mercoledì 18 settembre 2013
Abbonamenti 2012

 
Forum
 
LA ROTTA D'EUROPA
Le crisi senza Unione
di Rossana Rossanda
OGGI IN EDICOLA
giornale mercoledì 18 settembre 2013
Ottobre 2011
 
 
 
In edicola
dal 18 Ottobre

a 3€ con il manifesto, a 1,70€ più il prezzo del giornale negli altri giorni
 
Tunisia, la vertigine di poter scegliere
di SERGE HALIMI
Fissione nel cuore del nucleare francese
di TRISTAN COLOMA
 
 
Condividi su facebooktwitteraddthis.com
FUORIPAGINA
28/02/2010
  •   |   Alberto Piccinini
    La protesta diventa festa

    «Ci chiedono in tanti 'quanti siamo?'» A metà pomeriggio Gianfranco Mascia - in cravatta viola - è salito sul palco per dare voce alla domanda che in molti si facevano da un po'. Specie se erano arrivati presto, e avevano visto Piazza del Popolo riempirsi di popolo viola lentamente. Molto lentamente. «Ma chissenefrega quanti siamo?» è stata la risposta di Mascia. Che ha ripetuto: «Macchissenefrega? La piazza è piena». E poi: «Siamo almeno quanti erano alla manifestazione per la libertà di stampa. Erano 200.000? Allora siamo 200.000». E così, liquidata l'ansia di prestazione che in genere affligge occasioni del genere, porge il microfono alla folla e intona: «Re-si-sten-za, re-si-stenza». 
    Del Popolo Viola, Mascia è la faccia più conosciuta. In tutto il pomeriggio è salito e sceso dal palco come una trottola, ha risposto a giornalisti, stretto mani, fatti gli onori di casa. Non si può dire che manchi di energia, di un'idea gioiosa della Politica (che raccoglie miti internettistici, buone letture -in questi giorni ce l'aveva in particolare con l'intelligenza collettiva di Levy - vintage pannelliano, cose così). E neppure manca di qualche virtù carismatica. «Scusate - aveva detto qualche prima aprendo la manifestazione - amiamo divertirci, siamo fatti così». E poi: «L'abbiamo già fatta Chi non salta...»?. 
    Però nel lungo pomeriggio di ieri, a Piazza del Popolo abbiamo fatto in tempo a conoscere altri viola. Come Stefano, per il quale la Costituzione è Innanzitutto un libro «me-ra-vi-glio-so». «Per mie vicende personali l'ho letto soltanto un anno fa - ha proclamato dal palco - E adesso vi dico: le-gge-te-lo! Perché sembra un libro religioso, perché parla della felicità...». Come la giovanissima universitaria Giulia, che ha letto una lunga lettera all'«Illustre signor presidente» Napolitano. «Siamo gli studenti di oggi, e i lavoratori di domani. Anzi no, i precari di domani...».
    Ma il viola ad honorem più incredibile di tutti è stato Mario Monicelli. Il regista è arrivato a sorpresa sul palco per dire che «Bisogna spazzare via tutte le classi dirigenti e non solo nella politica, ma anche negli altri campi, nella sanità, nell'istruzione...». Quella un tempo che sarebbe stata una situazione da commedia, era tutt'altro che una battuta, e tutt'altro che una commedia: «Spazzare via tutti. Mettere al loro posto giovani... - qui Monicelli si è corretto - e anche vecchi che abbiamo qualcosa da dire». L'altro grande vecchio Giorgio Bocca, invece, era registrato via telefono: «I consigli che posso darvi sono tutti sbagliati - ha detto rivolgendosi carinamente al popolo Viola e a chi è in cerca di viatici per il futuro - L'unica cosa è affidarsi ai sentimenti».
