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FUORIPAGINA
22/02/2010
  •   |   Michelangelo Cocco
    L'Olanda si rompe sul fronte afghano

    Migliaia di civili afghani morti e 1652 soldati occidentali caduti dall'invasione anglo-americana del paese nel 2001. Ma la vittima politicamente più rilevante il conflitto in Afghanistan l'ha fatta ieri mattina quando, dopo un consiglio di gabinetto protrattosi per tutta la notte, il partito laburista olandese ha detto «no» all'estensione della missione a Kabul, è uscito dalla maggioranza e ha buttato giù il governo guidato da Jan Peter Balkenende. È la prima volta da quando, l'11 agosto del 2003, la Nato ha assunto la guida dell'International security assistance force (Isaf) che un esecutivo cade a causa della guerra contro i taleban.
    Balkenende, leader dei cristiano-democratici, voleva assecondare la richiesta dell'Alleanza di mantenere i circa 2.000 soldati olandesi nella provincia di Uruzgan oltre il 31 agosto prossimo, termine fissato dal mandato parlamentare per il loro rientro. 
    Gli olandesi (che finora hanno perso 21 uomini) sono impegnati in una zona dove la guerriglia è forte, mentre in patria cresce l'opposizione a un conflitto in cui - dicono i sondaggi - non crede nemmeno l'elettorato di destra ed estrema destra. 
    Ora i militari dell'Aja dovranno abbandonare l'area di Uruzgan e, anche se ieri la Nato ha provato con un comunicato a rassicurare il popolo afghano, che «deve sapere che la Nato continuerà ad aiutarlo fino a quando sarà necessario», è possibile che il vuoto lasciato dagli olandesi sarà riempito dalle truppe statunitensi, che hanno un approccio decisamente più «combattente». 
    Con i rinforzi approvati dal presidente Usa Obama, entro l'estate sul primo fronte della «guerra al terrorismo» saranno dispiegati circa 100mila militari a stelle e strisce. La Nato però chiede da mesi uno sforzo supplementare (più uomini e mezzi, meno «caveat», cioè limitazioni al loro impiego) agli altri stati membri che schierano «solo» circa 35.000 soldati. 
    In questo quadro quello arrivato ieri dall'Aja è per la Nato è un colpo duro, anche perché si aggiunge alla riluttanza da parte di Francia e Germania ad accrescere il loro impegno all'interno dell'Isaf. 
    Una mazzata che arriva nel pieno dell'operazione «Moshtarak» e va ad aggiungersi alle difficoltà militari incontrate per la resistenza opposta dai taleban nella provincia meridionale di Helmand. 
    E ieri il ministro della difesa Ignazio La Russa ha spiegato che «oggi l'Italia ha la gratitudine della Nato per quello che stiamo facendo. Non credo che ci chiederanno altri sforzi». La Russa ha voluto sottolineare la differenza tra la situazione dell'Olanda e quella italiana, dove alla Camera per l'ultima votazione per il rifinanziamento della missione «non ci sono stati voti contrari». 
    Nonostante la fedeltà assoluta professata dal governo Berlusconi, l'Alleanza atlantica - alle prese con sua prima missione al di fuori dei confini europei - sta mostrando tutti i suoi limiti, militari e politici. 
    E all'Aja la mossa dei laburisti ha innescato un terremoto politico. Le elezioni dovrebbero essere indette in giugno e i sondaggi attribuiscono un paio di seggi in più ai laburisti e uno in meno ai cristiano-democratici. A dominare il voto potrebbe essere il Partito della libertà di Geert Wilders, il leader dell'ultra destra anti-islam. 
    Col governo cade anche il piano di risanamento del bilancio promosso dal ministro delle finanze laburista Wouter Bos, che prevedeva tagli alla spesa pubblica per miliardi di euro.


