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FUORIPAGINA
20/02/2010
  •   |   Kaldor
    Episodi di ordinaria protezione civile

    1. Uno sconfortato dirigente pubblico sull’orlo della crisi di nervi. Gestisce un’unità  non grande, continuamente falcidiata da Bertolaso, che si porta via chi vuole e quando vuole. Sì, perché la legge concede alla protezione civile di prendersi dalle altre amministrazioni chiunque, senza possibilità di dire no. Legge sacrosanta, perché quando c’è un’emergenza cambiano le prioritaria rispetto alla normale amministrazione. Solo che qui non si tratta di trovare rapidissimamente gente da mandare ad aiutare sfollati o terremotati, per la durata dell’emergenza, per poi farli rientrare nei ranghi. Lo sconfortato dirigente mi fa notare che il più delle volte la chiamata alla protezione civile viene giustificata sulla base di emergenze verificatesi quattro, cinque anni prima. Peraltro, a quanto gli risulta, non uno dei suoi è mai stato inviato, anche per un solo giorno, fuori Roma, sul campo. Infatti si tratta di normali funzionari, senza specifiche competenze in materia di protezione civile, ma con due caratteristiche: o svegli, o raccomandati. Sì, perché la protezione civile è ambita: per un funzionario vuol dire circa 300 euro al mese netti in più rispetto alle altre amministrazioni. E, una volta messo piede in protezione civile, nessuno è mai tornato: raro che un’emergenza finisca, tipicamente ogni anno, entro il 31 dicembre, il governo ne approva la proroga…. Così la protezione civile si fa bella a spese delle altre amministrazioni, che vedono partire i migliori (...) e aprirsi voragini nell’ordinaria amministrazione, che non possono essere più colmate, stante il blocco delle assunzioni.

    2. Due miliardi per l’Abruzzo. Spesi: zero. Un sindacalista mi fa scoprire un tesoretto per la ricostruzione, ad oggi quasi due miliardi, dei quali 800 milioni disponibili fin dall’aprile scors1o, dei quali nulla è stato ancora speso. Abbiamo sotto gli occhi le immagini della città di L’Aquila ormai abbandonata, senza che i lavori di ricostruzione siano neanche iniziati. Eppure il decreto legge 28 aprile 2009 (quello sull’Abruzzo) prevedeva, all’articolo 14, che per il quadriennio 2009-2012 il 7% dei fondi disponibili degli enti previdenziali venisse destinato ad investimenti immobiliari per la ricostruzione dell’Abruzzo. Le modalità di impiego dei fondi sarebbero state determinate attraverso ordinanze del Presidente del Consiglio, in veste di titolare delle competenze in materia di protezione civile. In pratica la norma riguarda soprattutto l’Inail che, in questo modo, avrebbe potuto destinare quasi 1 miliardo l’anno ad investimenti immobiliari (sia pure per il tramite di un fondo immobiliare). Già dal 28 aprile poteva dunque essere spesa la quota 2009. Non risulta che un euro sia stato speso, né un progetto avviato. Sono dunque oggi disponibili le quote 2009-2010, per un ammontare di quasi 2 miliardi. Delle necessarie ordinanze del Presidente del Consiglio, nel frattempo, sembra ne sia stata emessa solo una che parla della necessità che gli enti previdenziali realizzino, con i fondi di cui sopra, investimenti che garantiscano la redditività “inclusi gli interventi di ricostruzione e riparazione di immobili” nei comuni terremotati dell’Abruzzo, lasciando dunque intendere che parte delle risorse destinate all’Abruzzo potrebbero trovare altre destinazioni. Viene da chiedersi da un lato quali potranno essere queste altre destinazioni, dall’altro se i ritardi (la paralisi, meglio dire) della ricostruzione non possa dare occasione a qualcuno ben informato di rastrellare macerie nel centro di L’Aquila, per poi venderle a caro prezzo al costituendo fondo immobiliare dell’Inail, con lavori di ricostruzione appaltati poi in emergenza e senza gara a qualche impresa del giro. Pure illazioni forse, ma chi ha detto che a pensar male, a volte, si azzecca?

