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FUORIPAGINA
09/03/2010
  •   |   Fabio Alberti
    Roma non vuole quei giochi

    Il sindaco Alemanno ha consegnato al Coni la candidatura bipartisan di Roma come sede delle olimpiadi del 2020. Ma bisogna avere il coraggio di dirlo: le Olimpiadi non possono essere ospitate né a Roma né a Venezia. Le Olimpiadi non sono più quell'evento sportivo, sobrio e appassionante, pensato da Coubertin, ma sono ormai un'altra cosa. Un circo mediatico consumista, una macchina per far denaro e una occasione di scempio del territorio. Roma invece è rimasta la stessa: quella dei palazzinari.
    Chi si ricorda dei Mondiali '90? Quali benefici ne ha tratto la città? Nessuno, ricordiamo però l'air terminal abbandonato da anni (150 miliardi di lire), le stazioni ferroviarie mai usate di Farneto e Vigna Clara (80 miliardi), il sottopasso sulla Colombo. Monumenti allo spreco, al consumo di territorio e al cemento. Sono passati 30 anni e sei amministrazioni, ma con i Mondiali di nuoto del 2009 è successo lo stesso. Forse peggio. 200 milioni di euro buttati nella città fantasma dello sport a Tor Vergata, un rosario di piscine incomplete o costruite abusivamente, con poteri di deroga tipo Protezione civile e una scia di inchieste per corruzione e sanatorie bipartisan. Perché nel 2020 dovrebbe essere diverso? Il blocco di potere di costruttori ed immobiliaristi che domina la città eterna da sempre, e che ha imposto un modello economico basato sulla rendita soffocando lo sviluppo produttivo, non è cambiato. Si dice che le Olimpiadi faranno bene al turismo. Ma davvero Roma, la città più conosciuta al mondo dopo a New York, con i suoi 14 milioni di visitatori, ha bisogno delle Olimpiadi per promuoversi? Davvero 10 anni di cantieri aperti nella città e un adeguamento dell'offerta ricettiva alla invasione di milioni di spettatori per pochi giorni è quello che serve?
    E non è vero nemmeno che porteranno ricchezza. Anzi. I mondiali di nuoto sono andati in rosso di 8 milioni di euro. A parità di capitali investiti i Giochi portano effetti limitati sull'occupazione, mentre il consumo di territorio, vera ricchezza della città, è enorme. Le grandi opere continueranno a drenare denaro sottraendolo agli investimenti di riqualificazione. Resteranno le opere: alcuni grandi impianti sportivi costosissimi, mentre la capitale ha bisogno di impianti diffusi, accessibili. Tante strade e qualche intervento di maquillage: ma chi lo dice che ci vogliono le Olimpiadi, ad esempio, per recuperare il Tevere?
    No i giochi non possono tornare a Roma. Il Comitato Olimpico Internazionale assegnerà la sede dei giochi nel 2013. Abbiamo tre anni per convincerlo che non è il caso. Intorno all'opposizione al procedere per grandi eventi, segno di mancanza di fantasia, può coagularsi invece il fronte di coloro che hanno un'altra visione della città e sognano una Roma diversa, a misura di persona.


I COMMENTI:
  • Al sapientone di turno (sì, meno male che almeno tu sei andato fuori dai piedi...), conosco benissimo Monaco, e potrei citarti anche il caso di Barcellona, che ha recuperato benissimo sia la zona del Monjuich che Barceloneta e il Porto Olimpico, giusto per citarne qualcuno. E con questo? Che cosa c'entrano questi casi con Roma e Venezia? La situazione urbanistica di queste città è completamente differente, e soprattutto gli attori dell'operazione sono altra cosa dai miserabili palazzinari ora nel giro Protezione Civile spa. L'Olympiazentrum di Monaco non è una installazione olimpica, è l'implementazione di un piano urbanistico, che prevedeva già piani reali di riutilizzo sociale delle strutture. Vuoi andare a vedere come le povere società sprotive romane hanno beneficiato dei mondiali di nuoto e delle strutture costruite? Vuoi comparare il territorio romano a quello di Monaco? Francamente, hai perso una buona occasione per tacere... 10-03-2010 16:51 - Marco
  • anche per le olimpiadi invernali chiamparino aveva messo il faccione in primo piano promettendo ricchi premi e cotillon per tutti. un anno dopo invitava la città a tenere il profilo basso viste le molte spese ed i bassi ricavi derivati dalle stesse olimpiadi, per cui il comune era senza soldi. 10-03-2010 16:07 - gianni b
  • E invece cari miei, vi sbagliate tutti. E per una volta anche il manifesto prende una cantonata. Le olimpiadi se sfruttate adeguatamente sono per una citta un`pportunitä incredibile. Io vivo a monaco di baviera, sede olimpica nel 1972. Ebbene, io usufruisco degli impianti imnpianrti olimpici ancora perfettamente funzionanti e utilizzatissimi per 15 euro a semestre (60 euro per i non studenti) dove sono offerti corsi di tutti gli sport immaginabili. Gli impianti sono sempre pieni di gente. Ogni giorno vado al lavoro con la metropolitana che e´stata costruita per le olimpiadi. Il sistema di trasporto pubblico di monaco e´il milgiore d`europa, ed e´stato costruito in gran parte per le olimpiadi. La gran parte dei miei amici vive in alloggi per studenti (gestiti dall´ente per il diritto allo studio) ricavati dal villaggio olimpico. Sempre dal villaggio olimpico sono stati ricavati milgiaia di alloggi popolari. Il parco olimpico e´di per se una figata. Insomma, non credo che ci sia nessun abitante della cittä dove vivo che sia pentito del fatto che nel 1972 le olimpiadi siano state fatte proprio qui. Anzi. Quindi il problema non sono le olimpiadi, ma la nostra classe politica inbecille e una borghesia egoista che si lasciano scappare l´occasione. I personaggi come l´autore dell`articolo e i suoi entusiasti commentatori condiscono il tutto con la solita fobia che ogni impianto sia una colata di cemento e ogni infrastruttura uno scempio ambientale. Mah, che paese di matti. Meno male che sono emigrato. 10-03-2010 14:54 - Matteo
  • "Le Olimpiadi non sono più quell'evento sportivo, sobrio e appassionante, pensato da Coubertin, ma sono ormai un'altra cosa. Un circo mediatico consumista, una macchina per far denaro e una occasione di scempio del territorio".
