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FUORIPAGINA
17/02/2010
  •   |   Cinzia Gubbini
    I soldi sprecati per l'Italia che frana

    Risorse sprecate. Soldi spesi male. Tanti soldi. Il tutto sulla scorta di un concetto che non semina solo tangenti ma anche mala gestione: l'emergenza. E' questa la storia del rischio idrogeologico in Italia, e delle sue vittime (in media 7 morti al mese negli ultimi cinquanta anni). Che l'Italia sai un paese fragile, malato di frane, con il 68,6% dei Comuni che ricade in aree classificate «ad alto rischio» dal ministero dell'Ambiente lo sanno anche i muri. Il 2 febbraio il parlamento ha approvato quasi all'unanimità una mozione che impegna il governo a predisporre piani di intervento. Ieri uno degli enti che vigila sulla tutela ambientale, l'Associazione nazionale bonifiche e irrigazioni, ha presentato un piano pluriennale che consentirebbe il consolidamento dei suoli, la regolazione delle acque, la manutenzione di tutti i canali: azioni necessarie per ridurre il rischio idraulico del paese. L'Anbi ha fatto i conti, elencando anche quali sarebbero i cantieri da aprire in ciascuna regione. Un intervento di questo tipo costerebbe poco più di 4 miliardi di euro. Tanti? Dal '94 al 2004 - ultimi dati disponibili - lo Stato ha speso 21 miliardi di euro per tamponare i danni delle catastrofi idrogeologiche verificatesi in quel decennio. Secondo i calcoli del ministero dell'Ambiente, per mettere in sicurezza il territorio italiano servirebbero 44 miliardi. Sarebbe il nord a «succhiare» più risorse: nel settentrione ne servono infatti 27, al sud 13 e per il recupero delle coste 3. Troppi soldi? non abbiamo risorse sufficienti? Il ministro dell'economia Tremonti tiene stretti i cordoni della borsa? Non è così. I soldi si tagliano agli enti territoriali, mancano quelli destinati alla pianificazione, ma poi si buttano dalla finestra quando scoppiano le emergenze: dal '56 al 2000 - secondo un Dossier di Legambiente sul dopo Sarno - si sono spesi 48,2 miliardi. «Analizzando i costi - scrive l'associazione ambientalista - è evidente come all'aumentare delle spese in interventi ordinari per l'assetto idraulico vi è una contemporanea crescita delle spese in interventi straordinari per alluvioni». Che significa? Che gli interventi spesso vengono fatti male «un vecchio modo di agire che ha privilegiato gli interessi economici, sacrificando ad essi la tutela ecologica e la sicurezza idraulica». Una mala gestione che continua. Dopo la cosiddetta legge Sarno del '98, sono stati finanziati (i dati risalgono al 2007) 2.270 interventi urgenti per la riduzione del rischio idrogeologico. Il tutto è costato 1,7 miliardi di euro. Ma si è trattato perlopiù di interventi strutturali, che spesso e volentieri servono a ricostruire nei territori devastati da qualche frana, qualche alluvione e qualche smottamento. Del tutto - o quasi - assente, invece, la politica di prevenzione. Finisce così che o sull'onda dell'emergenza, o in base a conflitti di competenze, o per privilegiare interventi di cementificazione invece di abbracciare una politica del territorio volta a difendere la naturalità dei corsi dei fiumi e dei torrenti, si mettono in piedi delle opere dannose e costose. Gli esempi non mancano. In Piemonte ci sono delle «chicche». Una riguarda la Val Pellice: a Luserna San Giovanni qualche anno fa si accorsero di aver fatto male nel 2000 una scogliera (mancavano le fondamenta) e per questo l'intervento fu rifatto da capo bruciando un milione e mezzo di euro. Nel 2006 il torrente Maira, affluente sinistro del fiume Po, è stato invece canalizzato: con le cosiddette «gabbionate» e «prismate» (in una parola: cemento) sono stati sostituiti gli argini naturali. L'opera è stata messa in campo per l'emergenza esondazione. Ma il Maira non è a rischio esondazione, ha denunciato all'epoca Legambiente, secondo cui anzi l'intervento ha «ucciso» un ecosistema il cui valore è difficilmente stimabile. La cementificazione, invece, un costo ce l'ha, elevatissimo: 5 milioni di euro solo il primo stralcio. Soldi stanziati dal governo con un decreto d'emergenza e versati attraverso l'intervento della Protezione civile «La Protezione civile va benissimo quando si tratta di intervenire sull'emergenza, per salvare persone e cose o per prevenire nel momento di allerta - osserva Vanda Bonardo presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta - Ma da sempre sosteniamo che non può e non deve occuparsi di politiche di intervento del territorio. Lì serve una pianificazione e per farla ci sono gli enti preposti, come le autorità di bacino».

