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Micaela Bongi
Il Quirinale scalda il pasticcio
Attacco alla democrazia. Regime. Dittatura. Golpe. Quando, alle 19.30, sulle agenzie escono le anticipazioni del decreto «interpretativo» del governo sulla presentazione delle liste elettorali che sarà approvato due ore dopo, nell'opposizione è un crescendo. Il decreto ancora non c'è. Non è nemmeno in discussione in consiglio dei ministri, perché la riunione non è ancora cominciato. In un primo momento, dopo l'ennesimo vertice di maggioranza fiume a palazzo Grazioli, con i ministri Calderoli, Maroni, Alfano, La Russa, Matteoli, viene convocato per le 18, poi si fa slittare alle 19.30. Ma passa un'altra ora e non accade nulla. Segno, sembrerebbe, che il governo ha fatto filtrare i possibili contenuti del provvedimento d'urgenza «per vedere l'effetto che fa». E l'effetto è pessimo, perché con la singolare formula del decreto «interpretativo» e non «innovativo» si prevede il ripescaggio delle liste escluse di fatto riaprendo i termini per la loro presentazione (ma solo per quanto riguarda Lazio e Lombardia, 24 per «sanare eventuali irregolarità»), cioè l'ipotesi stoppata giovedì dal capo dello stato Giorgio Napolitano. Che già nei giorni precedenti invitava a aspettare la risposta della magistratura.
A sera, il risultato del «lungo lavoro di mediazione» che - si dice nel Pdl - è stato portato avanti per tutta la giornata, non si vede. In mattinata Gianni Letta si intrattiene per qualche minuto con Napolitano nel corso di una cerimonia al Quirinale, per parlare del «pasticcio» delle regionali. Anche Gianfranco Fini è attaccato al telefono. Lo scopo, preme far sapere alla destra, è quello di arrivare a un testo condiviso con l'opposizione e ovviamente accettabile per il presidente della repubblica. Ma alle nove di sera l'obiettivo, per quanto riguarda l'opposizione, è lontanissimo e non sembra a portata di mano. L'Italia dei valori è già pronta a scendere in piazza e anzi Antonio Di Pietro non vedrebbe male un intervento delle forze armate per «fermare il dittatore». Dice picche, convinto, il Pd. Lo dice, però in modo più sfumato, l'Udc. Il Quirinale - i cui tecnici, secondo le indiscrezioni, sarebbero in stretto contatto per tutta la giornata con gli addetti del Pdl - è comunque pronto a valutare un testo ma solo se meramente «interpretativo», da adottare d'urgenza per arrivare, si spiega, a una rapida e certa modalità di svolgimento delle elezioni. Insomma, il capo dello stato è comunque pronto alla soluzione del «pasticcio» anche per decreto. Eppure giovedì il muro alzato dall'opposizione sembrava troppo alto anche per il Colle più alto, che dopo l'incontro con Silvio Berlusconi aveva opposto un secco «no comment»..
Nel corso della serata di ieri, i contatti tra Palazzo Chigi e Quirinale sono costanti. Si prende tempo, si dice che la bozza è ancora in limatura, anzi sembra che le bozze siano in realtà più d'una. Poco prima delle nove di sera Silvio Berlusconi si collega in videoconferenza con Bari, dove è in corso un'iniziativa a sostegno del candidato del Pdl in Puglia Rocco Palese, e riferisce: «Sono uscito dal consiglio dei ministri dove stiamo facendo un decreto legge interpretativo delle norme che attengono alle elezioni, e in questo modo speriamo di poter ritornare a dare il diritto di voto anche ai nostri elettori del Lazio e della Lombardia». La riunione sta cominciando proprio in quei minuti. Nel frattempo, di fronte alla piega che la prova di forza del governo sta prendendo, il Cavaliere coglie anche l'occasione per attaccare «la sinistra» che vuole «uno stato di polizia tributaria».
