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Francesco Paternò
La rottamazione-truffa col passaparola
Si dice il peccato, non il concessionario. Gli incentivi alla rottamazione, benché scaduti il 31 dicembre scorso e non rinnovati dal governo nonostante la promessa di farlo, continuerebbero a essere operanti fino al 31 marzo. Come? Basta retrodatare il contratto d'acquisto di un'auto nuova dando indietro una da rottamare, per esempio con data 28 dicembre 2009, e il gioco è fatto. Anzi, la truffa allo stato è servita. E a dirla tutta, per le auto a gas gpl o a metano non c'è bisogno nemmeno della rottamazione per avere il bonus. Dunque, un affare vero per molti. Non tutti i concessionari lo farebbero - sono 3.800 in Italia gli aderenti alla Federaicpa - né tutte le Case avallerebbero. Ovviamente non ci sono campagne di promozione in corso: chi lo sa, lo dice all'amico. E' il passaparola l'anima della nuova rottamazione.
Il decreto attuativo del governo per la rottamazione specifica soltanto che gli ordini dovevano essere fatti entro il 31 dicembre e che l'immatricolazione deve avvenire al massimo entro il 31 marzo 2010. Tutto qua. E la catena di controllo? Ci sono concessionari che avrebbero detto ai loro venditori: «Se lo fai ti licenzio». Altri che invece avrebbero dato l'ok e navigato a vista con quel che avevano da smaltire. In effetti, l'importante è che l'auto venduta con retroadatazione sia già in concessionaria. Sia in stock, come si dice. Certo, a quel punto sarebbe logico che la Casa, ricevendo per esempio il 24 febbraio un ordine per l'acquisto con rottamazione di un'auto nuova datato 29 dicembre 2009, si insospettisca e chieda conto. Ma quanti costruttori sono pronti a rinunciare a incassi e quote di mercato di questi tempi bui, senza più aiuti di stato e con previsioni di crolli del 40 per cento delle vendite da aprile in poi? Qualcuno avrebbe mandato in giro circolari con qualche buffetto, ma nulla più.
Per evitare concorrenza sleale tra concessionari oltre che tra costruttori e truffa allo stato, ci sarebbero voluti almeno due vincoli. Il governo avrebbe dovuto varare una normativa più stringente. E la Casa avrebbe dovuto imporre alla propria rete almeno l'invio di una raccomandata con ricevuta di ritorno di tutti gli ordini con data ultima 31 dicembre, un giovedì in cui gli uffici postali sono stati per altro regolarmente aperti.
Ci risulta che qualcuno l'abbia fatto. Ma ci risulta anche che almeno un costruttore, piuttosto importante, sulla vicenda avrebbe scelto la terza via, più o meno quella di Ponzio Pilato. Ricevuto a gennaio, febbraio o a marzo un ordine con rottamazione datato dicembre 2009, avrebbe imposto una «sanzione» da 100 euro al suo concessionario per il «ritardo». E poi, diciamo messa la coscienza a posto, approvato la transazione. C'è chi ha definito questa «sanzione» un nuovo comandamento violato: «Ruba a chi ruba».
Ufficialmente, tutti negano - costruttori e imprenditori - che la rottamazione continui con altri mezzi. Martedì scorso abbiamo incontrato il nuovo presidente della Federaicpa, Filippo Pavan Bernacchi, piuttosto preoccupato per la salute del settore. Nel 2010, ci ha detto, senza più incentivi 15.000 posti di lavoro sono a rischio, il 30 per cento degli attuali associati potrebbe chiudere. Ecco perché la federazione chiede al governo ammortizzatori sociali per i dipendenti delle imprese concessionarie e revisione della fiscalità. Ma tornando ai numeri primi, quelle delle macchine, ci ha poi fatto sapere che nelle sue stime circa 300.000 ordini firmati nel 2009 saranno spalmati nei primi tre mesi del 2010 come immatricolazioni.
Secondo i dati del ministero dei trasporti, tra gennaio e febbraio sono state immatricolate in Italia 407.580 nuove auto, +25,49 rispetto al primo bimestre del 2009. Bisognerà attendere la fine di marzo - che si annuncia molto positivo per le Case - prima di tirare una riga e fare due conti. Se si venderanno altre 200.000 auto nuove per restare in media, faranno 600.000 nel primo trimestre. Sottraendo le 300.000 da ordini 2009, quante delle altre 300.000 saranno state vendute senza rottamazione retrodata?
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Ma se questo è lo stato dei padroni,di che ci stupiamo se la coperta serve solo ai padroni?
Gli operai,non vogliono costruire solo automobili.
Gli operai italiani possono costruire anche treni,navi e aerei.
Una nazione come l'Italia, nata con un doppio nome,- Italia e Fiatnam,-oggi stanno tutti a aiutare le vendite di queste automobili.
Hanno costruito più strade che binari.
Hanno fatto di queste città un grande parcheggio a cielo aperto.
Non si cammina ne a piedi ne in auto,per le strade di questo paese.Per colpa dell'automobile si sono persi milioni di ore di lavoro nel traffico.Un paese che sta morenddo foffocato in città sempre più puzzolenti.
Le finanze dei comuni,vivono sulle spalle degli automobilisti che coi semafori truccati,estorcono soldi.
Tutto a "scoppio".
Viviamo dal dopoguerra a oggi in un mondo tutto proteso all'automobile.
I treni trasportano solo il 30%delle merci prodotte,il resto viaggia su gomme.
I petrolieri e gli Agnelli si sono mangiati le nostre buste paga.
Abbiamo un paese da mettere in sicurezza.
Abbiamo una crisi degli alloggi, che ha fermato la crescita del popolo italiano.
Abbiamo una agricoltura da terzo mondo, con "negri" che ancora lavorano come schiavi a raccogliere arance.
Abbiamo un'azzeramento dell'edilizia sportiva.
Le scuole,senza più palestre.
Abbiamo una carenza di servizi che ci fa invidia persino uno stato come l'Ungheria.
Si sono mangiati tutto.
Tutto alla famiglia Agnelli e alla confindustria.
Persino la distribuzione è in mano ai stranieri e Ikea,non fa altro che impiantare mega mercati del mobile.
In una Italia,dove abbiamo sempre avuto il primato nello stile e nella praticità.
Siamo quelli che hanno imparato ai giapponesi a fare moto e oggi stiamo nella merda per colpa di questa famiglia di ladri.
Ma che fine ha fatto l'inchiesta dei soldi nascosti della famiglia?
Berlusconi è quello che è, ma anche gli Agnelli,hanno una grande responsabilità su tutto ciò.
Se ci fosse una vera giustizia in questo paese,dovrebbero arestarli questa sera stessa.
Ma nonostante che ci hanno portato via i soldi, stanno investendo i "loro"soldi in tutto il mondo,continuando a impoverirci,nessuno fa una seria inchiesta su di loro.
Io li sbatterei in galera,solo per aver rubato con la juventus,almeno due scudetti della Roma. 11-03-2010 16:52 - maurizio mariani