     

     

    La versione completa dell'articolo su www.sbilanciamoci.info


I COMMENTI:
  • Certo che a pensar male spesso si azzecca! Pensate, se non ci fossero state le intercettazioni tanto contestate dal premier, non avremmo saputo quasi niente. questi lestofanti non hanno neppure la dignità della vergogna! 21-02-2010 20:00 - angievera
  • Provate ad andare a chiedere ai vigili del fuoco; sono loro che hanno lavorato sul serio lontano dalle telecamere, con sempre meno risorse e visibilità.
    Loro sanno come funzionae hanno visto tante cose. Chiedete a loro. 21-02-2010 19:53 - john fultz
  • Bersani e Scajola a San Remo,la nostra politica ha finalmente trovato il posto ideale per esprimersi. 21-02-2010 13:55 - willy
  • Compagni,questa democrazia è morta ,ammazzata da una corruzione e un modo di governare che assomiglia ai peggiori periodi di mafia americana.
    Berlusconi=a Al Capone e i lavoratori italiani come i portuali del Fronte del porto.
    Una italia che non rispetta più la costituzione e fa leggi a persona.
    Una società dove anche il volontariato della protezione civile è in mano ad affaristi che con le loro famiglie controllano i flussi di denaro.
    Mascalzonaggi,mascherati con la politica.
    Berlusconi ha fatto un paese a sua immagine e somiglianza.
    Lui è stato il modello che ha riprodotto all'infinito tutta la classe politica italiana.
    D'Alema e Rutelli,sono diventati come il loro "Master".
    Con una opposizione uguale al governo,siamo tutti nella merda.
    Come essere di sinistra in un mondo di destra?
    Non ho la ricetta,ma penso che rimanere fedeli ai nostri principi e non appoggiare nessun malfattore,sia per noi di sinistra,un arma per non scivolare anche noi nel baratro.
    Siamo in pochi,senza soldi e con un mondo politico ostile.
    Ma dalla nostra parte abbiamo la forza della ragione e sono sicuro che questa forza si trasformerà e tornerà invincibile.
    Resistenza!
    Oggi come ieri,resistenza.
    Come quando tutti andavano a Piazza Venezia a osannare Mussolini.
    Resistenza!
    Come quando Craxi,faceva i soldi e aveva la sua corte di nani,ballerine.
    Resistenza!
    Noi siamo la ragione.
    Se molleremo anche noi,non ci sarà più nessuna ragione.
    Noi siamo i nuovi "templari"della coscienza.
    Anche se ci offendono.
    Anche se ci impediscono di parlare.
    Anche se ci arrestano,dobbiamo resistere.
    Vorrebbero,cancellare la costituzione,perche parla di diritti e di doveri,che una società vera e giusta ha come radici.
    Ma non ci riusciranno.
    Facciamo Resistenza! 21-02-2010 08:15 - maurizio mariani
  • Fa rabbrividire che dal punto di vista istituzionale la protezione civile italiana costituisca un organo paragonabile per la propria indipendenza d'azione (nonche' relativa impunita' evidentemente, essendo organo che opera "legibus solutus") all'agenzia federale russa Olympia che sta realizzando le opere infrastrutturali ed il villaggio olimpico a Sochi (Olimpiadi invernali del 2014). Si noti che Olympia di fatto ha poteri straordinari che le consentono addirittura di espropriare terreni, emettere licenze edilizie in delega ai piani regolatori, etc. Non a caso a guidarla data la delicatezza del ruolo e' stato chiamato Kozak un fedelissimo di Putin ex prefetto per il distretto sud della Russia che comprende appunto Sochi. Dire che l'azione di Olympia generi scandali ed abusi suona quasi banale. Cio' che non suona altrettanto banale e' che il modello istituzionale - o, per meglio dire, extra-istituzionale - adottato per le due agenzie sia cosi' simile nella natura e nelle funzioni. Si pensi a cosa significa gestione degli eventi alla luce di quanto fa Olympia. Significa di fatto rendere permanente per decreti di emergenza un'azione di natura contingente. I territori investiti diventano in questa logica meri ostacoli all'azione. Cio' si verifica al prezzo dell'erosione continua al sistema di cittadinanza, dato che le decisioni degli organi rappresentativi possono venire ribaltate o ignorate. Viste in una prospettiva storica, tali agenzie e tali azioni si svelano ancora maggiormente: basti pensare a come agi' l'agenzia sovietica incaricata di creare la citta' di Togliatti destinata a diventare il centro dell'industria automobilistica dell'URSS (1968). La capeggiava il primo ministro Kosygin; creo' un bacino artificiale per fornire energia al nascente impianto cancellando