    Finalmente poche parole vere, realistiche, in un paese, meglio in un pianeta che vive solo a debito, costretti dai potentati economici più influenti, è ora di tornare a progetti sani, ecologici, sostenibili, possibilmente localistici fuori dagli schemi di Corporations e Multinazionali. Il fondo del barile è già stato raschiato, ora dobbiamo solo stringere la cinghia per poter ripartire con programmi seri, parola d'ordine: sostenibilità, sia essa morale che razionale. Se non passeremo al controllo delle nascite a livello planetario, addio sogni di ripresa, ricadremo nell'incubo del debito, che forse estingueranno i nostri nipoti...
    Chi promette posti di lavoro e sviluppo a vanvera è un ipocrita ed un mistificatore, è necssario tornare al buonsenso contadino, che le politiche egli ulimi anni hanno distrutto, ovvero pretendere il possibile che il paese del ben godi non è mai esistito, e che i miraggi del consumismo, fanno solo gli interessi di pochi a discapito di molti, sia di destra che di sinistra che di centro. Il "sistema" ha ingurgitato tutto e tutti, il "sistema" non viene consigliato, ma imposto, dunque un nuovo totalitarismo è in atto, e ora che da segni di cedimento, si dibatte ferocemente con ogni mezzo spesso illecito pur di esistere.
    per questo entano in tutti i modi di eludere i piccoli partiti e le loro proposte alternative, ne hanno paura, lo scandalo delle liste elettorali di questi giorni ne è un segno evidente, siamo arrivati alle leggi ad personam per i "figli" più estremi del capitalismo delle loro "famiglie" mafiose.
    In ultimo, mi sia consentito, dobbiamo unire tutte le forze sane del panorama politico del paese,senza divisioni ideologiche, evitando scontri per futili motivi, mentre invece è necessario favorire quello che ci unisce contro il baratro e l'orrore dello strapotere economico, mediatico e politico dei grandi potentati, è l'unico modo per vincere un nemico sordo ad ogni razionale compromesso, pronto a seguitare nel suo disumano processo mistificatorio e prevaricatore di qualsivoglia alternativa. 10-03-2010 13:49 - onaocn
  • Sono un allenatore di nuoto e so benissimo cosa è successo agli ultimi campionati mondiali di nuoto. Chi ci ha guadagnato (palazzinari e faccendieri) e chi ci ha rimesso (tutte le società e gli atleti: non ci sono più soldi neppure per fare l'attività istituzionale...) 10-03-2010 09:19 - athos
  • ma per carità d'iddio!!!
    poi che altro??
    e il circuito di Formula Uno all'Eur lo abbiamo dimenticato??
    tanto è una città con un traffico già così scorrevole!!..
    e magari affidare i lavori del tutto a Bertolaso e ai suoi amici..... 10-03-2010 01:53 - Paola
  • Piuttosto un bel giubileo :-) 09-03-2010 22:18 - claudio
  • Grazie alle Olimpiadi Invernali Torino 2006, il Comune di Torino è il più indebitato d'Italia (euro x abitante).
    Grazie a Chiamparino (il sindaco più amato d'Italia, nonchè presidente dell'ANCI per i meriti acquisiti sul campo), Castellani, Bresso, Saitta, il PD tutto. Ma non dimentichiamo l'ex giunta regionale Ghigo e il centrodestra (con UDC) per l'impegno profuso.
    Un premio speciale all'IdV per il silenzio tombale e perpetuo in materia.
    Un caloroso augurio ai prossimi fortunati cittadini italiani. 09-03-2010 19:56 - Fabrizio
  • sono perfettamente d' accordo! Il vero capitale di Roma, ma anche di Venezia, non ha bisogno delle Olimpiadi. Il territorio e tutta la sua storia devono essere tutelati e valorizzati. 09-03-2010 17:27 - cosmop
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