In consiglio dei ministri non serve nemmeno discutere più di tanto. Lo si è già fatto per tutto il giorno. E così, poco prima delle dieci, il decreto salva-liste, pardon, per «il regolare svolgimento delle elezioni», viene approvato. Escono i ministri, si dicono soddisfatti, il titolare del Viminale Roberto Maroni, dopo aver detto per giorni che era impossibile intervenire con un decreto per condonare le irregolarità, deve precisare che non c'è nessuna modifica della legge elettorale e non si riaprono i termini per la presentazione delle liste. Una prevaricazione rispetto ai Tar di Lazio e Lombardia? Figurarsi: a questo punto, non si risparmia il ministro, «valuteranno serenamente».
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Basta, è ora di finirla! 07-03-2010 13:02 - roberto verdi
Un pessimo presidente della repubblica. Per il regime è l'ideale. 07-03-2010 11:29 - gianni54
firmato un decreto solo nel caso
che fosse condiviso anche dall'opposizione, cosa che non è
avvenuta, ma Giorgio ha firmato,
dimostrando di non essere nè garante, nè custode della costituzione, ma solo un firmatutto di qualsiasi berlusconata. 07-03-2010 11:26 - Luigi Martinetti
Leggi Ad Personam (l'ex Cirielli del 2005, l’indulto del 2006 e il “lodo” Alfano del 2008), decreti notturni "interpretativi" salva liste PdL, attacchi continui e delegittimatori verso il potere politico, censure in tv e sul web, norme razziali anti-immigrati, condoni fiscali per gli evasori (lo scudo fiscale) sono solo alcuni emblematici esempi devastazione e demolizione di uno Stato di Diritto che ormai non c'è più.
Ora le leggi non vengono più emanate dal parlamento, ma vengono definite dal governo di volta in volta a seconda di quella più opportuna che consenta a Berlusconi di mantenere il proprio potere.
Il potere di Berlusconi non viene più legittimato dai voti del popolo, ma dai decreti che lui stesso emana, con il preoccupante e sconcertante avvallo del presidente della repubblica Napolitato.
Siamo arrivati al punto che Berlusconi, dopo aver varato le sue leggi Ad Personam per difendersi dalle sentenze della magistratura per i crimini da lui commessi, ora vara le leggi Ad Partitum!
Leggi che salvaguardano gli errori e i ritardi nella presentazione delle liste PdL per le elezioni regionali 2010.
Siamo sempre più in un clima di conclamato regime in cui il premier dopo aver bloccato i propri processi attraverso leggine ad hoc, dopo aver delegittimato il potere guidiziario, dopo aver bloccato (o meglio censurato) i talk show politici prima delle elezioni (pur rispettando la par conditio), arriva a sconvolgere l'assetto delle liste elettorali del PdL per nuovamente assicurarsi e "legittimarsi" il proprio potere politico.
Questo periodo politico, se osservato contemporaneamente con il momento economico che sta passando il paese, assomiglia sempre di più al periodo storico che ha portato all'avvento del fascismo in Italia negli anni 20 del secolo appena finito.
Ora che cosa ci dovremmo aspettare se il PdL dovesse perdere le prossime elezioni? Non oso pensare al peggio perchè il peggio significa rivolta civile!
Fondatore del gruppo su face book “Io mi oppongo al Regime Dittatoriale di Berlusconi!!!”
http://www.facebook.com/group.php?gid=347094143818&ref=search&sid=1436710079.3264906724..1
http://matrix-press.blogspot.com/ 07-03-2010 11:07 - matrix-press
30 ottobre 1922
legge Acerbo del 1923
10 giugno 1924
3 gennaio 1925
Napolitano ha combattuto perchè queste date mai abbiano a essere riscritte, e ora capitola?
Hindenburg ha fatto lo stesso il 30 gennaio del 1933, e mal ne ha incolto al mondo, per 12 lunghissimi anni di barbarie.
Mundus transit et concupiscentia eius 07-03-2010 10:13 - lionheart
Berlusconi ha pensato bene di fare una forzatura.
Questo, è l'anno dell'attacco alla Costituzione.