Stavropol, citta' di 16mila abitanti; Togliatti fu creata dal nulla, nel vuoto pneumatico, grazie alle risorse che l'agenzia aveva il diritto di strappare dagli altri settori ed industrie, compresi i migliori tecnici e specialisti. Come si vede, unisce quella e queste agenzie lo stesso approccio: le persone, il territorio, le comunita' sono considerate come meri ostacoli al disegno innovativo. Essi rappresentano un disvalore rispetto alla volonta' di chi propone il cambiamento. Questa comunanza fra le moderne agenzie e i loro predecessori consente di rifiutarne proprio la conclamata modernita'. Alla luce di cio', si fa strada un quesito vero: dopo il crollo del muro, qual'e' il modello che ha vinto? Quali risposte sono state date alla gente dell'Est che voleva uscire da un modello di relazioni non costituite? 21-02-2010 07:43 - fiorenzo sperotto
  • Durante la mattinata di oggi, sabato 20 febbraio, nel corso della trasmissione " In mancanza di meglio " alla quale collaboro, sulle frequenze di Radio Popolare, ho mandato in onda alcune canzoni di Franco Trincale. Qualcuno di ricorda ancora di lui? Trenta anni fa era molto popolare, e veniva invitato spesso in televisione. Però non si è mai montato la testa, tanto che ancora dieci anni fa durante una manifestazione operaia a Milano l'ho visto che suonava per strada le sue canzoni come un vero cantastorie, di quelli di una volta. Poi ho saputo che nel 2002 un'ordinanza del sindaco di Milano ha vietato quelle esibizioni per disturbo alla quiete pubblica. Evidentamente nella Milano del 21° secolo non c'è più posto per i cantastorie. Le canzoni che ho mandato in onda risalgono al 1996, ma c'èra già tutto : lo strapotere di Berlusconi, i disastri italiani dovuti all'incuria ed al menefreghismo dei politici, l'inquinamento atmosferico, lo scippo e la privatizzazione selvaggia dei servizi pubblici, insomma tutta la rovina della società italiana che ha continuato a progredire inesorabilmente fino ai giorni nostri. Sono passati quindici anni e nulla è cambiato, se non in peggio. I governi di sinistra non sono riusciti a frenare la impressionante deriva a destra del Bel Paese. Come mai ? Mancanza di forza, di decisione, di convinzione, e soprattutto di quelle che durante la Guerra di Spagna venivano chiamate " las pelotas ". Lo scandalo della Protezione Civile è solo la ciliegina sulla torta.
    Bersani, se ci sei, batti un colpo. 20-02-2010 20:34 - gianni
  • io ormai non riesco più ad esprimermi, tanto è lo schifo che provo per queste merdacce. e mi vergogno. 20-02-2010 19:27 - iggy
  • Ora si è capito perchè alla Protezione Civile volevano fare una SPA,per non costringere Bertolaso ad andare fino alla Salaria... 20-02-2010 18:03 - Rodolfo
  • Cari amici parlamentari quando ve ne andate a casa?Lo spreco di denaro pubblico brucia sulla gente che onestamente lavora in pubbliche strutture su cui si abbattono in vario modo le forbici dei governi di turno.
    Siamo al collasso ,non riusciamo a dare nemmeno un approssimativo servizio gratuito a malati ,e quello che si fa é molte volte sostenuto da un extra di lavoro del personale dipendente a spese e sacrifici personali. Basta, chhi ha detto che gli italiani devono mantenere vizi privati?
    CREDO CHE QUESTA CLASSE POLITICA O SI SVEGLIA ,MA CON GRANDE URGENZA,O SE NE VA A CASA SE SBAGLIO IO VADO A CASA O IN GALERA SUBITO,L'ERRORE E' ERRORE SIAMO SERI ,NON POSSIAMO MANTENERE INCAPACI CHE CHIACCHIERANO MENTRE TUTTI ANDIAMO ALLA MALORA ACCIDENTI!
    Ma sapete che progetti per migliorare la vita del popolo,deipiù deboli fra il popolo)diventano in questo paese utopie e restano nei sogni,l'Italia non siete voi,l'Italia siamo noi lavoratori,noi disoccupati,noi che non troviamo un letto in ospedale,noi che potremmo anche marcire tanto siamo reietti nella nostra patria .E allora A CASA VOSTRA A LAVORARE PER UN PEZZO DI PANE 20-02-2010 16:31 - maria.francesca.
  • sto pensando a cosa succederebbe alla nostra democrazia se si arrivasse al default finanziario, o solo vicino. La scusa giusta per interrompere tante libertà, atto che , a forza maggiore verrebbe accettato. 20-02-2010 14:26 - anselmo re.
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  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
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  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
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