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FUORIPAGINA
03/03/2010
  •   |   Maria Luisa Boccia
    Carla Lonzi: fare differenza

    Per la prima volta l’opera di Carla Lonzi viene riproposta in una nuova edizione, in tutto fedele a quella originale. Nel primo volumesono raccolti gli scritti a sua firma, composti tra il 1970 e il 1972, e quelli a firma del gruppo femminista Rivolta Femminile, la cui stesura si deve sempre alla sua mano.
    Nella primavera del 1970 a Roma si ritrovano per giorni e giorni tre donne, Carla Accardi, Elvira Banotti e Carla Lonzi, per il bisogno di esprimere l’emozione e lo scatto di coscienza provocati in loro dalla ripresa del femminismo nel mondo. È Lonzi a scrivere il testo, scandendo in frasi concise e folgoranti quelli che saranno i principali temi del neofemminismo. Con la pubblicazione nel luglio del Manifesto di Rivolta Femminile si formano i primi gruppi di Rivolta, prima a Roma e Milano poi in molte altre città, attorno alla pratica, lì enunciata, del separatismo e dell’autocoscienza. Nell’estate dello stesso anno Lonzi scrive Sputiamo su Hegel, titolo irriverente di congedo dalla cultura patriarcale. Un invito rivolto innanzitutto a quelle femministe che, per la propria liberazione, si affidano più alle teorie e forme di lotta degli uomini che non alla riflessione su di sé.
    Per Lonzi questo congedo è innanzitutto un cambiamento di vita netto e radicale. Segnato soprattutto dal rifiuto dell’emancipazione. Interrompe la professione di critica e per tutta la vita dedicherà se stessa alla pratica femminista. Alla scrittura, alla casa editrice di Rivolta, alle riunioni dei gruppi di autocoscienza, ai rapporti con le tante donne che, soprattutto attraverso gli scritti, entrano in contatto con Rivolta Femminile. Sul piano privato questo comporta la dipendenza economica da Pietro Consagra, una scelta tutt’altro che indolore, oggetto di critiche e riserve, poco o nulla compresa nel femminismo. Ma alla quale rimane sempre aderente, in modo convinto.

     

    Il testo completo di Maria Luisa Boccia sul manifesto di giovedì 4 marzo

     

    Da venerdì a domenica un convegno alla Casa delle donne di Roma

    Nata a Firenze nel 1931, morta precocemente nel 1982, Carla Lonzi è stata protagonista cruciale del femminismo italiano.

    Un convegno alla Casa internazionale delle donne di RomaTaci anzi parla. Carla Lonzi e l’arte del femminismo, da venerdì 5 a domenica 7 marzo la ricorda nel duplice aspetto di critica d’arte e di teorica e militante femminista, mettendone a fuoco l’invenzione dell’autocoscienza, la pratica artistica come percorso di rottura, il legame fra esperienza e parola.

    Il convegno si apre venerdì pomeriggio alle 14 con i saluti di Edda Billi, Costanza Fanelli, Cecilia D’Elia e Battista Lena e la prima sessione, relatrici Ida Dominijanni e Laura Iamurri, discussant Monica Farnetti, interventi di Mario Tronti, Liliana Allena, Beatrice Busi. Alle 19 la seconda sessione, con Lucia Soleri e Giovanna Olivieri.

    Sabato relazioni di Maria Luisa Boccia e Manuela Fraire, discussant Michela Pereira, interventi di Rita Corsi e Federica Paoli. Nel pomeriggio introducono Francesco Verdella e Federica Giardini, discute Monica Storini, intervengono Silvia Bordini, Stefano Ciccone, Judith Russi Kirshner.

    Domenica mattina tavola rotonda finale con Boccia, D’Elia, Farnetti, Iamurri, Annarosa Buttarelli, Gabriella Bonacchi. Sabato sera alle 20 la proiezione di «Alzare il cielo», un film di Loredana Rotondo, realizzato nel 2002 per la Rai con la regia di Gianna Mazzini.

     


I COMMENTI:
  • Su una nave che affonda non ci sono femministe. 04-03-2010 12:40 - saila

    Sarà, ma io non dimenticherò mai che durante la Resistenza tra i partigiani c'erano anche le donne non solo come staffette, ma anche come combattenti, hanno corso gli stessi rischi degli uomini, alcune di loro sono cadute in battaglia o condannate a morte dai nazifascisti per darci la libertà.
    Quanto al femminismo, avrà avuto anche degli eccessi al suo interno, ma combattendo per la dignità delle donne da una millenaria condizione di minorità sociale, ha contribuito alla causa progressista. Non lo dimenticherò mai. 04-03-2010 17:10 - paolo1984
  • Su una nave che affonda non ci sono femministe. 04-03-2010 12:40 - saila
  • Carla è stata una meteora che in soli 50 anni di vita,ci ha dato di più di mille Andreotti,messi insieme in una sola vita.
    Ha combattuto per dare dignità alle donne.
    Tutte le donne dovrebbero essere riconoscenti a questa Carla,che come la mia Carla dei libri,ci ha dato tanto anche a noi maschietti.
    Ci hanno fatto capire che l'etica borghese è una merda!
    Onore a Carla! 04-03-2010 11:30 - maurizio mariani
  • Ho molto rispetto per Carla Lonzi, il femminismo della differenza, e anche per il femminismo "emancipazionista".
    ho molta ammirazione per l'esperienza femminista in generale perchè sono convinto che la mentalità patriarcale sia il principale nemico di uomini e donne. 04-03-2010 00:24 - paolo1984
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