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Fabio Alberti
Roma non vuole quei giochi
Il sindaco Alemanno ha consegnato al Coni la candidatura bipartisan di Roma come sede delle olimpiadi del 2020. Ma bisogna avere il coraggio di dirlo: le Olimpiadi non possono essere ospitate né a Roma né a Venezia. Le Olimpiadi non sono più quell'evento sportivo, sobrio e appassionante, pensato da Coubertin, ma sono ormai un'altra cosa. Un circo mediatico consumista, una macchina per far denaro e una occasione di scempio del territorio. Roma invece è rimasta la stessa: quella dei palazzinari.
Chi si ricorda dei Mondiali '90? Quali benefici ne ha tratto la città? Nessuno, ricordiamo però l'air terminal abbandonato da anni (150 miliardi di lire), le stazioni ferroviarie mai usate di Farneto e Vigna Clara (80 miliardi), il sottopasso sulla Colombo. Monumenti allo spreco, al consumo di territorio e al cemento. Sono passati 30 anni e sei amministrazioni, ma con i Mondiali di nuoto del 2009 è successo lo stesso. Forse peggio. 200 milioni di euro buttati nella città fantasma dello sport a Tor Vergata, un rosario di piscine incomplete o costruite abusivamente, con poteri di deroga tipo Protezione civile e una scia di inchieste per corruzione e sanatorie bipartisan. Perché nel 2020 dovrebbe essere diverso? Il blocco di potere di costruttori ed immobiliaristi che domina la città eterna da sempre, e che ha imposto un modello economico basato sulla rendita soffocando lo sviluppo produttivo, non è cambiato. Si dice che le Olimpiadi faranno bene al turismo. Ma davvero Roma, la città più conosciuta al mondo dopo a New York, con i suoi 14 milioni di visitatori, ha bisogno delle Olimpiadi per promuoversi? Davvero 10 anni di cantieri aperti nella città e un adeguamento dell'offerta ricettiva alla invasione di milioni di spettatori per pochi giorni è quello che serve?
E non è vero nemmeno che porteranno ricchezza. Anzi. I mondiali di nuoto sono andati in rosso di 8 milioni di euro. A parità di capitali investiti i Giochi portano effetti limitati sull'occupazione, mentre il consumo di territorio, vera ricchezza della città, è enorme. Le grandi opere continueranno a drenare denaro sottraendolo agli investimenti di riqualificazione. Resteranno le opere: alcuni grandi impianti sportivi costosissimi, mentre la capitale ha bisogno di impianti diffusi, accessibili. Tante strade e qualche intervento di maquillage: ma chi lo dice che ci vogliono le Olimpiadi, ad esempio, per recuperare il Tevere?
No i giochi non possono tornare a Roma. Il Comitato Olimpico Internazionale assegnerà la sede dei giochi nel 2013. Abbiamo tre anni per convincerlo che non è il caso. Intorno all'opposizione al procedere per grandi eventi, segno di mancanza di fantasia, può coagularsi invece il fronte di coloro che hanno un'altra visione della città e sognano una Roma diversa, a misura di persona.
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Finalmente poche parole vere, realistiche, in un paese, meglio in un pianeta che vive solo a debito, costretti dai potentati economici più influenti, è ora di tornare a progetti sani, ecologici, sostenibili, possibilmente localistici fuori dagli schemi di Corporations e Multinazionali. Il fondo del barile è già stato raschiato, ora dobbiamo solo stringere la cinghia per poter ripartire con programmi seri, parola d'ordine: sostenibilità, sia essa morale che razionale. Se non passeremo al controllo delle nascite a livello planetario, addio sogni di ripresa, ricadremo nell'incubo del debito, che forse estingueranno i nostri nipoti...
Chi promette posti di lavoro e sviluppo a vanvera è un ipocrita ed un mistificatore, è necssario tornare al buonsenso contadino, che le politiche egli ulimi anni hanno distrutto, ovvero pretendere il possibile che il paese del ben godi non è mai esistito, e che i miraggi del consumismo, fanno solo gli interessi di pochi a discapito di molti, sia di destra che di sinistra che di centro. Il "sistema" ha ingurgitato tutto e tutti, il "sistema" non viene consigliato, ma imposto, dunque un nuovo totalitarismo è in atto, e ora che da segni di cedimento, si dibatte ferocemente con ogni mezzo spesso illecito pur di esistere.
per questo entano in tutti i modi di eludere i piccoli partiti e le loro proposte alternative, ne hanno paura, lo scandalo delle liste elettorali di questi giorni ne è un segno evidente, siamo arrivati alle leggi ad personam per i "figli" più estremi del capitalismo delle loro "famiglie" mafiose.
In ultimo, mi sia consentito, dobbiamo unire tutte le forze sane del panorama politico del paese,senza divisioni ideologiche, evitando scontri per futili motivi, mentre invece è necessario favorire quello che ci unisce contro il baratro e l'orrore dello strapotere economico, mediatico e politico dei grandi potentati, è l'unico modo per vincere un nemico sordo ad ogni razionale compromesso, pronto a seguitare nel suo disumano processo mistificatorio e prevaricatore di qualsivoglia alternativa. 10-03-2010 13:49 - onaocn
poi che altro??
e il circuito di Formula Uno all'Eur lo abbiamo dimenticato??
tanto è una città con un traffico già così scorrevole!!..
e magari affidare i lavori del tutto a Bertolaso e ai suoi amici..... 10-03-2010 01:53 - Paola
Grazie a Chiamparino (il sindaco più amato d'Italia, nonchè presidente dell'ANCI per i meriti acquisiti sul campo), Castellani, Bresso, Saitta, il PD tutto. Ma non dimentichiamo l'ex giunta regionale Ghigo e il centrodestra (con UDC) per l'impegno profuso.
Un premio speciale all'IdV per il silenzio tombale e perpetuo in materia.
Un caloroso augurio ai prossimi fortunati cittadini italiani. 09-03-2010 19:56 - Fabrizio