     


I COMMENTI:
  • 1. Buonasera, ultimamente siamo stati incolpati per un pezzo di terreno che frana sulla strada comunale del ns. paesino. La strada, che risale ai primi anni settanta, è stata fatta espropriando i terreni, chiaramente senza indennizzo, e non mettendo le necessarie barriere di contenimento del terreno che è stato asportato. La parte in causa, alta circa 4 metri dal suolo stradale, ha di fatto solo 2 file di gabbie di pietra posate su un muro di cemento che in totale arrivano a 2 metri circa. Gli altri 2 metri, tagliati di netto e senza contenimento, da tempo erano soggetti ad una erosione lenta de parte delle piogge sempre più insistenti e intense in questi anni. Dopo averlo già segnalato al sindaco del paese, siamo arrivati al punto di dover fare intervenire la Regione Piemonte (chiaramente tutti senza soldi come il Comune) che dopo un sopralluogo ci ha incolpati di avere fatto, poco al di sopra dell’area interessata dalla frana, un semplice orto adibito ovviamente all’attività di coltivazione di ortaggi semplici e non di piantone da frutta o quant’altro. Qualcuno saprebbe darmi una risposta sul concorso di colpe o se vi è capitato qualcosa di simile? Grazie mille. 19-11-2010 19:10 - Massimo
  • Quante frane e quanti terremoti dovranno ancora accadere perchè si MUOVA qualche cosa ?
    Mi viene in mente una poesia di Ungaretti : si sta come d'autunno sugli alberi le foglie... 18-02-2010 15:16 - GB
  • scudo fiscale,condono edilizia,condono fiscale anonimo , devo fare altri esempi ?ci piaceva fare una casetta sulla collina ,magari per andarci solamente qualche domenica ?ci piace avere una villetta proprio sulla spiaggia ?qualche piano sopra per i figli ?i nipoti ect ect ,senza pensare dove costruiamo ? senza avere minima coscienza mentre distruggiamo l'ambiente !!!?? ora celo prendiamo nel sedere ,c'era chi diceva che suo suocero ha perso cinquant'anni di sacrifici ,io non voglio essere cattivo in questo momento traggico ,pero' dovunque guardiamo c'è del marcio ,l'busivismo ,menefreghismo pazzesco ,oltre amministratori locali che senza scrupolo ,e senza coscienza danno concessione edilizia dove non si deve costruire ,anche noi siamo complici del loro menefreghismo ,le conseguenze sono la perdita di tanti anni di sacrificio ,che non potremmo mai ricompensare 18-02-2010 14:55 - vaibarma
  • Era la fine di un mio commento su un vs.articolo contro le centrali atomiche. La trovo sempre più attuale:

    Le infrastrutture pubbliche diventano sempre più fatiscenti, ma gli italiani
    avranno il ponte sullo stretto e 4 belle centrali atomiche. Ecco quest'Italia giocattolo,con i suoi bei pezzi da mettere in mostra, mentre se la tocchi davvero, crolla a pezzi dovunque. 12-07-2009 05:08 - Maura 17-02-2010 23:51 - maura
  • Bene, tutte cose giuste e sacrosante, ma proviamo a fare qualche scenario minimamente realistico e vediamo cosa ne consegue se volessimo veramente mettere in sicurezza il territorio. Ipotesi: siamo in un paesino del sud (ma potrebbe valere anche per il centro-nord, tutto sommato), in un quartiere un po' fuori dal centro. Ci sono delle case, sì effettivamente sono abusive, ma magari già "sanate" con un bel condono; a dire il vero le hanno costruite sul costone di una montagna e magari lì vicino c' è anche un bel torrente, ovviamente maltenuto. L' area è tutta cementificata, gli alberi sono stati tagliati (o magari bruciati? Forse sì: i forestali devono pur lavorare e poi c' era da cambiare il piano regolatore - se esisteva: da terreno agricolo ad edificabile). Ora tutti sanno che talvolta piove e magari arrivano parecchie secchiate d' acqua dal cielo; il torrente potrebbe esondare