-
|
Alessandro Sterlacchini
Tecnologie verdi, regioni italiane in forte ritardo
Le innovazioni tecnologiche finalizzate alla tutela dell'ambiente dovrebbero assumere un ruolo chiave nella politica economica di qualsiasi governo. Persino gli economisti più ortodossi riconoscono che, in questi ambiti, il mercato lasciato a sé stesso fallisce: le esternalità positive che caratterizzano la produzione di nuove conoscenze danno luogo ad un livello di attività inventive inferiore a quello ottimale, mentre le esternalità negative associate all'inquinamento inducono un eccesso di comportamenti che peggiorano la qualità dell'ambiente. Nel primo caso, le imprese tendono a investire poche risorse mentre nel secondo non si preoccupano di ridurre gli impatti ambientali negativi (scaricando sul resto della società i relativi costi). Di conseguenza, non occorre essere iscritti al partito degli economisti eterodossi per sostenere la necessità di un forte intervento pubblico a favore delle cosiddette eco-innovazioni. Tra l'altro, in presenza di una crisi epocale come l'attuale, politiche pubbliche di tale natura favorirebbero anche lo sviluppo di nuovi settori e, quindi, nuove opportunità di investimento e creazione di posti di lavoro.
Il ruolo degli interventi pubblici nella produzione di invenzioni riferite alle energie rinnovabili è stato enfatizzato in un lavoro di Johnstone, Hascic e Popp, pubblicato nel gennaio 2008. Gli autori hanno esaminato, per 25 paesi, le domande di brevetto, depositate dal 1978 al 2003 all'Ufficio Europeo dei Brevetti, riguardanti diverse tecnologie riconducibili alle fonti rinnovabili (solare, eolica, geotermica, ecc.) nonché al trattamento dei residui dei processi energetici. Mentre fino al 1995 le domande annuali di brevetto erano circa 140, negli anni successivi sono notevolmente aumentate raggiungendo nel 2003 le 440 unità. L'espansione ha riguardato, in modo particolare, le tecnologie relative alle energie solari ed eoliche e al trattamento dei residui. L'analisi econometria mostra che tale espansione è stata positivamente influenzata dalle politiche pubbliche adottate, in anni diversi, nei diversi paesi considerati.
L'Italia, come purtroppo era facile attendersi, non esce bene da questa analisi. Considerando il numero annuale di eco-invenzioni per unità di Pil, essa figura al 12° posto tra i 16 paesi dell'Unione Europea che sono stati considerati. Ciò potrebbe dipendere dal fatto che l'Italia, essendo un paese tecnologicamente debole, ricorre comunque poco ai brevetti europei, a prescindere dal tipo di tecnologia. Tuttavia, anche se si guarda alle percentuali di eco-innovazioni sul totale delle domande di brevetto presentate dai diversi paesi, il nostro risulta sempre nelle ultime posizioni. Emblematico è il confronto con la Spagna: leggermente al di sotto in termini di eco-innovazioni sul Pil, essa supera decisamente l'Italia dal punto di vista della quota sulle domande di brevetto europeo (6.7 contro 2.6% ). La performance iberica dipende essenzialmente dall'impegno innovativo nel solare e nell'eolico, due ambiti in cui l'Italia, per la sua posizione geografica, potrebbe beneficiare delle stesse opportunità.
Tali risultati indicano chiaramente che il ritardo dell'Italia nelle nuove tecnologie riferite all'ambiente deve essere imputato alla carenza di politiche pubbliche, soprattutto da parte del governo centrale. Tuttavia, anche alle amministrazioni regionali va attribuita una parte di responsabilità.