Non è solo Berlusconi che lo vuole.
Ci sono la Merce gaglia con tutta la confindustria.
Ci sono i poteri forti, che sono stanchi di questa democrazia tutta spostata a sinistra.
Ci sono anche magistrati che non la pensano come i più.
C'è un clero che non vuole una chiesa spostata verso le borgate e gli estracomunitari.
Insomma ci sono tanti a spingere Berlusconi.
Lui da solo non sarebbe in grado neanche di pensare una cosa come questa.
A lui personalmente,quello che più gli interessa sono i suoi affari.
Ma Berlusconi deve dare a Cesare,quello che è di Cesare.
La confindustria vuole queste riforme e le vuole ora.
Il tempo stringe e l'Italia si trova spiazzata con un sindacato come la CGIL e con uno zoccolo duro di intellettuali e di lavoratori che non si sono dimenticati della lotta di classe.
Vogliono risultati subito e ora bisogna fare gli sgambetti.
Non era il panino che ha impedito al politico del PDL a presentare le liste.
Neanche sono stati i nomi mancanti della Lega a impedire alla lista di Formiconi,di essere presentata.
Tutto fumo per non far vedere dove sta andando il paese.
Io non sono un intellettuale e non ho studiato strategie politiche,ma sono abbastanza attento nel vedere chi tira le fila.
Siamo a uno scontro tra classe operaia e padroni.
I preti stanno con gli operai e allora ecco la smerdata pedofila.
Marazzo voleva aiutare le categorie proletarie con un sussidio,ecco che la cocaina e i viados lo hanno impedito.
Sono tutti contro la classe lavoratrice e chi non lo è, deve essere massacrato con indagini personali fatte da mafiosi spacciati da giornalisti.
La politica di questo paese è una punta di diamante per tutta l'Europa e per il mondo.
Bisogna distruggere il più grande movimento di sinistra che l'occidente industriale ha nel suo seno.
Noi italiani siamo stati capaci di fare il più grande partito comunista di tutto l'occidente e oggi anche se morto per infezione interna,rimangono milioni di lavoratori con un bagaglio culturale e di lotta che mette paura!
Il presidente della repubblica,oggi è mancato al suo dettato e questo lo mette nella lista dei distruttori.
Compagni,ne abbiamo tanti di nemici e non credete che Berlusconi è l'unico.
Lui è quello che appare dalla nave,ma se continuamo a fare finta di nulla presto ci scontreremo con quello che sta sotto.
Propongo a tutti i compagni di indagare,osservare,vedere quello che stanno facendo.
Non fate passare sotto gamba questa scorrettezza,perche è la prima spinta che prendiamo.
Ne faranno altre per vedere se siamo pecore.
Come i bulletti che ti spingono per metterti sotto.
Questa cosa e patetica!
In non ci sto.
Alla prima spinta,sparo! 07-03-2010 10:09 - mariani maurizio
Constato che la legge non è uguale per tutti.
La lista del Partito Comunista dei lavoratori è stata esclusa in Calabria, non perchè non avesse il numero sufficente di firme e non le avesse presentate in tempo, ma per un vizio di forma dovuto al cambiamento dell'ultimo minuto della legge elettorale calabrese, cabiamento poi non ammesso.
Ovviamente questa lista non verrà ripescata.
I sigori di cui sopra invece, dopo aver promosso leggi elettorali porcheria che ammazzano la partecipazione elettorale e limitano la libertà di espressione dei cittadini, cialtroni come sono, rimangono impigliati nei loro stessi trucchi e allora cambiano le regole a partita in corso.
Se fossero gente più seria si tratterebbe della "rivoluzione dall'alto" delle classi dominanti di gramsciana memoria.
Ma qui siamo in presenza di stupidi pericolosi, di cui spesso sono piene le dittature.
L'unico modo di sconfiggerli è la rivoluzione dal basso, quella dei lavoratori, l'unica che possa ripristinare gli elementari diritti democratici violati nel nostro paese. 07-03-2010 09:20 - Federico Bacchiocchi