e travolgere le case; case abusive, per altro, che forse non pagano neppure le tasse nè mai hanno pagato le opere d' urbanizzazione (fatte lo stesso, sia chiaro, altrimenti i "cittadini" protestano!?!) oppure la tassa dei rifiuti. Vabbè, cose che capitano in Italia. Poi magari c' è anche qualche simpaticone di geologo o funzionario (tanto!) naif che getta un po' di allarme sui media; ma chissenefrega: siamo in Italia, nesssun potere fa qualcosa (anche se il suo preciso compito sarebbe proprio quello!). Cosa bisognerebbe fare per risolvere la situazione? La cosa ovvia e saggia sarebbe una sola: tante belle ruspe, fuori le persone dalle abitazioni e giù le case. Si farà mai? Vediamo un po': il signor Sindaco, di destra, sinistra o centro non importa, secondo voi emetterà mai una delibera d' abbattimento? Ci sono le elezioni tra poco: poi chi lo ri-vota? Inoltre i poveracci le cui case verrebbero abbattute dove li mettiamo? In tetto bisogna pur darglielo, anche se provvisorio ma le casse comunali sono già vuote da far paura. La destra? Mah, difficile: tra i costruttori delle case abusive vuoi che non ci sia un "imprenditore" edile amico del "Partito"? Meglio: magari lo finanzia pure, il "Partito". Poi siamo al sud e si sa che le varie mafie / camorre / ndranghete mica si disinteressano di cotanto "bisiniss"! Provate a buttar giù le case costruite da loro, lì proprio dove vive un po' della loro manovalanza (affitto in nero: sia chiaro!): non credete anche voi che s' inbufalirebbero un tantinello? Piccolo particolare: questi qui quando sono nervosi sparano, lupara o kalashnikov fa lo stess! Veniamo ora alla Sinistra:..e no, eh! Subito un bel comitatone di cosiddetti "cittadini", poi la casa è un "diritto" sacrosanto di tutti ma proprio tutti (d' altra parte quando si è abituati ad "okkuparle" le case...). Una bella manifestazione sotto il Municipio, magari si sale sui tetti - prima però si fa un po' di casino in piazza (= uno sciopero con corteo, percorso rigorosamente non autorizzato, i centri sociali in testa e distruggere qualche vetrina di banca o altro, già che ci siamo?!?). Insomma lo capisce anche un bambino che il problema è bello che risolto: In Italia nessuno butterà mai giù le case prima che crollino o vengano sepolte dal fango. L' antifona per me è chiarissima: molto meglio intervenire ex-post, è più pratico: si fa un bel decretone, c' è l' emergenza, arriva (o forse arrivava?) super-B (= Bertolaso) e si mettono a posto le cose. D' altra parte, cerchiamo d' essere pratici: la vita è rischiosa, molto complicata già di suo, ma mica viene giù una montagna al giorno, sebbene le zone ad alto rischio siano innumerevoli nel Belpaese! Come dice la canzone (Radio-Conga): "Qualcuno muore? Vabbè, siamo in tanti...". Dopo la tragedia: tanti bei titoloni su giornali (tra l' altro le tragedie fanno bene alla diffusione: le tirature salgono subito!), dibattiti pubblici, Santoro e similia ci fanno su un bel minestrone dei loro con accuse, contro-accuse, ecc ecc. Porta a Porta dell' ineffabile "W la Sciagura" Vespa fa un bel plasticone della zona con tanto di finta alluvione ... e poi... poi lo psico-nano accusa i PM e la sinistra (il giorno dopo si smentisce, accusando i giornalisti che hanno travisato le sue parole!)... L' IDV e Grillo insultano subito di rimando lo psico-nano. Il PD? Non si capisce cosa dice, come al solito, comunque era dichiarazioni vaghe ed insignificanti! Passata una settimana torna tutto come prima: via le luci della ribalta, chi ha avuto ha avuto ... chi ha dato ha dato... scurdammoce 'o passato... fine delle trasmissioni. Problema: ora che super-B è anche lui fuori dai giochi, chi ci mandiamo?
