Fammoni. Tutte queste 92 testate (di cui 27 quotidiani e le altre periodici o radiotv) continuano a «lottare insieme» non perché pensino e dicano la stessa cosa. Proprio il contrario. Perché vogliono continuare a poter scrivere e raccontare cose diverse. Secondo un’idea profonda di pluralismo e di difesa dell’occupazione che è messa a rischio definitivamente da una riforma dell’editoria firmata Tremonti-Bonaiuti retroattiva, punitiva dei più deboli e assolutistica nella concezione. Una riforma che è stata approvata esclusivamente con il voto di fiducia, contro il parere dei due rami del parlamento e senza essere discussa né con gli editori (Fieg, Mediacoop e altri), né con i sindacati (Fnsi e altri), né con i veri soggetti interessati. Una riforma che è solo l’ultimo tassello in ordine di tempo di una devastazione editoriale senza precedenti. Il cortocircuito mortale tra politica e televisione, il probabile giro di vite su Internet, la concentrazione crescente nella distribuzione e gli attacchi al sistema delle edicole sono tutti fatti in nome di un mercato (che ci vede benissimo) e porteranno tutti a una riduzione complessiva della «biodiversità» editoriale comunque la si guardi. Già oggi Corsera, Repubblica e Stampa diffondono due terzi delle copie quotidiane (dati Fieg). Molto presto ci saranno solo tre grandi distributori nazionali della carta stampata legati a Rcs, Espresso e Mondadori. Senza contare che per la Gasparri a breve sarà possibile per chi possiede una tv acquisire direttamente anche un (grande) quotidiano.
Di fronte a tutto questo, l’unità dei giornali in nome della loro diversità non è una piccola cosa. Fnsi, sindacati, associazioni e testate di partito, in cooperativa e no profit non rinunceranno a spiegarlo in lungo e in largo. Ieri è stato deciso di formare un coordinamento nazionale tra giornali e sindacato.
Il tempo però stringe. Dalla prossima settimana il «milleproroghe» sbarcherà alla camera e la richiesta di una «tregua» per varare la riforma necessaria a fare pulizia e trasparenza sarà rinnovata anche a Montecitorio. Articolo21 chiederà a tutti i parlamentari che hanno votato gli ordini del giorno contro i tagli all'editoria «di concordare una posizione comune al di là di qualsiasi logica di parte o di partito», annuncia il portavoce Giuseppe Giulietti. Mentre l’associazione aderirà «a tutte le iniziative che saranno promosse per difendere il pluralismo editoriale minacciato dai continui tagli finanziari e normativi».
Bisogna agire su tutti i fronti. Dal piano istituzionale a quello direttamente politico, sindacale e perfino «mediatico». Qualcuno salirà sui tetti insieme al manifesto, qualcun’altro sceglierà altre forme pubbliche di protesta: spazi pubblicitari, manifesti nelle edicole, spot sulle radio e su Youtube, sit-in di fronte alle camere, assemblee aperte. Si chiederà alla Rai di informare su una vicenda che riguarda 4mila lavoratori e un giornalista su cinque. E anche la stampa estera non potrà non essere aggiornata sull’ultima puntata del «tormentone» berlusconiano contro la libertà di informazione. Nulla resterà intentato.
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Senza più moglie,perche lo avete sputtanato con le sue ragazzine e i suoi amici di villa.
Gli fate,dalla mattina alla sera il verso e pubblicate tutte le indiscrezioni che vengono dai tribunali di tutta Italia,che indagano su di lui e sulla sua bend.
Ogni volta che esce in pubblico eccovi con i vostri taccuini a scrivere e a chiedere cose indiscrete.
Quando racconta le sue "divertenti" barzellette,tutti seri,senza mai dargli un minimo di soddisfazione.
Sapeste quanto ci tiene un uomo di spettacolo come lui,non avere applausi o sorrisi.
Vi vedo,non dite di no!
Seri e attenti,solo a cercare un pretesto per incastrarlo.
Dai,non si fa così il giornalista.
Poi vi lamentate che vi tagli i finanziamenti.
Ma che è il vostro Pulcinella?
La vostra macchietta,da ridicolizzare ogni qual volta.
Lo dico anche per chi ci vede dall'estero.
Berlusconi e piccolo di statura,è uno che si vernicia la pelata e ci tiene al suo aspetto fisico,tanto da spendere milioni di euro per rifarsi i connotati.
Be?!
Questo è sufficiente per farlo diventare il Professore dell'Angelo Azzurro?
Smettetela di ridicolizzarlo,tanto più che come menomato,potrebbe anche farvi causa.
I giornalisti italiani devono tornare all'assalto con la baionetta!
Non è bello che Bertolaso e famiglia siano stati scoperti dai carabinieri.
Che Marazzo sia stato ripreso anche lui dai carabinieri,mentre si appaltava con droga e viados a via Gradoli.
Non è affatto bello che comici televisivi,(Striscia la Notizia)stiano con telecamere nascoste nelle giacche e nei cappelli,alla ricerca di malfattori e truffatori e i nostri giornalisti, a sedere nelle questure a aspettare che la polizia venga chiamata.
Perche i nostri giornalisti non si fanno il culo anche loro?
Solo quello dell'Espresso si è imbarcato con i clandestini.
E' andato a raccogliere i pomodori per la mafia calabrese.
Voi giornalisti dovete imparare da lui.
Invece di stare a sentire le barzellette di Berlusconi,andate a lavorare,che ci sono le strade piene di infami con le mazzette.
Siamo di nuovo in TANGENTOPOLI.
Cantieri che lavorano nell'illegalità.
ASL al collasso, dove si stanno rubando tutto.
Andate a vedere quello che stanno facendo alla Bufalotta di Roma i palazzinari.
IKEA,ha fatto deviare le strade e ha cambiato la città,bucando persino il grande raccordo anulare,che doveva collegare le grandi strade della città.
Andate a fare i conti agli amministratori e vedere che fine fanno i nostri soldi.
Chiedete,è vostro diritto,i piani regolatori delle città.
Guardate i flussi di denaro dove vanno.
La mafia è lì.
Berlusconi,con le sue donnine,non ci interessa più.
Anzi,si prova anche un po di schifo,ora!
A lavoro ragazzi! 16-02-2010 09:26 - mariani maurizio
senza il manifesto l'informazione sarebbe ko
i vostri bellissimi reportage dalla campania, dalla calabria, dalla sicilia valgono da soli l'abbonamento
ludovica - Napoli 15-02-2010 22:27 - ludovica