I COMMENTI:
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  • ma dell invasione sovietica dell afghanistan qualcuno se la ricorda ? 22-02-2010 17:31 - alessandro zonetti
  • Saremo tutti d'accordo(spero)sul principio generale che la guerra è un abominio,un'infamia,un'offesa morale,materiale e spirituale all'essere umano;di fatto,però,la guerra è e continua da millenni,ad essere spessissimo protagonista della storia,giudice e carnefice dei popoli.Il fatto è che più frequentemente di quanto sia legittimo supporre,la guerra resta l'unica via praticabile,e anche se ciò non la giustifica lo stesso,la rende però più comprensibile;ovviamente solo un maniaco omicida potrebbe impudentemente dichiarare di"amare"la guerra,ma nella realtà,a parte rarissime eccezioni,tutte le nazioni,grandi,medie,piccole e persino le infime,destinano alle loro forze armate frazioni(sempre più) considerevoli di risorse.Voler fare finta di niente o scandalizzarsi è inutile,come pure è inutile invocare la"pace nel mondo",quando-oggi ancora più di ieri-sono così diffuse e radicate ingiustizia,ignominia,fanatismo e miseria in misura tale da rendere vano ogni sforzo delle orgnizzazioni nazionali e sovranazionali;è il classico cane che si morde la coda,e a mio modesto avviso,la società mondiale sarà sempre più pervasa e infiltrata dalle cosiddette guerre locali e/o regionali a"bassa intensità",almeno così resteranno fin quando qualcuno non deciderà di trasformarle in guerre ad"alta intensità"e diffuse a macchia di leopardo su tutto il pianeta. 22-02-2010 16:49 - enrico
  • Il fronte imperialista si sta sfaldando.
    Ci sono voluti 9 anni di guerra,per capire che stavano su una strada senza ritorno.
    Nove anni di sangue e morti.Nove anni che hanno accumulato solo odio e rancore.
    Oggi tutti i paesi della Nato sono odiati.
    Nell'Africa,l'Asia,America del centro sud e nella stessa Europa,i soldati della Nato,assomigliano sempre più alle truppe tedesche,nel secondo conflitto mondiale.
    Dopo questa storia,ci vorranno almeno altri nove anni di umilianti scuse,per sperare di ottenere un giorno la stessa credibilità che oggi gode la Germania.
    Vedo per i prossimi anni un grande processo storico che condannerà tutti i stati,comprerso il nostro, di genocidio.
    Una grande sala, dove sfileranno tutti i capi di Stato di questa confederazione imperialista che controlla militarmente e economicamente il mondo di oggi.
    Ma veramente,si sono illusi di continuare a dominare i popoli con la violenza e l'arbitrio?
    Io lo vedo già,il sig. Berlusconi sul banco degli imputati.
    Accusato dai storici e dai popoli oppressi.
    Stanno cadendo le impalcature e miliardi di persone premono ai nostri confini,per entrarvi e riprendersi tutto quello che l'impero gli ha rubato.
    Ogni materia prima che produce questo pianeta è quì.
    Ogni alimento che la terra di questo mondo ci da è nelle nostre tavole.
    Ogni persona che produce ricchezza,lavora per il capitale imperiale.
    Ma fino a quando?
    Per quanto tempo credono di ingannare la gente?
    E' arrivata l'ora dei grandi cambiamenti.
    Chi non capisce questo,domani sarà fuori.
    L'Olanda,stato all'avanguardia di questa vecchia Europa,ha cominciato a capire.
    Tutto cambia.
    Quello che poi muore,non cambia mai! 22-02-2010 16:29 - maurizio mariani
  • Hanno fatto benissimo a levarsi dalle scatole...tanto per quello che facevano....poi ne hanno gia' fin troppi in casa loro di talebani da cui difendersi! 22-02-2010 15:31 - Alberto Ronchi
  • Saranno capaci i nostri di sinistra a fare una lotta seria contro tutte le guerre che sono virus , capaci solamente di uccidere, annullando tutto quello che di umano c'e' ancora di buono e onesto nell'essere umano.L'uomo non e' nato per guerreggiare ma per amare e costruire non distruggere , la Pace e' un dono inestimabile che come la vita e' ineguagliabile , portatrice di progresso e felicita' . 22-02-2010 14:54 - ernesto
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