    PS: per la cronaca e cercando d' essere onesti, sarebbe bene ricordare a tutti che Super-B piaceva molto anche al precedente governo di "mortadella" Prodi... 17-02-2010 21:32 - Fabio Vivian
  • L'Italia è una delle poche nazioni europee dove lo sviluppo urbanistico,non è una esclusiva degli amministratori.
    Negli altri paesi si pianifica e si organizza la vita a seconda dell'esigenza generale.
    In Italia,invece funziona in altro modo.
    I comuni,rilasciano licenze,solo dopo una montagna di burocrazia e i cittadini,spesso invece di fare la trafila,si costruiscono le case abusive e dopo chiedono sanatorie.La legge Bucalossi ha sanato mezza Italia.
    Tutte le città si sono sviluppate in modo anarchico e le amministrazioni si sono ritrovate, dopo anni, interi quartieri abusivi.
    Tutta la cinta delle borgate romane sono state costruite in modo abusivo.
    Trenta anni fa i comunisti italiani lottavano con gli abusivi per far arrivare fogne e servizi.
    L'unione borgate era un'organizzazione del PCI e tutti noi ne facevamo parte.
    Questo paese è cresciuto in questa maniera.
    Ora tutti a fare la bocca storta e far finta di non conoscere la realtà.
    Anche io sono un abusivo.
    Siamo tutti abusivi.
    C'è chi ha costruito sulle terre agricole e chi sulle montagne.
    Chi cammina per la statale, tra Messina e Palermo, vede come stanno appollaiate le case e come ci siamo arrangiati a vivere.
    Ora stanno arrivando i nodi al pettine.
    Ora quelle montagne si sono trasformate in fiumi di fango e portano a valle le nostre case.
    La colpa è di chi ha fatto quelle case,è vero,ma è anche vero che quella gente non ha avuto alcuna controproposta da un governo assente.
    Si sono sempre frecati dei proletari,che questi,hanno pensato di risolversi da soli i problemi.
    Questo è il risultato finale.
    I bacini di contenimento,non fatti o lasciati a metà,sono solo una delle colpe di questi amministratori.Sono la colpa minore.
    Sono il buco al sacco fatto dal topo di turno.
    C'è una responsabilità molto più grande e che non ha scusanti o indulti.
    Il fatto di non aver mai avuto uno stato adeguato all'Europa e al mondo civile.
    Selvaggi,che ci hanno fatto vivere come loro e oggi tutto scivola giù.
    Bertolaso è colpevole,ma come topo di fogna.
    Ben altri lo sono di più.
    Una società che ha costruito il 70%delle case,in modo abusivo e contro tutte le leggi, è una società che non merita perdono.
    Un'intera classe politica,vissuta sull'arbitrio e sul menefrechismo,deve essere messa in galera.
    Altro che la Rodesia o il Congo.
    Siamo in una savana e corriamo come antilopi,sperando di arrivare a sera.
    Anche quell'umbriacone del principe,si sente in diritto di parlare,quando si è a questi livelli.
    Qualcuno,per ridare un po di dignità,dovrebbe spararsi o fare come i giapponesi.
    Le case popolari in Italia sono appena il 5%dell'edilizia.
    In Francia invece sono il 55%
    Invece di far fare queste casacce al popolo,dovevano dare case popolari.
    Dovevano farle loro,come la Francia.
    Se ne sono fregati.
    Ci siamo arrangiati e ecco il risultato.
    Tutti giù per terra! 17-02-2010 17:00 - mariani maurizio
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