    Affidarsi ai sentimenti. Lambret Twist del Quartetto Cetra, Mexico e nuvole di Jannacci, i Madness e i Casino Royale mischiati dai d.j. romani di Toretta Style (quelli che vent'anni fa insegnarono ai ragazzi dei centri sociali a ballare sulle sigle dei cartoon giapponesi), riapparsi sulla sinistra del palco a dare la colonna sonora del pomeriggio. In giro sciarpe, cappelli, scarpe, maglioni. Viola. Le felpe viola con il "Basta!" di Mafalda stampato sopra. Gli sms proiettati sul vidiwall, ed evocati per tutto il pomeriggio: «Scriveteci a cosa dite basta e a cosa dite ancora». Due partigiani col fazzoletto dell'Anpi che sembravano usciti da un disegno di Altan. Uno striscione di Lotta Continua. I ragazzi in giro a fare colletta («manifestazione autoconvocata e autofinanziata»). 
    Un gruppo di ragazzi travestiti da galeotti con la faccia mascherata da Berlusconi. Il cartello con la silhouette nera di Falcone e Borsellino; una targa stradale distribuita a mo' di volantino con su scritto: «via Giorgio Ambrosoli, cittadino onesto». 
    Un "pantheon" incerto, eclettico, disponibile alle variazioni all'ultimo minuto. Ho visto un re di Fo-Jannacci. Una certa aria complessiva da varietà satirico di sinistra. Sentito dal palco: «Ricordiamo che allo stand potete ritirare i certificati di legittimo impedimento...». Poi, il citofonista della Dandini, Andrea Rivera, ancora dal palco, macina battute politiche a buon mercato: «Fastweb a chi ha fatto fare la pubblicità? A Valentino Rossi, un evasore fiscale». 
    Sempre dal palco, la richiesta ripetuta più volte da Mascia, con gentilezza ma fermezza: «Per favore, preghiamo le bandiere di partito di mettersi dietro, e lasciare lo spazio davanti al palco alle bandiere viola». Per la cronaca, si sono spostate giusto un gruppo di bandiere bianche dell'Idv. Al centro della piazza c'era lo striscione del Pd Trastevere, e molte bandierine di Rifondazione e Sinistra e Libertà si spostavano qua e là. 
    Uno striscione viola intanto urlava: «Berlusconi delinquente, non sei il nostro presidente». Quello di un signore solitario, un po' defilato dalla piazza, diceva: «D'Alema Vancouver». Ma alla fine, Piazza del Popolo Viola è stata ben disposta ad applaudire le star, come Marco Travaglio collegato via webcam, che indovinava «scricchiolii importanti» e «un clima che fa pensare al '92». E ad applaudire ugualmente il signore mascherato da magistrato che si è lungamente esibito ad uso delle (non molte) telecamere presenti, a fianco dei giocolieri con la maglietta "grilli romani". Più o meno come succede tutti i giorni su facebook. 
    E a tutti quelli che di nascosto storcevano il naso rispondeva una voce dal palco: «La novità oggi è che il discorso siamo noi». 

