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Silvio Messinetti
Europaradiso per il ministro
«Posso con serenità e con una punta di orgoglio affermare che i miei comportamenti alla guida del Dicastero delle Infrastrutture e dei Trasporti sono stati e saranno sempre e solo improntati al rispetto delle leggi, delle regole e della massima trasparenza e alla osservanza delle prerogative e delle responsabilità delle direzioni, cui è affidato il compito precipuo di realizzare gli obiettivi politici e programmatici del ministero che dirigo». Ha il tono accorato di chi si sente ferito nell'orgoglio, Altero Matteoli, quando prende carta e penna per scrivere una lettera aperta al Corriere della Sera in cui rigetta le accuse di far parte della «cricca della Ferratella».
Sarà anche vero quello che "il Ministro del Ponte" va sostenendo in queste ore per lui delicate in cui «stralci di intercettazioni e articoli di stampa possono ingenerare nell'ignaro lettore dubbi sulla correttezza dei miei comportamenti, dei quali sono invece orgoglioso». Ma è altrettanto vero che il suo nome, e quello dei suoi più stretti collaboratori al ministero, sono saliti più volte alla ribalta della cronaca giudiziaria in questi mesi.
L'inchiesta Perseus
Uno dei tronconi dell'indagine Perseus ruota, infatti, intorno alla vicenda Europaradiso, il mega villaggio turistico che l'imprenditore israeliano David Appel avrebbe voluto costruire alle porte di Crotone nel 2006. Un fitto intreccio di malaffare privato e corruttela pubblica, di massoneria e 'ndrangheta. In cui un ruolo non certo secondario è svolto dal capo gabinetto di Matteoli, Emilio Brogi, professore, livornese come il ministro e, soprattutto, suo fedelissimo dal momento che negli ultimi anni ha guidato la sua segreteria tanto nel dicastero Ambiente quanto in quello dei Lavori Pubblici.
Brogi, nel processo Europaradiso in corso a Crotone, deve rispondere di corruzione aggravata dalle modalità mafiose. In particolare, a detta degli inquirenti «si sarebbe attivato per evitare che sull'area prescelta per l'insediamento non fosse apposto il vincolo paesaggistico Zps (Zona a protezione speciale, ndr) posto dalla Regione Calabria al fine di tutelare un'area protetta come quella adiacente il fiume Neto». La Zps, se strutturata in un certo modo, avrebbe reso irrealizzabile il progetto per cui la cosca Russelli di Papanice, sobborgo di Crotone a forte concentrazione mafiosa, si sarebbe attivata in tutti i modi per favorire la nascita dell'insediamento «anche attraverso il condizionamento di rappresentanti delle istituzioni, da quelle comunali a quelle europee, passando per i ministeri». Tra cui figura per l'appunto Brogi, che - sostengono gli inquirenti - «avrebbe inviato volutamente alla Comunità Europea solo una parte della documentazione afferente l'istruttoria funzionale a predisporre il vincolo Zps presso la foce del Neto in quanto l'inserimento della Zps nella banca dati europea, avrebbe impedito di fatto e in maniera definitiva il sorgere dell'insediamento turistico».
La soluzione per bypassare lacci e lacciuoli burocratici era, dunque, presto fatta: inviare alla Commissione Europea la pratica incompleta e grazie a funzionari comunitari compiacenti, tra cui spicca Aurelio Menghi, alto dirigente a Bruxelles, far quadrare il cerchio incassando il placet della Ue. Erano Antonio Sulla, dirigente del Comune di Crotone, e Salvatore Aracri, imprenditore di Papanice, a tessere le fila della "grande truffa" organizzando incontri ad alto livello con i papaveri del Ministero dell'Ambiente e con politici di primo piano.
Le telefonate
Sebbene non coinvolto direttamente nelle indagini il nome di Matteoli compare, tuttavia, in alcune intercettazioni su cui si fonda l'ipotesi accusatoria nei confronti del sodalizio criminale. Le telefonate intercettate sono, infatti, eloquenti sul punto. In una, risalente al 18 ottobre del 2005, l'allora Sindaco di Crotone, Pasquale Senatore (Pdl), chiama Sulla, perno centrale dell'affare, per informarsi di ciò che stava accadendo. E Sulla non esita a rassicurarlo: «Abbiamo parlato con Matteoli in persona (...) Matteoli è una persona perbene, Sindaco. Ci ha dato più soddisfazioni di Gasparri. Ci ha messo a disposizione un intero ministero, tutto per noi. Io gli ho portato i vostri saluti e lui mi ha detto di salutarla calorosamente. Insomma si sta impegnando tantissimo». Tra i politici tirati in ballo c'è poi un antico sodale di corrente di Matteoli, sin dai tempi di An, il senatore Aurelio Megnalbò (Pdl). «Abbiamo avuto diversi incontri a Roma, uno dei quali fu promosso da Menghi che ebbe ad intercedere presso il senatore Megnalbò che, a sua volta, fissò un incontro al predetto ministero con Emilio Brogi, capo gabinetto dell'allora Ministro Matteoli, e con il dottor Cosentino, direttore generale del dicastero. In seguito il reggente sindaco di Crotone, Armando Riganello (anch'egli rinviato a giudizio, ndr) ottenne un incontro proprio con Matteoli che rimandò per le decisioni sulla Zps a Brogi e Cosentino assicurando, peraltro, che avrebbe fatto di tutto per far iniziare i lavori prima delle elezioni politiche» dichiara il funzionario crotonese. La strategia era, dunque, piuttosto chiara: concedere favori in cambio di consenso elettorale e, al contempo, cementare con il progetto Europaradiso i rapporti con l'establishment israeliano visto e considerato che David Appel, il magnate faccendiere e dominus internazionale dell'affare, era organico alla corrente di Ehud Olmert dentro Kadima, il partito fondato da Ariel Sharon.
Il processo Europaradiso si sta svolgendo a Crotone dall'aprile dello scorso anno e Brogi avrà occasione e modo di difendersi in quella sede. Quel che lascia perplessi, tanto da essere stato oggetto di una interrogazione al Senato da parte di Luigi Ligotti (Idv), è che il collaboratore di Matteoli è difeso in giudizio dall'Avvocatura dello Stato. Per la precisione, sono due i legali delegati dall'Avvocatura generale a rappresentare un soggetto accusato di corruzione aggravata nell'ambito di un procedimento penale nel quale lo Stato stesso ovvero altri enti pubblici potrebbero risultare parti lese. Un paradosso di cui l'ineffabile Matteoli non fa menzione nelle sue accorate lettere alla stampa.
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saluti al manifesto 20-02-2010 00:16 - renato
Che poi qualcuno lucri sul'abusivismo (attraverso il consenso elettorale generato dai condoni) e sulle "deroghe" (attraverso contributi , tangenti e regalie) mi sembra inevitabile, nell'attuale panorama culturale e sociale.
Quanto alle lamentazioni sulla situazione della povera Italia, credete che la nuova Shanghai (tanto per fare un esempio), comparsa da una palude negli ultimi 10 anni, sia cresciuta senza alcun "aiutino" da parte delle autorità cinesi? 18-02-2010 13:37 - clodoveus
queste deve farela sinistra e il centro sinistra.
il problema è che pure nel centrosinistra tutti stinchi di santo non sono. 18-02-2010 09:54 - angelo
sempre peggio ma gli iatliani non lo capiscono
Ludovica 17-02-2010 20:52 - ludovica