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Matteo Bartocci
Editoria, Tremonti tenta il blitz
Doccia fredda giovedì notte in commissione bilancio alla camera sul capitolo editoria. Tremonti ha chiesto e ottenuto la bocciatura e il ritiro di tutti gli emendamenti al «milleproroghe» che fissavano un periodo di transizione minimo (2009 e 2010) prima di passare alle nuove regole sui contributi pubblici ai giornali che prevedranno, almeno nelle intenzioni di palazzo Chigi, meno sprechi, meno furbizie, un taglio agli editori «abusivi» o inesistenti. Una spallata improvvisa nel tentativo di chiudere immediatamente lo spiraglio per una riforma condivisa dal parlamento aperto dalle 345 firme di deputati di tutti i partiti (la maggioranza assoluta). Quasi assente la Lega, poco combattivo il Pdl, le opposizioni sono rimaste da sole a sostenere le ragioni di 92 testate di partito, di cooperativa e no profit. Ma il malessere nella maggioranza è comunque incontenibile, complice anche le prossime regionali e la debolezza del presidente del consiglio. Tanto che ieri mattina sempre alla camera il governo è andato sotto per ben tre volte su ordini del giorno presentati dalle opposizioni. Contestualmente, il governo ha chiesto la convocazione dell'aula della camera per lunedì mattina. Un evento raro che prelude, anche se è presto per dirlo, alla richiesta del voto di fiducia sul «milleproroghe» anche a Montecitorio dopo la prima lettura al senato.E' un blitz in piena regola che dimostra da un lato tutta la forza del governo rispetto al parlamento, dall'altro non nasconde le trattative diverse che, a fari spenti, si vanno facendo su un capitolo così delicato per l'informazione, per i partiti, per l'occupazione di ben 4mila tra giornalisti e poligrafici.La partita non è affatto chiusa, anche per la determinatezza del Pd e di Gianfranco Fini. Non ci sono conferme ufficiali, ma il governo avrebbe ribadito a porte chiuse e a più interlocutori l'offerta di poter rifinanziare subito solo i giornali di partito e rinviare gli altri al futuro regolamento della presidenza del consiglio. Una proposta indecente che per ora è stata respinta anche dall'opposizione come irricevibile. Le pressioni continue, dentro e fuori il parlamento, perché termini questa delicatissima a partita a scacchi giocata sulla pelle viva di giornali e giornalisti si possono risolvere solo nel modo descritto da 345 deputati giovedì, e cioè con un periodo di transizione che consenta di chiudere i bilanci 2009 e di programmare l'accesso al credito, riforma seria delle regole dell'editoria, ripristino del diritto soggettivo per i nuovi soggetti individuati. Gli strumenti e i tempi però sono diversi. Nonostante il voto contrario della commissione bilancio, la strada maestra e più vicina resta quella della modifica del «milleproroghe» che arriverà in aula la settimana prossima. Le camere hanno già approvato, del resto, diversi ordini del giorno bipartisan che impegnano il governo a ripristinare il diritto ai rimborsi diretti per l'editoria. Resta però tutto da vedere se e come intervenire perché il decreto, com'è noto, scade il 28 febbraio e in caso di modifiche dovrebbe tornare al senato per il via libera definitivo. Tremonti, parlando con diversi interlocutori della maggioranza, avrebbe però «ammorbidito» le sue posizioni iniziali. Ma visti i tempi molto stretti ha fatto capire di volere garanzie che non si apra il vaso di Pandora dei vari desiderata parlamentari su questa o su altre questioni. E' un capitolo di questa vicenda che si aprirà (o chiuderà) compiutamente la settimana prossima. Un pronunciamento decisivo, del resto, potrebbe venire dal presidente della camera, che ha dimostrato diverse volte in passato di preferire una «soluzione tampone» prima della necessaria pulizia di furbi e abusivi dagli elenchi pubblici.Altrimenti resta un'altra strada - l'ultima, più lunga e tutta ancora da intraprendere - che è quella del «decreto incentivi» del ministero delle attività produttive (Scajola) che il governo potrebbe varare nelle prossime settimane. Ieri mattina il sottosegretario con delega all'editoria Paolo Bonaiuti ha ricevuto a palazzo Chigi per oltre due ore una delegazione della Federazione nazionale della stampa per fare il punto sulla crisi del settore e la possibile riforma.
«Bonaiuti si è impegnato a incontrare Tremonti per trovare la soluzione già con il decreto milleproroghe - spiega al termine il presidente della Fnsi Roberto Natale - abbiamo però detto a Bonaiuti che non sarebbe giusto riconoscere il diritto soggettivo solo alle testate storiche e a quelle di partito». La prossima settimana ci saranno altri incontri Fnsi-dipartimento per l'editoria proprio per mettere a punto i possibili interventi alla luce dei necessari tagli finanziari nel settore. La posizione del sindacato dei giornalisti è chiara: «I fondi debbono essere ripristinati, garantendo il diritto soggettivo fin qui maturato e, contestualmente, va avviata una incisiva riforma che assicuri trasparenza e rigorosi criteri di effettivo sostegno al pluralismo e all'occupazione», insiste Natale. Un'impostazione condivisa anche da Vincenzo Vita (Pd) e Giuseppe Giulietti (misto): «Il governo assicuri certezze alle imprese e affronti una riforma seria che disboschi, semplifichi e razionalizzi il sistema, da realizzare assicurando anche una corsia preferenziale alle proposte dello stesso governo».
- Ancora una volta assisto al fatto che alle prossime elezioni regionali in lombardia la sinistra si divide facendo il gioco di Formigoni, continuiamo così e ci terremo lo psiconano per altri dieci, venti trenta anni con tutto quello che ne consegue, poi ci lamentiamo .... 21-02-2010 08:21 - Emanuele SalvadÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂ
- credo che il manifesto e gli altri giornali e riviste rimasti di sinistra dovrebbero tentare di sbarcare sul satellite. qualche ora serale di approfondimento su un canale satellitare porterebbe pubblicità ed il denaro sufficiente a sopperire ai mancati introiti causa fascismo di ritorno e crisi della carta stampata 20-02-2010 19:40 - inoka
- non illudiamoci, il superschifoministro non si arrenderà. ed il suo mafiocapo nemmeno: risparmiare sulla pelle del pluralismo.. sulla pelle della democrazia. 20-02-2010 19:30 - iggy
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