     

    Guarda l'intervento di Norma Rangeri alla manifestazione

     


I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
  • Mah, io non condividerei tanto l'entusiasmo dell'autore dell'articolo. Ho dato un'occhiata alle prime pagine del principali quotidiani italiani di domenica 28 febbraio. Quesi tutti aprivano con il terremoto in Cile, a parte i soliti" il Manifesto ", " Liberazione " e " L'Unità " Tutti gli altri, meno " La Repubblica " relegavano il cosiddetto popolo viola in un trafiletto in ultima pagina. Idem per la radio e la televisione, con le solite rarissime eccezioni. Morale : il popolo viola non l'ha cagato quasi nessuno, e la manifestazione di domenica è stata assolutamente autoreferenziale, e per dare fastidio al nano malefico ci vuole altro. 01-03-2010 00:19 - gianni
  • ad enrico....solo una precisazione...il viola è TUTT'ALTRO che funereo! Nelle discipline orientali è il colore del settimo CHAKRA che è l'espressione massima di apertura della personalità e di congiunzione col DIVINO. Da noi ha ssunto una cazzo di simbologia di merda grazie ai papi (guarda un pò che parola coincidente... ahahah) che durante il periodo di quaresima mostravano i drappi Viola alle finestre e non si potevano fare spettacoli e così....il viola porta sfiga! ma non direi proprio! Davide da ROma 01-03-2010 00:01 - Davide
  • Che tristezza. E non e` solo il rimpianto della bandiera rossa. E' che e` tutto alquanto autoreferenziale. Oggi diciamo NO, domani non accade nulla ma l'importante e` lo sfogo. Il momento ludico. 'Sto Mascia, poi, che urla dal palco "vogliamo divertirci" a me sembra un vocalist da discoteca di provincia.
    Ma a nessuno viene in mente che Berlusconi e` il figlio diretto e legittimo di tutto quest'odio popolare (e populista) per la politica dei partiti?? Che il nano storicamente e` nato e cresciuto sul vuoto lasciato da Mani Pulite??
    Certo, la forma partito e` marcia; ma anche il movimentismo ha poco da dire ormai, mi pare. Compagni, non si da` scorciatoia possibile: bisogna ripensare l'organizzazione, la struttura su cui costruire una politica. Difficile? Ovviamente si`, ma forse nel medio-lungo termine piu` esaltante del "Chi non salta..." (peraltro riproposto dai destri, dai fascisti e dai vari tifosi da stadio). Che tristezza. 28-02-2010 23:47 - agape
  • Mi sembravano molti di meno. 28-02-2010 18:39 - toro seduto
  • x enrico e tutti quelli che da sinistra la pensano sempre "più avanti" degli altri: l'operazione distruttiva della sinistra non è ancora compiuta, dai, ancora un piccolo sforzo... Noi viola intanto festeggiamo, molte energie giovani che hanno voglia di fare e divertirsi non sono un metodo ortodosso nella politica e posso spiazzare, ma se non credete che siano loro la nostra ultima speranza allora divertitevi pure in salotto con gli amici della defilippi. Quelli sono rassicuranti e molto azzurri, un colore tuttaltro che funereo! 28-02-2010 17:22 - stefano
  • Io sono sempre stato scarsamente attratto da goliardate e sceneggiate varie,fin da quando avevo l'età per poterle apprezzare;ora che non ho più l'età mi rendo conto che avevo ragione a non condividere certi comportamenti,e questo non perchè sia un tipo serioso o scontroso,tutt'altro,ma la componentistica per divertirmi penso che sia in altre situazioni,come per l'appunto in queste manifestazioni"viola"(che peraltro come colore ha un che di funereo).Ora,che sia giusto che ci sia chi dissente da un governo e da esponenti politici lo capisco,ma che si debbano innalzare sugli altari personaggi che molto difficilmente sarebbero in grado di fare qualcosa di concreto e utile alla collettività,no,proprio non lo capisco;ammetto che chi crede di essere in procinto di annegare tenti di aggrapparsi a qualsiasi cosa pur di non sprofondare,ma buttarsi su di un'ancora non mi pare il modo migliore per sopravvivere. 28-02-2010 15:47 - enrico
I COMMENTI:
  pagina:  2/2  | prima  | precedente
INVIA UN COMMENTO
* richiesto
Nome   *
E-mail  
Immagine CAPTCHA per prevenire lo SPAM
Se non riesci a leggere la parola, clicca qui.
Codice   *
Commento   *
 
INDICE
freccia
ottobre 2011 [ 106 ]
freccia
freccia
agosto 2011 [ 112 ]
freccia
luglio 2011 [ 111 ]
freccia
giugno 2011 [ 129 ]
freccia
maggio 2011 [ 132 ]
freccia
aprile 2011 [ 100 ]
freccia
marzo 2011 [ 99 ]
freccia
freccia
gennaio 2011 [ 100 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
marzo 2010 [ 62 ]
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
freccia
TERRA TERRA
  • Bob Lutz in Gm, l'eterno ritorno
    Bob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili. 
    7 novembre 2011
  • Lezioni di dissenso
    Domenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.
     
    7 novembre 2011
MANIFESTO BLOG
ANTIVIOLENZA Luisa Betti
freccia
NAPOLI CENTRALE Francesca Pilla
freccia
LO SCIENZIATO BORDERLINE Massimo Zucchetti
freccia
LOSANGELISTA Luca Celada
freccia
FRANCIAEUROPA Anna Maria Merlo
freccia
POLTERGEIST Nefeli Misuraca
freccia
QUINTOSTATO Roberto Ciccarelli
freccia
NUVOLETTA ROSSA Andrea Voglino
freccia
STREET POLITICS Giuseppe Acconcia
freccia
AUTOCRITICA Francesco Paternò
freccia
HORROR VACUO Filippo Brunamonti
freccia
ANZIPARLA Giulia Siviero
freccia
  • La foto
    di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
POPOCATÉPETL Gianni Proiettis
freccia
SERVIZI