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FUORIPAGINA
07/03/2010
  •   |   Daniela Preziosi
    Bonino in dubbio, Bersani no

    Quel «se non ora, quando», quelle parole di Primo Levi che piombano in piazza del Pantheon, pronunciate da Emma Bonino, arriva molto oltre i presenti, investe - forse per la prima volta sul serio - tutto il centrosinistra. Se non ora «quando potremo dire che con i ladri e con i bari non si gioca», chiede e si chiede. Mai come questa volta, confessa Emma, ha avuto la tentazione di tirarsi indietro da una competizione che non riesce, forse ormai non può più , «rientrare nella legalità». Una tentazione più forte di quando, dopo quattro durissimi giorni, ha fermato uno sciopero della fame e della sete intrapreso per questo stesso obiettivo, dichiarando poi il proprio fallimento.
    I radicali da settimane si interrogano sullo starci o no. Convenzionalmente dividendosi tra pannelliani - praticamente tutti - più ribaldi, e «boniniani» - pochi, persino a fianco della candidata nella competizione del Lazio c'è la pannellianissima Rita Bernardini - e «governisti». Ma alla riunione fiume di ieri mattina a Torre Argentina, presenti Marco Pannella, Mario Staderini, Gianfranco Spadaccia e tanti altri della «galassia radicale», Marco Cappato in collegamento telefonico, anche Emma apre dicendo ora basta. Magari per anticipare Pannella. Fatto sta che per andare avanti i radicali chiamano a raccolta le proprie truppe, si fa per dire, in una un'assemblea nazionale «per discutere pubblicamente delle decisioni da assumere, convinti che nessuna scelta in questo momento debba essere data per scontata ». 
    Bonino, in piazza, pur nella drammaticità del momento, rassicura i suoi, coalizione ed elettori: «Se avessi ascoltato solo me stessa avrei già detto che con i bari non si gioca, ma credo che in questa circostanza sia necessario un confronto con tutte le altre forze che compongono la coalizione». Il Pd si dispone alla battaglia parlamentare contro il condono delle liste, ma, lo dice Pierluigi Bersani da Genova, pur capendo «la scossa e il turbamento» in ogni caso «nessun Aventino, con l'Aventino non abbiamo mai risolto niente». Bersani risponde con asprezza ai sospetti di «inciucio» che Marco Pannella gli aveva rivolto la sera di venerdì. 
    Si va avanti, dunque, se tiene l'asse Bersani-Bonino. A scanso equivoci, lo ribadisce anche il comitato Bonino, quando aderisce alla manifestazione di sabato prossimo: «Una grande manifestazione fatta da chi sostiene che i diritti e le regole sono più importanti del potere e della forza. Emma Bonino lo sta dicendo da tanto tempo e forse ora tutti possono capire quanta sostanza ci sia nella sua battaglia. Non ci fermeremo. Andremo fino alle elezioni con il nostro progetto per il Lazio». 
    A non parlare di ritiro è Riccardo Milana, il coordinatore: «Quando Emma dice 'se non ora quando' parla alla coscienza d questo paese. E solleva un problema concretissimo: se siamo passati ad una monarchia non costituzionale, chi ci assicura che il risultato delle elezioni, se non piacerà al re, verrà accettato proclamato?». In ogni caso il Pd punta alla battaglia in parlamento e fa come non vedesse lo spettro del ritiro della candidata. Non è neanche fattibile, spiegano i tecnici: una volta accettata la candidatura dalla Corte d'appello, il ritiro è un fatto politico, tecnicamente impossibile, salvo caso di decesso. Si va avanti: «Lunedì la regione Lazio riunirà la giunta per ricorrere alla Consulta per sollevare il conflitto di attribuzione sul decreto salva-liste. Questo renderà più forte la nostra battaglia nelle camere. Altro che Aventino», dice il Pd Lucio D'Ubaldo, anche lui del comitato Bonino.


I COMMENTI:
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  • Tutti parlano del Lazio e della Bonino... Io vivo in Lombardia e di sicuro ci toccheranno altri cinque anni di Furmìga & co. Ma perchè i lombardi sono così coglioni? 08-03-2010 14:44 - Pietro
  • Certo che non serve a niente l'Aventino! Serve opposizione vera e dura dalle aule del parlamento e mobilitazione dalle piazze per cacciare il governo. I radicali meglio lasciarli perdere!!! I radicali sono tutti estetica e provocazione senza alcun contenuto reale. Facciano i loro inutili scioperi della fame. I radicali sono dei liberisti non sono di sinistra. Quella bella faccia di Capezzone adesso è il portavoce del Popolo della libertà. Sveglia!!!!!! 08-03-2010 13:58 - Minima immoralia
  • ASTENSIONISMO 08-03-2010 11:10 - melania
  • Ieri su Liberazione cerano ben due pagine con intervista a Mario Tronti sulla questione dei diritti del lavoro, mentre sul manifesto nulla! assolutamente nulla. Editoriali tutti incentrati sulla deriva cesarista. Anche voi vi siete omologati alla retorica legalitaria borghese. Su ...su.. meno Valentino Parlato .. più Loris Campeti 08-03-2010 09:43 - Michele
  • Tenetevi care e buona la Bonino perchè dopo di lei, se non avete capito, sono...Casini.
    In tutti i sensi.
    E chi pensa di essere ancora nell'ottocento cerchi di sforzarsi e di guardare la realtà delle cose, invece di sognare le impossibili rivoluzioni del lumpenproletariat. 08-03-2010 09:08 - Jizzy
  • Bersani farebbe bene a cambiare il cavallo BONINO, solo così potrebbe ancora vincere la corsa contro il D-E-S-P-O-T-A. 08-03-2010 07:07 - ermanno
  • Non mi sono mai piaciuti gli slogan,nè di destra nè di sinistra,ma stavolta farò un'eccezione:ONORE AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA,AUTENTICO BALUARDO DELLA DEMOCRAZIA! 07-03-2010 21:09 - enrico
  • berlusconi dà per scontato un consenso che invece comincia a scricchiolare.
    è giusto denunciare la loro illegalità ma si vince solo se si ha il coraggio di proporre un progetto veramente alternativo di società: diritti invece di privilegi.
    e se sono davvero diritti bisogna partire dagli ultimi; ora è eversivo perfino sostenere che gli uomini sono tutti uguali.
    se si accetta la legge del più forte e si accetta di escludere qualcuno dall'umanità si legittima la sopraffazione del più ricco e del più forte.
    la sinistra ha perso perchè ha accettato di derogare ai propri principi. 07-03-2010 20:59 - mauro
  • Ma chi c'è dall'altra parte? Solo l'odio verso Berlusconi fa opposizione, se cadesse adesso questo governo uno ipotetico della opposizione non durerebbe più di 6 mesi. È questo che per me ha spinto Napolitano a firmare,seplicemente non esiste opposizione. Quando é esistita era stata organizzata da personaggi che come Togliatti erano cresciuti alle dipendenze dei peggiori dittatori della Storia Moderna.
    Sai che cambio! Forse è mejo stá minestra riscaldata 07-03-2010 19:49 - claudia
  • Senza le liste del centro-destra le elezioni sarebbe state falsate e sarebbero diventate uno strumento di attacco politico nelle mani del centro-destra. Sarebbe stato un enorme autogol e un colpo di grazia, probabilmente mortale, per tutto il centro-sinistra. Quindi la soluzione della riammissione delle liste costituisce il male minore per il centro-sinistra a cui resta solo la carta della propaganda elettorale. Mi sembra che Bersani e Di Pietro stiano facendo proprio questo. 07-03-2010 18:52 - Antonio B.
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