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FUORIPAGINA
21/02/2010
  •   |   Daniela Preziosi
    Veltroni alla rivincita, primo colpo a D'Alema

    A un anno esatto dalle dimissioni da segretario, Walter Veltroni, seduto alla presidenza di un auditorium romano, ascolta gli interventi della mattinata fino all'ultimo, quello di Emma Bonino che fortissimamente ha voluto qui accanto a lui. Poi attacca: ringrazia il 'suo' Roberto Morassut, il coordinatore dell'Area democratica del Lazio che ha messo in piedi un'iniziativa sul programma per le regionali. Anche se, dice il deputato, «non tradizionale, chiuso e precostituito» - però è che bello e stampato, un libretto verde che gira in sala, s'intitola «Il Lazio. Una comunità» - . Un'iniziativa importante, dice Veltroni, «è la prima su questo tema, vero?», butta là. A buon intenditor, il partito bersaniano sonnecchia, la minoranza è partita prima nella campagna elettorale. 
    E poi prende la parola e scalda per bene la platea, dove certo prevalgono quelli che non l'hanno mai dimenticato. Non se n'è mai andato, ma questo è il suo ritorno. L'occasione è il seminario della minoranza, che a sua volta si perde in mille rivoli (franceschiniani, mariniani che prendono le distanze, veltroniani), in cui l'ex segretario segna subito una distanza con il suo ex pupillo e successore Franceschini: «Ci siamo arrivati con un processo inusuale, ma siamo giunti ad Emma che è la miglior candidata possibile». Una settimana fa Franceschini aveva detto: «Non l'avrei mai scelta».
    Non si èmai ritirato, si è occupato di conflitto di interessi, delle infiltrazioni per mafia al comune di Fondi, lezioni all'università. Si è concesso a qualche retroscena giornalistico. Ma da ieri è tornato alla vita politica del partito. Guai a dire che fa il leader di una corrente: «Se fosse stata una riunione di corrente non avrei partecipato. Le logiche del correntismo finiscono per avere aspetti grotteschi: ci sono partiti caotici e centralismo democratico nelle correnti». Chiamiamola "area", ha un suo simbolo, è la "D" del Pd ed ha lo stesso ramoscello d'ulivo. E comunque i suoi sono quasi tutti qua. 
    Dopo tanto silenzio, o quasi appunto, è l'occasione per sfoderare tutto l'orgoglio per la sua stagione, quel «modello Roma» iniziato con «Francesco» (Rutelli), proseguito con lui, si poteva dire «sono orgoglioso di essere romano». Oggi è impossibile «sta ormai cambiando il paesaggio culturale della città. Roma si sta arroccando e chiudendo». Il sindaco Gianni Alemanno e i suoi si risentono subito, «insulta la capitale, si vergogni». 
    L'orgoglio veltroniano è un discorso che gli stava qui dall'aprile del 2008, parte da Roma e finisce a quelli che lo hanno portato alle dimissioni: ed è una rivendicazione. «Ho sentito e letto tante stupidaggini, uno dei nostri difetti peggiori è quanto siamo pronti a flagellarci. Abbiamo governato Roma dal '93 e la città è profondamente cambiata. Parliamo di dati e non di opinioni. Nel 2000 la Regione è stata vinta da Storace, non proprio un moderato. Nel 2001 Berlusconi ha vinto le politiche, ma noi abbiamo vinto le comunali, e poi le provinciali. Nel 2005 abbiamo vinto in Regione e l'anno dopo in Campidoglio (lui, con il 61,44 per cento, ndr) con un risultato che, beh, si è visto di peggio. Nel 2008, alle politiche, se i romani volevano essere critici nei miei confronti non avrebbero dato al Pd il 41 per cento». Chi lo ha accusato di aver inanellato sconfitte, sbaglia i conti. Almeno fino al 2008. Veltroni rivendica anche la scelta di Piero Marrazzo, l'ultimo errore che gli mettono sul conto: la sua vicenda umana è dolorosa, ma «quando è arrivato in Regione ha trovato una disastro: voglio ringraziarlo».
    Rivendica tutto. Anche il suo «partito leggero», «i partiti pesanti sono spesso dominati da apparati politici, in certe zone d'Italia un consigliere regionale è padrone del partito». Il finale è una critica all'attuale gestione del partito, «parliamo troppo di tattica». Sulle riforme, avverte, la maggioranza bersaniana (leggi D'Alema) non si illuda di aver vinto la partita: «Vedo in giro una grande nostalgia per le preferenze: non mi associo. Sono uno strumento attraverso il quale la mafia, la camorra, e la 'ndragheta controllano parti del nostro paese». Serve «una riforma in senso maggioritario che favorisca il bipolarismo, secondo il principio del collegio uninominale con primarie obbligatorie per legge». Gianfranco Fini è d'accordo. Emma Bonino è lì e applaude. Altro che Udc e sistema tedesco, «con il proporzionale si tornerebbe a quelle che c'era prima, ma peggio». La 'ditta bersani' è avvertita, l'altro Pd, quello veltroniano, c'è ancora.