(per vedere la «pagella» delle regioni nelle spese per eco-innovazione, vai su http://www.sbilanciamoci.info)
- Ma se abbiamo una banda che ci vuole imporre le centrali nucleari per i loro affari economici cosa pretendiamo ??? 07-03-2010 13:57 - Emanuele SalvadÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂÃÂ
- 31/03/2010 [26 commenti]
- 31/03/2010 [2 commenti]
- 30/03/2010 [56 commenti]
- 30/03/2010 [8 commenti]
- 29/03/2010 [1 commenti]
- 29/03/2010 [10 commenti]
- 27/03/2010 [30 commenti]
- 26/03/2010 [3 commenti]
- 26/03/2010 [18 commenti]
- 25/03/2010 [6 commenti]
- 24/03/2010 [47 commenti]
- 24/03/2010 [8 commenti]
- 24/03/2010 [2 commenti]
- 23/03/2010 [14 commenti]
- 23/03/2010 [0 commenti]
- 22/03/2010 [4 commenti]
- 20/03/2010 [14 commenti]
- 20/03/2010 [14 commenti]
- 19/03/2010 [32 commenti]
- 19/03/2010 [3 commenti]
- 19/03/2010 [8 commenti]
- 18/03/2010 [14 commenti]
- 18/03/2010 [5 commenti]
- 17/03/2010 [9 commenti]
- 17/03/2010 [13 commenti]
- 17/03/2010 [1 commenti]
- 16/03/2010 [20 commenti]
- 16/03/2010 [1 commenti]
- 15/03/2010 [7 commenti]
- 15/03/2010 [6 commenti]
- 14/03/2010 [39 commenti]
- 14/03/2010 [0 commenti]
- 13/03/2010 [21 commenti]
- 12/03/2010 [8 commenti]
- 12/03/2010 [0 commenti]
- 12/03/2010 [1 commenti]
- 12/03/2010 [4 commenti]
- 12/03/2010 [2 commenti]
- 11/03/2010 [10 commenti]
- 11/03/2010 [2 commenti]
- 10/03/2010 [19 commenti]
- 10/03/2010 [2 commenti]
- 09/03/2010 [9 commenti]
- 09/03/2010 [12 commenti]
- 08/03/2010 [14 commenti]
- 08/03/2010 [6 commenti]
- 08/03/2010 [2 commenti]
- 07/03/2010 [0 commenti]
- 07/03/2010 [16 commenti]
- 07/03/2010 [1 commenti]
- 06/03/2010 [73 commenti]
- 06/03/2010 [5 commenti]
- 05/03/2010 [1 commenti]
- 05/03/2010 [11 commenti]
- 04/03/2010 [15 commenti]
- 04/03/2010 [1 commenti]
- 03/03/2010 [4 commenti]
- 03/03/2010 [2 commenti]
- 03/03/2010 [9 commenti]
- 02/03/2010 [20 commenti]
-
La Somalia va a pesca
| di Giorgia Fletcher del 21.12.2012 -
La termoelettrica di Huexca
| di Fulvio Gioanetto del 20.12.2012
-
Bob Lutz in Gm, l'eterno ritornoBob Lutz è tornato. 80 anni il prossimo 12 febbraio, Robert Anthony “Bob” Lutz non è mai andato via davvero. Viene anzi il sospetto che forse non se ne andrà mai, come quegli highlander celebrati in un fortunato film, destinati a combattere nei secoli con gli spadoni per la loro immortalità. Le spade di Lutz sono le sue amate automobili.7 novembre 2011
-
Lezioni di dissensoDomenica Robert Reich ha aggiunto il proprio nome alla lunga lista di luminari e intellettuali di sinistra che hanno apportato la propria solidarieta’ negli accampamenti di occupy wall street. Reich, prolifico corsivista liberal (spesso tradotto sul Manifesto), professore di publci policy a Berkeley e ministro del lavoro nell’amministrazione Clinton, ha partecipato al “teach-in” – la assemblee-simposio durate tutto il weekend a Occupy Los Angeles.7 novembre 2011
-
Cosa significa “centro antiviolenza”? (DL femminicidio IV parte)
di Luisa Betti - 17.09.2013 02:09
-
La terra dei fuochi come il Vajont
di francesca - 16.09.2013 21:09
-
Ridiamoci sopra, Alberto Perino
di massimozucchetti - 16.09.2013 12:09
-
Larry Summers fuori
di luca celada - 16.09.2013 08:09
-
E’ morto il biologo Albert Jacquard, un grande umanista
di Anna Maria - 12.09.2013 14:09
-
Le sigle televisive – una carrellata
di nefeli - 11.09.2013 11:09
-
Scuola: precari assunti con lo stipendio bloccato
di Roberto Ciccarelli - 11.09.2013 10:09
-
Metà fumetto e metafisica: Valvoline e dintorni sotto il segno inquietante di Giorgio De Chirico
di Andrea - 05.09.2013 16:09
-
Egitto: da Tahrir a Otranto
di giuseppe.acconcia - 05.09.2013 15:09
-
Ghosn, un uomo (sempre più) solo al comando
di fpaterno - 04.09.2013 17:09
-
Sal – Conversazione con l’attore Salvatore Ruocco
di Filippo Brunamonti - 26.08.2013 18:08
-
La foto
di giuliasiviero - 17.08.2013 22:08
-
Arrivano i vostri ovvero la sindrome di Sansone
di gianni - 06.08.2013 06:08










