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FUORIPAGINA
23/02/2010
  •   |   Matteo Bartocci
    Editoria, prime vittime

    Ultima giornata alla camera per salvare i rimborsi pubblici all'editoria politica e no profit Stamattina - subito prima dell'esame in aula degli emendamenti - si vedrà se il fortissimo pressing bipartisan sul governo avrà fatto o meno il suo effetto.
    Intanto, nelle edicole e non solo, il taglio di Tremonti deciso in finanziaria fa le sue prime vittime. Redtv, la televisione (di area dalemiana) del Pd ha avviato le procedure per la cassa integrazione di tutti i dipendenti e la prima cooperativa di giornalisti ha verificato sulla propria pelle l'impossibilità di chiudere i bilanci 2009. E' arrivato in ambienti Mediacoop, infatti, il primo caso di un periodico pubblicato da una cooperativa di giornalisti che ha ricevuto il no della società di revisione in vista della certificazione del bilancio. La prova provata del taglio retroattivo e ingestibile deciso da Tremonti. I revisori non hanno saputo dire se e in quale percentuale appostare in bilancio il contributo pubblico all'editoria e quindi non hanno dato il nulla osta al bilancio. A Redtv, invece, se non ci saranno interventi nel «milleproroghe», dal 1 marzo vanno a casa in cassa integrazione quattordici giornalisti a tempo indeterminato, quattro «precari» e almeno venticinque tra collaboratori e tecnici. Luciano Consoli, presidente del cda, spiega che è una decisione presa «in accordo con i sindacati come misura cautelativa qualora il governo non mantenesse gli impegno assunti sul ripristino del diritto soggettivo».
    Il destino di 92 testate di partito, in cooperativa e no profit, piccoli e grandi, da Avvenire al manifesto, è appeso al filo del decreto milleproroghe in discussione alla camera. Pd e Lega hanno presentato due emendamenti simili che prorogano di due anni il diritto soggettivo ai rimborsi diretti, un periodo di transizione prima della necessaria riforma strutturale che includa solo giornali "veri": «E' giusto fare una selezione - avverte il democratico Pier Paolo Baretta in aula - ma non al punto di salvare solo i giornali politici. Il governo accolga i nostri emendamenti, la copertura dei 70 milioni è compatibile. Oppure faccia la sua proposta e noi la valuteremo. Si può mettere nel conto di non prorogare la libertà di stampa?». Trovare una soluzione dunque spetta innanzitutto a maggioranza e governo. Il decreto scade domenica e in caso di modifiche dovrebbe tornare a palazzo Madama per la lettura definitiva. Ieri il Pd ha iscritto a parlare 200 deputati. «L'ostruzionismo o meno dell'opposizione dipenderà proprio da quello che il governo farà sulla questione dei tagli all'editoria», avverte Baretta. «Sono fiducioso - sottolinea il relatore del provvedimento per la commissione Bilancio, Massimo Polledri (Lega) - mi sembra che ci sia da più parti la volontà di poter risolvere in aula il punto dell'editoria. Ma serve un accordo tra gentiluomini». L'ultima parola oggi a Tremonti.


I COMMENTI:
  • Bravi. Più realisti del re... 24-02-2010 13:54 - Harken
  • SAREBBE UN COLPO DI STATO SE PASSASSE IL DISEGNO PER L'ELIMINAZIONE DELLA STAMPA SENZA PADRONI COME IL MANIFESTO. E' un disegno autoritario del premier che si vuole disfare della stampa non subalterna alle sue volonta' politiche. Anche Mussolini uno dei suoi primi atti scellerati da dittatore fu l'eliminazione della stampa a lui contraria . Bene, cioe' male se un politico come il Berlusca ex piduista,e' fortemente contrario alla liberta' di stampa. Sono convinto che anche nel centro destra ci sono persone amanti della libera circolazione delle idee. Meglio di un pluralismo dell'informazione per far vivere le nostre opinioni e sempre essere informati da ogni angolazione dei fatti socio politici economici, non c'e' che la stampa libera ,non condizionata da editori padroni. Certo che non fanno parte del diritto soggettivo quei finti giornali che non vanno neppure con una copia nelle edicole; quei quotidiani che , non hanno bisogno del finanziamento statale per sopravvivere perche hanno bilanci in attivo. QUESTI giornali non sono da finanziare, ma come dice un vecchio adagio "con l'acqua sporca non si butta anche il bambino". Sono fiducioso , ma e' anche speranzoso che il parlamento faccia un regolamento delle sovvenzioni , degno di un paese come l'Italia che prediliga la stampa riunita in cooperativa, dando un segno di paese moderno e progressista. 24-02-2010 10:32 - euclide
  • Si sono appena rubati 2 miliardi di euro.
    Si stanno sbracciando,a difendere Bertolaso da accuse accompagnate da prove lapalisiane.
    Stanno nascondendo alla gente i rapporti tra mafia e potere.
    Il figlio del sindaco,con papelli e documenti alla mano,non risulta attendibile,quando parla di milioni per Milano 2 e quel suo costruttore.
    Mafiosi a casa di Berlusconi.
    Mafiosi che accusano.
    Tutto il mondo che scivola come una frana infangando i nostri governanti.
    La Tav e i suoi buchi illegali e fuori della sicurezza.
    Le centrali nucleari,che stanno per riempire la nostra terra tremolante.
    Le navi nel mare nostrum.
    I camion della mondezza spediti in Africa.
    I negri affogati e respinti.
    Tutto questo e ancora di più,dovrebbe essere discusso e letto.
    Cosa fa il governo per isabiare tutta questa informazione? Seppellisce i giornali,i giornalisti,i lettori e la notizia stessa sotto un manto di cenere.
    Una falsa stampa comandata da Minun,Giordano,Vespa,Fede,Feltri,quei nuovi leccaculo della RAI e tutta la "merda" con la penna, che ammorba il nostro sistema informativo, è in prima linea a raccontarci cazzate.
    Se chiude anche il Manifesto,io leggerò solo il Granma cubano,con la speranza che parlino del mio paese. 24-02-2010 09:43 - maurizio mariani
  • Vorrei solo dire che mi sono sentita male, nel dover rispondere no alla vostra domanda. Nel mio piccolo sto messa come voi. Non so nemmeno quanto ancora avrò la connessione Internet.
    Resistete. Resistiamo 24-02-2010 01:52 - RP
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