I COMMENTI:
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  • CARISSIMI GIORNALISTI DEL WEB JOURNAL- VORREI CAPIRE LA RAGIONE DELLA MESSA IN ARCHIVIO DELL'ARTICOLO INTERESSANTISSIMO <<FUORI PAGINA>> "VELTRONI ALLA RIVINCITA;Primo colpo a D'ALEMA .Forse o sicuramente avete l'ansia delle critiche che quei pochi commenti PUBBLICATI facciano strada e sbocchino alla vera natura dell'argomento che sfocia in una VERITA' BEN ARGOMENTATA . VI lascio cari giornalisti del Web-journal a riflettere sulle vostre decisioni!!!!!!!!!!!. 22-02-2010 14:05 - EUCLIDE

    la redazione: Tutti gli articoli pubblicati passano in archivio dopo un giorno, ora più ora meno, salvo casi molto particolari. L'articolo in questione era stato pubblicato domenica ed è normale che lunedì sia stato sostituito da un altro.
  • Vedo tutto cio' dalla Francia, dove sono da pochi giorni. Unico commento possibile, da una realtà che funziona, ben lontana peraltro dalla perfezione: non voglio tornare mai più. Per la prima volta in vita mia non votero'. Sarà qualunquista, ma l'unica cosa che mi viene in mente davanti ai pollai sempre uguali della patria politica, dopo dieci giorni da studentessa in Francia, e anni di amarezza in Italia, è "Buffoni". 22-02-2010 12:32 - Livia Castelli
  • Della serie "e chi se ne frega" 22-02-2010 11:10 - Andrea
  • Lampante e convincente quadro che spiega il perché il PD non è partito in grado di fare opposizione seria, strutturale, culturale e politica nel paese e nelle piazze limitandosi a politicismi sterili che nella attuale situazione di regime e di emergenza democratica sono nefasti. È richiesta indignazione e rivolta e dai "due" PD abbiamo solo seriosa e pacata alterazione ed altrettanto quieta e "civile" irritazione: come se al governo avessimo seri statisti e non banditi che attentano quotidianamente a Costituzione e convivenza civile minando alle fondamena la tenuta del tessuto demicratico del Paese. Vergogna! 22-02-2010 10:26 - Danilo Marini
  • Un vecchio adagio genovese quando fra due persone che si avvicendano non sono risolutive per i problemi, ma il saldo e' gattopardesco , cioe' lascia le cose come stanno pur nell'illusione del cambiamento detta cosi'<<tra u marsu e a muffa>< traduco<<fra il marcio e la muffa: che novita'!!>>. IL Veltroni che fonda una sua corrente e critica aspramente l' apostata D'Alema: mi correggo di apostati sono tutti e due.Il pd e' gia' un non partito dove ognuno ha la sua verita' e si fanno la guerra , per un posto nelle istituzioni e si dividono questi con il bilancino e hanno resciuscitato il codice Cencelli che da' ad ogni corrente un posto non valutandone le capacita' politiche . VELTRONI non si rende conto di quanto male ha fatto e quanto male sta facendo al suo partito con una politica veltroniana che ha avuto come fine un disastro politico e il fine non ha giustificato la disfatta non solamente del pd suo partito di appartenenza ma fu una catastrofe per tutta la sinistra -centro. Caro Veltroni ti preghiamo di non fare altri disastri politici , fai la cosa giusta: ritirati a vita privata........... 22-02-2010 10:10 - spartaco
  • questo è il guio di questi dirigenti politici non si sentono mai sconfitti.non avvertono mai che non hanno più niente da dire.non si ritirano mai.e il guaio maggiore si fanno articoli su questi pulcinella. 22-02-2010 09:34 - nicolò
  • Non si tratta di D'Alema o Weltroni.
    Non si tratta di scegliere tra un americano e un burocrate pentito della vecchia URSS.
    Questi personaggi,hanno distrutto la sinistra italiana.
    Sia l'americano che il burocrate.
    Tutti e due dovrebbero essere messi fuori e sostituiti con la gente e le associazioni che la gente spontaneamente ha costituito nel paese per il suo progresso.
    I giovani delle scuole con le loro associazioni,comitati e consigli.
    I lavoratori,con i loro sindacati,le loro rappresentanze e i compagni che stanno tutti i giorni nel mondo del lavoro.
    I paesani che difendono le loro terre,gli ambientalisti,gli ecologisti e tutti gli amanti degli animali.
    I scienziati,gli artisti,e tutti quelli che amano la storia e vogliono difendere il nostro paese dalla barbarie.
    Tutti i movimenti,abortisti,dei diritti e che difendono la pace.
    Tutti i senza casa e i senza lavoro che lottano per un diritto costituzionale.
    Con queste realtà,dobbiamo sostrituire i vecchi tromboni,che tanti danni hanno creato alla sinistra.
    Non è una lotta tra due realtà fallimentari.
    Dobbiamo osare.
    Dobbiamo desiderare l'impossibile,in una società come questa.
    Si perchè l'impossibile in una società come questa è possibile in una nuova e più giusta società.
    Noi siamo rivoluzionari!
    In una società vecchia e marcia come questa,c'è bisogno di noi!
    Avanti compagni,è ora di lavorare! 22-02-2010 09:25 - maurizio mariani
  • Veltroni, come D'Alema, Bersani , Fassino e altre migliaia e migliaia di deputati, senatori, governatori, sindaci, presidenti di province, sindacalisti che devono il loro successo in politica ed essere arrivati a ricoprire cariche importanti di potere, unicamente perché scelsero il PCI negli anni della sua grande popolarità. Quando, negli '70 e '80, il PCI e il PSI arrivarono a sfiorare la maggioranza assoluta nel nostro parlamento.Oggi, questi uomini,
    con i loro continui voltafaccia, compromettono ogni possibilità di ricostruire una nuova grande sinistra italiana!
    In Italia, oggi come e più di ieri, c'é bisogno di un nuovo Socialismo, un Socialismo del XXI secolo ! 22-02-2010 08:53 - ermanno
  • Veltroni? Bonino? Che noia mortale. 22-02-2010 08:35 - Piero
  • Vedo con dispiacere che anche nel PD come nella sinistra estrema, invece di combattere il comune nemico preferiscono perdersi in lotte fratricide. Bene, andate avanti così. Ci terremo Berlusconi per altri cinquant' anni. 22-02-2010 05:29 - gianni
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